Diario

Di

Editore: Giulio Einaudi (Letture per la scuola Media, 5)

4.1
(13753)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 306 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Galego , Francese , Olandese , Giapponese , Catalano , Portoghese , Sloveno , Greco , Russo , Svedese , Croato , Danese , Ceco , Afrikaans , Ungherese , Basco

Isbn-10: 8806027557 | Isbn-13: 9788806027551 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Natalia Ginzburg

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    L'Olocausto raccontato ai ragazzi

    Credo che la letteratura sull'Olocausto sia così sterminata, non solo perché chi l'ha vissuto ha trovato, dopo tanti decenni di silenzio, la voglia ed il coraggio di raccontare l'incredibile storia di ...continua

    Credo che la letteratura sull'Olocausto sia così sterminata, non solo perché chi l'ha vissuto ha trovato, dopo tanti decenni di silenzio, la voglia ed il coraggio di raccontare l'incredibile storia di questo abisso di morte.
    Ma anche perché é una vicenda storica non controversa.
    A parte alcuni negazionisti esibizionisti, tutti siamo d'accordo su come il nazismo abbia incarnato l'apice del male di cui l'umanità è stata capace di macchiarsi nella sua storia.
    Allora perché il 'Diario' di Anna Frank emerge su tutta questa letteratura come un classico?
    Perché Anna Frank riesce a raccontare in parallelo, tanto la paura soffocante di chi si sottrae ad un apparato di controllo ossessivo com'era la Gestapo, che poteva fare affidamento su uno strumento potentissimo e subdolo come la delazione.
    Tanto quella voglia di normalità vissuta attraverso i primi amori adolescenziali.
    E lo fa con un linguaggio che é quello dell'ingenuità di ragazzina, ma che al tempo stesso é così semplice ed efficace da raggiungere e conquistare il lettore di qualsiasi età.
    Ecco quindi il modo migliore di far conoscere anche ai ragazzi in età scolare cos'é stato l'Olocausto nazista, senza dover descrivere i lager, le camere a gas ed i forni crematori.
    Un pezzo di adolescenza vissuto in uno spazio esiguo, condiviso con altri estranei, dove non ci si poteva permettere nemmeno il lusso di un luogo esclusivo per sé.
    Il razionamento di ogni genere di conforto, sia quello materiale come il cibo, sia quello spirituale come i buoni sentimenti o le semplici buone maniere della convivenza.
    E come se non bastasse, tutto questo accompagnato dal terrore di essere scoperti che attanagliava ad ogni ora le vite di queste persone, sono aspetti più che sufficienti per raccontare cosa é stata capace di fare l'umanità contro sé stessa, in quel tragico secolo che é stato il '900.
    Tutto questo rende preziosa la testimonianza di questa ragazza ebrea che capitata nel luogo sbagliato, nel momento sbagliato, ha perso tutto quello che poteva perdere: l'adolescenza, la spensieratezza, la quotidianità, l'affetto, l'amore e la vita.

    ha scritto il 

  • 5

    L’argomento è serio e importante, necessita di non essere mai affievolito dal tempo. Ci sono numerose testimonianze e racconti sulla Shoah, ma personalmente la stella polare degli orribili fatti della ...continua

