Delitto e castigo

Di

Editore: Newton & Compton

4.5
(8431)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Russo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8854100730 | Isbn-13: 9788854100732 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vittoria Carafa de Gavardo

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Si può sopravvivere col rimorso?

    Sarò abbastanza lungo nell'esporre il contenuto di questo romanzo, visto che è molto importante... Lo svolgimento dei fatti è quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. L'epilogo invece ...continua

    Sarò abbastanza lungo nell'esporre il contenuto di questo romanzo, visto che è molto importante... Lo svolgimento dei fatti è quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. L'epilogo invece si svolge nella prigione-fortezza di una località non espressamente nominata, sulle rive del fiume Irtyš (fiume del bassopiano della Siberia occidentale). Dovrebbe trattarsi di Omsk, ove era presente una struttura per lavori forzati, conosciuta bene da Dostoevskij per avervi scontato egli stesso una condanna.
    Il romanzo ha il suo evento chiave in un duplice omicidio a scopo di rapina: quello premeditato di un'avida vecchia usuraia e quello imprevisto della sua mite sorella più giovane, per sua sfortuna comparsa sulla scena del delitto appena compiuto. L'autore delle uccisioni è il protagonista del romanzo, un indigente studente pietroburghese chiamato Rodion Romanovič Raskol'nikov, e il romanzo narra la preparazione dell'omicidio ma, soprattutto gli effetti emotivi, mentali e fisici che ne seguono.
    Dopo essersi ammalato di "febbre cerebrale" ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskol'nikov viene sopraffatto da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto la tremenda condizione di solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto; presto subentra anche la paura di essere scoperto, che logora sempre di più i già provati nervi del giovane: troppo gravoso per lui è sostenere il peso dell'atto scellerato. Fondamentale sarà l'inaspettato incontro con una povera giovane, Sonja, un'anima pura e pervasa di una fede sincera e profonda, costretta però a prostituirsi per mantenere la madre tisica e i fratelli. La giovane offre alla solitudine del nichilismo di Raskol'nikov la speranza e la carità della fede in Dio. Questo incontro sarà determinante per indurlo a costituirsi e ad accettare la pena. Ma il vero riscatto avverrà per l'amore di Sonja che lo seguirà anche in Siberia.
    Il delitto era stato compiuto: non è stata la Siberia il castigo, ma la solitudine e la mancanza di vero amore.
    Oltre al destino di Raskol'nikov, il romanzo, con la sua lunga e varia lista di personaggi, tratta di temi comprendenti la carità, la vita familiare, l'ateismo e l'attività rivoluzionaria, con la pesante critica che Dostoevskij muove contro la società russa coeva. Sebbene rifiutasse il socialismo, il romanzo sembra criticare anche il capitalismo che si stava facendo strada nella Russia di quel tempo.
    Raskol'nikov reputa di essere un "superuomo" e che avrebbe potuto commettere in modo giustificato un'azione spregevole — l'uccisione della vecchia usuraia — se ciò gli avesse portato la capacità di operare dell'altro bene, più grande, con quell'azione. In tutto il libro vi sono esempi di ciò: menziona Napoleone molte volte, pensando che, per tutto il sangue che versava, faceva del bene. Raskol'nikov pensa di poter trascendere questo limite morale uccidendo l'usuraia, guadagnando i suoi soldi, ed usandoli per fare del bene. Sostiene che se Newton o Keplero avessero dovuto uccidere un uomo, o addirittura un centinaio di uomini, per illuminare l'umanità con le loro leggi e le loro idee, ne sarebbe valsa la pena.
    Il vero castigo di Raskol'nikov non è il campo di lavoro a cui è condannato, ma il tormento che sopporta attraverso tutto il romanzo. Questo tormento si manifesta nella suddetta paranoia, come anche nella sua progressiva convinzione di non essere un "superuomo", poiché non ha saputo essere all'altezza di ciò che ha fatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Pietroburgo, seconda metà dell’Ottocento, un luglio afoso: Raskolnikov trascina la sua esistenza di ex studente povero in canna in preda allo spleen meditando un delitto, l’omicidio di una vecchia us ...continua

