Cyrano De Bergerac

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Editeur: Gallimard-Jeunesse

4.5
(2701)

Language: Français | Number of pages: 461 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Portuguese , Catalan , Dutch , Indonesian

Isbn-10: 2070409317 | Isbn-13: 9782070409310 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Mass Market Paperback , Leather Bound , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Description du livre
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  • 0

    Rossana è una... °v°

    Se c'è una cosa in cui credo con estrema convinzione è che l'amore lo si dà alle persone sbagliate più spesso di quanto uno non speri. Questa cosa era vera 119 anni fa, quando quest'opera uscì per la ...continuer

    Se c'è una cosa in cui credo con estrema convinzione è che l'amore lo si dà alle persone sbagliate più spesso di quanto uno non speri. Questa cosa era vera 119 anni fa, quando quest'opera uscì per la prima volta, ed è vera ancora oggi.
    Con un bel faccino ci si nasce, è solo una questione di culo.
    Un animo intelligente, acuto, romantico e fondamentalmente non-stupido lo si ottiene nel tempo e se lo si vuole.
    Rossana avrà di certo avuto un naso piccolo e carino, ma nonostante ciò non è riuscita a vedere al di là di esso: era troppo distratta da bel faccino di Cristiano.
    Cyrano, amico caro, se solo non ti fossi fissato a vita su questo amore ne avresti di certo trovato uno meritevole delle tue lacrime e delle tue parole. Non ti sei perso niente, fidati.
    Come ho fatto a perdermi quest'opera così densa di emozione fino ad oggi, non me lo so proprio spiegare. Considerando che mi sono fissata su letture come "Il cardellino" e "Le luci nelle case degli altri", ne deduco che stavo dando anche io il mio amore a chi non lo meritava. Fortuna che me ne sono accorta in tempo.

    dit le 

  • 5

    “(…)perché, grazie al caso che fa nascere, / ho il dono di esprimere… ciò che forse tu provi?”

    L’occasione che m’ha ricordato quanto può valer la pena leggere il “Cyrano de Bergerac” anche se si ha tutta l’aria di conoscerlo così a naso, tanto è diventato un’antonomasia il personaggio di Edmond ...continuer

    L’occasione che m’ha ricordato quanto può valer la pena leggere il “Cyrano de Bergerac” anche se si ha tutta l’aria di conoscerlo così a naso, tanto è diventato un’antonomasia il personaggio di Edmond Rostand, è stata aulicissima: l’esclusione del ballerino Alessio Gaudino dall’edizione di Amici 2016.

    La donna che mi ha sposato lo dava per vincitore, era entusiasta del quadro ballettistico coreografatogli da Giuliano Peparini su Caravaggio– da quando a ogni puntata fanno i complimenti a codesto Peparini buona parte degli italiani sa finalmente a cosa pensare, quando si dice la parola ‘coreografo’; quando poi Alessio “Ale dei Blu” Gaudino ha interpretato il Cyrano, recitando con una vociaccia il verso: “Insomma, Sali, animale!”, lei ha detto: “Se non arriva in finale, neanche la guardo più la trasmissione! Però che bello, il Cyrano”.

    Il giorno dopo le ho regalato l’ultima traduzione feltrinelliana del Cyrano, il personaggio ricostruito da Rostand su Savinien Cyrano de Bergerac e che l’ha del tutto sostituito, perché ormai è più reale il personaggio della fantasia di Rostand che non il Savinien in quanto tale. Due settimane che il libro restava là, ignorato; ho deciso di leggermelo intanto io, e del Cyrano de Bergerac ho scoperto di non saperne nulla: il testo teatrale di Rostand è apertissimo, come scene e trovate si offre a una ricontestualizzazione infinita, e immediatamente mi è nato il sogno di un Rostand tradotto da Aldo Busi, capace di rivitalizzare e riattualizzare l’Alice di Lewis Carroll in maniera magistrale, perché là come qua la lingua e la sua plasticità sono i protagonisti assoluti del campo.

