Daisy Miller

Di

Editore: Mondadori

3.6
(687)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8804390662 | Isbn-13: 9788804390664 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Garnero

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
La vicenda drammatica della giovane Daisy Miller, una giovane americana,spontanea e sincera, in vacanza in Europa che, nonostante la sua assolutainnocenza, viene criticata e addirittura messa al bando dai suoi connazionaliper i suoi modi disinvolti e per i suoi rapporti troppo amichevoli con ungiovane italiano.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non ho mai permesso ad un uomo di impormi la sua volontà.

    Daisy Miller è il mio primo approccio con Henry James. La voglia di approcciarmi a questo autore iniziando con questo romanzo, è nata con Leggere Lolita a Teheran in cui appunto si parla anche di ques ...continua

    Daisy Miller è il mio primo approccio con Henry James. La voglia di approcciarmi a questo autore iniziando con questo romanzo, è nata con Leggere Lolita a Teheran in cui appunto si parla anche di questo romanzo.
    La storia ruota attorno alla giovane americana Daisy Miller che si trova in viaggio in Europa insieme alla madre e al fratellino. La ragazza si rifiuta di adeguarsi alle convenzioni europee e continua a comportarsi, non si sa se ingenuamente o consapevolmente, in un modo che la rende colpevole di civetteria e comportamenti scandalosi. Sia in Svizzera che a Roma, Daisy viene messa sotto accusa per la leggerezza con cui si accompagna a vari gentiluomini. Tutto ci viene narrato dalle parole di un suo compatriota, Winterbourne, che si trova testimone della condotta, non si sa se innocente o corrotta, di Daisy.
    Daisy Miller è un breve romanzo che racconta però una storia particolarmente intensa, specialmente dal punto di vista dell'analisi della società che James fa e della figura di Daisy, un connubio tra frivolezza e desiderio di libertà.
    Tra la Svizzera e Roma, Daisy si fa riconoscere praticamente da tutti per il suo comportamento considerato frivolo e leggero, per le sue uscite notturne e non con gentiluomini e senza chaperon, per il suo atteggiamento a cavallo tra l'innocenza e la sventatezza. A testimoniare tutto ciò e a riportarlo a noi, c'è Winterbourne, americano che vive in Europa da anni, che si fa prima conquistare dalla giovane e bella Daisy e poi pian piano si lascia condizionare da quello che è il pensiero comune sulla ragazza. Fino alla fine non sapremo mai, esattamente come Winterbourne, chi era davvero Daisy, se solo una giovane civetta americana o una giovane donna troppo avanti per i suoi tempi.
    Leggendo questo romanzo, ho capito perchè Azar Nafisi ne parla nel suo Leggere Lolita a Teheran, Daisy Miller è un romanzo estremamente moderno per gli anni in cui fu scritto. La stessa Daisy è una protagonista inusuale, una giovane donna che rifiuta tutte le convenzioni della società dell'epoca, usi e costumi così rigidi che le stanno stretti, e decide di agire come meglio crede, infischiandosene delle chiacchiere di quella buona società che in realtà nasconde solo pregiudizio.
    Lo stile di James è lineare, scorrevole, elegante e ricco di meravigliose descrizioni. I suoi personaggi sono caratterizzati alla perfezione e spiccano per contrari motivi, rendendo questa storia un ritratto ironico ma fedele della società europea dell'epoca. Per ovvi motivi è Daisy a stare una spanna sopra gli altri, lei è il personaggio più moderno del racconto e anche quello che fino alla fine resterà il più misterioso.
    Non sapremo mai da cosa fosse dettato l'agire di Daisy, se si trattasse di semplice innocenza e ingenuità oppure se ogni sua azione fosse studiata per dare scandalo e per far parlare di sè. Non sapremo mai se Daisy fosse una delle prime femministe oppure se le piacesse semplicemente civettare. Bellissimo il personaggio e il modo in cui il racconto lo contrappone alla società europea e sopratutto romana che non fa che criticare e condannare. Un bellissimo racconto, estremamente moderno,fatto di contrasti e di messaggi forti.

    ha scritto il 

  • 5

    «Ha un' età, Cara Miss Miller, in cui si incomincia a far parlare di sé.»

    Pubblicato per la prima volta in due parti nel 1878 sul «Cornhill Magazine» per volere del critico letterario e direttore dell ...continua

    «Ha un' età, Cara Miss Miller, in cui si incomincia a far parlare di sé.»

