De profundis

Di

Editore: Tascabili economici Newton (Centopaginemillelire, 156)

4.2
(2661)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Finlandese , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 8879834940 | Isbn-13: 9788879834940 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Patrizia Collesi

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Detenuto per sodomia, Wilde scrisse nel 1897 questo manoscritto in forma di lettera, frutto della tragica lotta che un artista ribelle ingaggia contro le ipocrisie della società, al suo giovane amante Bosie. Wilde appare in queste pagine un uomo affascinante e contraddittorio, ormai fiaccato nell'animo, sofferente come un autentico artista romantico, un Cristo perseguitato dai filistei. Si alternano in queste pagine serietà morale e teatrale civetteria, rivendicazioni di grandezza a cupi umori penitenziali.
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  • 4

    Alan Turing, pioniere britannico dell’informatica, tre anni fa (59 anni dopo la sua morte) venne graziato definitivamente da S.M.B. attraverso il Royal Pardon.
    Accusato di grave indecenza –leggasi omo ...continua

    Alan Turing, pioniere britannico dell’informatica, tre anni fa (59 anni dopo la sua morte) venne graziato definitivamente da S.M.B. attraverso il Royal Pardon.
    Accusato di grave indecenza –leggasi omosessualità- era stato condannato, costretto ad assumere ormoni femminili e sottoposto alla cosiddetta castrazione chimica. Nel 1954, all’età di 41 anni, si suicidò -ecco il dettaglio agghiacciante e straniante- mangiando una mela avvelenata con il cianuro.
    Nel Regno Unito l’omosessualità fu decriminalizzata nel 1967.

    Anche la vita di Oscar Wilde fu distrutta da una condanna simile. Scontò due anni di lavori forzati nel carcere di Reading e tre anni dopo morì in assoluta povertà.
    E’ pur vero che senza l’esperienza del carcere non avremmo avuto questo meraviglioso De Profundis, ma a mio avviso un Royal Pardon, oggi come oggi, su cotali materie, non si dovrebbe negare a nessuno. Men che meno a uno come Wilde.
    ..............
    Venisti a me per imparare il Piacere della Vita e il Piacere dell'Arte.
    Forse sono stato scelto per insegnarti qualcosa di più splendido: il significato del Dolore, e la sua bellezza.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarò la voce fuori dal coro

    Dopo aver letto l'ultima fatica letteraria di Massimo Bisotti in cui il "De Profundis" era stracitato, straosannato, strapieno etc etc l'ho preso in "prestito" dalla libreria e l'ho letto. Allora che ...continua

    Dopo aver letto l'ultima fatica letteraria di Massimo Bisotti in cui il "De Profundis" era stracitato, straosannato, strapieno etc etc l'ho preso in "prestito" dalla libreria e l'ho letto. Allora che Wilde fosse arrabbiato, molto arrabbiato, con il dear Bosie lo si capisce e lo si può comprendere pienamente; che Wilde amasse scrivere, che la scrittura fosse la sua vita e che pensava non ci fosse niente di meglio al mondo, questo è risaputo; ma c'era proprio bisogno di scrivere 189 pagine per raccontarci la triste vicenda e per mandare a quel paese una persona che ci ha fatto solo male e procurato solo dispiaceri? Caro Wilde, senza nulla levare al pregio artistico della tua lunga missiva, hanno inventato un'unica parola per dire quello che hai espresso in 189 pagine. Inzia per V e finisce per .... ci siamo capiti no?

    ha scritto il 

  • 5

    “Il vizio supremo è la superficialità. Tutto ciò che si capisce è giusto”

    L’Oscar Wilde che non ti aspetti, mi verrebbe di dire, ma non lo dirò, poichè questa lettura è stata all’altezza di quello che mi aspettavo ed è, anzi, andata ben oltre.
    Una lunga lettera in cui Oscar ...continua

