Di qua dal Paradiso

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Medusa, 444)

3.6
(589)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 405 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Svedese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fernanda Pivano ; Prefazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Di qua dal Paradiso?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Insulso

    Le premesse c'erano tutte: New York anni '10-'20, ragazzi che si affacciano alla vita e cercano di "conoscerla", ma risulta veramente noioso ed insulso. Senza infamia e senza lode.

    ha scritto il 

  • 2

    Se trata de un libro muy bien escrito, capta a la perfección el ambiente y cuenta exactamente lo que quiere contar, pero seguro que te vas a aburrir mucho a menos que sus cualidades sean justo lo que ...continua

    Se trata de un libro muy bien escrito, capta a la perfección el ambiente y cuenta exactamente lo que quiere contar, pero seguro que te vas a aburrir mucho a menos que sus cualidades sean justo lo que quieres admirar. Si quiere apreciarse su contenido, se recomienda conocer a fondo lo que fueron los años veinte, aunque las posibilidades de dejar el libro a la mitad son realmente grandes. Es una lectura dura e indigesta, por talentosa que sea.

    La reseña completa aquí:
    http://meitnerio.blogspot.fr/2015/12/a-este-lado-del-paraiso-francis-s.html
    ;)

    ha scritto il 

  • 3

    La novela, ambientada alrededor de la prestigiosa Universidad de Princenton durante los años previos a la entrada de los Estados Unidos en la Gran Guerra, supone un descalabro emocional y personal sin ...continua

    La novela, ambientada alrededor de la prestigiosa Universidad de Princenton durante los años previos a la entrada de los Estados Unidos en la Gran Guerra, supone un descalabro emocional y personal sin parangones.
    La recreación de una clase social pomposa, indolente, ególatra; que desperdicia su tiempo, malgasta su talento, y se alimenta hasta las heces de vanos convencionalismos e insignificantes valores.
    Un paseo por el alambre de la vaciedad, la disipación y la amoralidad, en la que uno irremediablemente se duerme.
    "El gran Gatsby" o "Hermosos y malditos" tienen mucha más talla y mucha más mordiente.
    Se me tornó anodina, con muchos momentos lánguidos, sosos, y adolecentes.

    ha scritto il 

  • 4

    Sognava sempre di diventare qualcuno, mai di esserlo. Anche questo era caratteristico di Amory

    Romanzo di formazione che rappresenta una sorta di autobiografia dello stesso Fitzgerald. Per questo compito ha scelto Amory Blaine, personaggio controverso che non è famoso per risultare amabile a pr ...continua

    Romanzo di formazione che rappresenta una sorta di autobiografia dello stesso Fitzgerald. Per questo compito ha scelto Amory Blaine, personaggio controverso che non è famoso per risultare amabile a prima vista ed è ben lontano dalla perfezione.
    Fin dall'infanzia Amory dimostra di essere un personaggio disilluso dalla vita, che aspira ad avere una posizione sociale importante, che vuole essere ammirato e adorato. La madre sarà un'importante guida per questa strada che intraprenderà a partire dalla scuola. Amory s'iscrive alla Saint Regis School, in cui inizia la sua ascesa al potere. Amory è bello, affascinante, ricco e intelligente ma, fin da ragazzo risulta essere un personaggio scomodo per vanità e senso di superiorità, sempre presente nei salotti dell'alta società.
    Quando arriva all'università di Princeton (dopo aver scartato naturalmente Yale e Harvard) Amory deve rifare tutto da capo. Nuovo ambiente, nuovi amici che non tarderà a conquistare.
    La "caduta" inizia all'università, al primo esame non passato, che lo costringe a tornare con i piedi per terra. Il colpo di grazia gli verrà dato per colpa dell'amore, che ha sempre decantato fin da adolescente; questa forse è la parola più usata nell'intero romanzo. Il declino di Amory prende il via: alcool, feste e depressione faranno da padroni in questa fase della vita. Verso la fine inizia ad esserci una presa di coscienza della vita, di tutti i suoi sogni infranti, ma s'intravede comunque la speranza di andare avanti nonostante tutto.

    Forse più che qualsiasi concreto vizio, o difetto, Amory disprezzava la propria personalità: detestava sapere che domani, e nei millanta giorni a venire, avrebbe gonfiato tronfiamente il petto per un complimento e si sarebbe adombrato per una mala parola, al pari di un musicista di mezza tacca o di un attore di prim'ordine. Si vergognava del fatto che le persone molto semplici e oneste di solito diffidavano di lui; che si era mostrato crudele, spesso, con coloro che avevano annegato la propria personalità in lui.

    Amory non è un personaggio facile da raccontare. Ha mille difetti ma alla fine è un personaggio vero nelle sue riflessioni, che sono poi quelle dello stesso autore. Amory inoltre interpreta una parte che potrebbe essere di qualunque giovane, a prescindere dagli anni '20.

    Il guaio è che mi sconvolgo, quando mi metto a scrivere un racconto. Mi prende la paura di scriverla - la vita - anziché viverla.

    In certi tratti l'ho trovato molto filosofico, una storia poco romanzata ma che nell'insieme risulta piacevole, sopratutto se si pensa che è il primo romanzo di Fitzgerald.

    ha scritto il 

  • 3

    ho il terrore di ingrassare o di innamorarmi o di addomesticarmi.

    [tre stelline e mezzo]

    « i sentimentali credono che le cose durino. i romantici sperano contro ogni speranza che non durino. »

    ha scritto il 

  • 2

    "Conosco me stesso, e nient'altro."

    Iniziato con un entusiasmo che ho provato poche altre volte per un libro, un amore immediato per il tormentato e superiore Amory, un interesse crescente per il rapporto tra lo stesso Amory e sua madre ...continua

    Iniziato con un entusiasmo che ho provato poche altre volte per un libro, un amore immediato per il tormentato e superiore Amory, un interesse crescente per il rapporto tra lo stesso Amory e sua madre, e poi nient'altro. Dico davvero. Ottimi dialoghi ma, a parte questo, pagine e pagine di retorica letteraria in cui non ho visto niente.
    Per tre pomeriggi mi sono ritrovata a lezione, a scorrere le parole di Fitzgerald annoiata, senza leggere veramente, e con la mente su altre cose più futili. Amo Amory e lo amerò sempre, perchè il ritratto immortale di un adolescente per bene, il ritratto immortale di qualsiasi ventenne contemporaneo iscritto su Anobii, ma non sono riuscita ad amare questo romanzo, acerbo, pomposo e... ebbene sì, noioso. Un romanzo che potrebbe aver scritto Amory stesso.
    L'ho finito in questa soleggiata domenica in silenzio, concludendo con il dialogo tra Amory e l'uomo con gli occhiali, ultime pagine che hanno fatto in modo che ci fosse la seconda stellina. Forse sì, è un romanzo da leggere con calma, di domenica tra le lenzuola e con gli occhi ancora non abituati alla luce, nel silenzio di un appartamento in disordine. Questa è l'atmosfera del libro, questa l'atmosfera che andrebbe assecondata, ma non quella in cui vivo.

    Riproverò con Fitzgerald, comunque.

    ha scritto il 

Ordina per