Deus irae

Di ,

Editore: Fanucci (Tif Extra)

3.4
(310)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Polacco , Ceco

Isbn-10: 883471881X | Isbn-13: 9788834718810 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Simona Fefè ; Curatore: Carlo Pagetti ; Postfazione: Nicoletta Vallorani

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Dopo la catastrofe che ha messo fine alla terza guerra mondiale, due Chiese si disputano i pochi sopravvissuti e i loro discendenti, flagellati dalle mutazioni. Una delle Chiese, quasi una proiezione del Vecchio Testamento, venera Deus Irae, il dio della collera, colui che ha causato nel mondo l'orrore atomico. Un Michelangelo senza braccia né gambe, Tibor McMasters, viene incaricato di realizzare il suo ritratto per rianimare la fede dei seguaci. Dovrà intraprendere un viaggio alla sua ricerca,
attraverso una terra devastata e popolata di esseri bizzarri e mortali: insetti giganti, robot megalomani, sfingi-sirene elettroniche che cercano di attirare gli umani in un bagno d'acido, e poi la minaccia rappresentata dalla Chiesa rivale...

Frutto della collaborazione tra due grandi della letteratura fantastica, pubblicato nel 1976 e scritto in un periodo di dodici anni, Deus Irae è una commistione di luoghi e personaggi eccentrici ed eterogenei che nascono dalla forza visionaria dei due autori.
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  • 4

    Un libro davvero interessante. La mano di K. Dick è molto evidente in alcuni passaggi e meno in altri, ma la storia è fluida e tiene costantentemente elevata l'attenzione del lettore nonostante i temi ...continua

    Un libro davvero interessante. La mano di K. Dick è molto evidente in alcuni passaggi e meno in altri, ma la storia è fluida e tiene costantentemente elevata l'attenzione del lettore nonostante i temi impegnativi che vengono conunque trattati con attenzione e in profondità.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon romanzo "on the road" prodotto dalla premiata coppia Dick-Zelazny, intreccio un po' semplice e personaggi poco approfonditi ma il ritmo narrativo è eccellente ed il finale soddisfa, due stelle e ...continua

    Buon romanzo "on the road" prodotto dalla premiata coppia Dick-Zelazny, intreccio un po' semplice e personaggi poco approfonditi ma il ritmo narrativo è eccellente ed il finale soddisfa, due stelle e mezzo

    ha scritto il 

  • 0

    Lasciamo perdere la fantascienza. Sì, va bene, c’è stato l’olocausto nucleare, pochi umani sono sopravvissuti in comunità isolate l’una dell’altra e la terra si è popolata di strane creature. Ma è sol ...continua

    Lasciamo perdere la fantascienza. Sì, va bene, c’è stato l’olocausto nucleare, pochi umani sono sopravvissuti in comunità isolate l’una dell’altra e la terra si è popolata di strane creature. Ma è solo un pretesto.
    Un pretesto, uno sfondo, su cui Dick dipinge il suo libro teologico, la riflessione su Dio e sul male, il grande dibattito della coscienza di ciascuno.

    È la storia di un paradosso. Il mondo è stato distrutto e si rinfaccia al Cristianesimo di non averlo impedito. Non ha impedito a uomini che lo praticavano di fare la guerra. Perché il Cristianesimo non ha migliorato il mondo? È una domanda a cui uomini di fede vengono chiamati a rispondere, è una delle massime obiezioni, una fonte di dubbio per chi crede e un argomento per chi non crede.
    Però, ed è qui il paradosso, l’uomo che con la sua scienza al servizio della distruzione ha provocato tutto questo, viene elevato a dio, il dio della religione dominante, un dio violento e vendicativo in una credenza che ha come fine ultimo la morte che libera l’uomo dallo stato di oppressione in cui si trova.

    La realtà di Dick, poi, è sempre piena di sfumature non presenta mai tagli netti e confini. E così anche Lufteufel non è onnipotente come si crede, soffre di dolori fisici lancinanti ed è capace di una sorta di pietà verso una povera ragazza disabile rigettata da tutti. Ma senza che nessuno si preoccupi di indagare a fondo, viene divinizzato.
    Il pellegrinaggio alla sua ricerca, da parte di un altro reietto, procede per svelamenti ma, non per questo, fa cadere il bisogno dell’uomo di un dio costruito a sua immagine – il ribaltamento del Dio cristiano.
    E, come in “Occhio nel cielo”, quando l’uomo diventa dio, o quanto meno pensa dio usando come criterio se stesso, il risultato è disastroso.

    Dick, coadiuvato in questo romanzo da Roger Zelazny, non è un predicatore, non dà risposte, e soprattutto a domande profonde, esistenziali, su cui gli uomini si arrabattano senza trovare risposta. Semina però nel suo testo una serie di spunti di riflessione, di tracce da seguire alla ricerca, se non di una risposta, di un cammino da percorrere, un cammino che ogni uomo può intraprendere per non farsi tentare a costruire, credendo ingannevolmente di liberarsi, un universo da incubo.

    ---

    Il nemico ultimo che Paolo aveva riconosciuto – la morte – alla fine aveva vinto; Paolo si era sacrificato per niente.

    Qualcosa o qualcuno tentò l’uomo al punto da indurlo ad allontanarsi e fare qualcos’altro. Egli rinunciò volontariamente a quella relazione perché riteneva di aver trovato un sistemazione migliore. E così ci siamo avvinti a Carleton Lufteufel, allo sputo e alle arm-ter.

