Demian

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Publisher: Grupo Editorial Tomo

4.0
(3403)

Language: English | Number of Pages: 218 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Chi traditional , Italian , Swedish , Esperanto , Turkish , Portuguese , Slovenian , Greek , Dutch , Farsi

Isbn-10: 9706660763 | Isbn-13: 9789706660763 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio CD , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
A brilliant psychological portrait of a troubled young man’s quest for self-awareness, this coming-of-age novel achieved instant critical and popular acclaim upon its 1919 publication. A landmark in the history of 20th-century literature, it reflects the author’s preoccupation with the duality of human nature and the pursuit of spiritual fullfillment. Excellent new English translation. Introduction.
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    Bellissimo entrare nel mondo di Emil Sinclair che grazie all'amico e guida DEMIAN inizia un cammino dedicato alla ricerca del proprio io, del proprio destino, inseguendo sentimenti ed umori della prop ...continue

    Bellissimo entrare nel mondo di Emil Sinclair che grazie all'amico e guida DEMIAN inizia un cammino dedicato alla ricerca del proprio io, del proprio destino, inseguendo sentimenti ed umori della propria fragile personalità.
    Un affondo nella sua anima............

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  • 4

    "Anche tu hai il marchio di Caino"

    trama breve con molte riflessioni interessanti e piacevoli... le tematiche sono quelle caratteristiche di Hesse: ricerca dell' io, bene e male, senso della vita, il tutto condito da una buona amicizia ...continue

    trama breve con molte riflessioni interessanti e piacevoli... le tematiche sono quelle caratteristiche di Hesse: ricerca dell' io, bene e male, senso della vita, il tutto condito da una buona amicizia. Veramente un bel libro

    said on 

  • 3

    La trama di Demian è riassunta nel sottotitolo: storia della giovinezza di Emil Sinclair. Il mio gradimento però varia a seconda del punto di vista con cui ripenso alla storia.

    Se ci ripenso come a un ...continue

    La trama di Demian è riassunta nel sottotitolo: storia della giovinezza di Emil Sinclair. Il mio gradimento però varia a seconda del punto di vista con cui ripenso alla storia.

    Se ci ripenso come a un romanzo di formazione, potrebbe essere uno dei miei libri preferiti di Hermann Hesse. I primi capitoli in particolare sono molto ben riusciti.
    Il piccolo Emil racconta di aver rubato delle mele per apparire coraggioso agli occhi di un compagno di scuola, Kromer, ma quest'ultimo ne approfitta e lo ricatta minacciando di denunciarlo. Emil è diviso tra la paura di confessare tutto ai genitori e mettere a tacere Kromer, ed è solo con l'aiuto di Demian che riesce a liberarsene. Demian è quasi coetaneo, ma è molto più saggio, e con i suoi discorsi lo spinge a non accettare ciecamente quanto insegnato al catechismo.
    Come romanzo di formazione la crescita di Emil è un'accettazione del fatto che il mondo buono e il mondo cattivo non sono opposti e inconciliabili, e questa idea è rappresentata nella figura del dio Abraxas, che unisce divino e diabolico.

    Se ripenso ai dettagli, invece, non posso fare a meno di essere un po' alienato. Superati i primi capitoli, è chiaro che i personaggi che incontra Emil sono allegorici, ognuno con una funzione nel percorso di crescita del protagonista. L'alienazione nasce nel momento in cui le teorie di Demian passano da un modo di vedere la realtà con più attenzione, come per esempio supporre quello che qualcuno pensa osservando l'aspetto esteriore e facendo deduzioni, alle caratteristiche di una setta. Demian infatti si è avvicinato a Emil perché ha visto in lui il marchio di Caino. Quelli segnati possono utilizzare la mente per chiamare altre persone, come anche per prevedere il futuro.
    Il passaggio dal vago alone di misticismo a una realtà in cui un culto dà dei poteri magici l'avrei evitato volentieri. Per me è inquietante, specialmente perché tutti i personaggi, pur muovendosi in un mondo reale, si assecondano in questa visione allucinata del mondo.

    Di Demian potrei avere un ricordo vagamente positivo, ma solo se non lo guardo troppo da vicino.

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  • 5

    Citazione

    Ogni uomo non è soltanto lui stesso, è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo si incrociano, una volta sola senza ripetizione. ...continue

    Ogni uomo non è soltanto lui stesso, è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo si incrociano, una volta sola senza ripetizione.

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  • 3

    Trama lenta e noiosetta ma il romanzo è ricco di spunti di riflessione. Specie nella seconda parte dove anche le riflessioni interiori della formazione del protagonista prendono corpo.

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  • 4

    "Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca."