    Pubblicato per la prima volta in due parti nel 1878 sul «Cornhill Magazine» per volere del critico letterario e direttore della rivista Leslie Stephen (padre di Virginia Woolf) e l'anno successivo in volume unico, "Daisy Miller" è una novella dello scrittore americano Henry James.
    Al contrario di altri lavori dell'autore, l'opera fu immediatamente un successo clamoroso tanto che il nome della protagonista, "Daisy", divenne un termine per indicare la moderna ragazza americana.
    Il racconto prende spunto da un pettegolezzo riportato allo scrittore nel corso di un suo soggiorno a Roma nell'autunno del 1877.
    Ambientato nella comunità Americana in Europa, il racconto ha inizio con l'arrivo a Vevey del giovane studente americano Frederick Winterbourne recatosi in visita all'anziana e severa Zia Mrs. Costello.
    Qui fa la conoscenza della bellissima e affascinante connazionale Annie Miller per tutti "Daisy".
    Stregato dalla sua persona, Winterbourne non manca però di ossevare quanto la ragazza sia troppo spigliata ed eccentrica.
    Le sue stranezze e le sue intraprendenze arriveranno alle orecchie della rigida società di americani trasferiti in Europa.
    Una società che ben presto le volterà le spalle e le farà pagare un prezzo troppo alto per la sua vitalità ed indipendenza.
    Tanti i temi che ricorrono qui come in tutte le opere di Henry James: il fascino del denaro, l'impatto della propria vita sugli altri, l'educazione dei genitori, ma soprattutto l'evoluzione del ruolo della donna nella società e delle differenze che sono iniziate a sorgere tra la rigida Vecchia Europa e l'America alla fine del XIX secolo.
    «Tutta sotto il segno dell'elusività, del non detto, della ritrosia.», cosi ci descrive l'opera Italo Calvino.
    Difatti della protagonista il lettore non conosce nulla.
    La personalità di Daisy la apprendiamo attraverso le piccate critiche di Mrs. Costello e la sentiamo, quasi fossimo trasportati li, nel risolino irriverente dei camerieri degli alberghi in cui alloggia.
    Ma cosa conosciamo in fondo di Annie?
    Di lei, ammalatasi di "Febbre Romana", non ci rimane che il suo meraviglioso spirito che anche nella morte come nella vita, tra gli alti e severi cipressi e i dolci e dignitosi fiori di campo, quasi non riuscisse a trovare un mondo suo.
    Tutta intorno un'ipocrita incuriosita folla che solo nella sua dipartita sa a appena sussurrare: «Ed era la più innocente.»
    Lo stesso spirito d'indipendenza che ritroveremo nella Milly Theale, la "colomba" dell'opera omonima.
    L'unica donna di James che riuscirà a spiegare le ali e volare alto oltre ogni pregiudizio verso il proprio destino, finalmente vittoriosa.

    ha scritto il 

  • 3

    L’innocenza oscena.

    Capita mi venga voglia di uno scrittore che mi restituisca il rigore di uno stile e allora leggo Henry James. Ci sono gli alberghi d’Europa, gli americani che spettegolano con gli altri americani sull ...continua

    Capita mi venga voglia di uno scrittore che mi restituisca il rigore di uno stile e allora leggo Henry James. Ci sono gli alberghi d’Europa, gli americani che spettegolano con gli altri americani sulla condotta di altri americani con i locali, le donne ambigue vittime non si sa mai se più di sé stesse o se più del pettegolezzo. Anche se, dicono gli apparati critici, Henry ha cominciato a diventare James! proprio con la lieve Daisy, l’antenata della Holly Golightly di Capote, o così è sembrato a me, leggendola.

    Il catalogo delle tipicità italiane è lunghetto: il tipico bellimbusto romano, la tipica Roma romana, la tipica febbre perniciosa romana. L’unicità di James tanto è tutta nella sua costruzione del racconto: una confidenza, una sbirciata, una conversazione, un parola rivelatrice!, intervallate da mesi e mesi di altre-cose-non-dette, apparentemente non pertinenti.

    Il risultato? Un piccolo fatto, comune a chissà quante giovani donne dell’avventata innocenza privilegio delle più belle, diventa un cataclisma personale e epocale.