    L’argomento è serio e importante, necessita di non essere mai affievolito dal tempo. Ci sono numerose testimonianze e racconti sulla Shoah, ma personalmente la stella polare degli orribili fatti della seconda guerra mondiale, è lei, Anne. Nata a Francoforte nel 1929 da padre Otto e mamma Edith, Anne Frank non avrebbe mai immaginato che il diario da lei redatto tra il giugno del 1942 e l’agosto del 1944, sarebbe divenuto un best-seller tradotto in settanta lingue e che ha venduto milioni di copie. O meglio, lo sperava. Ma poi chiosava: “A chi potrebbero interessare i racconti di una tredicenne?”. Hanno invece stregato milioni di persone. La ragazzina vivace e carismatica di Francoforte, emigra ad Amsterdam nel 1933 quando sale al potere il partito nazista e per gli ebrei inizia un lungo inverno. Anne abita dapprima a Merwedplein, frequenta la Scuola Montessori, gioca con le compagne di scuola e conduce una vita apparentemente normale. All’entrata in vigore delle leggi razziali, Anne, come tutti i bambini ebrei, è costretta a frequentare il Liceo ebraico. La morsa dei tedeschi, che nel frattempo hanno occupato l’Olanda il 10 maggio 1940, si fa sempre più stretta nei confronti della famiglia Frank. Quando nel mese di luglio del ’42 la sorella Margot riceve una chiamata per essere trasferita nei campi di sterminio, il padre Otto mette in pratica un piano che da tempo covava: la clandestinità. Nel retro di un edificio sulla Prinsengracht numero 263, dove trova collocazione, ai piani inferiori, la ditta del padre, Anne si rifugia con tutta la famiglia, raggiunta poi da un altro nucleo familiare (i Van Pels, che nel diario saranno i Van Daan) e un amico di Otto Frank, dentista, di nome Fritz Pfeffer, ribattezzato “signor Dussel” negli scritti di Anne. Prima di entrare in clandestinità, per il suo tredicesimo compleanno, la ragazza riceve infatti un diario con una copertina di tela rossa e quadretti bianchi. Sarà “Kitty”, la sua amica immaginaria, a cui racconterà con grande costanza e senza peli sulla lingua il trascorrere del tempo rinchiusa in quello che lei battezza “Alloggio Segreto”. Emergono tutte le sfaccettature di Anne: la grande speranza (“Eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace”), il rapporto tormentato con la madre (“E’ difficile dire la verità, eppure la verità è che lei mi ha allontanata da sé con i suoi commenti inopportuni e il suo modo sarcastico di affrontare temi su cui non voglio scherzare, mi ha reso immune al suo affetto”), il sentimento che sboccia verso Peter, compagno di clandestinità figlio dei Van Daan, l’amore per la natura seppur spiata dal piccolo lucernario della soffitta. Emerge un’Anne molto più matura della sua giovanissima età. Seguendo una sicura vocazione di scrittrice, quando il ministro olandese per l’educazione, in esilio nel Regno Unito, annuncia via radio di voler pubblicare gli scritti e le memorie della guerra una volta che essa sarà finita, Anne non esita a tramutare la sua opera, finora semplice sfogo personale, in un manoscritto pronto per la pubblicazione. Il diario ci prende per mano e ci porta all’interno di una situazione a noi talmente lontana e inimmaginabile che desta gioco forza grande tensione ed emozione. Anne è autocritica, ammette di non avere un carattere semplice, e di essere perennemente in preda a una doppia personalità: l’Anne buona, che vorrebbe far uscire più spesso, e l’Anne scanzonata e irriverente che spesso complica i rapporti con gli altri. Il primo di agosto del 1944, è una mattina: i sogni e le speranze di Anne, così tenacemente difesi e custoditi, finiscono con l’irruzione della polizia tedesca che consegna Anne al destino dei campi di concentramento insieme agli altri componenti della famiglia; ma allo stesso tempo la proietta nel mito, nel ricordo, nell’immagine del bene che deve trionfare sul male.

    ha scritto il 

  • 4

    Lectura que debería ser obligatoria. Ana describe su cautiverio con tanto detalle que se te pone la piel de gallina sólo al pensar en pasar por su situación. A ratitos, muy pocos, un poquito aburrido ...continua

    Lectura que debería ser obligatoria. Ana describe su cautiverio con tanto detalle que se te pone la piel de gallina sólo al pensar en pasar por su situación. A ratitos, muy pocos, un poquito aburrido porque sigue siendo el diario de una niña de 14 años; una niña de la que admiro sin embargo su forma de escribir y expresarse.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto, ricopiato, corretto, modificato per la pubblicazione, scarabocchiato, amato come l'oggetto più prezioso. Questo diario giunge ai nostri occhi ed alla nostra mente come le confessioni di una r ...continua

