Dalla parte di Swann

Di

Editore: Mondadori

4.2
(1945)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 640 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Portoghese , Galego

Isbn-10: 8804426578 | Isbn-13: 9788804426578 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Cofanetto , Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il primo passo

    Alla fine, dopo averci provato tantissime volte dal 1994 e aver imparato a memoria l'incipit del "sono andato a letto presto" per poi arenarmi dopo 50 pagine, complice l'estate e l'ombrellone, sono ar ...continua

    Alla fine, dopo averci provato tantissime volte dal 1994 e aver imparato a memoria l'incipit del "sono andato a letto presto" per poi arenarmi dopo 50 pagine, complice l'estate e l'ombrellone, sono arrivato alla fine del primo dei 7 passi di cui è composta la Recherche. Dargli 5 stelle è d'obbligo: di fatto è un'opera eccezionale. Non so cosa ne dirò alla fine: per ora spazio tra un senso di ammirazione per la capacità affabulatoria e un senso di rigetto per la serie "guarda te se devo leggere la pruderie di ricchi fancazzisti che passano il tempo a farsi visita persi nei loro giochini di parole e nelle loro estenuanti e alla fine esilaranti passioni tardo adolescenziali"... Poi rientro nel senso globale di un'opera e della vita del suo autore, inscindibili l'una dall'altra. Il percorso che per ora intuisco nella Recherche è quello della ricerca di un senso, del voler giungere a capire qual è il proprio posto nel mondo, di trovare il nome, un vocabolario al grande guazzabuglio dell'esistenza. Alla prossima tappa.

    ha scritto il 

  • 5

    Le leggi della notte e del miele

    Non ci provo neanche, a commentare Proust. E non per un facile sentimento d'inadeguatezza nei confronti di un capolavoro dell'arte, ma perché per il momento mi trovo all'inizio del viaggio e pur avend ...continua

    Non ci provo neanche, a commentare Proust. E non per un facile sentimento d'inadeguatezza nei confronti di un capolavoro dell'arte, ma perché per il momento mi trovo all'inizio del viaggio e pur avendo tante cose da dire - talmente tante che non posso leggere la Recherche la notte perché mi si intasa il cervello e rimango sveglio alla ricerca del mio tempo perduto - esse sarebbero terribilmente parziali, peccherei di ingenuità nel voler trovare una chiave, un senso complessivo in questa «gigantesca miniatura, piena di miraggi, di giardini sovrapposti, di giochi tra spazio e tempo», come disse Cocteau.
    L'unica cosa che ora mi appare chiara come il sole è che le mie letture future, nei prossimi mesi e anni, saranno enormemente influenzate da Proust; la sua opera è talmente totalizzante da farmi scivolare nell'ossessione. Riprendo il viaggio, trepidante.

    ha scritto il 

  • 1

    In tutta onestà non me ne può fregar di meno di rivivere le sensazioni e i fremiti virginali di un tizio francese vissuto cento anni fa, per quanto egli possa essere abile e virtuoso nel descriverli. ...continua

    In tutta onestà non me ne può fregar di meno di rivivere le sensazioni e i fremiti virginali di un tizio francese vissuto cento anni fa, per quanto egli possa essere abile e virtuoso nel descriverli. Manco avesse il talento impressionistico di Conrad. Un autore dovrebbe andare alla ricerca della verità, non del tempo perduto. Mentre Proust si trastullava con la madeleine, Kafka scriveva trattati di metafisica condensati in una sola pagina e Musil cantava la morte dell'Impero e dell'uomo inattuale.

    ha scritto il 

  • 5

    Come altri prima di me sono stata sorpresa dalla bellezza di questo primo volume che avevo a lungo rimandato per paura. Ho avuto la fortuna di leggerlo con l'aiuto e gli approfondimenti del gruppo di ...continua

    Come altri prima di me sono stata sorpresa dalla bellezza di questo primo volume che avevo a lungo rimandato per paura. Ho avuto la fortuna di leggerlo con l'aiuto e gli approfondimenti del gruppo di lettura che assieme al passo lento mi hanno permesso di gustarlo appieno (http://www.anobii.com/groups/01adc69a01e8c9f1c3/).
    Al di là della trama (che pure mi ha piacevolmente sorpreso), l'aspetto più affascinante è la capacità di Proust di analizzare e risintetizzare.
    Avete presente le battute riguardo al numero di sfumature e di colori visti da uomini e donne? http://attivissimo.blogspot.it/2011/04/i-colori-secondo-uomini-e-donne.html Beh, la visione di Proust ha una capacità di dettaglio di una potenza inumana, da entomologo si è detto, ma ancora non rende l'idea.
    E poi riesce a rendere fasci immensi di sfumature con poche righe di poesia.

