Delitto e castigo

Di

Editore: De Agostini

4.5
(8322)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Russo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: A000053798 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianlorenzo Pacini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Delitto e castigo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Romanzo archetipo, giallo prototipo.

    Non è da me commentare i 'classici'.
    Ogni libro è figlio del suo tempo e in relazione a questo deve essere valutato. Uno dei miei libri preferiti, ad esempio, è il Conte di Montecristo e più di una vo ...continua

    Non è da me commentare i 'classici'.
    Ogni libro è figlio del suo tempo e in relazione a questo deve essere valutato. Uno dei miei libri preferiti, ad esempio, è il Conte di Montecristo e più di una volta ho detto e ripetuto che quello stesso libro fosse stato scritto oggi e non nel 1845 non mi interesserebbe affatto.

    Lo stesso discorso vale per questo romanzo. Perché sì, è perfetto e ha tutte le cose a posto ma è invecchiato molto. Certo, incarna perfettamente la fine del diciannovesimo secolo russo: c'è il nichilismo, c'è l'affacciarsi del primo socialismo, c'è la moda della teoria psicologica. Però se non fosse vecchio di un secolo non avrebbe appeal per me, sarebbe solo l'ennesimo giallo.

    Un libro scritto bene, un libro scritto giusto: ABC della narrazione.
    Mi sono gustato ogni frase, ogni singolo segno di punteggiatura.

    ha scritto il 

  • 5

    Postille di Delitto e Castigo

    Chi sono io per cimentarmi nel compito arduo di commentare un’opera talmente mastodontica da far tremare molti ignari lettori quale può essere Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij? Un nessuno, un um ...continua

    Chi sono io per cimentarmi nel compito arduo di commentare un’opera talmente mastodontica da far tremare molti ignari lettori quale può essere Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij? Un nessuno, un umile lettore, e niente più. Per questo lasciatemi dire solo un paio di parole, sciocchezze, già state dette, trite e ritrite, ma che non sembrano mai far venir meno la forza celata in questo romanzo, ma che anzi, commento dopo commento, paio aumentarne la fama e la potenza narrativa.

    Il vero capolavoro, ma forse non lo sono un po’ tutti?, del tormentato scrittore russo, complice la nuova traduzione Einaudi curata da Emanuela Guercetti che rende all’opera giustizia rivelandola come un tripudio di eccellenza stilistica, profonda analisi psicologica e storia intrisa di un ritmo straordinario, capace di essere ancor oggi attuale e al passo con i tempi che corrono. Non fosse per qualche vizio e qualche costume del tempo, Delitto e Castigo sembrerebbe pubblicato ieri, e il suo aspetto più originale, effervescente e coinvolgente, al di là della trama in sé e per sé, è proprio il devastante carisma che alberga in ogni personaggio descritto da Fedor Dostoevskij, oltre che alle sue doti maestose di scrittore, ma questo è superfluo sottolinearlo.

    Vi sono poi descrizioni oniriche di impatto, così come scenari di una Pietroburgo afosa e colma di persone nelle strade, ubriachi e poveracci che sembra vogliano far sfociare l’opera nel romanzo sociale, perché in fondo il libro è anche questo, non solo un lento procedere verso un pentimento assoluto, ma anche un ritratto personale e variegato di una città con i propri cittadini allo sbando.

    Delizia per coloro, poi, che cercheranno le tante pennellate di psicologia e psicanalisi, i quali avranno pane per i loro denti. Raskol’nikov resta, per il sottoscritto, ancor oggi, a lettura finita, un protagonista difficile da decifrare, pur essendo lampante ogni sua motivazione e decisione, eppure la natura di questi è un tale mistero ed una scoperta continua che non si smetterebbe mai di leggere della sua vita.

