Das neue Leben

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Verleger: Fischer (Tb.), Frankfurt

3.2
(286)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 471 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Spanish , Italian , Dutch , Catalan , Turkish , Swedish , Portuguese

Isbn-10: 3596510511 | Isbn-13: 9783596510511 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Ingrid Iren

Auch verfügbar als: Paperback

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Philosophy

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Buchbeschreibung
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  • 2

    Che dire?
    250 pagine per farci sapere che la vita se cambia, cambia in peggio e poi si muore.
    Lettura pesante. Storia noiosa.
    E così chiudo anche con Pamuk.

    gesagt am 

  • 2

    Uno studente legge per caso...

    ...un libro e si perde, partendo per un viaggio irrazionale alla ricerca di un mondo nuovo. In realtà il libro lo legge perché letto da una ragazza che gli piace e potrebbe essere quindi un modo per a ...weiter

    ...un libro e si perde, partendo per un viaggio irrazionale alla ricerca di un mondo nuovo. In realtà il libro lo legge perché letto da una ragazza che gli piace e potrebbe essere quindi un modo per avvicinarla. Dopo averlo letto infatti la incontrerà e poi la inseguirà sugli autobus di tutta la Turchia finché non la incontrerà di nuovo, da lì in poi proseguirà il viaggio con lei e scoprirà ben presto come il libro ha molto a che fare con lui e la sua famiglia, e quanto abbia influenzato altri giovani come lui. E' un libro strano, forse magico, ma Pamuk non ci dice molto, in realtà potrebbe essere piuttosto insulso e più che un libro magico è un libro pretesto... nel caso di Osman il libro è il pretesto che lo autorizza ad amare in maniera ossessiva Canan, senza il libro questo amore egocentrico e poco generoso non avrebbe molto senso. E' un amore egocentrico perché quello che conta è l'amore, i sentimenti che la donna amata suscita nell'uomo ma non quello che la donna è realmente (come in Il museo dell'innocenza del resto), alla fine Canan se ne andrà e Osman recupererà una sorta di vita normale ma dalla consistenza di un sogno. Non mi è particolarmente piaciuto, raccontato in prima persona è a tratti noioso e inutilmente prolisso.

    gesagt am 

  • 4

    Questo autore riesce a parlare alle nostre più segrete ansie ed aspirazioni, raccontandoci di un mondo apparentemente irreale e fantastico e tuttavia così simile a quello in cui ci dibattiamo. Ricorda ...weiter

    Questo autore riesce a parlare alle nostre più segrete ansie ed aspirazioni, raccontandoci di un mondo apparentemente irreale e fantastico e tuttavia così simile a quello in cui ci dibattiamo. Ricordandoci che a volte bastano le parole di un semplice libro a tracciare per noi la strada di una vita completamente nuova. E' un libro molto complesso, quindi, che contiene in una forma particolarmente involuta rispetto ad altri testi dello stesso autore tutte le principali tematiche ed i simboli cari a Pamuk. Vi si trovano diversi elementi che costituiscono invece filoni primari di altri romanzi quali l'attenzione per gli oggetti (Il museo dell'innocenza), l'amore impossibile e tormentato (Neve), la ricerca angosciosa dell'amata scomparsa (Il libro nero). Occorre, però, leggerlo dopo che si sono scorti gli altri suoi libri perché potrebbe risultare inadatto a chi si avvicina per la prima volta a Pamuk, anzi consiglio di approcciarlo solo dopo aver letto tutti gli altri libri dell'autore, altrimenti la lettura può risultare difficile e faticosa. Ricorrono quasi tutti i temi cari all'A. quali la nostalgia per i simboli di un mondo passato, il difficile rapporto tra la cultura occidentale e quella orientale, l’ansia della ricerca di un senso per la propria esistenza, l’amore e la sofferenza che esso provoca, l’immenso potere dei libri. Se ne “Il mio nome è rosso”, giallo storico che ha reso celebre Pamuk, proprio un libro è il movente attorno a cui ruotano i numerosi omicidi alla corte del Sultano, qui si va oltre. Il romanzo diventa il simbolo stesso della vita a cui aspiriamo, della fuga da una realtà che non ha più nulla da dirci: loin, loin!, come gridava Baudelaire. A tutto questo si aggiungono dei personaggi inquietanti e preda dei loro demoni, in una narrazione spesso oscura e difficile da seguire, ma con un fascino unico. Non si può negare che, a chi non è abituato allo stile cupo e spesso patetico dell’autore, la lettura possa dare quasi un senso di disagio; tuttavia, raramente la letteratura degli ultimi cinquant'anni ha prodotto pagine così coinvolgenti. Di nuovo il problema della vita nuova perché totale è rimasto irrisolto e questa volta nonostante l’ampiezza dei mezzi impiegati, di nuovo Pamuk ha fatto scrittura, letteratura della vita, della storia del suo paese, di nuovo è riuscito avvincente grazie ad un linguaggio così carico d’immagini da tradurre la lettura in una visione continua.

