Detti e contraddetti

Di

Editore: Adelphi

4.2
(227)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 373 | Formato: Altri

Isbn-10: 884590072X | Isbn-13: 9788845900723 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/11/11/detti-e-contraddetti-karl-kraus/

    (Su Kraus non mi riesce di scrivere alcunché. Lascio la parola ad alcuni suoi aforismi e cerco di congedarmi da lui per ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/11/11/detti-e-contraddetti-karl-kraus/

    (Su Kraus non mi riesce di scrivere alcunché. Lascio la parola ad alcuni suoi aforismi e cerco di congedarmi da lui per un po'.)

    “Il vero rapporto fra i sessi si ha quando l’uomo confessa: < < Non ho altro pensiero che te e perciò ne ho sempre di nuovi!>>.”
    “Lei si disse: < < Andare a letto con lui, sì - però niente intimità!>>.”
    “Con le donne monologo volentieri. Ma il dialogo con me stesso è più stimolante.”
    “Ho sentito una donna lodarne un’altra con queste parole: < < Ha un certo che di femminile>>.”
    “Società: erano presenti tutti quelli che dovevano esserci e che altrimenti non saprebbero a che serve essere, se non appunto a esserci.”
    “Se fossi sicuro di dover condividere l’immortalità con certa gente, preferirei un oblio in camere separate.”
    “Il segreto dell’agitatore è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui.”
    “Ci sono scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.”
    “Ma dove troverò mai il tempo per non leggere tante cose?”
    “L’ironia sentimentale è un cane che abbaia alla luna e intanto piscia sulle tombe.”
    “Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi.”
    “Una città dove gli uomini, parlando di una vergine che non lo è più, usano l’espressione < < averla data via>>, merita di essere rasa al suolo.”
    “È un’ingiustizia parlar male di Vienna sempre per i suoi difetti, quando anche dei suoi pregi val la pena di parlare male.”
    “Un pittore senza scrupoli, il quale, col pretesto di voler possedere una donna, la adesca nel suo studio e lì la dipinge.”
    “Ho sempre considerato come massima aggravante il fatto che uno non abbia potuto farci niente.”
    “Ciò che ci tortura sono le possibilità perdute. Esser sicuri di una tale impossibilità è un guadagno.”
    “Spesso è necessario riflettere sul perché siamo tristi; ma sappiamo sempre perché siamo tristi.”
    “In certe fanciulle l’indignazione viene prima della indiscreta richiesta. Ma che mancanza di galanteria se quest’ultima non si manifesta neppure.”
    “Capita che una deluda, vista da vicino. Ci si sente attratti, perché ha l’aria di averle dello spirito, e poi lo ha veramente.”
    “La gelosia è un abbaiare di cani che attira i ladri.”
    “Le donne si dividono in colpose e dolose.”
    “Non basta non salutare. Non si salutano anche persone che non si conoscono.”
    “Ci sono degli ipocriti che si vantano di una certa loro mentalità disonesta per poterla avere veramente dietro quello schermo.”
    “Il bisogno di solitudine non è ancora soddisfatto se sediamo soli a un tavolino. Intanto debbono esserci anche delle seggiole vuote. Se il cameriere mi porta via una di quelle seggiole su cui non sta seduto nessuno avverto un senso di vuoto e si risvegliano le mie virtù sociali. Non posso vivere senza seggiole libere.”
    “Ardono dal desiderio di aderire alla Patria, allo Stato, al Popolo con un articolo di giornale, o anche a una qualche altra cosa che magari puzzi ma sia più durevole della bellezza per la quale si erano sacrificati invano. Nessuno vuole più starsene ozioso in un angolo, tutti hanno sete delle imprese degli altri. È uno spettacolo da circo: gli artisti escono.”
    “Chi non ha pensieri pensa che si abbia un pensiero soltanto quando lo si ha e poi lo si riveste di parole. Non capisce che in verità lo ha solo chi ha la parola dentro alla quale cresce il pensiero.”
    “Il diavolo è un ottimista se pensa di poter peggiorare gli uomini.”
    “Io non sono per le donne, ma contro gli uomini.”
    “Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.”

    ha scritto il 

  • 4

    "Il diavolo è ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini", "L'architettura moderna è una superfluità creata sulla base del giusto riconoscimento di una mancanza di necessità", "Cultura è quella ...continua