    Romanzo di formazione fortemente autobiografico, "Demian" è il percorso interiore di Emil Sinclair, alla ricerca del proprio io, del proprio posto nel mondo, della propria fede. E in tutto ciò fondame ...continue

    Romanzo di formazione fortemente autobiografico, "Demian" è il percorso interiore di Emil Sinclair, alla ricerca del proprio io, del proprio posto nel mondo, della propria fede. E in tutto ciò fondamentale è l'incontro con Max Demian, un ragazzo enigmatico che sembra vivere al di fuori della realtà. E' un libro complesso ma pieno di magia, che va assaporato piano, riflettendo sulla filosofia di cui è impregnato. Un libro impossibile da dimenticare.

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  • 5

    Individualismo nobile

    Quando amiamo, quando odiamo, nell’immagine dell’altro amiamo e odiamo qualche cosa che è dentro di noi. Le realtà che vediamo sono le stesse che abbiamo dentro. Non esiste realtà tranne quella che è ...continue

    Quando amiamo, quando odiamo, nell’immagine dell’altro amiamo e odiamo qualche cosa che è dentro di noi. Le realtà che vediamo sono le stesse che abbiamo dentro. Non esiste realtà tranne quella che è in noi. Se, candela alla mano, scendiamo le vie più riposte dell’io, affermiamo e accettiamo noi stessi, e con noi l’umanità.

    "Noi, ognuno di noi, è tutto il complesso del mondo. Non esistono doveri, la meta è una sola: arrivare a se stessi."

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  • 5

    “Volevo solo cercare di vivere ciò che spontaneamente veniva da me. Perché fu tanto difficile?”

    “I poeti, quando scrivono romanzi, si comportano come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sgu

    ...continue

    “Volevo solo cercare di vivere ciò che spontaneamente veniva da me. Perché fu tanto difficile?”

    “I poeti, quando scrivono romanzi, si comportano come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sguardo la storia di un qualche uomo, come se Dio narrasse a se stesso, senza veli, e del tutto veritiera.”
    “Quando immaginavo il diavolo lo potevo pensare benissimo giù nella strada traverstito o a viso nudo, oppure alla fiera o in osteria, ma mai da noi, a casa nostra.”

    “Una specie di disincanto falsò e sbiadì i soliti sentimenti e le gioie, il giardino fu senza profumo, il bosco senza allettamenti, il mondo mi circondò come una bottega di cose vecchie, scipito e senza attrattive, i libri furono solo carta, la musica solo rumore. Così cadono le foglie intorno all'albero in autunno, esso non ne sa nulla, la pioggia lo bagna o lo colpisce il sole o il gelo, la vita gli si ritrae completamente in uno spazio minimo e intimo. Esso non muore. Aspetta.”

    “Ma, vedi, tu non sei arrivato ancora al punto dove si può capire che cosa significhi “lecito” o “illecito”. Hai intuito soltanto una parte della verità. Il resto verrà, sta’ pur tranquillo. Adesso, per esempio, da circa un anno, hai dentro di te uno stimolo più forte di tutti gli altri, ed è considerato proibito. Iinvece i Greci e molti popoli hanno fatto di questo stiolo una divinità e la veneravano con grandi festeggiamenti. “Proibito” non significa niente, non è una cosa eterna, perché può variare. Anche oggi chiunque puà dormire con una donna, quando sia stato dal parroco e l'abbia sposata. Presso altri popoli ciò è diverso, anche oggi. Perciò ognuno di noi deve trovare per conto suo che cosa sia lecito e che cosa sia proibito: proibito per lui. Si può non fare mai qualcosa di proibito ed essere tuttavia un grande furfante. E viceversa. Invero è solo la questione di comodità. Chi è troppo pigro per pensare da sè ed essere giudice di se stesso si adatta ai divieti quali sono. Facile per lui. Altri invece sentono certi comandamenti dentro di sè e considerano proibite cose che qualunque galantuomo fa ogni giorno, mentre sentono lecite cose che di solito sono vietate. Ognuno deve essere garante di se stesso.”

    “L'amore non era più l'oscuro istinto animle che nella mia angoscia avevo sentito in principio, né era la pia e spirituale adorazione che avevo avuto per l'immagine di Beatrice. Era l'una e l'altra, emntrambi e più ancora, l'immagine angelica e Satana, uomo e donna insieme, uomo e bestia, supremo bene e male estremo.”

    “Non vorrà mica considerare uomini tutti i bipedi che passano per la strada soltanto perché camminano ritti e la gestazione dei loro figli dura nove mesi! Lei capisce che molti di loro sono pesci o pecore, vermi o sanguisughe. E quanti sono formiche, quanti api!”

