Delitto di mezza estate

Di

Editore: Marsilio

4.0
(1138)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 597 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Sloveno

Isbn-10: 8831797077 | Isbn-13: 9788831797078 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
La settima inchiesta del commissario Wallander
Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l'assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.
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  • 0

    Non so come ho fatto a perdermelo fino ad oggi, ma è certamente il più grande.

    Direi il più grande non solo della scuola nordica di giallisti, ma in assoluto del noir contemporaneo. E non solo. Però ok, ho letto un solo romanzo, questo, magari mi sto allargando troppo, ma quello ...continua

    Direi il più grande non solo della scuola nordica di giallisti, ma in assoluto del noir contemporaneo. E non solo. Però ok, ho letto un solo romanzo, questo, magari mi sto allargando troppo, ma quello che c'era dentro questo qui, è talento puro, possibile che negli altri sparisca?
    Due sono le capacità di Mankell, ma utilizzate ai massimi livelli.
    La prima è di mettere dentro la scrittura la vita, quella vera, dei piccoli contrattempi quotidiani, del sonno mancato, del mal di testa, del bisogno di mangiare, urinare, radersi. Tutte tracce di vita sapientemente sparse nella scrittura. Oltre a rendere vero il romanzo, servono anche a scandire il ritmo, e si compenetrano talmente bene con il racconto da non rallentarlo mai ma arrivando addirittura a renderlo più intenso.
    Da questo punto di vista qui è incredibile la gestione delle ultime 100 pagine, con l'assassino pronto all'ultimo assalto (non dico altro) e il momento cruciale sapientemente continuamente rimandato ma senza nessun artificio, semplicemente utilizzando la vita.
    Poi, altro talento superbo, il modo in cui no svela niente dell'assassino per oltre, quanto, metà romanzo, quasi. Lo tiene coperto, sempre coperto. E nonostante questo la tensione sale, sale, sale. Meraviglioso.
    Forse se un difetto c'è, una forzatura, una cosa che non scorre via placida, è la ragione che spinge il commissario ad entrare nella casa dell'assassino. Lì la forzatura si avverte. Ma chiaro, si tratta di quello che appare una forzatura alla luce di tutto il resto. Niente in confronto a quello che di solito fanno gli altri autori.
    Adesso sono ansioso di leggere altro di Mankell. Cosa che farò veramente presto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo thriller

    Storia molto bella, ben congegnata e fino all'ultimo tiene sul filo.
    Mankell è come il vino buono: invecchiando migliora, nel senso che mano a mano che sto andando avanti nella sua serie i romanzi son ...continua

    Storia molto bella, ben congegnata e fino all'ultimo tiene sul filo.
    Mankell è come il vino buono: invecchiando migliora, nel senso che mano a mano che sto andando avanti nella sua serie i romanzi sono sempre meglio rispetto ai "più giovani".

    ha scritto il 

  • 4

    La stanchezza di Kurt Wallander

    "Non riusciva a ricordare di essersi mai sentito così privo di forze. E la sua debolezza non era soltanto dovuta alle isole di zucchero che immaginava muoversi nelle sue vene. Aveva la netta sensazion ...continua

    "Non riusciva a ricordare di essersi mai sentito così privo di forze. E la sua debolezza non era soltanto dovuta alle isole di zucchero che immaginava muoversi nelle sue vene. Aveva la netta sensazione di non riuscire più a seguire il tempo. Forse era diventato troppo vecchio? Anche se non aveva ancora compiuto cinquant’anni?"

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei migliori romanzi con Wallander. Bella la storia, le ambientazioni e la collaborazione tra colleghi. Forse si poteva scorciare qua e là, non riproporre così spesso il ripensare a discorsi fatti ...continua

    Uno dei migliori romanzi con Wallander. Bella la storia, le ambientazioni e la collaborazione tra colleghi. Forse si poteva scorciare qua e là, non riproporre così spesso il ripensare a discorsi fatti in cui Wallender non ha colto subito il punto focale o elaborare un po' meglio la psicologia e le motivazioni dell'assassino...ma nel complesso mi è piaciuto molto

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei migliori della serie con Kurt Wallander. Bellissima la trama, affascinante l'ambientazione (non solo la "solita" Ystad, ma anche le isole a nord della Svezia), la trama si dipana tra un'indagi ...continua

    Uno dei migliori della serie con Kurt Wallander. Bellissima la trama, affascinante l'ambientazione (non solo la "solita" Ystad, ma anche le isole a nord della Svezia), la trama si dipana tra un'indagine accuratamente descritta e le vicende anche personali dei protagonisti membri della squadra diretta da Wallander. A voler proprio trovare un difetto, direi che alcune domande restano senza risposta - almeno parzialmente - anche dopo la soluzione del caso. Inoltre, mi hanno un po' infastidito alcune continue ripetizioni (il nostro Wallander ogni due pagine beve un bicchier d'acqua e urina ovunque si trovi....abbiamo capito che ha il diabete, ma basta!)

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono appassionata a questo giallo lentamente ma inesorabilmente, in un crescendo di tensione che mi ha conquistato.
    Inoltre Wallander è così umano, così lontano dal poliziotto infallibile che è pre ...continua

    Mi sono appassionata a questo giallo lentamente ma inesorabilmente, in un crescendo di tensione che mi ha conquistato.
    Inoltre Wallander è così umano, così lontano dal poliziotto infallibile che è pressoché impossibile non immedesimarsi nella sua lotta per trovare l'assassino, combattendo anche la sua stanchezza e i suoi acciacchi.
    Finale un po' sbrigativo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Ma era troppo stanco. Ormai tutta la sua persona non era altro che un guscio intorno a un organismo composto da stanchezza, valori degli zuccheri troppo alti e una mancanza di sonno paralizzante."