    "Il diavolo è ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini", "L'architettura moderna è una superfluità creata sulla base del giusto riconoscimento di una mancanza di necessità", "Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno", "Nell'inautentico l'autentico si esalta"...........e questo per pagine e pagine dove l'attualità del mondo di Kraus è drammaticamente il nostro. Leggere questo libro è come indossare occhiali che ci fanno capire e valutare il mondo in cui viviamo Ciò è possibile perché in questi aforismi si svela tutta l'ncredibile sensibilità umana di Kraus, cioè di un grandissimo "scrutatore d'anime"!!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Kraus era un grande osservatore del suo mondo e anche un grande critico della società del suo tempo.
    Molti aforismi sono ancora veri e validi. Molti richiedono molta attenzione nella lettura e forse s ...continua

    Kraus era un grande osservatore del suo mondo e anche un grande critico della società del suo tempo.
    Molti aforismi sono ancora veri e validi. Molti richiedono molta attenzione nella lettura e forse sono anche di difficile traduzione.
    Non è una lettura facile e molte frasi oggi hanno perso l'attualità che avevano. Le migliori sono sulla guerra, sulla morale e sulla politica. Leggere alcune critiche sulla tecnologia fa sorridere oggi. Ma è vero che lui stava osservando l'inizio dello sviluppo tecnologico. Chissà se oggi avrebbe la stessa opinione. Chissà se le sue letture sarebbero trasmesse su Internet, magari con la traduzione simultanea ?

    ha scritto il 

  • 5

    Quando l'epoca levò la mano contro di sé, quella mano era la sua

    Il titolo di questa recensione non è mio, ma di Bertolt Brecht, e secondo me riassume magnificamente (e come poteva essere altrimenti, vista la fonte?) il ruolo e la funzione intellettuale che Karl Kr ...continua

    Il titolo di questa recensione non è mio, ma di Bertolt Brecht, e secondo me riassume magnificamente (e come poteva essere altrimenti, vista la fonte?) il ruolo e la funzione intellettuale che Karl Kraus ha esercitato a Vienna negli anni che vanno dalla fine dell'800 alla prima guerra mondiale e sino al 1936, anno della morte.
    E' questo il periodo in cui Kraus pubblica i 922 numeri (20.000 pagine, traggo da wikipedia) di Die Fackel, la rivista che si scaglierà – armata dello straordinario linguaggio del suo redattore unico - contro l'impero, il liberalismo, il filisteismo borghese, il militarismo, il giornalismo asservito e ignorante, la morale corrente, ma anche contro la socialdemocrazia e gli pseudorivoluzionari in realtà totalmente funzionali alla conservazione della società borghese.
    Kraus è noto soprattutto nel nostro paese per Gli ultimi giorni dell'umanità, il dramma-monstre sulla prima guerra mondiale che secondo lo stesso autore non sarebbe rappresentabile a causa della sua mole (nella premessa Kraus dice: La messa in scena di questo dramma, la cui mole occuperebbe, secondo misure terrestri, circa dieci serate, è concepita per un teatro di Marte. I frequentatori dei teatri di questo mondo non saprebbero reggervi) ma che nel nostro paese ha visto una mirabile rappresentazione, per la regia di Luca Ronconi (chi altri?), nel lontano 1990, al Lingotto di Torino quando era ancora una fabbrica abbandonata.
    Se Gli ultimi giorni dell'umanità è un testo grandioso, che ci svela tutta l'assurdità della guerra, la sua stupidità e nel contempo la sua estrema lucidità in termini di necessità data l'organizzazione sociale ed economica (dirà Kraus al proposito che funzione della guerra è trasformare aree di smercio in campi di battaglia, perché questi a loro volta divengano aree di smercio) è con questi Detti e Contraddetti che ci viene svelato l'insieme del pensiero di Kraus, il suo essere coscienza critica (la definizione è sicuramente riduttiva e sicuramente Kraus non l'avrebbe amata, visto il suo essere altra cosa rispetto a tutto ciò che lo circonda) di un mondo prima in decomposizione, e che dopo la grande catastrofe cerca di riorganizzarsi in un modo, se possibile, ancora più foriero di tragedia.
    In Detti e Contraddetti il pensiero di Karl Kraus ci viene presentato attraverso la forma letteraria che più amava, che più si addiceva alle stilettate che intendeva inferire al suo tempo ed al linguaggio inadeguato che tale tempo utilizzava: l'aforisma. Il volume ci presenta tre diverse raccolte di aforismi krausiani, originariamente pubblicati via via sulla Fackel : Detti e Contraddetti, pubblicata nel 1909, Pro domo et mundo (1912) e Di notte, del 1918. Kraus si rivela ovviamente un maestro dell'aforisma, collocandosi in una tradizione che annovera tra gli altri autori da lui molto ammirati, quali Nietzsche e Wilde. Ciascuna delle tre raccolte è suddivisa per argomenti, che spaziano dalle donne alla morale, dal giornalismo a Vienna, dall'Arte alla società.
    Molti sono composti da brevi frasi, autentici gioielli che in poche parole, al riparo dall'apparenza del paradosso, aprono un mondo di satira e di riflessione, costruiti con una proprietà di linguaggio che era una delle vere ossessioni dell'autore. In altri casi ci troviamo di fronte a pensieri più ampi e articolati, lunghi anche alcune pagine, nei quali si perde senza dubbio il colpo di frusta ma che permettono a Kraus di trasmetterci dei piccoli saggi del suo pensiero. Alcuni esempi tratti da Detti e Contraddetti, secondo me la raccolta più godibile.
    Per essere perfetta le mancava solo un difetto;
    L'astinenza si vendica sempre. Nell'uno produce pustole, nell'altro leggi sul sesso;
    Lo scandalo comincia quando la polizia vi mette fine;
    Bellezza appassisce, perché virtù resiste;
    Il superuomo è un ideale prematuro, che presuppone l'uomo;
    Ma dove troverò mai il tempo per non leggere tante cose?
    Non ci si può fidare di uno snob. Se loda un'opera, può darsi anche che sia buona.