    “Le cose che vediamo, sono le stesse cose che abbiamo dentro di noi. Per ciò gli uomini vivono per lo più in un mondo così irreale, essi prendono per realtà le immagini esterne e non lasciano parlare il loro proprio mondo. In tal modo si può essere felici; ma quando si viene a sapere l'altra verità, non si ha più scelta di mettersi per la via.”

    “Ognuno deve fare a un certo punto il passo che lo separerà da suo padre, dai suoi maestri, ognuno deve sentire un po’ la durezza della solitudine, anche se nella maggior parte gli uomini sono poco capaci di sopportarla e preferiscono mettersi al sicuro.”

    “E qui si fece una luce nella mia mente: ognuno ha un suo “compito”, ma nessuno quello che egli stesso avrebbe voluto scegliere, circoscrivere e amministrare.”

    “Avevo fatto l'abitudine a vivere concentrato in me stesso e a rassegnarmi pensando di aver perduto il senso del mondo esterno nella convinzione che la perdita dei colori vivaci sia inevitabilmente connessa con la perdità dell'infanzia e che in un certo qual modo si debba pagare la libertà e la maturità dell'anima con la rinuncia a quella luce soave. Ora vedevo, estasiato, che tutto ciò era stato solamente sepolto e oscurato e che era possibile vedere il mondo radoso anche con gli occhi dell'uomo liberato e che rinuncia alla felicità infantile, assaporare l'intimo stimolo delle intuizioni giovanili.”

    “Prima avevo molto riflettutto chiedendomi perché l'uomo possa vivere cos’ raramente per un ideale. Ora vidi che molti, anzi tutti gli uomini sono capaci di morire per un ideale. Solo non deve essere personale e liberamente sciocco, ma comune e accettato.”

    “«Piccolo amico!» disse sorridendo.
    Le sue labbra erano vicinissime alle mie, ed egli soggiunse sottovoce:«Ricordi ancora Franz Kromer?».
    Risposi di sì con gli occhi, e riuscii persino a sorridere.
    «Piccolo Sinclair, sta’ attento. Io dovrò andarmene. Un giorno avrai forse bisogno di me, di nuovo contro Kromer o altro. Se mi chiamerai, non verrò più così volgarmente a cavallo o col treno. Allora dovrai ascoltare te stesso, e ti accorgerai che dentro ci sarò io. Intendi? Un’altra cosa. La signora Eva ha detto che se un giorno ti fossi trovato in difficoltà avrei dovuto darti il bacio che mi ha affidato... Chiudi gli occhi, Sinclair!»
    Obbedii, e sentii un bacio leggero sulle labbra dove avevo sempre un po’ di sangue che non accennava mai a diminuire. Poi mi addormentai.
    La mattina venni svegliato per la medicazione. Quando fui veramente desto mi volsi verso il pagliericcio vicino. Vi giaceva un estraneo che non avevo mai veduto.
    La medicazione fu dolorosa. Tutto ciò che mi avvenne dopo quel giorno fu doloroso. Ma talvolta, quando trovo la chiave mi sprofondo dentro di me, dove le visioni del destino dormono nello specchio buio, basta che mi chini sopra questo specchio per vedere la mia propria immagine che è in tutto uguale a lui, a lui, mio amico e guida.”

    Posto semplicemente tutte le frasi o i paragrafi di questo romanzo che mi hanno colpito di più, poiché sinceramente parla da solo e non c'è alcun bisogno di tentare una recensione col rischio di banalizzarlo. Così come Sinclair vedrà sempre Demian in lui, così, quando indagherò in me stessa, riuscirò anche io a percepire le tracce che il libro ha lasciato in me.

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  • 3

    Nosce te ipsum

    Leggere Hesse è un’esperienza conturbante. Se Siddharta alla giovincella che fui parve stucchevole spiritualità per bisognosi di indottrinamento misticheggiante, il mondo interiore di Emil Sinclair - ...continue

    Leggere Hesse è un’esperienza conturbante. Se Siddharta alla giovincella che fui parve stucchevole spiritualità per bisognosi di indottrinamento misticheggiante, il mondo interiore di Emil Sinclair - traslazione dell’ adolescenza travagliata di Hesse- si è rivelato fuor di dubbio più balsamico. Profondamente persuaso dai valori più puri del focolare domestico, il candido Emil è ora traviato da un bifolco compagno, ora di nuovo sulla retta via, grazie al provvidenziale e demiurgico intervento di Max Demian, ora affamato di dare significato alla sua vita. Stilisticamente meno ricercato di altri romanzi di Hesse, ma più accattivante del poemaccio indiano sopracitato, questo voglio ben ribadirlo!

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