    Scritto, ricopiato, corretto, modificato per la pubblicazione, scarabocchiato, amato come l'oggetto più prezioso. Questo diario giunge ai nostri occhi ed alla nostra mente come le confessioni di una ragazzina nel suo percorso interrotto verso l'età adulta, sincero e a volte cattivo, quasi senza filtri. Si impone al centro dell'attenzione e si lascia osservare mentre cambia, come cambiava l'autrice all'interno del rifugio segreto. La scrittura fa a volte dimenticare le condizioni in cui vivevano le famiglie nascoste, fino a quando alcune frasi o intere pagine costringono il lettore a prendere atto della realtà, che non è riuscita in quegli anni ad annientare la giovane mente di Anne Frank. Spesso triste, sempre piacevole da leggere. Consigliato a chiunque senta il richiamo di questa testimonianza.

    ha scritto il 

  • 5

    È e rimarrà sempre un grande documento storico.
    Oltre a questo fa tenerezza ed emoziona riconoscervi talvolta i germi di un talento letterario, sia pur in erba, che verrà purtroppo spezzato, con ignor ...continua

    È e rimarrà sempre un grande documento storico.
    Oltre a questo fa tenerezza ed emoziona riconoscervi talvolta i germi di un talento letterario, sia pur in erba, che verrà purtroppo spezzato, con ignoranza, nel mucchio di altre innumerevoli vite.

    Una delle frasi che più impressionano in questo diario è:

    “Non credo affatto che la guerra sia soltanto colpa dei grandi uomini, dei governanti e dei capitalisti. No, la piccola gente la fa altrettanto volentieri, altrimenti i popoli si sarebbero rivoltati da tempo. C’è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all’assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l’umanità, senza eccezioni, non avrà subito una grande metamorfosi, la guerra imperverserà: tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato sarà distrutto e rovinato di nuovo; e si dovrà ricominciare da capo.” (3 Maggio 1944).

    Sia pur con la semplicità e la sacra ingenuità della sua età è commovente una tale consapevolezza in una ragazzina, che per di più si sviluppa in una situazione di totale isolamento, senza confronti con il mondo esterno. Questi sono concetti sui quali pari meriti si soffermano intellettuali quali Primo Levi (con ben altri strumenti intellettuali ovviamente) e che tutt’oggi, nella nostra contemporaneità sono di un’attualità spaventosa.

    ha scritto il 

  • 3

    Defiantly a classic novel of young girl who is forced to live in solitude in a attic. This book is very moving and allows the reader to grasp the concept of evil that man is able to conduct against h ...continua

    Defiantly a classic novel of young girl who is forced to live in solitude in a attic. This book is very moving and allows the reader to grasp the concept of evil that man is able to conduct against his fellow man,

    ha scritto il 

  • 4

    Anne Frank - Diario

    Cos’è in fondo il Diario di Anna Frank? Il diario di una ragazzina, niente di più niente di meno. Ed è esattamente qui che sta la bellezza di questo libro: nel fatto d’essere il semplice e diario di u ...continua

    Cos’è in fondo il Diario di Anna Frank? Il diario di una ragazzina, niente di più niente di meno. Ed è esattamente qui che sta la bellezza di questo libro: nel fatto d’essere il semplice e diario di una adolescente.

    Ciascuno di noi leggendo queste pagine capisce immediatamente di cosa si tratta: è quanto di più quotidiano può accadere in qualsiasi delle nostre case: una ragazzina che va a scuola, che hai i suoi sogni, le sue giornate, la sua vita insomma.

    Rende con plastica e concretissima vicinanza cosa è che il grande male dell’Europa nel secolo scorso è andato a scardinare e distruggere: la preziosissima normalità dell’esistere. Come un destino infinitamente più grande di noi e violentissimo può spazzar via le ore fatte di nulla di ciascuno, di una ragazzina per esempio, con le sue piccole grandezze d’inizio adolescenza.