    Io mai sarei così volgare da privare Daisy del diritto di essere stata una monellaccia bugiarda fino in fondo, e non il primo esempio di una Claudine, per quanto una anglosassone possa avvicinarsi a una creatura di Colette. Avrei preferito le febbri perniciose toccassero alle zie e alle amiche di famiglia dell’ingessatissimo Winterbourne (James l’ha chiamato per l’appunto Ruscellinverno, mica Summerwave), ma stanno così attenti a sé stessi, loro, che dubito si farebbero toccare da qualsiasi cosa, febbri o sentimenti che fossero.

    Daisy ha tutte le attrattive di una sana figlia di mugnaio, Frederick sono certo soffrirà di gotta prima dei trentacinque, e se la sarà inventata tutta lui, la simpatia di Daisy nei suoi confronti: d’altronde, lei non farà più in tempo a contraddirlo e a chiarirgli che non chiedeva niente di meglio del passare le sue vacanze romane con un bel romanaccio dai denti bianchi e forti da stallone.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    A cosa pensi, Daisy?

    Henry James non ci consente di comprendere il personaggio di Daisy Miller, perché Daisy Miller è solo un'immagine riflessa negli occhi dell' uomo-autore che racconta, Mr.Winterbourne: influenzato dall ...continua

    Henry James non ci consente di comprendere il personaggio di Daisy Miller, perché Daisy Miller è solo un'immagine riflessa negli occhi dell' uomo-autore che racconta, Mr.Winterbourne: influenzato dalla sua stessa educazione e dalle donne della sua cerchia, è lui che ne registra le azioni e che ne giudica i comportamenti; è lui che pone al lettore la domanda se Daisy sia innocente o corrotta, ingenua o subdola, davvero libera o solo ineducata; Daisy, da parte sua, parla molto, parla troppo, ma di lei non conosceremo mai i pensieri e le emozioni, perché ogni sua azione, o parola, sarà solo occasione di giudizio da parte dei garanti della moralità e delle norme sociali e, solo in questa veste, funzionali alla trama.
    Certo, così raccontata, Daisy non risulta simpatica e il lettore spesso si trova dalla parte della buona creanza sociale o a cercare di capire se dietro quell'apparente nulla, fatto di chiacchiere vuote, nastrini, bei vestiti e passeggiate, ci sia qualcosa di più concreto, magari un vero spirito libero o addirittura una femminista ante-litteram. Ma sembra che nessuno ami Daisy per ciò che è: una creatura leggiadra e frivola, che trascorre la sua vita civettando qua e là, nell'assoluta inosservanza di regole (per tacer dell'inetta madre); e nessuno la nobilita o la sublima nella morte, quasi a fargliela pagare. Le uniche parole a favore di Daisy sono del suo ultimo accompagnatore, Mr. Giovannelli, ma fin troppo tiepide e stentate per essere credibili e che non bastano a purificarla. Ma lei avrebbe voluto essere purificata e sublimata nella morte? Non credo. Se in vita fosse stata una candida ingenua non avrebbe capito da cosa doveva purificarsi, mentre invece se fosse stata una ragazza disinibita e spregiudicata avrebbe rivendicato la sua libertà a dispetto di tutto e tutti. D'altra parte, il rigido e formale mondo che la racchiude e la comprime come in uno strettissimo corsetto per signorine e che la punisce irrimediabilmente dopo i suoi "scandalosi" tentativi di disfarsene, probabilmente non soffrirà della sua morte e, come Mr.Winterbourne, presto la dimenticherà.

    P.S. Sulle immagini e sulle descrizioni di Roma mi astengo: da nativa, devo ancora capire se mi hanno dato fastidio o no. Sicuramente mi ha irritato la paternalistica visione della mia città e l'aria di sufficienza nei confronti degli indigeni: un modo di pensare tipico di intere colonie di anglofoni, dal Grand Tour ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Breve ma intenso

    Ormai sono abituata allo stile di James e non mi aspetto più nulla: sapevo che questa frizzante, simpatica, a-morale (nel senso che non la conosce, non che non l'abbia!) sia pronta, ahimè, a percorrer ...continua

    Ormai sono abituata allo stile di James e non mi aspetto più nulla: sapevo che questa frizzante, simpatica, a-morale (nel senso che non la conosce, non che non l'abbia!) sia pronta, ahimè, a percorrere il lungo (ma breve in questo caso) cammino verso la morte. Come Isabel, Milly...insomma me lo sarei aspettato; tuttavia mi sono goduta l'esilarante linguaggio dell'autore e la scorrevolezza con cui infonde i personaggi di attrattive ed emozioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelline e mezzo alla piccola suffragetta