    L’Oscar Wilde che non ti aspetti, mi verrebbe di dire, ma non lo dirò, poichè questa lettura è stata all’altezza di quello che mi aspettavo ed è, anzi, andata ben oltre.
    Una lunga lettera in cui Oscar Wilde ripercorre le vicissitudini che hanno causato la sua rovina, letteraria ed economica, a causa dell’amicizia con il ragazzo al quale è anche indirizzata, lettera che, è bene ricordare, non fu concepita per una futura pubblicazione.
    È una lettura che non concede nulla, il livello è sempre elevatissimo; che sia romanzo, commedia o documento personale, Wilde non fa distinzioni quando scrive e, se possibile, in questo caso il tono drammatico risulta ancora più accentuato.
    La lettera è anche un atto d’accusa, preciso e circostanziato, verso… se stesso; infatti lungi dal dare la colpa al ragazzo di quanto capitatogli, egli si dichiara pronto a perdonarlo riconoscendo che nulla di quanto successo sarebbe stato possibile se lui non avesse voluto.
    Quello che si rivela, da questa lunga lettera, è dunque il grido disperato e straziante del genio letterario, trascinato nell’infamia e nel dolore, che ha finalmente riacquistato coscienza e consapevolezza di quanto avvenuto e sta cercando di risollevarsi nella propria dignità di uomo.
    Non ho potuto fare a meno di notare la profondità del pensiero di Wilde emergente da queste pagine infarcite di bellissime citazioni e di sofferente meditazione, senza dubbio opera del profondo cambiamento avvenuto in carcere, a differenza dello sfrenato cinismo ostentato con Lord Henry nel famoso ritratto di Dorian Gray, segno evidente di tempi e circostanze diverse…

    Qualche citazione…

    “Il vero stolto è colui che non conosce se stesso”

    “Nella vita non ci sono cose grandi o piccole. Tutte le cose possiedono lo stesso valore e la stessa misura”

    “La sofferenza è ciò che ci tiene in vita, poiché essa è l’unico modo che abbiamo per avvertire la vita”

    “…penso che non amino l’arte, coloro che spezzano il cristallo del cuore del poeta affinché occhi socchiusi e febbrili avidamente guardino.”

    “Nulla sembra possedere un minimo valore a eccezione di quello che ricaviamo da noi stessi”

    “In ogni singolo momento dell’esistenza siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati”

    “Le buone intenzioni nell’arte non hanno il minimo valore. Tutta la cattiva arte è il risultato di buone intenzioni”

    ha scritto il 

  • 3

    Quest'opera è forse l'unica vera autobiografia dell'autore, che pervaso dalla solitudine e dal dolore, scrive all'amico Douglas e a questi riconduce la sua rovina e il suo amore allo stesso tempo. E' ...continua

    Quest'opera è forse l'unica vera autobiografia dell'autore, che pervaso dalla solitudine e dal dolore, scrive all'amico Douglas e a questi riconduce la sua rovina e il suo amore allo stesso tempo. E' stata una lettura lenta e per niente leggera, forse per la mancanza di pause e capitoli, ma vale la pena conoscerla!!

    ha scritto il 

  • 4

    Pregiudizi ultrasessuali

    Dopo aver letto la prima volta De Profundis, tanti anni fa, mi venne un pregiudizio positivo sui gay. Pensavo fossero migliori, piu' sensibili, piu' profondi, più brillanti e anticonformisti degli al ...continua

