Die Welt von gestern

Erinnerungen eines Europäers

By

Verleger: Fischer

4.3
(508)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 317 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi simplified , Italian , French , Spanish , Catalan

Isbn-10: 3596211522 | Isbn-13: 9783596211524 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Paperback , Hardcover , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Stimolante, ti scuote presentando fatti che hanno cambiato la storia, inserendoli nel normale flusso della vita quotidiana, attraverso i suoi occhi (occhi che hanno visto tanto, occhi consapevoli) e l ...weiter

    Stimolante, ti scuote presentando fatti che hanno cambiato la storia, inserendoli nel normale flusso della vita quotidiana, attraverso i suoi occhi (occhi che hanno visto tanto, occhi consapevoli) e le sensazioni delle masse, ma sempre con chiarezza, riuscendo ad evidenziarli, ponendone in rilievo l'importanza.
    Comprato quasi per caso, felicissimo di averlo preso subito dopo aver letto il prologo.

    gesagt am 

  • 5

    Un'analisi chiara e razionale della fine della Felix Austria e dei prodromi del nazionalsocialismo. Un'autobiografia che meglio di tanti saggi descrive il periodo tra le due guerre mondiali così tanto ...weiter

    Un'analisi chiara e razionale della fine della Felix Austria e dei prodromi del nazionalsocialismo. Un'autobiografia che meglio di tanti saggi descrive il periodo tra le due guerre mondiali così tanto evocativo della crisi europea di oggi. Lettura imprescindibile.

    gesagt am 

  • 5

    Un'autobiografia che molto meglio di un libro di storia. Una critica feroce ai nazionalismi del xx secolo ed una spiegazione al fallimento dell'idea europea.

    gesagt am 

  • 5

    “…solo chi ha conosciuto luce e tenebra, guerra e pace, salite e crolli, può dire di aver davvero vissuto”

    Da tantissimi anni non mi capitava di leggere un’autobiografia.
    Sarà anche per questo motivo e per la conseguente carenza di pietre di paragone, ma “Il mondo di ieri” mi è sembrato un libro eccezional ...weiter

    Da tantissimi anni non mi capitava di leggere un’autobiografia.
    Sarà anche per questo motivo e per la conseguente carenza di pietre di paragone, ma “Il mondo di ieri” mi è sembrato un libro eccezionale e non saprei spiegare se lo è più per la limpidezza dello stile o per lo straordinario interesse della materia, tale per cui ognuno dei 16 capitoli di cui esso si compone mi ha suscitato l’acuto desiderio di approfondire, consultare, interrogare le fonti bibliografiche disponibili in italiano.

    Questa galoppata lungo l’arco di oltre mezzo secolo permette di attraversare mondi, culture, tragedie, personalità, emozioni collettive, tutto quanto ha contribuito a costruire (ma anche a demolire e ricostruire) questa vera “grande bellezza” oggi così denigrata, che si chiama Europa. E lo fa attraverso la voce di un europeista convinto ed attivamente impegnato, durante tutta la vita e con le armi della sua sterminata cultura e di un’efficacia espressiva fuori dal comune, a contrastare le forze della disgregazione.

    Si può obiettare che si tratta comunque di un’interpretazione, di un punto di vista, ciò che distingue, da un saggio storico di presunta obiettività, una testimonianza consapevolmente condizionata dal ceto, dalla nazionalità d’origine, dalla cultura e dalla razza dell’autore narrante.

    E’ vero. Tuttavia la voce di Zweig appare talmente convincente, razionale e sistematica nel valutare le diverse prospettive che ogni evento produce in modo diretto o indiretto che si ha la sensazione di assistere dal vivo ai passaggi cruciali della storia europea, grazie a un’eloquenza mai affettata ma dotata piuttosto del dono della sintesi e della esposizione essenziale dei fatti e dei pensieri.

    Alcuni capitoli possono apparire più difficili da apprezzare, perché l’autore, grande viaggiatore e sempre proteso ad allacciare ovunque rapporti sociali e culturali con le più eminenti personalità dell’epoca, ci descrive non solo i Freud, i Richard Strauss, i Paul Valery ma più spesso, con identico stile meticoloso, anche il carattere, il pensiero e le peculiarità fisiche di artisti, poeti, musicisti, filosofi minori oggi dimenticati e per collocare i quali la mia mediocre cultura non mi sorregge adeguatamente.

    Ma le parti dedicate ai costumi, agli stili di vita, agli stati d’animo dell’ultimo Impero Austro-Ungarico, dell’approssimarsi della guerra, del delirante periodo postbellico (post Grande Guerra) sono quasi abbaglianti nella loro chiarezza e lucidità.

    Solo nella parte finale, quando sulla storia si affaccia la funesta ombra del nazismo, l’emotività carica di presagi dell’ebreo e ormai esiliato Zweig sembra prendere (comprensibilmente) il sopravvento sulla vitalità limpida e brillante dell’autore ammantando di tristezza un’esistenza pur così ricca di riconoscimenti e apparentemente appagata da uno spessore e una curiosità intellettuale quasi ineguagliabili.