    Consiglio la lettura accompagnata da una buona introduzione e, magari, dal breve ma utile scritto sull'opera di Italo Calvino, grande conoscitore della letteratura americana, per non fermarsi alle app ...continua

    Consiglio la lettura accompagnata da una buona introduzione e, magari, dal breve ma utile scritto sull'opera di Italo Calvino, grande conoscitore della letteratura americana, per non fermarsi alle apparenze come Mrs Walker, Mrs Costello e la colonia americana di Roma di fine Ottocento.
    E' vero, Daisy è frivola, superficiale, un magnifico esemplare di "civetta americana", come la definisce lo stesso Winterbourne-James. Sembra di sentirla parlare e starnazzare con una vocina acuta e stridula attraverso le sue battute adolescenziali, di poterle toccare gli eleganti vestiti, di vederla arrossire ("un poco, molto poco") e poi nascondersi dietro all'ombrellino che porta spesso con sè. Ma ci sarà di più? E' quello che si chiede fino alla fine la sua controparte maschile, il signor Winterbourne, appunto, tanto attratto dall'innegabile bellezza quanto interdetto sulla reale natura della personalità di Daisy. Della serie, "ci sei o ci fai?". Ebbene, una risposta definitiva il nostro "eroe" non la trova, o non la vuole trovare, restando imprigionato dalle rigide (come lui è) convenzioni sociali e finendo per scivolare in uno scetticismo che lo allontanerà dalla ragazza per sempre. Peccato. Perché Daisy invece la sua scelta l'ha fatta, e la libertà a cui si dimostrerà devota, coscientemente o meno, senza alcuna paura o pregiudizio (vocaboli a lei sconosciuti), le presenterà presto il conto.
    Singolari, divertenti e ironiche le espressioni usate per definire l'inetta madre di Daisy ("la filosofica signora", "era umilmente inconsapevole di qualsiasi violazione di qualsiasi legge e di qualsiasi deviazione da qualsiasi costume", "Le condizioni mentali della mamma di Daisy gli parvero così fuori dell'ordinario negli annali della vigilanza genitoriale che indietreggiò davanti al tentativo di istruire in un unico colloquio o la sua coscienza o la sua intelligenza") e il baldo Mr Giovannelli ("damerino del Corso", "manichino da barbiere", "il cavaliere avvocato", "Cantò, con molta grazia, una mezza dozzina di canzoni, anche se Mrs Walker in seguito dichiarò di non essere stata assolutamente in grado di scoprire chi glielo avesse chiesto").
    Mi hanno colpito, facendomi spesso sorridere, i dialoghi e le scene in cui questi si svolgono, tra cui una Roma un pò sfuggente, ma forse per questo più affascinante. C'è molto di teatrale in tale connubio, mi ha fatto sentire come una spettatrice in prima fila davanti a un palcoscenico. Con tanto di applauso al calare del sipario.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccolo volumetto scorrevole, ironico, con una trama poco elaborata ma lineare. Tra la Svizzera e l'Italia si svolgono le vicende del protagonista che altri non è che l'alter ego dello scrittore. Bell ...continua

    Piccolo volumetto scorrevole, ironico, con una trama poco elaborata ma lineare. Tra la Svizzera e l'Italia si svolgono le vicende del protagonista che altri non è che l'alter ego dello scrittore. Bello lo stile, ma sicuramente rispecchia i tempi passati. L'intreccio narrativo tutto sommato è piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    ....

    La storia di Daisy Miller può sintetizzarsi nel brocardo "Omnia Munda Mundis".
    creatura pura, disinteressata, rappresenta un inno alla libertà di essere esattamente ciò che si vuole essere, contrappos ...continua

    La storia di Daisy Miller può sintetizzarsi nel brocardo "Omnia Munda Mundis".
    creatura pura, disinteressata, rappresenta un inno alla libertà di essere esattamente ciò che si vuole essere, contrapposta ad una società che fa discendere la propria sopravvivenza dal rigido rispetto delle convenzioni.
    consigliato, seppure inferiore, a mio avviso, sia a Ritratto di signora che a Washington square.

    ha scritto il 

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