Dei bambini non si sa niente

Di

Editore: Einaudi Tascabili (Stile Libero 477)

3.4
(577)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806146343 | Isbn-13: 9788806146344 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Questo romanzo di una esordiente racconta la storia, tutta vista dall'interno,di un eden infantile, dove anche il sesso è innocenza, che si corrompe progressivamente attraverso l'irruzione della perversione degli adulti con foto sempre più spinte. E' il bambino più grande del gruppo, il tirannico Mirko, a introdurle nei giochi che si tengono in un capannone di periferia.
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  • 3

    Scioccante ... ma necessario

    "Erano un sacco di cose che se ne andavano in quei momenti, e un sacco che si aggiungevano, arrivando da chissà dove".

    Si tratta dell'opera prima di Simona Vinci, scrittrice pluripremiata per i suoi r ...continua

    "Erano un sacco di cose che se ne andavano in quei momenti, e un sacco che si aggiungevano, arrivando da chissà dove".

    Si tratta dell'opera prima di Simona Vinci, scrittrice pluripremiata per i suoi romanzi successivi. Un tema scabrosissimo, affrontato dalla parte dei più piccoli, protagonisti "incoscienti" della scoperta di un mondo troppo più grande di loro. La scrittura è sì, forse, a tratti pesante e un pò noiosa, ma mi è sembrata necessaria a rappresentare un clima di curiosità e di scoperta di un ignoto che si va a disvelare pian piano confusamente fino al dramma finale. Un finale tragico, vissuto con apparente banalità dai protagonisti, ma semplicemente perché non hanno la capacità di "dargli un nome". Un libro certamente duro, ma secondo me necessario. Perché ogni volta che chi ha la responsabilità di essere accanto a chi cresce (genitori, educatori, religiosi) tralascia questo suo compito, la deriva può essere drammaticamente incontrollata. E spesso, la cronaca, supera di gran lunga qualsiasi romanzo ...

    ha scritto il 

  • 1

    kindle;

    Libro direi inutile, dà la netta sensazione di romanzo d'esordio scritto in maniera furba per attirare l'attenzione. I protagonisti sono due ragazzi di 14 anni e due ragazzine di 10, in quinta element ...continua

    Libro direi inutile, dà la netta sensazione di romanzo d'esordio scritto in maniera furba per attirare l'attenzione. I protagonisti sono due ragazzi di 14 anni e due ragazzine di 10, in quinta elementare, e un loro compagno di scuola.
    Personalmente non mi ha detto niente. Lo scenario diventa sempre più crudo e spinto, ma non suscita emozioni. Pare vuoto, come un articolo di cronaca, buttato lì per vendere più copie. Parecchio deludente.
    Infinitamente distante da un altro libro che affronta dinamiche distorte della sessualità adolescenziale, "Lo dice Harriet" di Beryl Banbridge, romanzo pressoché sconosciuto, ma parecchio disturbante e molto ben scritto.
    Entrambi i libri presentano un crescendo di esperienze che finiscono in modo brutale. Ma qui non c'è trama, non si sa chi siano questi ragazzini, non si capisce cosa ci sia dietro la violenza di Mirko, non si spiega chi siano e cosa vogliano i tizi dell'auto bianca. Alla fine il libro si riduce alla descrizione morbosa dei loro "giochi" dentro al capannone abbandonato.

    ha scritto il 

  • 2

    Disgustoso e perturbante. In questo sicuramente si può considerare un romanzo riuscito, ma mi ha infastidito notevolmente la sensazione di trovarmi davanti a una operazione furba, costruita a tavolino ...continua

    Disgustoso e perturbante. In questo sicuramente si può considerare un romanzo riuscito, ma mi ha infastidito notevolmente la sensazione di trovarmi davanti a una operazione furba, costruita a tavolino, seppure supportata da talento narrativo.

    ha scritto il 

  • 3

    Tagliente, maneggiare con cura

    Uno stile poetico e pulito utilizzato per raccontare l'orrore. Un buon romanzo ma da un certo punto in poi rischia di disgustare mettendo in scena dettagli forse evitabili.

    ha scritto il 

  • 4

    “È strano come se anche si conoscono i minimi dettagli di un corpo, mai e poi mai si possieda il segreto di chi lo abita”

    Argomento molto delicato da affrontare, Simona Vinci lo fa con un narrazione a tratti molto cruda ma senza scadere nel licenzioso o nel voyeurismo.
    Titolo indovinato in linea con quello che è l’oggett ...continua

    Argomento molto delicato da affrontare, Simona Vinci lo fa con un narrazione a tratti molto cruda ma senza scadere nel licenzioso o nel voyeurismo.
    Titolo indovinato in linea con quello che è l’oggetto del romanzo che prova a raccontare ciò che succede in un mondo, quello dei bambini, che noi adulti pensiamo, a torto, immune dalla sessualità che invece provoca in essi domande e pulsioni che a noi non arrivano e che ci fanno pensare che questi stati d’animo per loro non esistano.
    Non è comunque una lettura facile, anche se si hanno figli ormai grandi, la crudezza di certe descrizioni non è di facile approccio; bruttissimo, ma anche troppo reale, l’accenno alla pedofilia, su cui non bisogna mai smettere di controllare e vigilare e non solo sui propri di figli.
    Lettura sconsigliata a persone sensibili, donne incinte e a quanti credono che certe cose succedano solo nei film o… nei libri…

    ha scritto il 

  • 3

    un po' di signore delle mosche, un po' di giardino di cemento, parecchio sesso. il risultato non è all'altezza di nessuno dei tre ingredienti. mi fa sorridere chi grida allo scandalo e all'orrore: se ...continua

    un po' di signore delle mosche, un po' di giardino di cemento, parecchio sesso. il risultato non è all'altezza di nessuno dei tre ingredienti. mi fa sorridere chi grida allo scandalo e all'orrore: se dei bambini si sa una cosa, è che non sono innocenti - credo che l'abbia affermato, tra gli altri, quel losco figuro di bettelheim. il libro si legge bene; lo stile di simona vinci, che non conoscevo, mi piace, ma mi disturba il desiderio di épater le bourgeois sostenuto da così poco.

    ha scritto il 

  • 3

    Giochi di bimbi, quelli che si fanno ma non si dicono ...

    Mi trovavo in vacanza, preso occasionalmente biblioteca di Cervia,
    stessa regione in cui è ambientata la storia di questi bambini.
    Amo la scrittura della Vinci, ma alla fine sono rimasta spiazzata, sc ...continua

    Mi trovavo in vacanza, preso occasionalmente biblioteca di Cervia,
    stessa regione in cui è ambientata la storia di questi bambini.
    Amo la scrittura della Vinci, ma alla fine sono rimasta spiazzata, scioccata. Cruda, troppo.
    Non lo consiglio a persone piuttosto sensibili.

    ha scritto il 

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