Des milliards de tapis de cheveux

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Editeur: Atalante

4.1
(430)

Language: Français | Number of pages: 314 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , German , Italian , English

Isbn-10: 2841721116 | Isbn-13: 9782841721115 | Publish date: 

Translator: Claire Duval

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
Univers à première vue délirant qui trouve sa tragique explication à la fin du roman, space opera non militariste, Des milliards de tapis de cheveux est un choc. L'histoire ? De la SF apparemment classique. Les rebelles qui ont tué l'Empereur immortel - au pouvoir depuis cent mille ans ! - découvrent de bien étranges secrets. Ils s'efforcent de comprendre pourquoi une planète entière est dévolue à la fabrication de tapis de cheveux. Et pourquoi des vaisseaux emportent ces ouvrages de toute une vie de tisseurs, non vers le palais de l'Empereur comme ils le croyaient, mais vers une destination inconnue...

Le lecteur, qui accompagne chapitre après chapitre cette quête de la vérité, découvre une explication d'autant plus stupéfiante qu'elle est logique. Folie organisée d'un pouvoir absolu chez l'Empereur, résignation et foi aveugle chez nombre de ses sujets, révolte et volonté de compréhension chez les leaders rebelles, Des milliards de tapis de cheveux est une métaphore des choix possibles face à la vie.

Chef de file de la SF allemande, Andreas Eschbach s'est rapidement imposé en France. Il a obtenu, pour ce roman éblouissant qui a fait l'unanimité de la critique, le Grand Prix de l'Imaginaire 2001. --Stéphane Nicot

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  • 4

    Fino a tre quarti ero tentata di dare proprio 5 stelline: la storia è un'invenzione assolutamente originale (anche se forse ha tratti del fantasy, almeno nella prima parte, nella seconda invece lo sp ...continuer

    Fino a tre quarti ero tentata di dare proprio 5 stelline: la storia è un'invenzione assolutamente originale (anche se forse ha tratti del fantasy, almeno nella prima parte, nella seconda invece lo spazio esplode grandioso); la costruzione e l'architettura narrativa sono di quelle che mi piacciono (si costruisce attraverso le voci di un personaggio diverso con una storia diversa per ogni capitolo e, se pur all'inizio non si riconosce un legame, da metà si inizia a delineare la storia e tutto diventa propedeutico alla comprensione); infine in questa seconda parte, quando lo scrittore inizia a tirare le fila e il mistero dei tappeti si fa sempre più pregnante, alcune pagine sono di grande intensità, per contenuti - in particolare il dialogo tra il ribelle e l'imperatore, ricco di riflessioni davvero degne di nota sulla impersonificazione e la gestione del potere nei confronti dei sudditi (che nonostante l'ambientazione particolarissima della storia, hanno decisamente carattere di universalità) - e altrove di fortissimo impatto emotivo- mi riferisco soprattutto alla descrizione del pianeta grigio di Gheer.
    Insomma un gran bel libro, che tuttavia perde una stella nel finale. E non è nemmeno che non mi sia piaciuto, piuttosto non riesco a risolvermi su come valutarlo.
    Nelle recensioni lette ho visto che alcuni criticano la disomogeneità della narrazione e sostengono che l'autore abbia messo insieme racconti diversi traendone questo libro con un esito non propriamente riuscito. Ecco, sarà che appunto mi piace questo tipo di scelta narrativa (è anche una visione corale, con l'offerta di prospettive e punti di vista diversi - in realtà in questo caso la coralità non si compie affatto, anzi sottolinea l'impossibilità di uscire dalla frammentazione ), ma non ho avuto questa percezione durante la lettura, e la storia si porta a compimento senza lasciare punti oscuri (i destini dei personaggi non sono importanti, gli episodi narrati sono appunto utili al lettore per entrare nella storia e mi pare ci sia riuscito benissimo, spesso sembra persino di essere lì in quei mondi lontani, e sentire gli odori e vederne i colori). Però l'autore stesso ci parla di una genesi simile, in cui la storia è stata messa insieme con vari pezzi in tempi successivi. C'è dunque qualcosa che non ha quadrato?
    Mmmmm, in realtà no, a mio giudizio non si tratta nemmeno di questo: dopo una storia che ha dimensioni gigantesche, per lo spazio e il tempo che occupa, la sensazione irrisolvibile è piuttosto se il finale sia stato troppo "esile" o se proprio questa esilità debba essere interpretata come definitiva rappresentazione del potere, sempre troppo umano e personalistico (e in tempi dove la personalizzazione del potere, con attori tra l'altro più o meno sempre beceri se non orrendi, di pessima qualità e con esiti sempre più disastrosi, è così evidente ai nostri occhi...).
    DI SEGUITO SPOILER
    Certo, alla fine scopriamo che la storia scorre su due linee dinastiche differenti: una rappresenta la vendetta (indiscutibilmente la vendetta più incredibile, maestosa e raffinata mai scritta, direi) e l'altra quale parabola di supremazia, controllo e liberazione (egoistica, non altruistica): nessuna delle due linee per il lettore ha una risoluzione, ma è solo rivelazione, dove al limite gattopardianamente tutto è cambiato per non cambiare nulla.

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  • 4

    Misterioso, affascinante e pieno di meraviglia. Una fantascienza abbastanza fine e senza troppi arzigogoli fantatecnici. Bella la riflessione sul potere e sull'ambizione.

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  • 4

    La costruzione di un culto a cui l'individuo si sottomette ciecamente, ridicolizzando la propria esistenza.