    Dopo aver letto la prima volta De Profundis, tanti anni fa, mi venne un pregiudizio positivo sui gay. Pensavo fossero migliori, piu' sensibili, piu' profondi, più brillanti e anticonformisti degli altri. Naturalmente ho poi scoperto che siamo tutti diversi, ma nessuno di noi è migliore dell'altro: tutti mediocri o eccellenti, o ipocriti e ripugnanti a prescindere dalle nostre preferenze sessuali, compresi i froci, dunque,
    Amavo Wilde, amavo la sua ironia, il suo acume, i suoi aforismi perfetti e universali...ma l'ho quasi adorato nelle pagine dolorose e struggenti del De Profundis:
    Molti lettori in un gruppo di discussione dedicato ai "compagni amareggiati" hanno pensato che io fossi di "destra" perché in una discussione avevo criticato un certo atteggiamento palesemente ipocrita di molti lettori anobiani "di sinistra". In realtà ho sempre sostenuto e amato i veri "comunisti" , che tanto per chiarire. non sono esattamente quei borghesucci che si divertono a fare incursioni innocue nei bassifondi e tra i poveracci, siano esse incursioni solo letterarie o reali.
    I veri comunisti, se mai esistano ancora, erano quelli come Pasolini, che non si tiravano indietro quando c'era da criticare il comportamento e i falsi atteggiamenti di alcuni militanti di sinistra. E anche i veri froci erano quelli come Pasolini. Che non si nascondevano dietro un dito, non strombazzavano la loro sessualità e non la denigravano.
    E ancor prima di lui, molto tempo prima, c'era Oscar Wilde. Che fu processato e imprigionato perché era un frocio vero, un socialista vero e un uomo di genio autentico. Alcune sue commedie sono irresistibili e altre semplicemente deliziose, ma il De profundis è un documento eccezionale e commovente come raramente mi è accaduto di leggere.

    "Dietro la Gioia e il Riso può nascondersi magari un brutto temperamento, un carattere aspro, duro, insensibile. Ma dietro il Dolore c'è sempre il Dolore. La Sofferenza, al contrario del Piacere, non reca mai buone maschere...
    A volte il Dolore mi pare essere l'unica verità. Altre cose possono essere illusioni dell'occhio o del desiderio, fatte per accecare il primo e saziare il secondo, ma con il Dolore sono stati creati i mondi, e alla nascita di una creatura umana come d'una stella presiede il dolore":

    Ecco, è in queste poche righe che avrei dovuto capire molto tempo fa che siamo tutti uguali e autentici solo nella sofferenza.

    Caro Oscar Wilde.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tu devi leggere questa lettera da cima a fondo, sebbene ogni parola possa diventare per te come il fuoco o il coltello del chirurgo che brucia o fa sanguinare le carni delicate."

    Non è facile trovare le parole giuste per descrivere anche in minima parte questo libro, questa sorta di memoir, questa lunga lettera che Oscar Wilde scrive al suo amico e compagno (o forse è meglio d ...continua

    Non è facile trovare le parole giuste per descrivere anche in minima parte questo libro, questa sorta di memoir, questa lunga lettera che Oscar Wilde scrive al suo amico e compagno (o forse è meglio dire "ex amico e compagno") Alfred Douglas, detto Bosie.
    E' un testo pieno d'amore ma soprattutto forse d'odio, di rancore. Wilde, incarcerato anche a causa del suo giovane amante, riversa in queste parole tutto il suo dolore, le contraddizioni vissute durante la sua storia, la sua passività e debolezza nei confronti di un ragazzino viziato ed egocentrico.
    Mi ha fatto male, perchè l'ho sentito vicino, e per questo non ho potuto non amarlo.

    (5 stelline piene, ma non ho apprezzato granchè le pagine riguardanti la figura di Cristo, Dio e la religione. Centravano come i cavoli a merenda, secondo me. Una nota di merito va invece all'introduzione di questa edizione, veramente ben fatta.)

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto,Wilde non delude mai

    ho adorato questo libro,Oscar Wilde è uno dei miei scrittori preferiti e grazie a questa opera riusciamo a capire meglio la sua personalità
    Ricco di frasi spettacolari e che portano a riflettere
    ovvia ...continua

    ho adorato questo libro,Oscar Wilde è uno dei miei scrittori preferiti e grazie a questa opera riusciamo a capire meglio la sua personalità
    Ricco di frasi spettacolari e che portano a riflettere
    ovviamente cinque stelline.

    ha scritto il 

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