Cuore di tenebra

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

3.9
(8383)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Finlandese , Catalano , Portoghese , Polacco , Svedese , Galego

Isbn-10: 8817167363 | Isbn-13: 9788817167369 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Spina

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Testo inglese a fronte.

Marlowe racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluvialeucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e,giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stentie di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro.In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto apartire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere "la tenebra del suo cuore".
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  • 5

    Alla ricerca di Kurtz

    Marlow racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede co ...continua

    Marlow racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente.
    "Risalire quel fiume era come compiere un viaggio indietro nel tempo, ai primordi del mondo."
    "Kurtz ha scelto di superare ogni limite ed è arrivato in un posto da cui non si può più tornare."
    Capolavoro. Basta questo per descrivere Cuore di tenebra. Considerato uno dei classici del XX secolo, questo romanzo breve è un viaggio nel mistero; è la storia di un'assurda ossessione, ma soprattutto una denuncia alla banalità del male intrinseca alla natura umana, che viene concentrata nella figura di Kutrz: inquietante, solitario, potente con le popolazioni indigene, diabolico... Il suo vivere rintanato nel cuore della foresta, l’incredibile quantità di avorio che invia alla Compagnia, l’adorazione che gli indigeni provano per lui e il suo voler essere un idolo per gli indigeni sono tutte caratteristiche che lasciano un terribile senso di angoscia. Rappresenta l’uomo che per forza e intelligenza sconfina oltre l’umano per diventare animale e dio. Ma non è solo questo Cuore di tenebra: è un'aperta quanto ironica denuncia verso il colonialismo europeo, verso la schiavizzazione perpetrata ai nativi africani, verso la distruzione senza limiti e senza morale nei confronti degli animali e della natura... Conrad ci riporta, in forma romanzata, la sua esperienza che fece proprio in Congo nel 1890, a bordo di un vaporetto. A questo capolavoro si è ispirato il regista Francis Ford Coppola, che ci ha regalato uno dei film più controversi mai fatti, ovvero Apocalipse Now, con la differenza di averlo ambientato nel Vietnam degli anni '70. Consigliatissimi sia il romanzo che il film.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile, tetro, lento e dalla scrittura pesante. Resta, però, quel senso di oppressione al petto che si viene a creare mano a mano si prosegue con la lettura che non fa che aumentare. Fondamentale o ...continua

    Difficile, tetro, lento e dalla scrittura pesante. Resta, però, quel senso di oppressione al petto che si viene a creare mano a mano si prosegue con la lettura che non fa che aumentare. Fondamentale opera per capire qualcosa in più della nostra anima.

    ha scritto il 

  • 2

    Una delusione. I temi trattati sono importanti ma la scrittura non è coinvolgente. Ho trovato questo libro noioso, anche nella sua brevità. Mi aspettavo molto di più, ritenterò con altro di Conrad. ...continua

    Una delusione. I temi trattati sono importanti ma la scrittura non è coinvolgente. Ho trovato questo libro noioso, anche nella sua brevità. Mi aspettavo molto di più, ritenterò con altro di Conrad.

    ha scritto il 

  • 5

    recensione a cura di lunaticamente.com

    Link alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/26-cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad.html
    Premetto che questo libro me lo hanno regalato e se fosse stato per me non lo avre ...continua

