Diario di una schizofrenica

Di

Editore: Giunti

3.7
(254)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8809046951 | Isbn-13: 9788809046955 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cecilia Bellingardi ; Prefazione: Cesare L. Musatti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Educazione & Insegnamento , Salute, Mente e Corpo

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Descrizione del libro
Un classico della psicoanalisi. Il caso clinico più perturbante e commovente dell'ultimo secolo. Diario di una schizofrenica riferisce l'esperienza vissuta dal malato e mostra tutto ciò che si mascherava dietro le manifestazioni e i sintomi della schizofrenia. Questo libro costituisce un duplice documento. Un documento scientifico giacché è la descrizione del decorso e della cura di una grave malattia mentale: l'apparizione progressiva dei successivi sintomi, le fasi di parziale remissione, le tappe della faticosa normalizzazione, raggiunta attraverso un procedimento psicoterapeutico originale di grande importanza sia teorica che pratica. Ma anche un documento umano: la descrizione della malattia è infatti opera dell'ammalata stessa, Renée, che la racconta come una propria drammatica vicenda spirituale. Si scopre così una vita sentimentale che le apparenze erano ben lontane dal far supporre e che è estremamente ricca d'insegnamenti. "Un'opera poetica", così ha definito questo libro Cesare L. Musatti, "suscettibile di risvegliare elementi nascosti che sono in ognuno di noi".
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  • 4

    Fu in quell’istante che un sentimento bizzarro si fece strada in me, un sentimento difficile da analizzare, ma che assomigliava a tutti quelli che dovevo provare più tardi: l’irrealtà.

    Entrare nella mente altrui è una pratica molto complessa e difficile, una strada tortuosa che porta a nuove concezioni e verità. Bisogna essere pronti a tutto, spogliarsi dei pregiudizi, dimenticarsi ...continua

    Entrare nella mente altrui è una pratica molto complessa e difficile, una strada tortuosa che porta a nuove concezioni e verità. Bisogna essere pronti a tutto, spogliarsi dei pregiudizi, dimenticarsi il proprio modo di pensare e lasciarsi avvolgere da un vento nuovo.
    Marguerite Sechehaye non solo è stata in grado di raccogliere la testimonianza di Renée in tutta la sua autenticità, ma ha saputo staccarsi dalla narrazione ed essere obiettiva. Il suo coinvolgimento nella vicenda va indubbiamente al di là della norma, ma si potrà dedurre che è stata questa la chiave verso la guarigione da una patologia difficile e nebbiosa.
    Non c’è molto da dire: un’esperienza personale, soggettiva e privata quanto questa non deve essere giudicata né in bene, né in male. Bisogna prenderne atto e ricordarsi che al mondo esistono anche queste grosse difficoltà, questi problemi clinici che non lasciano spazio al ragionamento coerente. Perdere la capacità di sentire il reale e di riflettere razionalmente penso sia agghiacciante, soprattutto quando affiorano ansie e timori tali da terrorizzare, voci, autolesione e via discorrendo.
    È un viaggio alla scoperta di una malattia importante, attraverso chi l’ha vissuta sulla propria pelle. Renée è stata in grado di raccontarla in modo che il lettore riesca a percepire almeno una piccola parte delle sensazioni da lei attraversate.
    Interessante il capitolo ultimo, nel quale il tutto è visto con gli occhi e l’analisi della psichiatra autrice del volume.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro interessantissimo (e angosciante): l'autrice narra in prima persona la discesa nella malattia mentale, rivelandone i meccanismi davvero angoscianti. La schizofrenia è una malattia tremenda, che ...continua

    Libro interessantissimo (e angosciante): l'autrice narra in prima persona la discesa nella malattia mentale, rivelandone i meccanismi davvero angoscianti. La schizofrenia è una malattia tremenda, che punisce il malato come se fosse in un girone infernale. La cosa affascinante, in modo terribile ma comunque affascinante, è che è il suo stesso cervello a creare il girone dantesco e a chiudercelo dentro. La mente umana è davvero un universo insondabile.

    ha scritto il 

  • 5

    interessante

    l lettura di questo libro mi ha fatto emozionare ed entrare nella sofferenza di questa paziente. Ritengo che questo libro sia davvero una buona lettura e forse sottovalutato da molti, ma davvero merit ...continua

    l lettura di questo libro mi ha fatto emozionare ed entrare nella sofferenza di questa paziente. Ritengo che questo libro sia davvero una buona lettura e forse sottovalutato da molti, ma davvero merita di essere letto da chi è interessato alla malattia mentale ed anche da chi non è del mestiere.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro suggeritomi dalla mia psicoterapeuta, come degna conclusione del (mio) lungo percorso di psicoterapia con approccio fenomenologico psicoanalitico, metodo applicato anche a Renée, schizofrenica, ...continua