    Un capolavoro, che segna un “prima” ed un “dopo” nel lettore, anche e solo marginalmente, ma lo farà; un libro che eccelle e diventa “il” libro, di cosa però? Bé, di tutto e di più, forse del niente, ma per alcuni, me compreso, il libro della vita, perché vi è in ognuno di noi un Rodion ed un Razumichin, una Duneka ed una Sonja, per questo si familiarizza subito con il romanzo, ci si lascia trasportare e condurre a fondo, nei recessi più oscuri dell’animo umano.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi aspettavo un mattone prolisso, lento, faticoso data la mole ed invece è stato uno dei libri più interessanti che abbia mai letto!
    lo stile di scrittura non è complicato, forse alcune parti lo posso ...continua

    Mi aspettavo un mattone prolisso, lento, faticoso data la mole ed invece è stato uno dei libri più interessanti che abbia mai letto!
    lo stile di scrittura non è complicato, forse alcune parti lo possono essere, ma in generale è fluido, le descrizioni della miseria presente a Pietroburgo e che affligge i personaggi sono sempre presenti, come una costante, ma non danno fastidio(di solito non amo le descrizioni ripetitive e interminabili), anzi rendono benissimo l'idea della situazione di allora.
    Ma quello che penso colpisca di più è la psicologia dei protagonisti e non, esposta e descritta in maniera perfetta, nulla è lasciato al caso, tutto analizzato nei minimi dettagli(soprattutto Raskol’nikov), si percepiscono chiaramente le sensazioni e gli stati d'animo dei personaggi!
    Inoltre gli aspetti sui cui poter riflettere non mancano di certo, per cui oltre ad essere piacevole come lettura è anche interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Sicuramente l'aspetto, la caratteristica migliore di questo romanzo è la psicologia dei personaggi, in particolare del protagonista. Per quanto riguarda lingua, storia, struttura e ambientazione, nien ...continua

    Sicuramente l'aspetto, la caratteristica migliore di questo romanzo è la psicologia dei personaggi, in particolare del protagonista. Per quanto riguarda lingua, storia, struttura e ambientazione, niente da dire.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente sono riuscito a terminare la lettura, che mi trascinavo dietro da anni e anni. Avendo patito le pene dell'inferno nella ricerca di una traduzione almeno comprensibile, questa edizione final ...continua

    Finalmente sono riuscito a terminare la lettura, che mi trascinavo dietro da anni e anni. Avendo patito le pene dell'inferno nella ricerca di una traduzione almeno comprensibile, questa edizione finalmente mi ha spianato la strada; complimenti alla Newton Compton. Un romanzo dostoevskjiano come questo fa scaturire nel lettore riflessioni di un certo peso, ma a mio personalissimo gusto preferisco l'altro grande romanzo dei Karamazov, sia per lo stile di scrittura, sia per l'intreccio narrativo. A mio parere il personaggio più interessante, quello che più mi ha colpito è Svidrigajlov.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra il delitto e la pena (termine più adatto a tradurre dal russo ciò che è stato sempre tradotto con castigo) c'è in questo poderoso romanzo un tempo lunghissimo, dove lo scrittore mette in scena la ...continua

    Tra il delitto e la pena (termine più adatto a tradurre dal russo ciò che è stato sempre tradotto con castigo) c'è in questo poderoso romanzo un tempo lunghissimo, dove lo scrittore mette in scena la vera essenza della sua idea. Non tanto quello della morale utilitaristica (è lecito compiere il male - uccidere la strozzina - per ottenere il bene - e devolvere il malloppo ai poveri?) ma: l'uomo volitivo in assoluto (anticipazione nietzschiana del superuomo) può porsi al di sopra delle regole morali, arrivando a compiere un'azione tremenda e riuscendo ad uscirne indenne, mentalmente e fisicamente? Il protagonista soccomberà ma è proprio in ciò che troviamo i temi cari all'autore. L'angoscia provata per le malefatte è essa stessa castigo ma soprattutto occasione impegnativa di espiazione, durante la quale il protagonista, oltre a rendersi conto di non essere affatto un superuomo, intraprenderà la strada onesta della confessione, e, grazie all'amore, della sua stessa salvezza.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per