    Link alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/26-cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad.html
    Premetto che questo libro me lo hanno regalato e se fosse stato per me non lo avrei mai letto di mia spontanea volontà.
    In realtà mi sono ritrovata fra le mani un libro che mi ha ammaliata e trasportata nel cuore dell'Africa nera; è stato un viaggio suggestivo tanto che potevo sentire i tamburi delle popolazioni indigene in lontananza, immaginavo di ballare con loro intorno al fuoco in una danza macabra avvolta da un aura nera e da spiriti maligni, mi sembrava di sentire l'odore di morte e il caldo soffocante.
    Il messaggio di questo libro secondo me si può riassumere con questo paragrafo:
    "...Aveva occupato un soglio eccelso tra i demoni di quella terra – lo dico in senso letterale. Voi non potete capire. E come potreste? – con un buon selciato compatto sotto i vostri piedi, circondati da vicini cortesi pronti ad incoraggiarvi o ad attaccarvi, mentre muovete passi cauti fra il macellaio e il poliziotto, nel sacro terrore dello scandalo e delle forche e dei manicomi – come potreste immaginare quella particolare regione dell'era primordiale in cui la solitudine – una solitudine totale, senza poliziotto – e il silenzio – un silenzio totale, senza la voce ammonitrice di un cortese vicino che sussurri la pubblica opinione – conducono i passi di un uomo liberi da ostacoli? Queste piccole cose costituiscono l'immane differenza. Quando vengono meno si è costretti a ripiegare sulla propria forza innata, sulla propria attitudine alla fedeltà. Naturalmente si può essere anche troppo idioti da finir male – tanto ottusi da non accorgersi neppure di essere assaliti dalle potenze delle tenebre."
    E' una chiara critica al colonialismo nei confronti del continente africano in cui il "nemico" da sconfiggere, era per assurdo, l'indigeno.
    Vengono dipinte scene di morte molto toccanti e tristi, che appesantiscono il cuore come per esempio quando Marlow arriva vicino al fiume e trova un cimitero a cielo aperto dove gli indigeni sfruttati fino allo stremo, andavano a morire soli e stanchi.
    Il romanzo si può dividere in due: la prima parte quella in cui Conrad entra lentamente in questa terra sconosciuta e affascinante, in cui il lettore fatica a staccarsi dalla voce narrante e vive la storia con distacco.
    Nella seconda parte invece sembra di scivolare dentro ad un incubo in cui il battello è guidato dalla morte in persona che guida Marlow attraverso le terre del male.
    Kurtz rappresenta la parte selvaggia dell'animo umano che senza regole imposte dalla società deve far fede al suo istinto che senza veli si rivela spietato, crudele, malato e sadico.
    Marlow invece è come un uomo che si guarda allo specchio e vede Kurtz in se stesso, lo vede in modo distaccato ma lo rispetta e ne è anche tremendamente affascinato.
    Vuole salvarlo e mentre lo porta verso casa questo comincia ad urlare "Che orrore! Che orrore!"
    Perché? E' una domanda che Conrad vuole che ci poniamo ed io ho potuto capire questo:
    Kurts - estrapolato dalla vita selvaggia e senza regole in cui ha vissuto fino a quel momento - quando il suo lato "civilizzato" torna alla luce e si rende conto delle cose che ha fatto ne prova orrore ed è un peso insostenibile.
    Non serve andare troppo lontano per capire che questo messaggio é attuale.
    Basta vedere anche ai giorni nostri dove scoppia una guerra tutto è permesso: seppellire persone e animali vivi, decapitare, uccidere il proprio vicino di casa, violentare e seviziare.
    Sembra quasi che il lato selvaggio dell'uomo sia sempre in agguato pronto a sferrare un terribile attacco.
    Non posso fare a meno di proporvi qualche frase poetica che ho trovato in questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    被扣掉的一顆星是由於翻譯。

    這版本前頭批評了幾個譯本的翻譯問題,但本身的某些譯註(純粹只為表達譯者個人見解的那種)稍嫌多餘,還有更多甚至因為排版方式的關係而一再透漏後續情節,破壞閱讀樂趣。

    另外,新書皮背後的簡介使用的譯名(馬洛、谷爾茲)跟書內使用的(馬羅、庫茲)居然不一致......oTZ

    ha scritto il 

  • 5

    Books are a girl's best friends.

    Potrebbe essere dissacrante associare Marilyn a Conrad, ma non sarebbe fantastico se Cuore di tenebra diventasse pop quanto Marilyn?