    Già…fatte di nulla. Quanto vale il nostro nulla, il nulla di Anna Frank? Infinito secondo me. Il bello di questo libro, è tutto qui, nel racconto semplice, semplicissimo, di come l’uomo possa esser capace di distruggere un nulla di incalcolabile valore, il nostro nulla, cioè un intero mondo: il nostro.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo ed emozionante

    Emozionante ed introspettivo! Tutti, prima o poi, dovrebbero non semplicemente leggerlo, ma immergervisi! Di molti romanzi, anche se belli, col passare del tempo della trama ci si dimentica (almeno in ...continua

    Emozionante ed introspettivo! Tutti, prima o poi, dovrebbero non semplicemente leggerlo, ma immergervisi! Di molti romanzi, anche se belli, col passare del tempo della trama ci si dimentica (almeno in parte). Difficilmente, penso, possa avvenire con il Diario di Anne Frank. Fotografia chiarissima di quello che comportava vivere nascosti per evitare di essere deportati: tensioni, contrasti, terrore, speranza.
    Struggente provare ad immaginare cosa avrà dovuto provare Anne al momento dell'arresto dopo aver assaporato l'illusione che, forse, si stava avvicinando la fine di quel periodo buio. Sensazione che, a mio avviso e meglio di ogni altra, la fa comprendere la lettura di uno degli ultimi pensieri scritti nel diario: "Adesso sono speranzosa, adesso finalmente va bene! Sì, davvero, va bene! Notizie fantastiche! E' stato fatto un attentato a Hitler, e nemmeno da comunisti ebrei o capitalisti inglesi, ma da un generale tedesco di pura stirpe germanica"

    ha scritto il 

  • 5

    Lo sapevo che sarei caduta in un abisso di tristezza.
    Ho aspettato tanto a leggere questo libro, ho aspettato apposta perché non mi sentivo mai pronta, può sembrare stupido ma per me è così.
    Non mi se ...continua

    Lo sapevo che sarei caduta in un abisso di tristezza.
    Ho aspettato tanto a leggere questo libro, ho aspettato apposta perché non mi sentivo mai pronta, può sembrare stupido ma per me è così.
    Non mi sentivo pronta ad affezionarmi così tanto a un personaggio, o meglio, a questa fantastica scrittrice che avrebbe meritato molto di più di quello che le ha riservato il destino.
    Grazie Anne.

    ha scritto il 

  • 4

    "Siamo qui rinchiusi, isolati dal mondo, pieni di paura e pensieri, soprattutto negli ultimi tempi, perché, noi che ci vogliamo bene, dovremmo stare divisi? Perché in questo periodo non dovremmo bacia ...continua

    "Siamo qui rinchiusi, isolati dal mondo, pieni di paura e pensieri, soprattutto negli ultimi tempi, perché, noi che ci vogliamo bene, dovremmo stare divisi? Perché in questo periodo non dovremmo baciarci? Perché dovremmo aspettare di avere l'età giusta? Perché dovremmo chiedere il permesso?"

    Ho fatto l'errore due volte, in vita mia, di non terminare mai questo bellissimo diario. Stavolta mi sono imposto di terminarlo e sono tanto triste. La testimonianza diretta è qualcosa che fa sempre male e quel "QUI FINISCE IL DIARIO DI ANNE" mi ha solo fatto immaginare le ipotetiche reazioni della ragazzina quando, con la sua famiglia, è stata scoperta nella sua clandestinità.

    Non c'è molto da dire. Di certo non è un capolavoro, se proprio sentiamo il bisogno di esprimere un opinione formalistica. Ha altro in sé, come dicevo: la testimonianza. L'orrore della seconda guerra mondiale che partorisce i suoi corvi portatori di male su città dall'apparenza tranquilla. Mi ricordo che in una pagina del 1944, Anne afferma addirittura di preferire che una bomba si schianti sull'alloggio purché sopportare un altro giorno di attesa verso la fine o verso la cattura.

    E, in quanto testimonianza, forse ci è più utile per capire cosa cozzava con ciò che la società avrebbe potuto frenare: i desideri di una ragazzina, le sue aspirazioni di carriera, quei semplici sogni adolescenziali, e tanta, tantissima schiettezza.

    ha scritto il 

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