    Pietroburgo, seconda metà dell’Ottocento, un luglio afoso: Raskolnikov trascina la sua esistenza di ex studente povero in canna in preda allo spleen meditando un delitto, l’omicidio di una vecchia usuraia. Intorno a lui tutto o quasi è povertà , alcoolismo, prostituzione. Povertà e miseria morale dominano, come nella Londra di Dickens e nella Parigi dei Miserabili: ma qui non è ancora nata la classe operaia, ci sono le infinite e rigide gerarchie della stato burocratico e militare russo, parecchi affaristi senza scrupoli, pochi artigiani. Chi produce, i contadini e gli ex servi della gleba, sono lontani, dispersi nella sconfinata campagna della Madre Russia. In città fervono idee nuove, populismo, socialismo, nichilismo, accanto all’antico conforto dei diseredati, la fede religiosa. Raskalnikov cova il suo delitto per la fame e ancor di più per mettere alla prova se stesso, il suo sangue freddo. Ma soprattutto per mettere in atto una forma di giustizia delirante. E’ questo il pensiero che lo possiede: si ha il diritto di uccidere se dare la morte è necessario per realizzare disegni grandiosi e volti al bene? se il denaro redistribuito più equamente sarà poi impiegato per il raggiungimento del benessere di più persone? Se Il diritto di versare sangue lo rivendicano e lo mettono in atto gli stati con la guerra, e i grandi uomini come Napoleone, questo può valere per gli uomini superiori che hanno mete grandiose da perseguire, come lui stesso, pensa lo sciagurato. Nietzche prima di Nietzche. Ma Delitto e castigo non è solo un grande romanzo sociale e filosofico, è pure un meraviglioso romanzo psicologico, popolato com’è da personaggi che arrivi a conoscere fino nei meandri più nascosti delle viscere e della mente. Freud prima di Freud.
    Il titolo è la traduzione in italiano dal francese, ma in russo pare che suoni Il delitto e la pena¸e pena e non castigo è il termine che più dà il senso del tormento del protagonista e di coloro che lo amano. Perché lui, il ragazzo capitola di fronte al sangue versato, di fronte alla realtà, e alla consapevolezza acquisita poco a poco della sua arroganza, della sua ibris. E capitola davanti all’amore di Sonia, lui che non sapeva amare, preso com’era dalle suggestioni gelide del solo intelletto. Splendida, grande tragedia illuminata e riscattata dall’espiazione, dalla possibilità del perdono davanti a Dio e agli uomini attraverso la sofferenza morale e materiale.

    ha scritto il 

  • 3

    Cosa dire..
    Il mio primo dei "grandi" russi. E non so cosa dire, davvero. Un bel libro senza dubbio ma forse non è scattata la scintilla della meraviglia perchè non riesco ad essere entusiasta come la ...continua

    Cosa dire..
    Il mio primo dei "grandi" russi. E non so cosa dire, davvero. Un bel libro senza dubbio ma forse non è scattata la scintilla della meraviglia perchè non riesco ad essere entusiasta come la maggior parte della gente. Lo consiglio, sì..è stata una bella lettura, sì. Ma non posso dire di più purtroppo

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono degno di scrivere una vera e propria recensione. Posso solo dire che è forse il più bel libro che abbia mai letto, mi ha turbato profondamente e in modo potente. Indubbiamente un capolavoro ...continua

    Non sono degno di scrivere una vera e propria recensione. Posso solo dire che è forse il più bel libro che abbia mai letto, mi ha turbato profondamente e in modo potente. Indubbiamente un capolavoro

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo archetipo, giallo prototipo.

    Non è da me commentare i 'classici'.
    Ogni libro è figlio del suo tempo e in relazione a questo deve essere valutato. Uno dei miei libri preferiti, ad esempio, è il Conte di Montecristo e più di una vo ...continua

    Non è da me commentare i 'classici'.
    Ogni libro è figlio del suo tempo e in relazione a questo deve essere valutato. Uno dei miei libri preferiti, ad esempio, è il Conte di Montecristo e più di una volta ho detto e ripetuto che quello stesso libro fosse stato scritto oggi e non nel 1845 non mi interesserebbe affatto.

    Lo stesso discorso vale per questo romanzo. Perché sì, è perfetto e ha tutte le cose a posto ma è invecchiato molto. Certo, incarna perfettamente la fine del diciannovesimo secolo russo: c'è il nichilismo, c'è l'affacciarsi del primo socialismo, c'è la moda della teoria psicologica. Però se non fosse vecchio di un secolo non avrebbe appeal per me, sarebbe solo l'ennesimo giallo.

    Un libro scritto bene, un libro scritto giusto: ABC della narrazione.
    Mi sono gustato ogni frase, ogni singolo segno di punteggiatura.

    ha scritto il 

  • 5

    Postille di Delitto e Castigo

    Chi sono io per cimentarmi nel compito arduo di commentare un’opera talmente mastodontica da far tremare molti ignari lettori quale può essere Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij? Un nessuno, un um ...continua

    Chi sono io per cimentarmi nel compito arduo di commentare un’opera talmente mastodontica da far tremare molti ignari lettori quale può essere Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij? Un nessuno, un umile lettore, e niente più. Per questo lasciatemi dire solo un paio di parole, sciocchezze, già state dette, trite e ritrite, ma che non sembrano mai far venir meno la forza celata in questo romanzo, ma che anzi, commento dopo commento, paio aumentarne la fama e la potenza narrativa.