    Gli aforismi krausiani svelano anche le sue contraddizioni, quelle di uno scrittore di cui a volte si ha l'impressione che l'egocentrismo, il gusto della satira e della battuta sferzante oltrepassino il suo stesso pensiero. Lo si nota maggiormente nelle sezioni dedicate alla donna, nelle quali accanto ad aforismi e pensieri da cui traspare la piena coscienza che l'eros femminile è un potente strumento di liberazione dai tabù sociali convivono momenti che rasentano un bieco maschilismo, sempre però all'insegna di un gusto e di un linguaggio raffinatissimo:
    Nulla è più insondabile della superficialità della donna;
    La donna è coinvolta sessualmente in tutti gli affari della vita. A volte persino nell'amore;
    Bisogna distinguere tra donne colpose e dolose;
    Con le donne monologo volentieri. Ma il dialogo con me stesso è più stimolante
    ;
    e, su tutti lo splendido:
    Certo, non conta soltanto l'aspetto esteriore di una donna. Anche i dessous sono importanti.
    Del resto, lo stesso Kraus ci avverte che Un aforisma non ha bisogno di esser vero, ma deve scavalcare la verità. Con un passo solo deve saltarla e anche, più oltre, che L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezzo..
    Il volume, molto curato come è nello stile Adelphi (soprattutto degli Adelphi del XX secolo) è preceduto da un ponderoso saggio di Roberto Calasso, nel quale, in oltre cinquanta impegnative pagine, ci si addentra nel mondo anche interiore di Kraus, nei presupposti di pensiero dei suoi scritti, nella complessa relazione che ha intrattenuto con l'intellettualità viennese dei suoi tempi (celebre la sua avversione a Hugo von Hofmannsthal, considerato un nostalgico dell'orpello e della decorazione) nell'influsso che la sua opera ha avuto su pensatori come Benjamin e Adorno e su scrittori come Canetti. Per la verità l'analisi di Calasso secondo me tende a mettere troppo in evidenza gli aspetti archetipici dell'opera di Kraus, tralasciando la forza dirompente della sua critica sociale e politica. E' vero che si tratta di uno scrittore anche contraddittorio, che non può essere catalogato, ma è altrettanto vero che la sua radicale critica del militarismo, della società liberale e dei suoi miti, della morale e della religione come strumenti di oppressione delle coscienze costituiscono a mio avviso una base concreta di interpretazione dei suoi scritti, forse più del rapporto tra origine e fine che sta particolarmente a cuore a Calasso.

    ha scritto il 

  • 4

    L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezza.

    Da leggere due, tre o quattro volte. Come scrive il curatore Roberto Calasso: si consiglia il lettore di leggerli ...continua

    L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezza.

