Di mercoledì

Di

2.8
(127)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Altri

Isbn-10: 8858624424 | Isbn-13: 9788858624425 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Musica , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
È mercoledì quando la signorina Else, tremula spilungona dall'aria vagamente trasandata, sale carica di apprensione al quinto piano di un vecchio palazzo.
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  • 2

    Reading Challenge 2016, un libro "femminile" dove l'autore o l'autrice racconti una storia di donne

    Descrizione: È mercoledì quando la signorina Else, tremula spilungona dall'aria vagamente trasandata, sale carica di apprensione al quinto piano di un vecchio palazzo. All'interno 10 una coppia di psi ...continua

    Descrizione: È mercoledì quando la signorina Else, tremula spilungona dall'aria vagamente trasandata, sale carica di apprensione al quinto piano di un vecchio palazzo. All'interno 10 una coppia di psicoterapeuti accoglie nello studio i racconti delle vite degli altri, delle esistenze sensibili, oscure, inefficaci e corrosive nascoste sotto la crosta delle apparenze, figlie di una felicità perduta, mai cercata o di un'aspirazione assoluta. Un danno antico ha spezzato la vita felice della signorina Else; il suo tempo si è fermato a quel tempo memorabile, il pensiero ha assunto il passo del rimpianto. Bisognosa di simpatia, è incapace di farsi aiutare. Inaspettatamente attiva diviene durante una rocambolesca e clandestina avventura in un luogo dello studio sorprendente, da dove, al buio, si troverà a spiare l'esplosione ciarliera e appassionata di Zelda, una paziente dall'aspetto eccentrico, ridicolo, la cui grazia equina rivelerà un animo vibratile e realista. È una donna emotiva, carnale, densa e tanto vera! Dal dottore non va per sua volontà, depressa per procura del marito, si scopre divertente e così luminosa. La luce del buio del mistero illuminerà l'angolo scuro ed angusto dove Else si è ritirata a vivere. Le due donne diventeranno amiche in un tempo nuovo in cui l'esistenza estrema di Maria, la bellissima ragazza che abita all'interno 9, calerà la sua esaltante tragedia.

    Ritorna la Marchesini col suo stile ridondante, ampolloso, claustrofobico. Niente è proprio la sua cifra stilistica, non voglio credere che sia un esternazione della padronanza della lingua, anche perchè non le servirebbe, la ricordiamo tutti a teatro nelle sue splendide interpretazioni. Bisogna ricordare che però l’esagerazione spesso è controproducente.
    In questo libro ci troviamo in compagnia di tre donne, che ogni mercoledì sulle scale di un condominio incontrano i propri sguardi. Sguardi pesanti. Sguardi assenti. Sguardi sofferenti. Il male dell’anima, che è quello di vivere come non si vorrebbe. Loro, donne del dolore, Else, Zelda, e Maria provano a riemergere dalla propria inquietudine, insoddisfazione, incertezza, attraverso l’aiuto di uno psicoterapeuta. Ma non sempre le parole riescono a guarire tutto, quando forse ormai è troppo tardi.

    ha scritto il 

  • 1

    come mortificare le migliori aspettative

    Tre donne che nulla hanno in comune, neppure l'autrice è riuscita ad amalgamare. Le tre storie - o meglio - le tre finestre che vorrebbero essere degli spaccati sulla vita interiore di ciascuna rimang ...continua