    Il vero capolavoro, ma forse non lo sono un po’ tutti?, del tormentato scrittore russo, complice la nuova traduzione Einaudi curata da Emanuela Guercetti che rende all’opera giustizia rivelandola come un tripudio di eccellenza stilistica, profonda analisi psicologica e storia intrisa di un ritmo straordinario, capace di essere ancor oggi attuale e al passo con i tempi che corrono. Non fosse per qualche vizio e qualche costume del tempo, Delitto e Castigo sembrerebbe pubblicato ieri, e il suo aspetto più originale, effervescente e coinvolgente, al di là della trama in sé e per sé, è proprio il devastante carisma che alberga in ogni personaggio descritto da Fedor Dostoevskij, oltre che alle sue doti maestose di scrittore, ma questo è superfluo sottolinearlo.

    Vi sono poi descrizioni oniriche di impatto, così come scenari di una Pietroburgo afosa e colma di persone nelle strade, ubriachi e poveracci che sembra vogliano far sfociare l’opera nel romanzo sociale, perché in fondo il libro è anche questo, non solo un lento procedere verso un pentimento assoluto, ma anche un ritratto personale e variegato di una città con i propri cittadini allo sbando.

    Delizia per coloro, poi, che cercheranno le tante pennellate di psicologia e psicanalisi, i quali avranno pane per i loro denti. Raskol’nikov resta, per il sottoscritto, ancor oggi, a lettura finita, un protagonista difficile da decifrare, pur essendo lampante ogni sua motivazione e decisione, eppure la natura di questi è un tale mistero ed una scoperta continua che non si smetterebbe mai di leggere della sua vita.

    Un capolavoro, che segna un “prima” ed un “dopo” nel lettore, anche e solo marginalmente, ma lo farà; un libro che eccelle e diventa “il” libro, di cosa però? Bé, di tutto e di più, forse del niente, ma per alcuni, me compreso, il libro della vita, perché vi è in ognuno di noi un Rodion ed un Razumichin, una Duneka ed una Sonja, per questo si familiarizza subito con il romanzo, ci si lascia trasportare e condurre a fondo, nei recessi più oscuri dell’animo umano.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi aspettavo un mattone prolisso, lento, faticoso data la mole ed invece è stato uno dei libri più interessanti che abbia mai letto!
    lo stile di scrittura non è complicato, forse alcune parti lo posso ...continua

    Mi aspettavo un mattone prolisso, lento, faticoso data la mole ed invece è stato uno dei libri più interessanti che abbia mai letto!
    lo stile di scrittura non è complicato, forse alcune parti lo possono essere, ma in generale è fluido, le descrizioni della miseria presente a Pietroburgo e che affligge i personaggi sono sempre presenti, come una costante, ma non danno fastidio(di solito non amo le descrizioni ripetitive e interminabili), anzi rendono benissimo l'idea della situazione di allora.
    Ma quello che penso colpisca di più è la psicologia dei protagonisti e non, esposta e descritta in maniera perfetta, nulla è lasciato al caso, tutto analizzato nei minimi dettagli(soprattutto Raskol’nikov), si percepiscono chiaramente le sensazioni e gli stati d'animo dei personaggi!
    Inoltre gli aspetti sui cui poter riflettere non mancano di certo, per cui oltre ad essere piacevole come lettura è anche interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Sicuramente l'aspetto, la caratteristica migliore di questo romanzo è la psicologia dei personaggi, in particolare del protagonista. Per quanto riguarda lingua, storia, struttura e ambientazione, nien ...continua

    Sicuramente l'aspetto, la caratteristica migliore di questo romanzo è la psicologia dei personaggi, in particolare del protagonista. Per quanto riguarda lingua, storia, struttura e ambientazione, niente da dire.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente sono riuscito a terminare la lettura, che mi trascinavo dietro da anni e anni. Avendo patito le pene dell'inferno nella ricerca di una traduzione almeno comprensibile, questa edizione final ...continua

    Finalmente sono riuscito a terminare la lettura, che mi trascinavo dietro da anni e anni. Avendo patito le pene dell'inferno nella ricerca di una traduzione almeno comprensibile, questa edizione finalmente mi ha spianato la strada; complimenti alla Newton Compton. Un romanzo dostoevskjiano come questo fa scaturire nel lettore riflessioni di un certo peso, ma a mio personalissimo gusto preferisco l'altro grande romanzo dei Karamazov, sia per lo stile di scrittura, sia per l'intreccio narrativo. A mio parere il personaggio più interessante, quello che più mi ha colpito è Svidrigajlov.

    ha scritto il 

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