    Libro suggeritomi dalla mia psicoterapeuta, come degna conclusione del (mio) lungo percorso di psicoterapia con approccio fenomenologico psicoanalitico, metodo applicato anche a Renée, schizofrenica, che in questo diario ha riportato lucidamente le varie fasi della schizofrenia (sua). Ah, post scriptum: io non ero schizofrenica (anche se non ne sono del tutto convinta), avevo patologie un peletto più lievi. Ora mi (pre)occupo della maggioranza di persone che si ritiene "sana", sono veramente tanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro viene suddiviso in due parti, la prima parte è caratterizzata dalla giovane malata, Renee, che parla in prima persona della sua malattia e dell’avvenuta guarigione, mentre la seconda parte è ...continua

    Il libro viene suddiviso in due parti, la prima parte è caratterizzata dalla giovane malata, Renee, che parla in prima persona della sua malattia e dell’avvenuta guarigione, mentre la seconda parte è narrata dal punto di vista del medico che l’ha curata e guarita.
    Renee è schizofrenica dall’eta di 12 anni e il suo stato mentale deriva esclusivamente da fattori psicologici legati all’infanzia e in modo particolare al rapporto con la madre. Dopo svariati tentativi inefficaci di cura, avvenuti sempre in cliniche private, la ragazza giunge a Ginevra in una clinica dove una psicanalista particolarmente sensibile se la prenderà a carico. Renee “posseduta” da quello che lei stessa chiama “Il Sistema” viene spinta a fare cose che le procurano senso di colpevolezza e disobbedienza, e solo la “Mamma”, nome con cui Renee chiama la sua psicanalista, riesce a far si che la ragazza si calmi e ritorni ad uno stato di quiete. La ragazza sarà sempre sul punto di ascoltare le voci che si fanno sempre più forti nella sua testa, ma con l’aiuto della psicanalista pian per volta riuscirà ad uscire da questa sua malattia, e iniziare a vedere il mondo come posto reale e non più con un senso di irrealtà, riuscirà inoltre a collegare gli oggetti con la propria utilità e anche a vedere le persone come esseri vivi e non più come manichini.

    ha scritto il 

  • 4

    Un interessante testimonianza della malattia in prima persona.
    Cosa possiamo noi sapere, senza esserni mai passati. Noi che crediamo che la gente che soffre di schizzofrenia sta meglio di noi, che non ...continua

    Un interessante testimonianza della malattia in prima persona.
    Cosa possiamo noi sapere, senza esserni mai passati. Noi che crediamo che la gente che soffre di schizzofrenia sta meglio di noi, che non capisce nulla di quello che succede intorno. Che grave errore.

    ha scritto il 

  • 5

    più che un diario un vero insegnamento di vita

    Ammetto con tutta onestà di non esser riuscito a leggere il libro tutto di un fiato; non perchè non sia scorrevole o accattivante, ma semplicemente mi sono bloccato in più capitoli soprattutto nella p ...continua

    Ammetto con tutta onestà di non esser riuscito a leggere il libro tutto di un fiato; non perchè non sia scorrevole o accattivante, ma semplicemente mi sono bloccato in più capitoli soprattutto nella parte prima dove viene narrata l'evoluzione della sua malattia e il conseguente disagio che la protagonista ha dovuto sopportare.
    Sono rimasto sorpreso di come è stata raccontata la malattia con tanta schiettezza e naturalezza; ci hanno mostrato il punto di vista della persona che si sente diversa e non accettata, ma anche il lungo cammino che Reneè ha dovuto percorrere per ricostruire il suo Io.
    Impressionante la descrizione e la percezione che la protagonista ha del suo corpo all'interno dello spazio e delle sue fobie per l'abbandono.
    La seconda parte del libro l'ho trovata molto tecnica, ma anche utile per spiegare l'evoluzione della malattia della protagonista. Un vero spaccato di vita, ancora oggi poco conosciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Particolarissimo. Inizialmente ti spiazza, poi ti trascina nella vera dimensione della schizofrenia. Vivi con la protagonista la sua realtà, fatta di una normalità patologica, ma per lei unica dimensi ...continua

    Particolarissimo. Inizialmente ti spiazza, poi ti trascina nella vera dimensione della schizofrenia. Vivi con la protagonista la sua realtà, fatta di una normalità patologica, ma per lei unica dimensione del suo vivere. Sofferenza e rinascita. Una sfida, la psicanalisi e psicoterapia negli psicotici. L'inizio dove Freud si era arreso. Illuminante!

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto ma, da studentessa di psicologia, non concordo molto con un approccio di tipo psicanalitico a un disturbo così complesso come la schizofrenia. Questo pensiero ha influito molto sulla let ...continua

    Mi è piaciuto ma, da studentessa di psicologia, non concordo molto con un approccio di tipo psicanalitico a un disturbo così complesso come la schizofrenia. Questo pensiero ha influito molto sulla lettura che non mi ha molto appassionato.

    ha scritto il 

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