De reiziger

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4.2
(2119)

Language: Nederlands | Number of Pages: 736 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Spanish , French , Portuguese , Swedish , Chi simplified , Polish , Czech

Isbn-10: 902906899X | Isbn-13: 9789029068994 | Publish date: 

Also available as: Paperback

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Book Description
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  • 4

    Una storia d'amore; un amore tanto intenso quanto forse impossibile, vissuto in una dimensione temporale sconosciuta, ma familiare, incredibile, ma reale. Il primo romanzo della serie Outlander è uno ...doorgaan

    Una storia d'amore; un amore tanto intenso quanto forse impossibile, vissuto in una dimensione temporale sconosciuta, ma familiare, incredibile, ma reale. Il primo romanzo della serie Outlander è uno scoppiettante racconto che si getta come un lupo affamato tra le emozioni e le sensazioni dei lettori, alla caccia di Claire e di Jamie e al loro amore unico tra clan, streghe e malvagi inglesi. L'Autrice ci trasporta in un mondo irreale, ma descritto in modo così efficace da farlo sembrare vero, reale, fisico. Ottimo intreccio, scene indimenticabili, che non scadono mai nella volgarità, ma solo nella passione travolgente di chi ama ed è amato. Da non perdere.

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  • 5

    Si è appena conclusa la seconda guerra mondiale, Claire e il marito Frank si sono concessi una seconda luna di miele per riconquistare l’intimità perduta a seguito della separazione forzata dovuta agl ...doorgaan

    Si è appena conclusa la seconda guerra mondiale, Claire e il marito Frank si sono concessi una seconda luna di miele per riconquistare l’intimità perduta a seguito della separazione forzata dovuta agli eventi bellici; Claire, infatti, ha svolto il ruolo di infermiera e Frank ha fatto parte dell’esercito inglese.

    La breve vacanza, prima che Frank cominci il suo nuovo lavoro all’università di Oxford come docente di storia, si svolge in Scozia, precisamente ad Inverness. Durante la visita nelle Highlands scozzesi, i due coniugi si imbattono in una “piccola Stonehenge” che affascina entrambi per la sua imponenza.

    Un giorno Claire, appassionata di botanica, si reca al cerchio di pietre per raccogliere esemplari di erbe medicinali e fiori ma, avvicinandosi alla pietra centrale si rende conto che dalla spaccatura interna proviene uno strano ronzio. Ed è a quel punto che “La pietra urlò”.

    Claire si ritrova, così nel 1742 tra rozzi scozzesi a cavallo, armati di fucili e pugnali e abbigliati con il tipico kilt in tartan. La donna, ancora in preda allo shock, si ritrova faccia a faccia con il Capitano Randall, antenato e sosia del marito, che non ha certo una buona reputazione. Infatti, il suo primo istinto è quello di violentare Claire, salvata dall’improvviso e fortuito arrivo di un bel cavaliere dalla chioma fulva.

    Ed ecco che incontriamo il nostro protagonista maschile, Jamie del clan McKenzie.

    Claire è condotta, quindi, al castello di Leoch, dove il laird, Colum Mckenzie, cerca di capire chi sia quell’affascinante sconosciuta. Claire non può certo rivelare di venire dal futuro e si inventa una storia di un viaggio verso la Francia, che non convince il diffidente laird. Non sapendo come fare per tornare indietro, si adegua alla vita del castello e diventa, grazie alle conoscenze mediche e botaniche, la guaritrice del clan.

    La storia è molto lunga, ma per farla breve e non annoiare troppo soprattutto chi lo considererà un libro spazzatura, dico soltanto che Claire è costretta a sposare il giovane Jamie. I due, affascinati l’uno dall’altra, si innamorano perdutamente e vivranno una intensa storia d’amore.

    Ma la situazione è un po’ troppo complessa, su Jamie c’è una taglia ed è costretto a rimanere al castello di Leoch, protetto dagli zii, per evitare di finire nuovamente tra le grinfie del capitano Randall che, già in passato, lo ha frustato fin quasi alla morte. In realtà Jamie è il laird di Lallybroch, dove i due sposi riusciranno a fare una breve incursione.

    Purtroppo Jamie sarà arrestato e finirà nella prigione di Fort William, dentro le mura della quale si svolgerà la parte più cruda e commovente della storia….

    Lo dichiaro pubblicamente: questo libro mi ha conquistata completamente!

    E’ ricchissimo di eventi storici, tradizioni e leggende popolari. Si parla dei giacobiti, dell’indipendenza scozzese, degli strumenti e dei rudimenti medici dell’epoca, di stregoneria , di amore, di violenza fisica e psicologica.

    Ci si sente coinvolti nella storia, si prova empatia per i personaggi, si sorride, ci si arrabbia e si prova tenerezza.