    Parma. Genova. Chivasso. Un libro che mi ha accompagnato durante gli spostamenti nell'ultimo mese, quando mi sentivo un po' come Wallander, esausta. Wallander lo adoro, come personaggio, come uomo. Ma ...continua

    Parma. Genova. Chivasso. Un libro che mi ha accompagnato durante gli spostamenti nell'ultimo mese, quando mi sentivo un po' come Wallander, esausta. Wallander lo adoro, come personaggio, come uomo. Mankell un po' meno. Si perde in stupidaggini, sempre a riassumere quello che è successo tramite i dialoghi come se avesse dei lettori stupidi che non sono in grado di ricordarsi cosa hanno letto la sera prima, sempre a scrivere di tentativi falliti come fossero essenziali, il che è davvero fastidioso quando si vuole finire il libro prima di concludere un viaggio in treno. Leggerò sicuramente anche gli altri, ma quando sarò in un mood più paziente, questo mi basterà per un po'.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo in Svezia all’interno di una riserva naturale.

    E’ notte e tre ragazzi stanno festeggiando il solstizio con costumi del 700. E’ un luogo isolato attentamente scelto nei mesi passati e i ragazzi c ...continua

    Siamo in Svezia all’interno di una riserva naturale.

    E’ notte e tre ragazzi stanno festeggiando il solstizio con costumi del 700. E’ un luogo isolato attentamente scelto nei mesi passati e i ragazzi credono di essere da soli. In realtà non è così, uno sconosciuto armato li sta spiando e, prima che abbiano il tempo di rendersi conto di quello che sta succedendo, i ragazzi sono colpiti a morte da un colpo in piena fronte.

    La storia si sposta in avanti di un paio di mesi a Ystad, nel commissariato di polizia in cui la guida della squadra investigativa è affidata a Kurt Wallender. Al commissariato è appena giunta Eva, la madre di una dei tre ragazzi che implora gli investigatori di cercare la figlia, di non fermarsi alle apparenze perchè a quei tre ragazzi è sicuramente successo qualcosa e non sono vere le cartoline che continuano ad arrivare da tutta Europa: qualcuno ha falsificato la scrittura.

    Gli investigatori non sono convinti, se fosse loro successo qualcosa, avrebbero trovato i corpi, avrebbero trovato le auto e non sarebbero giunte cartoline dall’estero.

    A complicare la situazione al commissariato è la vicenda di un collega, Svedberg. Dov’è finito? Perchè non risponde al telefono? Perchè non si fa vedere al commissariato?

    Wallender, conoscendo la puntualità e la precisione del collega, viene preso da un senso di inquietudine e si reca nel suo appartamento dove lo trova cadavere. Svedberg è stato ucciso e per giunta nel suo appartamento vengono trovate tracce che lo collegano ai tre ragazzi scomparsi.

    I due casi diventano quindi uno soltanto, il Caso per eccellenza verso cui tutti gli sforzi sono rivolti.

    Sarà una lunga caccia all’uomo e, nel frattempo, altri delitti verranno commessi.

    Nel complesso non è per niente male: si legge volentieri e con una certa voglia di scoprire la verità al più presto.

    E’ però una storia che presenta diverse ingenuità, il lettore può intuire agevolmente diversi particolari perchè saltano facilmente all’occhio e questo non è certo auspicabile in un giallo.

    Il finale è poi praticamente ridicolo. Quindi la valutazione, per quanto mi riguarda, si abbassa di diversi punti.

    ha scritto il 

  • 5

    "Qualcosa deve succedere, pensò. Qualcosa che mi dia la forza di andare avanti."
    Un commissario sempre più stanco, e non ha ancora cinquant'anni, i problemi di salute non gli mancano e si ritrova di n ...continua

    "Qualcosa deve succedere, pensò. Qualcosa che mi dia la forza di andare avanti."
    Un commissario sempre più stanco, e non ha ancora cinquant'anni, i problemi di salute non gli mancano e si ritrova di nuovo solo.
    ... e qualcosa succede, anzi più di qualcosa perchè la morte del collega Svedberg, il ritrovamento di tre ragazzi uccisi da un colpo di pistola e altri omicidi, lo costringeranno a reagire, anche se non è mai stato così stremato come in questa indagine.
    "Ho paura, pensò. Non ho mai creduto al male. Non esistono esseri malvagi, nessuno nasce con la brutalità nei propri geni. Però esistono circostanze perverse. Il male non esiste. Ma qui sento qualcosa che si sta sviluppando in una mente offuscata."
    ... di circostanze perverse ormai la nostra vita è piena, caro commissario Wallander, e in certi momenti siamo stremati quanto lei... "Ci sono sempre lati di una persona che solo pochi riescono a vedere."
    ... vero, e questo fa la differenza... nel male, ma fortunatamente anche nel bene.
    In ogni caso, secondo me, questo è il libro più "completo" tra quelli che ho letto di questo commissario, perchè sfiora varie problematiche, dalla crisi economica, al benessere di pochi, ai giovani sempre più fragili, alla solitudine, alla malattia... ed altro.
    Un Wallander sempre più vero...

    Grazie 9,14,14

    ha scritto il 

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