    gesagt am 

  • 3

    Ogni libro mi cambia la vita

    Un libro che ti cambia la vita. Ogni libro mi cambia la vita o, perlomeno, la migliora. Solo il fatto di immergersi in una storia permette, per un attimo, di distogliere l'attenzione dalla propria, d ...weiter

    Un libro che ti cambia la vita. Ogni libro mi cambia la vita o, perlomeno, la migliora. Solo il fatto di immergersi in una storia permette, per un attimo, di distogliere l'attenzione dalla propria, di storia. È un sollievo, soprattutto nei momenti più difficili, entrare in un mondo diverso, nuovo, sconosciuto e dimenticarsi del proprio. È una sensazione, o esperienza, che solo un libro riesce a dare, soddisfacendo al contempo la curiosità e la voglia di sapere. È una scoperta continua che, per fortuna, non potrà mai esaurirsi.

    gesagt am 

  • 3

    In genere io adoro i libri di Pamuk, nonostante non siano mai di scorrevole lettura. Questo libro ha invece un inizio sfolgorante con la frase "Un giorno lessi un libro e tutta la mia vita cambiò" ma ...weiter

    In genere io adoro i libri di Pamuk, nonostante non siano mai di scorrevole lettura. Questo libro ha invece un inizio sfolgorante con la frase "Un giorno lessi un libro e tutta la mia vita cambiò" ma poi la lettura diventa particolarmente difficoltosa.
    Sicuramente sono interessanti i temi che affronta (dall'idea del libro che ti può cambiare la vita a quella del complotto dell'Occidente di invadere la Turchia con oggetti senza memoria e prodotti in serie), ma ho fatto molta difficoltà a seguire il filo del discorso.
    Trattandosi di Pamuk, è comunque un libro che mi ha colpito e mi sono rimaste dentro le descrizioni dei viaggi in pulman attraverso la Turchia.

    gesagt am 

  • 3

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2015/01/01683-la-vida-nueva-orhan-pamuk.html

    La lectura compulsiva de un libro y la revelación de otra vida, deambular por calles mil veces transitadas y se ...weiter

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2015/01/01683-la-vida-nueva-orhan-pamuk.html

    La lectura compulsiva de un libro y la revelación de otra vida, deambular por calles mil veces transitadas y sentir que todo lo que conocíamos se distancia de nosotros, buscar las palabras fuera del libro e iniciar un viaje improvisado, estaciones de paso, autobuses ruinosos, paisajes desérticos, la noche tras la ventanilla y la pequeña pantalla de un monitor con escenas irreales, los accidentes y la presencia de la muerte como forma de atrapar el mundo del libro y al ángel que da un sentido final del viaje, los cambios de identidad y una pistola escondida entre la ropa, el amor encontrado e inalcanzable y el apaciguamiento, la vida gris y el azar que se trueca en destino.

    La vida nueva es un libro extraño, la atracción por un libro que cambia la vida de un muchacho, sus viajes en autobús en busca de la verdad entrevista en ese libro y de un ángel que es quimera y destino, la mezcla de sueño, realidad y fantasía, la muerte como presencia y revelación de una verdad íntima, un viaje iniciático e irreal donde parece que el espacio y el tiempo se diluyen, donde los protagonistas se ven atados por una especie de fiebre que les hace alejarse de su mundo conocido, de todo aquello que los definía meses atrás, e intentan alcanzar las palabras fuera de las páginas del libro, una búsqueda siempre incompleta, siempre en la frontera de la revelación. Pamuk crea un paisaje de ensueño e irrealidad, una historia que parece puro azar pero tras la que hay un verdad laberíntica, una aproximación a una verdad última.

    El viaje de Osman en autobús como un sueño alargado, los paisajes nocturnos, las escenas de las películas de los autobuses que se confunden con los propios recuerdos, los accidentes en los que se esconde una verdad difusa, la improvisación inicial de un viaje y encontrar un amor puro e irracional, el sueño del viaje que se troca pesadilla, que convierte a Osman en un muchacho delirante que rastrea las huellas de los otros lectores del libro, que ve cómo el supuesto azar de su viaje es en realidad un destino marcado por otros. Osman viaja en busca de esa vida nueva vislumbrada entre las páginas del libro, y es en el viaje, en el movimiento, donde se acerca a lo soñado, donde descubre su propio país, los paisajes alejados, las conversaciones intrascendentes, el cuestionamiento de la realidad y donde, también, ve cómo se derrumba un amor y una vida cercana a la locura.

    En La vida nueva Pamuk habla de un viaje iniciático y una realidad alterada, de la frontera borrosa entre cordura y locura, del pasado que se diluye y de la occidentalización de las costumbres en Turquía, de los mundos que existen dentro de éste y cómo un libro (como podría haber sido una imagen captada al azar o un sueño) ejerce de disparadero y de cambio radical en la vida de un muchacho gris. Pamuk escribe La vida nueva como una aventura y un sueño, me recuerda a aquellas historias de aventuras y fronteras, el movimiento como acercamiento a una verdad semi oculta, a un momento de revelación crucial, la realidad y el sueño que van de la mano.