    Dissacrazioni a parte, ancora una volta, tra le pagine di un libro ...continua

    Potrebbe essere dissacrante associare Marilyn a Conrad, ma non sarebbe fantastico se Cuore di tenebra diventasse pop quanto Marilyn?

    Dissacrazioni a parte, ancora una volta, tra le pagine di un libro ho ritrovato un po' di me stessa, come quando, in un momento di disorientamento, perdi la rotta ed un caro amico, che ti conosce bene, viene in tuo soccorso per aiutarti a ritrovarla.

    E' successo esattamente questo con Conrad: sono tornata indietro nel tempo, a più di quindici anni fa - sigh!, ai tempi dell'Università, di Inglese III e di una tesina su questo capolavoro a cui avevo dato l'anima. Davvero non si può riavvolgere il nastro della nostra vita e farlo ripartire da dove vogliamo?

    ... Vabbé, mi godo e condivido uno stralcio di Conrad. Mi consolo citando le parole di Marlow a proposito di Kurtz, figura misteriosa e ambigua che domina la narrazione:

    "Era solo una parola per me. Non vedevo l'uomo dietro a quel nome, non più di quanto lo vediate voi. Voi lo vedete? E la storia la vedete? Vedete qualcosa? È come se stessi cercando di raccontarvi un sogno, e non ci riuscissi, perché non c'è resoconto di un sogno che possa rendere la sensazione del sogno, quel miscuglio di assurdità, di sorpresa e di sconcerto nello spasimo di un'affannata ribellione, quella sensazione di essere prigionieri dell'incredibile che è l'essenza stessa dei sogni...".

    ha scritto il 

  • 4

    La terra vista dall'acqua

    La spinta finale alla lettura di questo libro l'ho ricevuta da un mio amico, che, intervistato sulle sue ultime letture, ha detto di avere finito Cuore di tenebra per la 14esima volta. Così, ho sfidat ...continua

    La spinta finale alla lettura di questo libro l'ho ricevuta da un mio amico, che, intervistato sulle sue ultime letture, ha detto di avere finito Cuore di tenebra per la 14esima volta. Così, ho sfidato il mito e ora che l'ho letto gli chiederò un commento. Intanto raccolgo le idee per il dibattito.
    Questo racconto è ricchissimo di suggestioni e scritto con maestria. L'argomento principale è la denuncia del colonialismo, nella sua brutalità e rapacità, opinione non scontata dato che nel 1899 si era in pieno colonialismo, e Conrad racconta degli uomini con un cerchio di metallo intorno al collo che venivano usati per costruire una ferrovia e venivano staccati dalla catena solo per andare a morire in un boschetto.
    Anche se non ci sono riferimenti espliciti, credo che si tratti dell'orribile storia del Congo sotto il dominio personale di Leopoldo II del Belgio (caucciù, mani mozzate, gente crocifissa, truppa reclutata fra i cannibali, ampiamente descritta su Wiki).
    Tuttavia quello che mi è piaciuto di più è il racconto della terra vista dall'acqua: le prime pagine in cui la nave percorre l'estuario del Tamigi, diretta in un continuum acquatico fino al grande fiume africano sono bellissime e molto sentite. Conrad ci racconta il mondo con una prospettiva contraria all'usuale: non guarda verso il mare, ma dall'acqua guarda la terra, che si tratti dell'estuario del Tamigi o dell'Africa equatoriale. Il continente africano è avvistato come una costa orlata dal verde scuro della foresta, quasi nero; il mare azzurro velato di foschia,il sole accecante, la terra rorida e luccicante per il vapore. Risalendo il grande fiume, la terra è una muraglia vegetale fittissima, che nasconde la vista all'osservatore e aumenta il timore dell'ignoto.
    Il centro drammatico della narrazione è il signor Kurtz, un mistero che pian piano si svela. Spesso per Cuore di tenebra si usa l'aggettivo ambiguo. Io non vedo alcuna ambiguità, la singolare ammirazione che il narratore Marlow prova per Kurtz credo sia un semplice espediente letterario per enfatizzarne la personalità. Kurtz rappresenta la deriva della mente di un uomo occidentale distaccato dal suo ambiente e proiettato in un luogo “altro”, nel quale viene fatta sospensione di qualunque idea di dignità umana o legge morale. Kurtz è in qualche modo divinizzato dagli indigeni. Senza arrivare a tanto, mi sono sempre chiesta come funzionari europei fossero in grado di vivere in climi impossibili, correndo rischi molto alti per anni, sia pure con una prospettiva di guadagno consistente, come facessero a sopravvivere sani nel corpo e nella mente.
    La risposta si può trovare in Cuore di tenebra, in Viaggio al termine della notte, in Honolulu e altri racconti, di Maugham, molto bello.

