Der Besen im System

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Verleger: Rowohlt Tb.

4.1
(2491)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 623 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 3499237598 | Isbn-13: 9783499237591 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Buchbeschreibung
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  • 5

    "La scopa del sistema" è il primo romanzo dell'autore statunitense David Foster Wallace: un'opera completa, stupefacente, a tratti visionaria.
    La trama segue le vicende di Lenore Beadsman all'interno ...weiter

    "La scopa del sistema" è il primo romanzo dell'autore statunitense David Foster Wallace: un'opera completa, stupefacente, a tratti visionaria.
    La trama segue le vicende di Lenore Beadsman all'interno di un intero universo, popolato da una masnada di personaggi uno più strampalato dell'altro, ma caratterizzati in modo talmente convincente che sembra di vederli, di conoscerli da una vita. E di tutti i meriti dell'autore, questo è il primo dei due che voglio citare: Wallace costruisce un'impalcatura colossale attorno alla propria opera, fatta di luoghi, edifici e personaggi, e la fa stare saldamente in piedi, senza alcuna incertezza. Pur nell'ambito di una trama alquanto contorta, che procede per episodi e, oggettivamente parlando, non si sviluppa poi granché, ogni cosa sembra essere al proprio posto, tanto che il lettore si sente perfettamente incluso in questa costruzione, e mentre ne esplora, in un certo senso, un'area dopo l'altra, non si ha da preoccupare di niente se non di focalizzarsi su ciò che ha davanti.
    E qui arriviamo al secondo grande merito di Wallace: egli nella sua scrittura utilizza continui cambi di ritmo, alternando dialoghi frenetici a sensibili descrizioni, lunghi monologhi a racconti extra-narrativi, ma riesce a fare tutto questo accompagnando quasi per mano il lettore, senza lasciare che questo si perda o si senta fuori luogo neanche per un attimo. Chi legge viene letteralmente trasportato dalla affilata scrittura di Wallace, con i suoi virtuosismi e le sue difficili particolarità, e l'alternarsi di scene sagacemente comiche e profondamente riflessive, rende questo viaggio mai noioso, mai banale, mai ripetitivo, e assolutamente piacevole.
    In conclusione, "La scopa del sistema" è un romanzo che ti prende, ti porta lontano, ti mostra personaggi e situazioni al limite dell'assurdo per poi riportarti a casa, il tutto all'interno del vorticoso virtuosismo di un autore dallo stile fresco, cesellato e, in una parola, magnifico.

    gesagt am 

  • 4

    Un "progetto" eccessivo, divertentissimo

    "La scopa del sistema" è un libro ridondante.
    Nell'esergo, DFW scrive: "Questo progetto è dedicato a ecc...". Progetto, non libro o romanzo o opera. Cos'è un progetto, dunque? Lo sviluppo di una o pi ...weiter

    "La scopa del sistema" è un libro ridondante.
    Nell'esergo, DFW scrive: "Questo progetto è dedicato a ecc...". Progetto, non libro o romanzo o opera. Cos'è un progetto, dunque? Lo sviluppo di una o più idee, l'impalcatura di un'illusione che si compie in fieri, l'aggregazione di molteplici elementi (personaggi, trame e sottotrame, citazioni e divagazioni, simboli e giochi), un'impresa tecnica e letteraria.
    Con quale fine? E questa per me è la domanda più enigmatica, perché, appena terminata la lettura, ho pensato incredula che fosse semplicemente un libro incompiuto.
    Non lo è: è la prima impresa letteraria di DFW, l'esordio di un ventiquattrenne dotatissimo. Che, probabilmente come tutti gli esordienti (e ne so qualcosa), in quel suo primo libro pubblicato ci ha messo "tutto ciò che sa e tutto ciò che è".
    Tantissimo, insomma; troppo, forse.
    Il risultato è un "multilibro" che possiede la dote eccezionale di non perdere mai il piglio divertente. Si ride e parecchio; ci si stupisce per l'assurdità e il non-sense di alcune scene e si prosegue con gusto e molta, molta ammirazione.

    Affinché questa recensione non diventi inutilmente prolissa e ridondante (senza essere divertente), insisto sui punti notevoli, secondo la mia esperienza di lettura:
    - l'invenzione del Deserto come necessità di "tensione" in un ambiente socio-politico "senza palle";
    - Lenore, con la sua "lenorità";
    - le sedute brillantissime e inconcludenti di psicanalisi;
    - il suino umano che vuole diventare infinito e invadere lo spazio degli altri;
    - l'eredità filosofica della bisnonna: la vita che si vive e quella che si può raccontare;
    - le storie degli altri nel romanzo - "Un racconto, per favore!", "Insisto, e quasi esigo, che tu mi chieda un racconto".

    Pretendere un banale, definitivo "The End" sarebbe davvero troppo.

    gesagt am 

  • 4

    Lenore alla ricerca di Lenore, la bisnonna allieva di Wittgenstein, fuggita dalla casa di riposo. Lenore e la sua volontà di indipendenza. Lenore circondata da personaggi curiosi. Rick Vigorous, a dir ...weiter