    ha scritto il 

  • 5

    La lettura di questo capolavoro permette di sperimentare un’esperienza unica: vedere la quotidianità, fatta di odori, sapori, piccoli rituali e altre cose apparentemente prive di interesse, attraverso ...continua

    La lettura di questo capolavoro permette di sperimentare un’esperienza unica: vedere la quotidianità, fatta di odori, sapori, piccoli rituali e altre cose apparentemente prive di interesse, attraverso gli occhi ipersensibili dell’artista, filtrata ed arricchita di mille sfumature che solitamente non riusciamo (o non ci soffermiamo) a cogliere.
    Quasi una sostanza allucinogena capace di aprire le porte dalla percezione e di risvegliare in noi capacità che non credevamo di avere.

    ha scritto il 

  • 5

    [...] Ma ella sentì mio padre venire su dallo spogliatoio dove era andato a svestirsi, e per evitare la scena che mi avrebbe fatto, mi disse con una voce rotta dalla collera: - Corri via, corri via, c ...continua

    [...] Ma ella sentì mio padre venire su dallo spogliatoio dove era andato a svestirsi, e per evitare la scena che mi avrebbe fatto, mi disse con una voce rotta dalla collera: - Corri via, corri via, che almeno tuo padre non ti veda ad aspettare così come un pazzo! - Ma io le ripetevo: - Vieni a darmi la buonanotte, [...]

    Questo è stato il primo tuffo al cuore... così come nella memoria. Non è un romanzo ma un'indagine continua che si raffronta col nostro vissuto: leggerete di voi stessi.

    Sarò più cospicuo nel recensire a chiusura dell'intero ciclo.

    ha scritto il 

  • 5

    Fare cattleya

    Sulla Recherche si è scritto e studiato molto, perché la cultura di Proust è vastissima e intesse ogni pagina. Tuttavia, preferisco pensare a questo aspetto dell’opera come a un suo divertimento priva ...continua

    Sulla Recherche si è scritto e studiato molto, perché la cultura di Proust è vastissima e intesse ogni pagina. Tuttavia, preferisco pensare a questo aspetto dell’opera come a un suo divertimento privato e abbandonarmi alla lettura innocente di chi ha le note in fondo all’ebook e preferisce godere della narrazione in se stessa.
    E’ un’opera certamente affascinante, che apre il mondo del giovane Marcel agli occhi del lettore come un cancello aperto svela un giardino. E’ bello seguire Marcel per i sentieri intorno a Combray, godere della sua giovinezza e dei suoi pensieri acerbi, quando farebbe qualunque cosa per incontrare Gilberte, una ragazzina che lo affascina e che non può frequentare, perché la famiglia non approva.
    Seguendo il giovane protagonista, si entra non visti nella casa di famiglia e si colgono con un po’ di imbarazzo conversazioni borghesi e bacchettone, che raccontano un mondo di provincia in cui si è sotto gli occhi di tutti e la frequentabilità sociale è una cosa seria e degna di studio. L’atmosfera domestica è un po’ soffocante e forse non giova al ragazzo, che è sensibile e ansioso. Il libro include una grande digressione, che è Un amore di Swann, un romanzo nel romanzo che svela ambienti di una borghesia ben più mondana, affine alle frequentazioni di Marcel adulto.
    Swann è un amico di famiglia da generazioni, loro vicino a Combray: sarebbe una persona piacevolissima, se avesse la fortuna di innamorarsi di una donna che approva. Ma purtroppo la passione e la ragione spesso non procedono insieme e questo produce degli effetti singolari: amare una persona e considerarla sciocca, ignorante, non dotata di buon gusto, bella ma priva di freschezza, e tuttavia non poterne fare a meno. Il personaggio di Swann viene rappresentato con la massima cura, visto dai familiari del protagonista che ne hanno una conoscenza sia intima che parziale, calato nel suo ambiente mondano e in relazione a Odette.
    Un altro aspetto affascinante del libro è la dimensione estetica che intesse tutte le pagine del libro con naturalezza, perché è parte integrante della vita di Swann e Marcel. Ho cercato su Internet la Sefora di Botticelli che Swann vede in Odette, Peter de Hoogh ed è una vera meraviglia dei tempi moderni poterlo fare in un momento.
    Ho temuto a lungo che si trattasse di uno splendido monumento della letteratura europea col peso specifico del marmo, ma è stata una lettura di ampio respiro, piacevole, gratificante.