    Erbarme mich, mein Gott non è la lingua dell’istituzione militare tedesca, né quella dei cartelli industriali. È il Klagengschrei dell’essere umano, il grido d’aiuto dell’uomo. Significa ‘Signore salvami’.
    Dio non dà sofferenza, quindi a Dio non si chiede pietà; gli si chiede salvezza.

    ha scritto il 

  • 0

    orko boia

    la paranoia in questo libro è la religione.

    e l'idea sarebbe interessante (c'e' forse paranoia più grande ?) ma pensandoci bene non è che mi importi poi tanto di queste fantasie sui cattolici.
    poi si ...continua

    la paranoia in questo libro è la religione.

    e l'idea sarebbe interessante (c'e' forse paranoia più grande ?) ma pensandoci bene non è che mi importi poi tanto di queste fantasie sui cattolici.
    poi si arriva alla produzione della sindone post atomica, cosa succede dopo non lo so perchè questo libro è finito fra le cose non lette.

    ha scritto il 

  • 3

    Per quanto nei temi che comportano un aspetto teologico PKD abbia spesso dato il meglio di sè (la trilogia di Valis, le stimmate di Palmer Eldritch, Ubik,...), questa,volta, icon questo romanzo scritt ...continua

    Per quanto nei temi che comportano un aspetto teologico PKD abbia spesso dato il meglio di sè (la trilogia di Valis, le stimmate di Palmer Eldritch, Ubik,...), questa,volta, icon questo romanzo scritto a 4 mani, non riesce a convincere troppo. Trama fragile, personaggi che meritavano maggiori approfondimenti, pagini felici che si alternano ad altre che lo sono molto meno.
    Forse un matrimonio tra i 2 co-autori che non raggiunge la giusta armonia.
    Per quanto vi siano spunti interessanti, ed anche momenti di gustosa ironia (con invenzioni di animali mutanti che spesso rasentano il comico), il risultato non è altrettanto memorabile. Un' opera minore, nonostante i 12 anni di gestazione prima di essere edita (1976).
    Forse un'occasione perduta.

    ha scritto il 

  • 3

    Il diavolo ha un volto di metallo

    Devo dire non male questa collaborazione Dick - Zelazny.
    Il libro parte lento, dandoci il tempo di assimilare le ambientazioni post-apocalittiche, i tratti distintivi generali e quindi personali dei v ...continua

    Devo dire non male questa collaborazione Dick - Zelazny.
    Il libro parte lento, dandoci il tempo di assimilare le ambientazioni post-apocalittiche, i tratti distintivi generali e quindi personali dei vari personaggi e le loro relazioni. Questa prima parte è stata anche quella, a mio avviso, più intrigante, facendo salire l'acquolina per il proseguio della storia.
    Durante la seconda parte si assisterà all'avventura del protagonista che parte alla ricerca del suo Dio ma che troverà insormontabili, a causa dei suo handicap (non possiede gli arti), ogni suo problema ed impiccio. Carine le gag con i mostri metallici cyber-punk, vermi giganti, scarafaggi ad altezza uomo ed animali parlanti. Finale un pò prevedibile e sottotono ma comunque esauriente. Consiglio agli amanti di fantascienza.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo una prima parte traballante, in cui ho sinceramente pensato che gli autori si fossero fatti di acido, si arriva ad una comprensione più tangibile dell’idea che sta alla base del libro.
    Deus Irae ...continua

    Dopo una prima parte traballante, in cui ho sinceramente pensato che gli autori si fossero fatti di acido, si arriva ad una comprensione più tangibile dell’idea che sta alla base del libro.
    Deus Irae è un romanzo particolare, strano, per certi versi assurdo, ma con delle potenzialità innegabili.

    Ma è venuto quel giorno. L’ira si è abbattuta. Il peccato, la colpa e il castigo? Le psicosi maniacali di quelle entità che definivamo nazioni, istituzioni, sistemi – i poteri, i regni, le dominazioni – le cose che si fondono in eterno con l’uomo e che dall’uomo emergono? Il nostro buio, esteriorizzato e visibile? Comunque si voglia guardare a questi fatti, è stato raggiunto il punto critico. L’ira si è abbattuta. (…) E la mano che brandiva quella lama apparteneva a Carleton Lufteufel. Nel momento in cui affondava la lama nel nostro cuore, quella mano non era più umana, apparteneva al Deus Irae, al Dio dell’Ira stesso. Quel che resta sopravvive grazie alla Sua tolleranza. Se deve esistere una religione, ritengo che questo sia l’unico credo sostenibile.

    Qui, la mia recensione completa:
    http://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2014/11/29/il-sabato-spaziale-deus-irae/

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo dopo l'apocalisse nucleare è un posto ben strano, c'è una nascita di nuovi e strani culti e tra questi, negli ex-USA, pare che quello che riscuota più successo e crei problemi al Cristianesim ...continua

    Il mondo dopo l'apocalisse nucleare è un posto ben strano, c'è una nascita di nuovi e strani culti e tra questi, negli ex-USA, pare che quello che riscuota più successo e crei problemi al Cristianesimo sia proprio il culto verso l'uomo che diede il via alla distruzione globale.
    Il romanzo è una grande allucinazione mistica di un mondo devastato e popolato dagli ultimi scampoli di umanità, dai figli deformi di questa e da tante altre creature evolutesi o involutesi da quella e da altre forme di vita più o meno intelligente.
    Un pellegrinaggio per incontrare il dio-uomo della nuova religione apocalittica e che porterà all'apocatastasi finale.

    ha scritto il