    Beh, è vero c’è qualche eccesso che poteva essere evitato, ma c’è anche la maestria dell’autrice nella descrizione dei tormenti interiori e di inserimento, qua e là, di qualche frase azzeccatissima (secondo me).

    Quindi (chissenefrega) io gli attribuisco un voto altissimo.

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  • 2

    Un interessante viaggio, quello che si evince da questo romanzo soprattutto per quanto riguarda la cultura celtico/gaelica, degno di approfondimenti ‘extra tema’, che emerge nel corso di una lettura, ...doorgaan

    Un interessante viaggio, quello che si evince da questo romanzo soprattutto per quanto riguarda la cultura celtico/gaelica, degno di approfondimenti ‘extra tema’, che emerge nel corso di una lettura, a mio avviso, non proprio esaltante per diversi aspetti che vanno da argomentazioni scarsamente attendibili nella pur ipotizzabile (ir)realtà nella quale si vanno sviluppando avvenimenti controversi e contrastanti fino a personaggi con caratteristiche a volte troppo scontate e non sempre confacenti alle vicissitudini degli stessi.
    Odio e amore, dominio e sottomissione, egoismo e altruismo sono i sentimenti che affiorano lentamente o che stentano ad evidenziarsi, in parte per il sovrapporsi di epoche diverse, settecento e novecento, in parte per la diversa formazione personale, di tutti i personaggi con il loro retroterra culturale, diversità legata proprio ai duecento anni di divario.
    Nulla da eccepire per le descrizioni di un ambiente rasserenante nel suo complesso che vediamo materializzarsi sotto i nostri occhi come se fosse frutto di proiezioni introiettate nel tempo e riemerse su sollecitazione esterna. I cupi laghi neri, le verdi foreste, i colorati campi di erica, il cielo che cambia colore e umore, tutto crea un sentimento di attesa su cui fa leva l’autrice per avvolgerci sia con un manto non diverso dal ‘tartan’, segno distintivo dei vari clan, sia con il ripetitivo suono di ‘bigpipe’ che pervade con la sua particolare sonorità le ampie vallate, insinuandosi di prepotenza anche nelle nostre orecchie.
    Su tutto vediamo svettare l’opera di uomini ricchi di un retaggio sempre vivo come traspare dalle pietre millenarie che vanno da menir e dolmen a castelli e rocche, costruzioni che hanno il compito di ricordare quanto potenti fossero le divinità ma anche i clan; intorno a loro e, nello stesso tempo, al loro interno si dipana la vita reale di chi deve sopravvivere alle difficoltà di un periodo storico ricco di stravolgimenti politici e di intrighi di corte per la conquista del potere.
    Una scrittura scorrevole e lineare alleggerisce alcune situazioni e comportamenti sgradevoli, leggi le violenze gratuite su gente indifesa, mentre per altre, vedi quelle erotiche, la scrittrice insiste eccessivamente su particolari che avrebbe potuto lasciare all’immaginazione più che lasciarsi andare a descrizioni gratuite e particolareggiate, anche se notiamo, in questo, uno dei tratti distintivi dello stile dell’autrice.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Avevo una bel pacchetto di aspettative: viaggio nel tempo, un po' di romanticismo, qualche battaglia, la magica atmosfera della Scozia rurale. Tanti tanti libri a tenermi compagnia, mese dopo mese.
    E ...doorgaan

    Avevo una bel pacchetto di aspettative: viaggio nel tempo, un po' di romanticismo, qualche battaglia, la magica atmosfera della Scozia rurale. Tanti tanti libri a tenermi compagnia, mese dopo mese.
    E invece mi fermo qui, la mia strada si separa da quella della Gabaldon e dei suoi personaggi.
    Per quanto ci sia dietro un'accuratissima ricerca sulla storia e sul folclore, la scrittura piatta e la trama assurda hanno avuto la meglio.
    In questo primo romanzo della saga, c'è davvero di tutto: viaggio nel tempo, rapimenti, tentativi di stupro, battaglie, parti animali, operazioni chirurgiche alla luce della candela, i lupi, i mostri, le coltellate... Ci manca solo il rapimento alieno e l'oca parlante e poi abbiamo fatto l'en plein.
    C'è anche una protagonista fastidiosa che in teoria è infermiera, ma in pratica tuttologa; sa tutto, fa tutto, opera persone, salva gente, lotta contro i lupi, si dispera per il marito lasciato nel mondo moderno e fa sesso in continuazione con il nuovo marito scozzese, che molto propriamente è bellissimo, appassionato, di una gentilezza mai vista, ricco di cuore di qualità e via dicendo.
    Ampie ed approfondite le parentesi coniugali di sesso bollente e spesso inopportuno.
    C'è da dire che scorre in fretta: però non posso dare completamente torto a chi pensa che si avvicini moltissimo ad un Harmony con viaggio nel tempo incluso.