    L'idea alla base del romanzo è geniale: una fede cieca che impone agli abitanti della galassia di Gheera di tessere tappeti con i capelli di mogli e figlie, come offerta votiva a un presunto imperator ...continuer

    L'idea alla base del romanzo è geniale: una fede cieca che impone agli abitanti della galassia di Gheera di tessere tappeti con i capelli di mogli e figlie, come offerta votiva a un presunto imperatore-dio (di frecciate al potere ecclesiastico e alla cecità autolesionista dei fedeli se ne trovano a bizzeffe nel libro).
    Il potere sovrano è però messo a rischio da una ribellione in atto da parte degli abitanti, più evoluti, di un'altra galassia. Uno di questi rivoluzionari, Nillian, giunge a Gheera in esplorazione, per indagare sulla misteriosa sparizione di un pianeta di questa galassia dalle mappe stellari. Una volta atterrato inizia a spargere la voce sulla capitolazione dell'Imperatore, scatenando il disappunto dei fedeli.
    Una trama così complessa snocciolata in appena 275 pagine di piccolo formato? Qui sta un altro grande pregio dell'autore tedesco: raccontare la storia attraverso il punto di vista di svariati personaggi, molti dei quali fanno la loro comparsa solo per offrire al lettore una prospettiva particolare dei fatti, utile a approfondire l'ambientazione e a sbrigliare in modo conciso, ma mai superficiale, gli eventi. Ogni singolo episodio finisce così per inanellarsi adeguatamente al filo unico della trama. Il risultato è un romanzo sfaccettato, avvincente e scritto benissimo.
    L'approfondimento dei personaggi e del contesto storico sono gli unici fattori che risentono di questa tecnica narrativa dell'autore.

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  • 2

    El argumento logró que me picara la curiosidad y decidiera leerlo, aparte de unas cuantas recomendaciones que tuve pero se queda ahí, no cuenta mucho más y si lo hace se queda en el camino, porque no ...continuer

    El argumento logró que me picara la curiosidad y decidiera leerlo, aparte de unas cuantas recomendaciones que tuve pero se queda ahí, no cuenta mucho más y si lo hace se queda en el camino, porque no solo es monótono en la historia sino que profundiza poco en algunos personajes y en otros demasiado.
    En resumen, me resultó demasiado juvenil y bastante mal estructurado.

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  • 4

    Molto furbetto e con qualche difetto, ma...

    ...l'idea e le immagini che evoca sono talmente potenti che gli perdono tutto.
    A me tra l'altro, lo stile asciutto e meccanico, e la modalità di costruzione del romanzo (capitoli come racconti brevi) ...continuer

    ...l'idea e le immagini che evoca sono talmente potenti che gli perdono tutto.
    A me tra l'altro, lo stile asciutto e meccanico, e la modalità di costruzione del romanzo (capitoli come racconti brevi) non sono dispiaciuti affatto.

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  • 5

    Uno dei migliori libri di falsa fantascienza che si possano leggere, uno di quelli dove conta più l'atmosfera che la storia.
    Dovrebbe essere considerata più un fantasy che un libro di fantascienza, an ...continuer

    Uno dei migliori libri di falsa fantascienza che si possano leggere, uno di quelli dove conta più l'atmosfera che la storia.
    Dovrebbe essere considerata più un fantasy che un libro di fantascienza, anche se considero la diversificazione dei due generi mestiere per intenditori e riconoscitori di scoregge di animali.
    Diverso da tutti gli altri dell'autore che, insoddisfatto di un racconto, ha deciso di sviluppare la storia in un vero e proprio romanzo che di romanzo non ha quasi niente. Per questa ragione può apparire inadeguato o come un racconto gonfiato.
    Un vero e proprio bestseller di nicchia.

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  • 3

    No soy capaz de darle más de 3 estrellas... Quizás la culpa fue de la buena crítica que tenía, pero encuentro la historia con demasiados altibajos. Las diferentes historias están bien enlazadas, pero ...continuer

    No soy capaz de darle más de 3 estrellas... Quizás la culpa fue de la buena crítica que tenía, pero encuentro la historia con demasiados altibajos. Las diferentes historias están bien enlazadas, pero te dejan con ganas de algo más y por último, un final que, sinceramente, esperaba más profundo.

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  • 3

    Libro strano e sorprendente, non fluido, ma costruito di quadri diversi, come una galleria di arazzi antichi.
    Una parabola di ambientazione fantascientifica sulla follia del potere assoluto e sulle p ...continuer

    Libro strano e sorprendente, non fluido, ma costruito di quadri diversi, come una galleria di arazzi antichi.
    Una parabola di ambientazione fantascientifica sulla follia del potere assoluto e sulle profonde e durevoli radici che esso sviluppa anche in chi lo subisce, grazie alla forza combinata delle tradizioni, dell’ignoranza e della religione.
    L’autore ha scelto di strutturare la vicenda in una serie di racconti semiautonomi (alcuni dei quali davvero belli) collegati da fili sottili, con personaggi schizzati in pochi tratti, trame semplici, dialoghi scarni (sullo stile non saprei dire, ma ho la netta impressione che la traduzione non gli renda giustizia).
    L’autore inoltre non si preoccupa troppo della verosimiglianza o di dare un fondamento scientifico alle storie che racconta: astronavi che attraversano in un balzo milioni di anni luce convivono con pianeti in cui la vita è regredita al medio evo; e poi sistemi planetari racchiusi in buchi neri, imperatori che vivono 300.000 anni, un impero che copre decine di galassie… e naturalmente miliardi di tappeti di capelli, docilmente forniti dalle popolazioni dell’impero per uno scopo misterioso e inimmaginabile.
    Per questi motivi l’atmosfera resta quella suggestiva di una favola o di un apologo filosofico, più che di una storia fantascientifica.

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