Der Friedhof in Prag

Roman

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Verleger: Carl Hanser Verlag GmbH & Co. KG

3.2
(4900)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 528 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Spanish , Italian , Catalan , Dutch , Portuguese , French , Norwegian , Greek , English , Swedish

Isbn-10: 3446237364 | Isbn-13: 9783446237360 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Finalmente torno a leggere, dopo un bel po' di anni, il mitico Umberto Eco, del quale avevo apprezzato Il nome della rosa, Baudolino, Il pendolo di Foucault e L'isola del giorno prima.

    Nel cimitero d ...weiter

    Finalmente torno a leggere, dopo un bel po' di anni, il mitico Umberto Eco, del quale avevo apprezzato Il nome della rosa, Baudolino, Il pendolo di Foucault e L'isola del giorno prima.

    Nel cimitero di Praga troviamo il capitano Simonini che sarà testimone ed artefice di vari avvenimenti storici del diciannovesimo secolo: dalla carboneria all'Unità d'Italia passando per la spedizione dei Mille, dall'Impero di Napoleone III all'affare Dreyfuss passando per l'esperienza della Comune parigina. Incontrando tutta una serie di personaggi storici realmente esistiti.

    Purtroppo, nella mia grande ignoranza storica, non ho apprezzato a pieno questa sua ultima opera, e me ne vergogno. Ma non pensate di leggere un normale libro storico, ma ritorna la caratteristica principe di Eco: ovvero quella di riannodare i fili della storia. E non riesci più a distinguere cosa è inventato e cosa sia realmente accaduto nella realtà, questo mi ricorda ad esempio gli stratagemmi che utilizza in Baudolino.

    Non è di facile lettura, questo è sicuro.

    gesagt am 

  • 0

    ... Avevo persino dimenticato di averlo abbandonato. Proprio cancellato dal ricordo.
    Ho sempre apprezzato Eco come interprete della realtà, una sorta di guru laico, un maestro più che uno scrittore d ...weiter

    ... Avevo persino dimenticato di averlo abbandonato. Proprio cancellato dal ricordo.
    Ho sempre apprezzato Eco come interprete della realtà, una sorta di guru laico, un maestro più che uno scrittore di romanzi.
    Scriveva per addetti ai lavori ed aveva una gran supponenza sia verso i lettori non a par suo e sia (più grave ancora) verso la materia narrata. Peccato non poterglielo più dire.

    gesagt am 

  • 2

    Ampolloso e autocelebrativo. Mi ha annoiato molto coinvolgendomi solo in alcuni capitoli (pochi). La bravura e la cultura dell'autore (che si vedono bene anche in questo caso) non bastano a salvare un ...weiter

    Ampolloso e autocelebrativo. Mi ha annoiato molto coinvolgendomi solo in alcuni capitoli (pochi). La bravura e la cultura dell'autore (che si vedono bene anche in questo caso) non bastano a salvare una scrittura troppo forzata e autocompiaciuta.

    gesagt am 

  • 3

    A tratti interessante, a tratti noioso.... a tratti ingarbugliato... alla fine ho realizzato che non si tratta solo di un romanzo, mette in risalto eventi che sono stati alla base di reali pensieri e ...weiter

    A tratti interessante, a tratti noioso.... a tratti ingarbugliato... alla fine ho realizzato che non si tratta solo di un romanzo, mette in risalto eventi che sono stati alla base di reali pensieri e posizioni politiche .....eventi falsi creati dal niente che hanno portato a conseguenze reali e drammatiche

    gesagt am 

  • 3

    Ho iniziato a leggere questo libro che mastro Umberto Eco era ancora vivo. Fa effetto... molto effetto. Il libro ricalca lo stile di sempre: tanta ironia, lessico ricchissimo. Soprattutto [...] http:/ ...weiter

    Ho iniziato a leggere questo libro che mastro Umberto Eco era ancora vivo. Fa effetto... molto effetto. Il libro ricalca lo stile di sempre: tanta ironia, lessico ricchissimo. Soprattutto [...] http://goo.gl/i37gOl

    gesagt am 

  • 0

    Lettura difficile, ma ne vale la pena

    Non è un libro di facile lettura, ma alla fine sono contenta di non essermi arresa. È un romanzo storico con basi molto solide (e visto l'autore, su questo aspetto non può esservi alcun dubbio) che pe ...weiter

    Non è un libro di facile lettura, ma alla fine sono contenta di non essermi arresa. È un romanzo storico con basi molto solide (e visto l'autore, su questo aspetto non può esservi alcun dubbio) che permette di vivere con un punto di vista inedito eventi della storia recente, e di concatenare situazioni che a un profano non verrebbe mai in mente di concatenare. Dò tre stelle perché non si può negare che sia piuttosto pesante.