    Tra leccarde e tiorbe, pasticcieri e cappuccini, preziose e spadaccini, il “Cyrano de Bergerac” è tutto un lungo istante di divertimento e malizia, di confusione e provocazione, di spacconaggine e dolcezza, di dolore e passione, di idiozia e esagerazione, di morte e di amore, di coraggio e di vergogna, di verità esibita e di nascosta paura della verità, insomma: è una scrittura al bacio, perché poi “Un bacio, dopo tutto cos’è?”

    dit le 

  • 5

    " Un bacio, dopo tutto cos'è?
    Un giuramento fatto un po' più da vicino, una promessa più precisa, il si ad un
    assenso,
    un punto rosa sulla i di amor mio;
    un segreto confidato alla bocca invece che ...continuer

    " Un bacio, dopo tutto cos'è?
    Un giuramento fatto un po' più da vicino, una promessa più precisa, il si ad un
    assenso,
    un punto rosa sulla i di amor mio;
    un segreto confidato alla bocca invece che all'orecchio,
    un istante di infinito che fa il ronzio d'ape,
    una comunione che ha il gusto del fiore,
    un modo per respirarsi un poco il cuore,
    e un po' gustarsi, a fior di labbra, l'anima!"

    dit le 

  • 4

    Premetto che non sono un'amante dei testi teatrali... faccio molta fatica a 'entrare' nella storia, a provare empatia nei confronti dei personaggi, nel sentirmi coinvolta. Devo dire che leggendo Rosta ...continuer

    Premetto che non sono un'amante dei testi teatrali... faccio molta fatica a 'entrare' nella storia, a provare empatia nei confronti dei personaggi, nel sentirmi coinvolta. Devo dire che leggendo Rostand questo senso di 'estraneità' l'ho provato solo all'inizio, quando ho dovuto integrare e abituarmi ai vari personaggi e ambientazioni. Poi è stato un susseguirsi di emozioni (e di lacrime!). Da leggere e rileggere.

    dit le 

  • 4

    Una grandissima commedia teatrale

    Mi sono avvicinata a questa commedia con molta curiosità.
    La lettura è risultata in certi momenti difficoltosa, del resto stiamo parlando di un testo di altri tempi.
    Tuttavia la storia è appassionante ...continuer

    Mi sono avvicinata a questa commedia con molta curiosità.
    La lettura è risultata in certi momenti difficoltosa, del resto stiamo parlando di un testo di altri tempi.
    Tuttavia la storia è appassionante e calibrata con la giusta perizia. Al suo interno possiamo trovare ironia, coraggio, tristezza e romanticismo.
    L'opera, insomma, è ben riuscita.. ora non mi resta che vederla a teatro.

    dit le 

  • 5

    Ilarità e sarcasmo.

    è un libro a sé.
    Non è una lettura scorrevole sotto diversi aspetti ma è resa comunque godibile.
    Il personaggio principale è ben definito, sagace che da mostra ad una lieve ironia che sa dove colpire. ...continuer

    è un libro a sé.
    Non è una lettura scorrevole sotto diversi aspetti ma è resa comunque godibile.
    Il personaggio principale è ben definito, sagace che da mostra ad una lieve ironia che sa dove colpire.

    dit le 

  • 4

    Faust con cappa e spada

    Mi sono innamorato della storia di Cirano quando l'ho sentita raccontare da Baricco nella prima puntata di Totem, una decina di anni fa. Ha rincarato poi la dose la bellissima canzone di Guccini che r ...continuer

    Mi sono innamorato della storia di Cirano quando l'ho sentita raccontare da Baricco nella prima puntata di Totem, una decina di anni fa. Ha rincarato poi la dose la bellissima canzone di Guccini che reintepreta lo spirito del personaggio alla luce dei nostri giorni.
    Ma perché mi sono affezionato tanto a Cirano?
    In primo luogo perché Cirano è un solitario. Non si sente partecipe del mondo che lo circonda, di cui disprezza l'ipocrisia, l'arrivismo, le falsità, i compromessi e i pregiudizi. In una parola: le viltà.
    Inoltre, benché sia un ribelle, la sua figura non si tinge mai dei toni "maledetti" propri di tanti personaggi postromantici. Egli rimane fondamentalmente un eroe romantico che si batte contro tutto e contro tutti (sconfigge 100 avversari in un solo duello!) e la cui rabbia assume toni smisurati, tanto da spingerlo ad augurarsi di incontrare dei giganti per poterla sfogare per bene.