    Tre donne che nulla hanno in comune, neppure l'autrice è riuscita ad amalgamare. Le tre storie - o meglio - le tre finestre che vorrebbero essere degli spaccati sulla vita interiore di ciascuna rimangono irrimediabilmente divise. Qui si parla del male di vivere, come se fosse roba per pochi eletti, delle disgrazie che capitano (fragorosi cataclismi o silenziosi stillicidi) che hanno il potere di modificare, anzi di mummificare, la vita di ciascuna delle tre, come se fossero eventualità da cui noi gente comune siamo al riparo e dobbiamo ringraziare chissà chi. Ehi, sveglia Marchesini, che la vita vera è anche peggio, sai! non c'è bisogno che prendi spunto da Forum o Pomeriggio 5 per trovare i casi del cuore che più del cuore non si può. Insomma, queste tre tizie, se proprio devo trovare un punto in comune, sono accomunate dal vivere la vita come se fosse una incombenza superiore alle loro facoltà. che noia! Per non parlare dello stile ridondante della autrice, che pare voler fare sfoggio di tutti gli aggettivi che ha trovato sfogliando qua e là e che si permette pure di adoperare la punteggiatura alla cazzo di cane. Evidentemente voleva darsi il tono di quella che lei la licenza poetica se la può permettere, di quella che ha scoperto lo stile introspettivo e dunque blablabla blablabla senza manco una virgola perché nei pensieri non usiamo la punteggiatura. Risultato? ho iniziato il libro leggendo una parola sì e tre no e l'ho finito leggendo una riga ogni cinque.

    ha scritto il 

  • 1

    Ampolloso

    Un lungo e melenso esercizio di stile, colmo di verbosità gratuite e metafore buttate a piene mani fino a raggiungere un effetto forzato e stucchevole. Peccato, perché in alcune parti del libro, se si ...continua

    Un lungo e melenso esercizio di stile, colmo di verbosità gratuite e metafore buttate a piene mani fino a raggiungere un effetto forzato e stucchevole. Peccato, perché in alcune parti del libro, se si supera la fatica dello stile “neo-ottocentesco”, qualcosa di buono ci sarebbe: qualche descrizione azzeccata, un po’ di introspezione, qualche scena vivida…ma si perde tutto dietro una trama da melodramma in bianco e nero e dietro fiumi di parole sprecate. Quando uno non sa scrivere per carenze lessicali o grammaticali è una cosa, ma quando lo scrittore conosce bene l’italiano e ne abusa per farne sfoggio…beh, è altrettanto fastidioso e mi lascia disarmata. Strafare diventa quasi brutto come non saper fare…

    ha scritto il 

  • 2

    Di mercoledì

    Ho comprato il libro insieme e "Moscerine" presa dall'entusiasmo di aver ascoltato Anna Marchesini ad una serata di presentazione di Moscerine, appunto.
    Non mi è piaciuto il modo di scrivere, l'ho tro ...continua

    Ho comprato il libro insieme e "Moscerine" presa dall'entusiasmo di aver ascoltato Anna Marchesini ad una serata di presentazione di Moscerine, appunto.
    Non mi è piaciuto il modo di scrivere, l'ho trovato antiquato quasi a voler imitare uno scrittore dei primi del novecento. Lo stesso modo che ho riscontrato nell'unico (per ora) racconto letto da Moscerine
    Come trama poi niente di che. Sono un po' stufa di questa mania di analizzare il mondo femminile, quasi fossimo tutti psicologi, ma una bella trama no? è chiedere troppo?

    ha scritto il 

  • 4

    LA FELICITA'

    Che cos'è la felicità?? Quanti tipi di felicità esistono??
    Bel romanzo che fa riflette sull'annosa ricerca della felicità. E' il primo libro che leggo della Marchesini, mi è piaciuto anche il suo stil ...continua

    Che cos'è la felicità?? Quanti tipi di felicità esistono??
    Bel romanzo che fa riflette sull'annosa ricerca della felicità. E' il primo libro che leggo della Marchesini, mi è piaciuto anche il suo stile povero di punteggiatura.

    ha scritto il 

  • 3

    Una volta abituati alla scrittura della Marchesini, che risulta molto ricca di aggettivi, la lettura scorre via velocemente e piacevole.
    L'idea di base della storia è accattivante, purtroppo al termin ...continua

    Una volta abituati alla scrittura della Marchesini, che risulta molto ricca di aggettivi, la lettura scorre via velocemente e piacevole.
    L'idea di base della storia è accattivante, purtroppo al termine della lettura mi sono trovata a pensare: "Tutto qui..."
    Sembra che l'autrice abbia lasciato tutte e tre le vicende sospese, senza approfondirle appieno, soprattutto le storie di Else e Zelda che mi ha dato l'impressione di averle buttate lì.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro questo! Due donne, due storie differenti, ma con atmosfere e sensazioni comuni.