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè l'ho riletto

    Lo stile, anche se ricco e a volte ridondante, è un piacere per la mente.
    Mi piace perchè:
    1. Ho ritrovato tanti miei vecchi sentimenti. Quando leggo i pensieri e gli stati d'animo di Marcel che sente ...continua

    Lo stile, anche se ricco e a volte ridondante, è un piacere per la mente.
    Mi piace perchè:
    1. Ho ritrovato tanti miei vecchi sentimenti. Quando leggo i pensieri e gli stati d'animo di Marcel che sente la mancanza della mamma, che ritrova un ricordo assaggiando la Madelaine tocciata nel tè o di Swann geloso di Odette mi sono ritrovata.

    2. Un umorismo inaspettato
    3. Dipinge dei quadri con le parole che restano impressi per sempre nella mia mente.

    ha scritto il 

  • 5

    L'immenso edificio del ricordo

    In nessun modo posso immaginare di parlare io qui della Recherche. Neanche ci provo.
    Ripreso ora il primo volume dopo tanti anni, mi si apre, mi si squaderna dentro, si rivela come nuovissimo eppure c ...continua

    In nessun modo posso immaginare di parlare io qui della Recherche. Neanche ci provo.
    Ripreso ora il primo volume dopo tanti anni, mi si apre, mi si squaderna dentro, si rivela come nuovissimo eppure come già visitato e rimasto indelebile nella memoria e nelle sensazioni.

    Un’esperienza che non può che essere totale, una villa, un palazzo di mille stanze in cui mettersi comodi e di cui ammirare, assaporare e osservare ogni minimo dettaglio, ogni più piccola sfumatura, senza perdere l’attenzione neanche un momento, piuttosto tornando indietro a rileggere, perché mancare anche una sola delle più piccolissime gemme sarebbe un inaudito peccato. Ridendo (perché sì, con Proust si ride!), sentendo (sentendo insieme, sentendo se stessi, sentendo le cose) e riflettendo molto.

    Quello che mi sento di dire è che si dovrebbe tornare a Proust ogni volta che si desidera capire - no, non capire, ma avvertire, percepire con chiarezza - una cosa, un concetto che non si afferra pienamente o uno che si conosce benissimo ma di cui si ha bisogno di parole definitive - sadismo, amore, vergogna, memoria, gelosia, libri, tutto. Vieni da Proust, e lui te lo farà sentire con cristallina vivezza in poche righe.

    Una profonda conoscenza degli uomini, dei loro animi, delle loro reazioni. Lui, osservatore, coglie, capisce, fissa.

    Non parlo di realismo o di verosimiglianza, due categorie che rifiuto di considerare leggendo Proust. Come dice lui stesso dei romanzi, l'immateriale, il non reale, che è in essi, è ciò che è più vero, più assimilato dalla nostra anima: "Che importa allora se le azioni, le emozioni di questi individui d’un genere nuovo ci appaiono come vere, dal momento che le abbiamo fatte nostre, dal momento che è in noi che esse si producono e che è da loro che dipendono, mentre voltiamo febbrilmente le pagine del libro, la rapidità del nostro respiro e l’intensità del nostro sguardo?".
    Intendo invece una profonda grazia nel parlare ai nostri sensi e al nostro intelletto, testa e pancia, quell'assoluta empatia, quella capacità di dialogo oltre ogni epoca e mondo che solo i grandissimi hanno.

    E così, riguardo a lui, faccio mie le sue stesse parole a proposito di quell'autore che tanto amava da giovane:
    " Così, intuendo quante parti dell’universo sarebbero rimaste ignote alla mia debole percezione se lui non me le avesse avvicinate, avrei voluto possedere una sua opinione, una sua metafora su ogni cosa, soprattutto su quelle che avessi anch’io l’occasione di vedere."

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro più bello che io abbia mai letto. È una lettura da adulti, che possono comprendere il concetto di memoria, di ricordo, di fanciullezza e passione. Bisogna essere disposti a farsi portare dall ...continua

    Il libro più bello che io abbia mai letto. È una lettura da adulti, che possono comprendere il concetto di memoria, di ricordo, di fanciullezza e passione. Bisogna essere disposti a farsi portare dall'autore dentro se stessi, per ritrovare emozioni vissute, e ricordare, e crescere. Una lettura da assaporare lentamente, da gustare parola dopo parola, da godere immergendosi dolcemente e pacatamente in questa che è poesia, piuttosto che prosa. È una lettura matura. Se non si è nel periodo giusto può risultare una lettura lenta, pesante e poco amabile.Da non fare sotto l'ombrellone, da non fare se si è in cerca di azione e ritmo, da non fare se non si è in un momento in cui si è in grado di concentrarsi. Prima o poi lo rileggerò. Il libro più bello che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

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