    Lenore alla ricerca di Lenore, la bisnonna allieva di Wittgenstein, fuggita dalla casa di riposo. Lenore e la sua volontà di indipendenza. Lenore circondata da personaggi curiosi. Rick Vigorous, a dire il vero ben poco vigoroso datore di lavoro e forsepiùomenofidanzato. LaVache, geniale fratello con una gamba di legno parcheggiato al college a fumare. Candy, l'amica con cui condivide l'appartamento e il lavoro da centralinista. il Norman Bombardini che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero. Lo psicoterapeuta dott. Jay. Il padre e la sua azienda di prodotti alimentari. Wang-Dang Lang e Mindy Matelman protagonisti dell'avvio del romanzo che improvvisamente ritornano. Il pappagallo, Vlad l'impalatore, reclutato da un telepredicatore. ...
    Qual è la storia? Se ne intrecciano diverse: quella della ricerca della bisnonna e di una battaglia per un brevetto, quella di un centralino impazzito, ... quelle dei tanti libri sottoposti alla casa editrice di Rick.
    Un guazzabuglio. Divertente

    gesagt am 

  • 5

    Lenore.
    Lei, che crede di esistere solo in quanto raccontata, è in fondo il personaggio più reale fra tutti. È quella vestita di bianco in uno scenario in cui luci ed ombre si scambiano continuamente ...weiter

    Lenore.
    Lei, che crede di esistere solo in quanto raccontata, è in fondo il personaggio più reale fra tutti. È quella vestita di bianco in uno scenario in cui luci ed ombre si scambiano continuamente il ruolo di protagonista.

    gesagt am 

  • 5

    L'esordio di un genio

    Fantasmagorico quanto lucido, satirico e spietato, spesso esilarante (l'uccellino parlante Vlad l'Impalatore o le sedute psicanalitiche), e stilisticamente vorticoso.
    Wallace era un genio precoce (que ...weiter

    Fantasmagorico quanto lucido, satirico e spietato, spesso esilarante (l'uccellino parlante Vlad l'Impalatore o le sedute psicanalitiche), e stilisticamente vorticoso.
    Wallace era un genio precoce (questo è il suo esordio a 25 anni!), e leggerlo è un'esperienza che consiglio a tutti.

    gesagt am 

  • 4

    letto troppo in fretta, sono sicuro di essermi perso delle cose importanti. per il momento lo metto da parte ma necessità rilettura più attenta.
    il libro è molto bello, non leggevo DFW da anni, e ho p ...weiter

    letto troppo in fretta, sono sicuro di essermi perso delle cose importanti. per il momento lo metto da parte ma necessità rilettura più attenta.
    il libro è molto bello, non leggevo DFW da anni, e ho potuto apprezzarne come se fosse la prima volta le trovate. stile e trama sono di un originalità pazzesca.
    è un libro che ha bisogno di spazio e tempo adeguati per sedimentare.

    gesagt am 

  • 5

    E' il magnifico esordio di un genio. Ho scoperto Wallace da poco ed è stato emozionante. assolutamente originale, folle. Lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di osare un po'. Ottima la scrittu ...weiter

    E' il magnifico esordio di un genio. Ho scoperto Wallace da poco ed è stato emozionante. assolutamente originale, folle. Lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di osare un po'. Ottima la scrittura, densa, impegnativa, ma magicamente scorrevole.

    gesagt am 

  • 3

    Troppa roba. Tante pagine esuberanti, alcune chicche scritte con tecnica affilata e ineccepibile, altri spunti creativi ben riusciti. Se però l'autore voleva giocare sul nonsense per comunicare qualco ...weiter

    Troppa roba. Tante pagine esuberanti, alcune chicche scritte con tecnica affilata e ineccepibile, altri spunti creativi ben riusciti. Se però l'autore voleva giocare sul nonsense per comunicare qualcosa di diverso da un iperbolico parlarsi addosso, con me non ci è riuscito.

    gesagt am 

  • 3

    Mi è piaciuto? Sì.
    Perché? Non lo so.
    Ha molte pagine inutili, molte pagine incomprensibili, molte difficili, molte divertenti e molte geniali.
    Ha molte pagine.
    L'ho capito? Mica tanto. Eppure, nonost ...weiter

    Mi è piaciuto? Sì.
    Perché? Non lo so.
    Ha molte pagine inutili, molte pagine incomprensibili, molte difficili, molte divertenti e molte geniali.
    Ha molte pagine.
    L'ho capito? Mica tanto. Eppure, nonostante una trama che non saprei riportare e personaggi che non saprei collocare, sono contento di averlo letto. È un po' come dire che non è fondamentale comprendere qualcosa per apprezzarlo. Del resto, a parte “Michelle”, che non offre difficoltà, perché è un po' come la stele di Roseta, con le frasi in francese e in inglese (Sont des mots qui vont tres bien ensemble... these are words that go together well) a parte “Michelle”, dicevo, non capisco i testi delle canzoni in inglese. Eppure le amo: ho la casa piena di musica anglofona, con raccoglitori di CD, giga di mp3 sul computer e in cantina ci sono scatole di C90, probabilmente smagnetizzate.
    Con le arti figurative è lo stesso: non sono in grado di spiegare cosa volesse dire un De Chirico in certe sue opere, eppure starei settimane, in piedi, a osservarle.
    Viene un po' fuori la differenza che esiste tra un romanzo e un noir.
    Se alla fine di un noir o di un thriller non ho capito chi era l'assassino o come hanno fatto a incastrarlo, so di aver perso tempo e sonno. In un romanzo come questo invece, posso accontentarmi di stare a guardare senza essere obbligato a sapere, perché c'è della bellezza.
    Mettiamola così: “La scopa del sistema” mi è piaciuto, non posso premiarlo troppo perché oggettivamente poteva aiutarmi un pochino. Ha il pregio di avermi sbloccato il livello successivo che si chiama “Infinite Jest”. Ho già cominciato a cercarlo, usato, nelle bancarelle di via Cernaia, ma non ho fretta. Adesso vorrei leggere qualcosa di diverso (leggi: facile) che mi ricarichi l'autostima perduta, che mi rapisca e mi porti da qualche parte. Qualcosa di leggero, che non serva a nulla se non a conciliarmi il sonno, la sera. La scelta è fin troppo ampia.

    gesagt am 

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