    Lo importante es esto: hay quienes han leído el libro y creen en él. Me los encuentro paseando por las ciudades, por las estaciones de autobuses, por las tiendas, por las calles, sé quiénes son por sus miradas, los conozco. La cara de los que han leído el libro y creen en él es distinta, en sus miradas la tristeza y el deseo se asemejan, lo comprenderás algún día; quizá ya lo hayas comprendido. Si conoces el secreto, si te pones en marcha hacia él, la vida es bella.

    ( ... )

    —Cuando conocí a Canan ya había dejado de hablarles del libro a otros y de difundir su mensaje. Quería tener una vida como la de todos los demás. Pero además tendría el libro. Y el beneficio añadido de seguir poseyendo todo lo que había vivido para llegar al mundo cuyas puertas me había abierto el libro. Pero Canan avivó el fuego. Me dijo que me abriría a la vida. Creía que mucho más allá, más allá de mí, había un jardín que yo conocía pero del que no quería hablarle, un jardín cuya existencia le ocultaba. Me pidió las llaves del jardín con tanta convicción que me vi obligado a hablarle del libro y luego a prestárselo. Se lo leyó, se lo volvió a leer una y otra vez. Me engañó su apego al libro, la violencia de su deseo por el mundo que allí veía. Así, durante una época, olvidé el silencio del libro, la…, cómo la llamaría, la música interior de lo que allí estaba escrito. Me dejé llevar estúpidamente por la esperanza de poder escuchar aquella música en las calles, en lugares lejanos, fuera donde fuese, como en la época en la que leí el libro por primera vez. Fue idea de ella el darle el libro a otros. Me dio miedo que lo leyeras y creyeras en él de inmediato. Estaba olvidando lo que significaba el libro, menos mal que me dispararon.
    Por supuesto, le pregunté lo que significaba el libro.
    —Un buen libro es algo que nos hace recordar el mundo entero —me contestó—. Quizá todos los libros sean así, o deberían serlo —guardó silencio por un momento—. El libro es parte de algo que no está en él mismo pero cuya presencia y continuidad siento a través de lo que cuenta —comprendí que no estaba satisfecho con su explicación—. Quizá sea algo extraído del silencio o del estruendo del mundo, pero que no es el silencio o el estruendo en sí mismos —intentó explicarse una última vez para que no pensara yo luego que no decía más que tonterías—. Un buen libro es una parte de la escritura que habla de cosas que no existen, de una especie de ausencia, de una especie de muerte... Pero es inútil buscar fuera del libro y de la escritura ese país que está más allá de las palabras —se había dado cuenta de aquello escribiendo una y otra vez el libro y me dijo que lo había comprendido, que lo había comprendido de una vez por todas. Era inútil buscar una vida y un mundo nuevos más allá de la escritura. Se había merecido el que lo castigaran por hacerlo—. Pero el asesino resultó ser un inútil y sólo pudo herirme en el hombro.
    Orhan Pamuk
    La vida nueva (traducción de Rafael Carpintero. Alfaguara)

    gesagt am 

  • 5

    LA NUOVA VITA

    Inizialmente il romanzo mi provocava una disturbante sensazione di negatività. Non mi piaceva lo sfondo di quel mondo anatolico così duro e senza compassione, intriso di spietata crudeltà, agonizzante ...weiter

    Inizialmente il romanzo mi provocava una disturbante sensazione di negatività. Non mi piaceva lo sfondo di quel mondo anatolico così duro e senza compassione, intriso di spietata crudeltà, agonizzante nella sua sofferta alternanza tra tradizioni arcaiche e occidentalizzazione. Insomma, la prima parte del libro era così lontana dalla mia cifra di lettore che avevo pensato di abbandonarlo. Poi, pian piano, la sapiente scrittura di Pamuk, la forza e la magia delle parole, mi hanno sedotto. D'altronde “un buon libro è un pezzo di scrittura in cui si spiegano cose che non esistono, una specie di assenza, una specie di morte… ma è inutile cercare fuori dal libro il paese che si trova al di là delle parole”.
    Un romanzo che richiede attenzione. Notevole.

    gesagt am 

  • 3

    Mi ricorda "Il pendolo di Foucault" di Umberto Eco ma è più sconclusiornato e meno autoironico.
    Per fortuna nella seconda metà la trama sembra trovare una rotta e il libro migliora, fino ad arrivare a ...weiter

    Mi ricorda "Il pendolo di Foucault" di Umberto Eco ma è più sconclusiornato e meno autoironico.
    Per fortuna nella seconda metà la trama sembra trovare una rotta e il libro migliora, fino ad arrivare ad un bel finale .
    Ennesimo libro di Pamuk che leggo: bella la metafora dell'incontro - scontro tra Oriente e Occidente ma ora anche basta.

    gesagt am 

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