    gesagt am 

  • 3

    Umberto Eco

    Avevo comprato il libro molto tempo fa e non l'avevo mai aperto ( e, infatti, non l'ho aperto). Per caso un collega l'ha lasciato in giro il suo e l'ho preso. Letto due volte di seguito.
    A me il libro ...weiter

    Avevo comprato il libro molto tempo fa e non l'avevo mai aperto ( e, infatti, non l'ho aperto). Per caso un collega l'ha lasciato in giro il suo e l'ho preso. Letto due volte di seguito.
    A me il libro è piaciuto molto come mi son piaciuti il Nome della Rosa (letto innumeri volte) e Il Pendolo di Foucault (altrettante).
    Per leggere Eco è necessario possedere un certo retroterra culturale, inutile dirlo. Non che bisogna avere chissà quali capacità, ma è necessario avere letto molto. Eco mette in pratica quanto fatto dire a Guglielmo da Baskerville nel primo suo romanzo. "I libri si parlano fra loro, dialogano fra loro. E' possibile sapere cosa dice un libro senza averlo mai letto ma leggendone altri che parlano di esso". Ed è vero. Non è possibile capire Il Nome della Rosa se non si conosce la storia dell'alto medioevo e dei templari e dell'Italia del 1300. Così come non è possibile capire il Pendolo di Foucault (o , se è per questo, il Codice da Vinci) se non si è letto qualcosa di massoneria, rosacroce, esoterismo. E soprattutto se non si è letto The Holy Blood and the Holy Grail. Insomma ci vogliono interessi disparati.
    Su può discutere sulle proprietà letterarie di Eco e dei suoi libri ma certo non della sua erudizione. Difficile da capire e seguire.
    Il Cimitero di Praga è un luogo reale. Un cimitero monumentale in cui agli ebrei fu consentito seppellire i propri morti a partire dagli inizi del XV secolo. Eco lo inserisce nella narrazione a metà del libro, come luogo di ritrovo dei Rabbini di mezza Europa, in cui si discute della dominazione del mondo da parte degli Ebrei-Massoni. Viene il dubbio che Eco sia un po' antisemita e antimassone. Ma se è per questo anche anticlericale (ed è vero). La storia narra di un capitano Simonini, educato dal nonno monarchico e poco seguito dal padre mazziniano, padre che morirà proprio per mano delle truppe papali.Ed è proprio dal nonno che impara l'odio per gli ebrei, rei (ma lo racconta la storia) di sfruttare i popoli per i loro fini di dominazione del mondo. Nulla di nuovo. La persecuzione degli ebrei data da almeno Ramesse II e si è riproposta fino ad oggi a cicli regolari.

    L'inserimento di un personaggio come Simonini, che rimane orfano presto, si spiega, magari inconsciamente, con il fatto che Eco abbia egli stesso origini orfane. Il cognome Eco infatti veniva affibbiato agli orfani da ufficiali dell'anagrafe dotati di fantasia e nion di rado anche sarcasmo. Nascono così i cognomi Diotallevi (Dio t'allevi), Trovatello, Orfano, Amodio, Gesumio, ma anche tanti altri. Eco significa Ex Coelo Oblatus (donato dal cielo). E così abbiamo personaggi orfani o presentati come tali: Adso da Melk (ha un padre ma lo lascia piccolino per non più rivederlo; Diotallevi de Il Pendolo di Foucautl, Simonini.

    Eco sfrutta questo sottofondo per parlarci della storia di Simonini, avvocato-notaio-falsario che si muove in un pabulum confuso di servizi segreti italiani, francesi, tedeschi, russi; di massoni, di gesuiti, tra omicidi, truffe, ecc. Il tutto in un contesto storico reale e infatti Eco alla fine del libro ci dice che tutti i personaggi sono storici e solo Simonini è inventato. E' questo a mio avviso il pregio dell'opera: la sua storicità che invoglia a sapere di più sui fatti narrati.
    Consiglierei a chi ha avuto difficoltà a rileggerlo almeno un paio di volte.

    gesagt am 

  • 2

    Sono troppo ignorante...

    ... per apprezzare Eco.
    Sono riuscita ad arrivare alla fine nonostante fossi tentata di abbandonarlo ed ho fatto i conti con i miei limiti.
    Ho trovato difficoltà a seguire la logica della narrazione, ...weiter

    ... per apprezzare Eco.
    Sono riuscita ad arrivare alla fine nonostante fossi tentata di abbandonarlo ed ho fatto i conti con i miei limiti.
    Ho trovato difficoltà a seguire la logica della narrazione, mi ritrovavo a leggere parole che mi sembravano slegate tra loro, frasi complicate che non si accordavano con quelle precedenti... ero immersa in una confusione di nomi, luoghi, avvenimenti... ogni tanto perdevo il filo ma poi mi illudevo di ritrovarlo.
    Resta il fatto che sia stato un uomo di grande, immensa cultura.

    gesagt am 

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