    Un altro motivo di fascino è che Cirano ha una personalità poliedrica.
    Non è "soltanto" il piú grande spadaccino e il miglior poeta di Parigi, è anche valente musico e filosofo e fisico (almeno nell'accezione che questo aggettivo aveva a metà del '600). Insomma, un uomo di valore e di cultura a tutto tondo.

    Ma il fascino maggiore è dovuto al fatto che nonostante tutti questi notevoli punti di forza, Cirano è debole e vulnerabile proprio nel cuore della sua sensibilissima umanità: in amore.
    E secondo me in questo contrasto sta la cifra piú profonda della sua modernità. Lui che ha realizzato le sue potenzilità virili e spirituali fino a vette di eccellenza inaudite, vive con la limpida e bruciante coscienza che agli occhi di una donna tutto ciò non conta nulla, se paragonato al bel profilo del piú stupido e vile dei cavalieri. Non c'è spada, né verso, né scienza che tenga.

    Ecco perché il patto con Cristiano assume una connotazione quasi diabolica, da dottor Faust. Alleandosi col bel cadetto, Cirano acquisisce la possibilità sia di scrivere lettere d'amore alla sua adorata Rossana sia di completare finalmente sé stesso, correggendo quel terribile torto che gli ha fatto la Natura.
    Il patto è fin dall'inizio paradossale perché Cirano, fiero avversario di ogni forma di menzogna sceglie di indossare la maschera di Cristiano per recitare la parte dell'amante appassionato. Ma in realtà egli finge di fingere poiché è veramente innamorato di Rossana e quindi per lui il velo dell'inganno è trasparente mentre per Rossana costituirà un pesante drappo che ai suoi occhi oscurerà definitivamente la figura del valente, ma deforme, cugino.

    È cosa risaputa che che i patti col diavolo sono sempre funesti.
    E cosí Cirano, che ha soffiato la propria anima dentro Cristiano, non potrà piú trappare quel velo perché Cristiano in guerra ci muore per davvero, facendo di Rossana una vedova inconsolabile.
    Morta la maschera, anche l'attore è ridotto al silenzio.
    E silenzio sarà.
    Per 14 lunghissimi anni.

    Soltanto in punto di morte Cirano, quasi controvoglia, si ridurrà a svelare l'imbroglio.
    Rossana, stupefatta, comprende e si commuove ma ormai non c'è piú tempo.
    In questo riconoscimento fin troppo tardivo si scorge il ghigno di un destino beffardo e spietato. Destino che oltretutto ha negato a Cirano anche una fine onorevole giacché egli muore a causa di una trave che i suoi nemici gli hanno fatto cadere in testa in un vile agguato, non riuscendo a batterlo a viso aperto.

    Cosí Cirano, spada alla mano, si appresta ad affrontare il suo ultimo duello, quello con la Morte. E in questa fine malinconica e sbagliata brilla ancora di piú la luce della sua fiera ed indomita individualità.

    dit le 

  • 5

    Un fesso

    Cyrano, l'eroe indomabile, spadaccino terribile, lingua assassina, ama non corrisposto Rossana.
    Lei si invaghisce di un altro, scorgendovi qualità che non possiede.
    Cosa fa il nostro? Anziché dichiara ...continuer

    Cyrano, l'eroe indomabile, spadaccino terribile, lingua assassina, ama non corrisposto Rossana.
    Lei si invaghisce di un altro, scorgendovi qualità che non possiede.
    Cosa fa il nostro? Anziché dichiararsi a una donna che, come gli confesserà, vuole un uomo vero e non un grazioso bambolotto, si sacrifica per tutta una vita facendo del rivale l'uomo dello schermo. Rossana corrisponde a Cyrano come lui corrisponde a Rossana ma il desiderio dell'altro da sé dove non c'è identità s'affloscia.
    Intelligenza, arguzia e spirito sottile vengono adoperate per costuire una figura che non c'è, sia mai che l'amata scopra chi è il vero artefice di lettere e versi.
    Solo l'imminenza della morte svelerà un equivoco durato un'esistenza intera.
    A che serve essere se poi non ci si mette in gioco? Per guardarsi allo specchio e dirsi che si è tanto fighi? Questi giochini lasciamoli a Narciso.

    dit le 

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