    ha scritto il 

  • 5

    “L’orrore! L’orrore”

    La chiave di lettura di questo romanzo, cardine della produzione di Joseph Conrad, è appunto nelle due parole sopraccitate, ultima esclamazione prima di morire del misterioso, nonché enigmatico, signo ...continua

    La chiave di lettura di questo romanzo, cardine della produzione di Joseph Conrad, è appunto nelle due parole sopraccitate, ultima esclamazione prima di morire del misterioso, nonché enigmatico, signor Kurtz, principale artefice dello sfruttamento delle risorse locali ed estrema emanazione delle società europee ad esso collegate.
    Tutto il romanzo è un’immensa metafora-paradosso degli enormi guasti creati già nell’ottocento, dalla cosiddetta società civile occidentale, nei riguardi dei popoli “non civilizzati”, in questo caso riferito all’Africa e al pesante sfruttamento di cui furono oggetto le sue materie prime da parte delle nazioni europee che l’avevano colonizzata. Guasti che peseranno moltissimo quando poi il continente africano proverà a muoversi con delle proprie autonomie.
    La scrittura di Conrad è molto evocativa creando con rara arte luoghi ed atmosfere al limite della tangibilità, anche con l’efficace descrizione di veri e propri gironi infernali, dove agiscono poi gli allucinati personaggi, protagonisti del sistematico saccheggio in atto tra i recessi dei fiumi africani. Suggestivo il momento culminante del romanzo, a cui si è ispirato anche Francis Ford Coppola con il suo “Apocalypse now”, in cui, in un’atmosfera sospesa, vagamente metafisica, avviene l’incontro tra l’emissario della società e il carismatico Signor Kurtz: attraverso i dialoghi criptici tra i due verrà dispiegato tutto l’orrore che sta producendo la devastazione in atto, sia sugli uomini che sulle cose.
    Un esplicito atto d’accusa verso una socièta occidentale preoccupata già all’epoca soltanto di sopravvivere a se stessa; un drammatico richiamo alle responsabilità dei tanti “cuori di tenebra” che misero in atto quello scempio…

    https://www.youtube.com/watch?v=SGyBvvbC_Mg

    “Un corso d’acqua deserto, un grande silenzio e una foresta impenetrabile. L’aria era calda, densa, opprimente, stagnante. Non c’era gioia nello splendore del sole. I lunghi tratti di quel corso d’acqua procedevano deserti, nel buio di ombreggiate lontananze.”

    “Nessuno sfoggio di eloquenza avrebbe potuto distruggere la fede di un uomo nell’umanità, più di quella sua ultima esplosione di sincerità. Lottava anche con se stesso. Lo vidi, lo udii. Vidi il mistero inconcepibile di un’anima che non conosceva né freno, né fede, né paura, e che pure lottava alla cieca con se stessa.”

    “Aveva ricapitolato – aveva giudicato: “l’orrore!” Era un uomo notevole. Dopo tutto, aveva espresso una sorta di fede; con schiettezza, con convinzione; c’era nel suo sussurro una nota vibrante di rivolta, il volto terrificante della verità intravvista.”

    ha scritto il 

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