    Else e Maria hanno avuto esperienze e vite che solo apparentemente possono sembrare legate, ma comunque non ...continua

    Un bel libro questo! Due donne, due storie differenti, ma con atmosfere e sensazioni comuni.

    Else e Maria hanno avuto esperienze e vite che solo apparentemente possono sembrare legate, ma comunque non è questa la cosa importante.

    Ciò che Anna Marchesini trasmette in questo suo Di mercoledì sono gli stati d’animo delle persone.

    Un’opera riuscita che consente al lettore di entrare nella mente delle protagoniste e dunque crea quella empatia necessaria per gustare una lettura e ricavarne qualcosa.

    La Marchesini si sofferma sulla parte interiore delle sue protagoniste, i fatti e gli avvenimenti fanno quasi da contorno al racconto principale.

    Non è importante cosa succede, ma è importante cosa sentono dentro di sé non solo Else e Maria, ma anche tutti gli altri personaggi.

    “Non è l’essere reale che amiamo a renderci felici, bensì lo stato di grazia e di potenza in cui l’amore ci innalza che è ripetibile perché attiene alla capacità di amare; è un attributo dell’amore e non della persona amata, perciò torna ad essere una nostra facoltà, sarà di nuovo nelle nostre mani quando la persona in cui la vedevamo espressa se ne sarà andata. È impossibile pensarlo quando si è innamorati e si fa coincidere l’amore con il suo oggetto.”

    Molto bella la parte finale che dà più l’idea di una scrittura cinematografica con quel senso di crescendo che deve rimanere nella mente dello spettatore, qui lettore, al termine dello spettacolo.

    Paradossalmente l’aspetto che meno mi ha soddisfatto è stato proprio quello della tecnica di scrittura: a tratti troppo ricercata e sofisticata, spesso alla ricerca di metafore, similitudini ed immagini mentali per rafforzare concetti già espressi.

    Un modo di scrivere anche troppo estetico per una storia di per sé già forte.

    Tra le mie letture é già il secondo romanzo in pochi giorni (Il catino di zinco – Margaret Mazzantini) con caratteristiche di scrittura simili che poco mi piacciono.

    Al gusto non si comanda.

    Tempo di lettura: 3h 58m

    http://ferdori.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 2

    La Marchesini scrive come uno dei suoi personaggi teatral-televisivi,la signorina perfettina e ridondante arzigogolosa nel modo di esprimersi tanto che su carta davvero risulta pesante da seguire. ...continua

    La Marchesini scrive come uno dei suoi personaggi teatral-televisivi,la signorina perfettina e ridondante arzigogolosa nel modo di esprimersi tanto che su carta davvero risulta pesante da seguire.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male

    Superato il primo scoglio di uno sbrodolio eccessivo di aggettivi qualificativi (inizialmente almeno due o tre per ogni sostantivo, davvero un'overdose) la storia prende corpo e acquista sostanza. Tre ...continua

    Superato il primo scoglio di uno sbrodolio eccessivo di aggettivi qualificativi (inizialmente almeno due o tre per ogni sostantivo, davvero un'overdose) la storia prende corpo e acquista sostanza. Tre vite sofferte si intrecciano nello studio, anzi nella sala d'attesa e sul pianerottolo, di uno studio di psicoterapeuti. E come nella realtà alcune si risolvono, altre sembrano perseguire una strada disperata... Poteva essere meglio, magari con meno ricercatezze verbali e qualche virgola in più.

    ha scritto il 

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