Diario

1941-1943

Di

Editore: Adelphi

4.4
(699)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: A000072152 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Passanti

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    Illuminante

    Non è facile per me descrivere questo libro per la quantità di emozioni e pensieri che mi ha trasmesso. Non è certo un libro facile, io ho impiegato davvero tanto tempo per finirlo, ma cambia almeno u ...continua

    Non è facile per me descrivere questo libro per la quantità di emozioni e pensieri che mi ha trasmesso. Non è certo un libro facile, io ho impiegato davvero tanto tempo per finirlo, ma cambia almeno un po' la visione del mondo.
    Etty Hillesum è stata una grande donna che ha saputo amare fino in fondo la vita, nonostante quello che stava accadendo e penso che da lei e dalle sue parole si possano imparare importanti lezioni di vita, fondamentali per il nostro tempo.
    Assolutamente da leggere con calma per poter trovare del tempo per riflettere.

    ha scritto il 

  • 5

    Diario scritto ad Amsterdam da un'ebrea negli stessi anni in cui ne scriveva un altro Anna Frank e nei quali impazzava la follia umana allo stato puro. Meno conosciuto rispetto a quello di Anna ma scr ...continua

    Diario scritto ad Amsterdam da un'ebrea negli stessi anni in cui ne scriveva un altro Anna Frank e nei quali impazzava la follia umana allo stato puro. Meno conosciuto rispetto a quello di Anna ma scritto egregiamente da una donna più matura ma molto sensibile e consapevole di quanto le stava per accadere (morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943). Non ha avuto modo di conoscere Irène Némirovsky morta ad Auschwitz il 17 agosto 1942 ma avrebbero avuto tanta poesia da condividere. Entrambe una immensa perdita per l'umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    Donna ultraterrena

    "Di minuto in minuto desideri, necessità e legami si staccano da me, sono pronta a tutto, a ogni luogo di questa terra nel quale Dio mi manderà, sono pronta in ogni situazione e nella morte a testimon ...continua

    "Di minuto in minuto desideri, necessità e legami si staccano da me, sono pronta a tutto, a ogni luogo di questa terra nel quale Dio mi manderà, sono pronta in ogni situazione e nella morte a testimoniare che questa vita è bella e piena di significato, e che non è colpa di Dio, ma nostra se le cose sono così come sono, ora."

    Dovrò cercare di ricordare queste parole nei miei, trascurabili, momenti di sconforto; ha dell'incredibile pensare al contesto in cui si sono generati questi pensieri...Etty era una creatura meravigliosa , quasi surreale direi :-/

    ha scritto il 

  • 5

    Un atto di fede. Mentre l'inferno avanza, Etty continua a ripetere che la vita è bella.
    Perché, come spiega, "una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la ...continua

    Un atto di fede. Mentre l'inferno avanza, Etty continua a ripetere che la vita è bella.
    Perché, come spiega, "una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata."

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro da leggere con calma per non perdersi nessuna delle riflessioni di Etty Ellison. Un libro sull'olocausto che, a differenza degli altri, non si sofferma tanto sulla descrizione dettagliata del ...continua

    Un libro da leggere con calma per non perdersi nessuna delle riflessioni di Etty Ellison. Un libro sull'olocausto che, a differenza degli altri, non si sofferma tanto sulla descrizione dettagliata delle crudeltà dei nazisti ma sui sentimenti, i vissuti a esse collegate. Una donna straordinaria che col suo diario ci insegna come nessuna ingiustizia può togliere all'uomo la sua dignità più profonda. Incredibile come abbia potuto, nonostante la fine sempre più prossima, credere ancora nella vita stessa e nell'umanità.
    Tantissime le pagine che mi sono annotato per non perderne la memoria. Pag 29: basta che esista una sola persona degna di essere chiamata tale per poter credere negli uomini,nell'umanità.Pag 126: dappertutto c'erano cartelli che ci vietano le strade da percorrere. Ma sopra quell'unico pezzo di strada che ci rimane c'é pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci niente, non possono veramente farci niente... Un pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso - se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio, e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso..

    ha scritto il 

  • 0

    Che donna, ha dell'incredibile!

    Sono stata all'inizio diverse volte sul punto d'abbandonarlo,la storia con il suo professore mi dava leggermente fastidio. Poi un'amica (sono a casa bloccata causa un'operazione al piede) è venuta a t ...continua

    Sono stata all'inizio diverse volte sul punto d'abbandonarlo,la storia con il suo professore mi dava leggermente fastidio. Poi un'amica (sono a casa bloccata causa un'operazione al piede) è venuta a trovarmi e le dicevo, che due scatole sta storia delle sue fantasie erotiche!! E lei mi disse, normale innamorasi del proprio prof, ma non mollare vedrai non sarai delusa.
    Eh aveva proprio ragione, la profondità d'animo di Etty, la fede che aveva e malgrado sapesse il suo destino amava la vita l'amava tantissimo. Che grande esempio, dovrò trarne insegnamento, per migliorare le mie lacune!

    Solitamente non valuto con stelline questo tipo di letture, mi sembra proprio inutile.

    ha scritto il 

  • 5

    A parte l' inizio difficile per la presenza di molte note (indispensabili) che rallentano la lettura, l' ho trovato un libro bellissimo.
    A differenza di Anna Frank, che era ragazzina e si è dovuta nas ...continua

    A parte l' inizio difficile per la presenza di molte note (indispensabili) che rallentano la lettura, l' ho trovato un libro bellissimo.
    A differenza di Anna Frank, che era ragazzina e si è dovuta nascondere, etty è una donna adulta che decide di non scappare, ma di entrare nel campo di concentramento di westwrbork per aiutare gli altri. La sua visione della guerra è quindi commovente e completa, vede con i suoi occhi ciò che accade e nel diario racconta ciò che prova.

    ha scritto il 

  • 5

    LIFE

    Il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell'altra.
    Quel che conta è il modo con cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita e, insieme, d ...continua

    Il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell'altra.
    Quel che conta è il modo con cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita e, insieme, di accettare ugualmente la vita.