    Da leggere due, tre o quattro volte. Come scrive il curatore Roberto Calasso: si consiglia il lettore di leggerli una prima volta senza preoccuparsi di rimandi e allusioni, affidandosi alla loro forza; ma sarà molto utile se li leggerà una seconda volta andando a cercarne, ove possibile, l'occasione. Che poi è quello che si auspica lo stesso Kraus.

    Ogni aforisma di Kraus è una sassata. Bam! Secca e precisa. Morale, arte, linguaggio, etc. Ma non sempre è diretta. Anzi, quasi mai. Ed è difficile a volte seguirne tutti i rimbalzi, dalla mano al bersaglio. Per questo vanno ri-letti già alla prima lettura. Soprattutto per comprenderne fino in fondo l'attualità intrinseca.

    ha scritto il 

  • 5

    Per questo libro ringrazio Robi e Rena che me lo regalarono una decina di anni fa.

    21.10.2012
    Oggi c’è un bellissimo articolo su Kraus, ne Il Sole24ore.

    A proposito di due suoi libri Essere uomini è uno sbaglio (Einaudi) e Non c’è niente da ridere (Piano B), che sono in uscita o son ...continua

    21.10.2012
    Oggi c’è un bellissimo articolo su Kraus, ne Il Sole24ore.

    A proposito di due suoi libri Essere uomini è uno sbaglio (Einaudi) e Non c’è niente da ridere (Piano B), che sono in uscita o sono usciti da poco.
    Maestro in punta di fioretto, grande produttore di aforismi. “”Se avesse scritto Il capitale, lo avrebbe fatto in tre righe.”” Ed è un elogio.
    Di sé stesso, in questo libro “” Ci sono certi scrittori che riescono ad esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe””.
    Ma i suoi bersagli preferiti sono giornalisti, psicoanalisti, politici e, in generale, la società benpensante e baciapile, anche quella che sembra controcorrente. Nei confronti poi dell’Austria, pur amandola, ha l’atteggiamento che avrà, più tardi, Bernhard. Vienna come la natura matrigna di Leopardi.

    Ferruccio Masini (germanista) consigliava di meditare due volte al giorno, a digiuno e prima di coricarsi sull’aforisma “”Destinato in origine al commercio, di fatto finì per dedicarsi alla letteratura”” ed eventualmente rovesciarlo nel suo contrario.

    Qualcuno dice che la Vienna dell’inizio del Novecento era molto interessante, piena di personaggi culturalmente vitali. Ed è vero.
    Ma atteso ciò che è accaduto (la storia serve anche a questo) mi ha sempre ricordato il fenomeno del “risveglio del moribondo” per il quale chi è in punto di morte, sta improvvisamente meglio, si sveglia, parla, riconosce, diventa quasi allegro. Il momento in cui la Vita dà il suo addio.

    Conoscevo uno che teneva la cultura nel taschino del gilet perché c’era più posto lì che nella testa.

    ha scritto il 

  • 4

    «Società: erano presenti tutti quelli che dovevano esserci e che altrimenti non saprebbero a che serve vivere, se non appunto a essere presenti.»

    «Tutta la vita dello Stato e della società è fondata s ...continua

    «Società: erano presenti tutti quelli che dovevano esserci e che altrimenti non saprebbero a che serve vivere, se non appunto a essere presenti.»

    «Tutta la vita dello Stato e della società è fondata sul tacito presupposto che l'uomo non pensi. Una testa che non si offra in qualsiasi situazione come un capace spazio vuoto non avrà vita facile nel mondo.»

    «Nulla di più incomprensibile dei discorsi della gente a cui il linguaggio non serve a nient'altro che a farsi capire.»

    «Non tutto ciò che viene passato sotto silenzio vive.»

    «L'uomo politico è conficcato nella vita, non si sa dove. L'esteta fugge dalla vita, non si sa dove.»

    «La parola scritta dovrebbe essere il farsi corpo di un pensiero secondo la necessità naturale e non l'involucro di un'opinione secondo l'opportunità sociale.»

    «Il pensiero è figlio dell'amore. L'opinione è riconosciuta nella società borghese.»

    «Bisogna leggere due volte tutti gli scrittori, i buoni e i cattivi. Si riconosceranno i primi, si smaschereranno i secondi.»

    ha scritto il