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  • 3

    La protagonista di questa saga è una giovane infermiera dell’esercito, Claire Randall, la quale si ritrova in Scozia, dopo la fine della II guerra mondiale, per una seconda occasione-luna di miele col ...doorgaan

    La protagonista di questa saga è una giovane infermiera dell’esercito, Claire Randall, la quale si ritrova in Scozia, dopo la fine della II guerra mondiale, per una seconda occasione-luna di miele col marito e che, durante una passeggiata, come per magia, viene catapultata indietro nel tempo di ben 200 anni, finendo nelle Highlands del 1700 circa. Il plot apparentemente semplice si complica per il sopraggiungere di varie situazioni che la coinvolgono più o meno indirettamente e che la spingeranno a prendere una scelta importante. Il fantasy si mescola con la realtà storica degli eventi sapientemente amalgamati dalla scrittrice, che evita così l’effetto polpettone. Da queste pagine, attraverso Claire e quindi, senza appesantire il ritmo della narrazione, emergono le tradizioni, gli usi e costumi e la quotidianità caratterizzante gli Higlanders di allora: è piaciuto anche a me, un’estranea come la “Sassenach” del romanzo, curiosare infatti tra i vissuti dei vari personaggi, ciascuno ben caratterizzato o lasciato volutamente nella sua ambiguità. C’è da dire che la cosiddetta “metà dell’opera” secondo me la fa l’ambientazione del romanzo, essendo la Scozia così affascinante, evocativa, selvaggia e misteriosa al tempo stesso. Il ritmo è spesso incalzante, anche se i punti di stallo tendente all’harmony non mancano: per fortuna sono ben bilanciati coi colpi di scena (alcuni però rasentano l’assurdo, non sono credibili neanche un po’) che rendono nel complesso la lettura scorrevole e il romanzo avvincente.

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  • 2

    Mi sento un po' tradita... ho aspettato a lungo prima di approcciare questa saga, perchè volevo avere un bel po' di libri per non rischiare di immergermi nella lettura e poi ritrovarmi ad aspettare an ...doorgaan

    Mi sento un po' tradita... ho aspettato a lungo prima di approcciare questa saga, perchè volevo avere un bel po' di libri per non rischiare di immergermi nella lettura e poi ritrovarmi ad aspettare anni per sapere cosa accadrà (si Martin, parlo di te!) e... non mi è piaciuto! Forse avevo aspettative alte, ma qui siamo un po' lontani da quello che credevo avrei trovato: i personaggi sono piatti, il brodo è allungato, le situazioni paradossali (non parlo del viaggio nel tempo iniziale, ma dell'immortalità o quasi di Jamie). Eppure so già che leggerò anche gli altri perchè la mia mente bacata funziona così (e perchè spero che un po' si riprenda nel seguito). Vedremo... in fondo anche Harry Potter all'inizio non mi era piaciuto.

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  • 5

    Forse il romanzo che nell'ultimo anno è riuscito meglio a farmi evadere totalmente dal qui e dall'ora, leggerlo è stato un piacere quasi perverso.

    "La Straniera" racconta di Claire, giovane infermiera ...doorgaan

    Forse il romanzo che nell'ultimo anno è riuscito meglio a farmi evadere totalmente dal qui e dall'ora, leggerlo è stato un piacere quasi perverso.

    "La Straniera" racconta di Claire, giovane infermiera dell'esercito che alla fine della seconda guerra mondiale, mentre è in viaggio nelle Highlands con il marito, si ritrova catapultata indietro nel tempo, più precisamente nell'anno del Signore 1743. La Scozia è quella dei Clan, una Scozia barbara dove regna la giustizia sommaria delle Giubbe Rosse, delle flagellazioni in piazza, dei processi per stregoneria; una Scozia sul piede di guerra, infatti mancano poco meno di tre anni alle rivolte giacobite che porteranno alla battaglia di Culloden e al tramonto dei clan.
    Claire dovrà vedersela con tutto questo e ricominciare, senza un passato da poter raccontare e con un futuro alquanto precario davanti, e potrà farcela solo grazie alle proprie doti: intelligenza, determinazione e una buona dose di faccia tosta. Oltre ovviamente all'amore, perno di mondi passati, presenti e futuri.

    Una storia che oscilla tra romance, fantasy e romanzo storico e che mi ha lasciato addosso un entusiasmo genuino, quello della lettura per la lettura e di un divertimento senza secondi fini, che da quando sono diventata "grande" trovo sempre più difficile ritrovare nei romanzi che leggo.

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