    Talvolta le molte preoccupazioni ci saltano addosso come parassiti.
    Bene, allora bisogna grattarsi un po' e si diventa anche più brutti, ma uno deve pur togliersele di dosso.

    Lasciar completamente libera una persona che si ama, lasciarla del tutto libera di fare la sua vita, è la cosa più difficile che ci sia.

    La gente non vuol riconoscere che a un certo punto non si può più fare, ma soltanto essere e accettare.

    C'è differenza tra «temprato» e «indurito».
    Spesso non se ne tiene conto, oggi.

    Mi sembra che si esageri nel temere per il nostro povero corpo.
    Lo spirito viene dimenticato, s'accartoccia e s'avvizzisce in qualche angolino.

    ...so tutto, sono in grado di sopportare tutto, sempre meglio, e insieme sono certa che la vita è bellissima, degna di essere vissuta e ricca di significato.
    Malgrado tutto.

    Non sono mai le circostanze esteriori, è sempre il sentimento interiore - depressione, insicurezza, o altro - che danno a queste circostanze un'apparenza triste e minacciosa.

    Ogni volta vorresti rifare il mondo,
    invece di goderlo com'è.
    È un atteggiamento alquanto dispotico.

    È forse la cosa più difficile...: sapersi perdonare per i propri difetti e per i propri errori.
    Il che significa anzi tutto saperli generosamente accettare.

    ha scritto il 

  • 5

    Esther Hillesum, detta Etty , è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah. Il Diario fu scritto ad Amsterdam tra il 1941 e il 1943, probabilmente su indicazione dello psico ...continua

    Esther Hillesum, detta Etty , è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah. Il Diario fu scritto ad Amsterdam tra il 1941 e il 1943, probabilmente su indicazione dello psico-chirologo ebreo-tedesco Julius Spier, di cui Etty fu inizialmente paziente e con il quale ebbe un forte legame; il libro è un dettagliato resoconto degli ultimi due anni della sua vita.
    Diversamente dal Diario di Anna Frank, quello di Etty Hillesum venne pubblicato solo nel 1981.

    Nelle prime pagine ho fatto un po' fatica ad entrare nel mondo di Etty, ma penso che si per il fatto che la scrittura mi ha sorpreso e destabilizzato, una scrittura così intima, quest'anima torbida, che lucidamente si interroga, evolve, si rattrista, stimola ogni sua parte sensoriale. Ci sono dei pezzi da sottolineare completamente: "Non siamo nient'altro che botti vuote in cui si sciacqua la storia del mondo [...]". Certo non siamo nient'altro che osservatori distanti dell'abominio terreno, siamo spettatori, cronisti, o semplicemente degli stupidi inetti. Etty ha il coraggio di scegliere, di interrogarsi, di guardare dentro di sé, e di rivedere ogni suo parametro d'intimità, solo così raggiungendo la libertà. La stessa che molti non sono riusciti a trovare, perché per essere veramente liberi bisogna stare in sintonia con il proprio oceano interiore, ed Etty ormai pian piano aveva imparato ad usare i suoi remi.
    Bellissimo, Etty è riuscita a trovare il suo universo interiore che non è quello del disordine, ma è quello di un mare che ti trasporta, ti fa navigare, ti fa sguazzare nell'assoluta Pace. La stessa Pace con cui brutalmente ha combattuto e ha vinto, a dispetto dei disordini esteriori, che sono vacillamenti. Ma niente può quando c'è un animo in equilibrio, e quell'apparente rassegnazione, anche forse un po' opaca per il suo carattere è solo il segno di una consapevolezza del mondo, di quel mondo che lei è stata costretta ad osservare, tristemente, quasi fosse una tortura, l’ultima.

    "La nascita di un'autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai essere sempre la persona più forte. Non credo che tu sia il tipo da trovare queste cose in un altro. Sei sempre e da capo rimandata a te stessa. Non c'è nient'altro, il resto è finzione. Ma doverlo riconoscere, ogni volta!"

    "Io vivo, vivo pienamente e la vita vale la pena viverla ora, oggi, in questo momento; e se sapessi di dover morire domani direi: mi dispiace molto, ma così com'è stato, è stato un bene."

    "Non siamo nient'altro che botti vuote in cui si sciacqua la storia del mondo.
    O tutto è causale, o niente lo è. Se io credessi nella prima affermazione non potrei vivere, ma non sono ancora convinta della seconda."

    "Le mie battaglie le combatto contro di me, contro i miei proprio demoni: ma combattere in mezzo a migliaia di persone impaurite, contro fanatici furiosi e gelidi che vogliono la nostra fine, no, questo non è proprio il mio genere. Non ho paura, non so, mi sento così tranquilla. Mi sento in grado di sopportare il pezzo di storia che stiamo vivendo, senza soccombere. Mi sembra che si esageri nel temere per il nostro corpo. Lo spirito viene dimenticato, s'accartoccia e avvizzisce in qualche angolino. Viviamo in un modo sbagliato, senza dignità. Io non odio nessuno, non sono amareggiata: una volta che l'amore per tutti gli uomini comincia a svilupparsi in noi, diventa infinito."

    ha scritto il 

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