    Tanto ci sarebbe da dire sui legami, diretti o anche inconsapevoli, che connettono l’autore a innumerevoli scrittori e pensatori del ‘900 come ad esempio Thomas Bernhard che, alcuni decenni dopo Zweig, vive e descrive nei medesimi termini la scuola austriaca e i suoi effetti deleteri sulla personalità degli studenti. Lo stile è ovviamente ben diverso, tumultuoso e aggressivo in Bernhard, affilato e nitido in Zweig, ma il giudizio di condanna è sovrapponibile.

    Oppure la descrizione della moda e degli abbigliamenti in uso all’alba del secolo e il preciso rapporto con la rigida repressione sessuale in atto nella società asburgica, analisi chiaramente debitrice del fecondo rapporto con Sigmund Freud che Zweig frequentò assiduamente nell’ultima parte della vita del fondatore della psicanalisi.

    Mi accorgo di aver scritto fin troppo e senza aver accennato nulla in merito alla versatilità, al collezionismo, alla strana, pressoché totale, assenza di accenni alle figure femminili ed alle due donne che Z. sposò, al reiterato rifiuto della partecipazione alla vita politica, alla bellissima frase finale che ho posto a titolo di questo commento, e tanto altro. Ma questo volume è una tale miniera di stimoli, idee e suggestioni che raramente ho usato l’evidenziatore del mio lettore con una frequenza paragonabile e mi vien da pensare che in definitiva sarebbe da evidenziare l’intero libro!

    gesagt am 

  • 4

    Molto più coinvolgente di un saggio storico ma con una visione molto più ampia di una semplice autobiografia, la descrizione "dal di dentro" dell'Europa, a cavallo tra due secoli e due guerre mondiali ...weiter

    Molto più coinvolgente di un saggio storico ma con una visione molto più ampia di una semplice autobiografia, la descrizione "dal di dentro" dell'Europa, a cavallo tra due secoli e due guerre mondiali, fatta da Zweig acquista il valore di una testimonianza allo stesso tempo obiettiva e appassionata. Su tutto domina la scrittura asciutta e precisa eppure ricca di sfumature di questo immenso autore tutto da riscoprire.

    gesagt am 

  • 5

    Ci ho pensato un po', prima di scrivere questa recensione.
    Ho trovato il libro scritto magistralmente, capace di evocare il declino dell'Impero austroungarico e dei solidi valori borghesi di fine XIX ...weiter

    Ci ho pensato un po', prima di scrivere questa recensione.
    Ho trovato il libro scritto magistralmente, capace di evocare il declino dell'Impero austroungarico e dei solidi valori borghesi di fine XIX secolo con sublime precisione e dolce amarezza; ho ammirato i ritratti di intellettuali e scrittori di inizio Novecento, scoprendo connessioni che non conoscevo e approfondendo un periodo incredibilmente fecondo dal punto di vista culturale. E mi sono venuti quasi i brividi di fronte ai presagi dell'autore di fronte alla minaccia nazista. Mi sento quindi di consigliare questo libro a tutti coloro che amano la letteratura e la storia: è davvero un affresco imperdibile di un momento cruciale.
    Accanto a questo entusiasmo per il libro in sé, mi trovo a fare i conti con qualche perplessità sull'autore come persona - o perlomeno, su come si dipinge nelle pagine di questa autobiografia. Onestamente, non mi è molto simpatico: non ho capito se dietro il non voler apparire ci sia umiltà vera o piuttosto una falsa modestia. A questo proposito, mi riservo di approfondire la conoscenza con Herr Zweig.

    gesagt am 

  • 5

    “L'Europa mi parve condannata a morte dalla sua stessa follia, l'Europa,la nostra patria spirituale, tempio e culla della nostra civiltà occidentale.”

    Una forma di diario autobiografico scritto con una eleganza che sarebbe quasi riduttivo definire sontuosa da un autore che mi ha conquistato subito dalla prima lettura
    Un'eccellente descrizione del de ...weiter

    Una forma di diario autobiografico scritto con una eleganza che sarebbe quasi riduttivo definire sontuosa da un autore che mi ha conquistato subito dalla prima lettura
    Un'eccellente descrizione del declino della magnificenza imperiale austriaca , in particolare di quella viennese , vissuta attraverso le stesse vicende personali dello scrittore che rappresentano i momenti più salienti della sua vita sino allo scoppiare della seconda guerra mondiale .
    Un'opera che , oltre che di grande bellezza stilistica , costituisce una grandiosa testimonianza storica e culturale per tutte le pagine straordinarie ed esaltanti che descrivono i suoi incontri e le sue grandi amicizie con molti di quei grandi poeti , letterati , musicisti , uomini che hanno reso immortale la storia dell'Europa prima che la delirante follia di pochi la facesse precipitare nella barbarie .

    gesagt am 

  • 4

    Zweig con questa auto biografia ci offre uno spaccato dell'Europa che è di grande attualità. Soprattutto rispetto all'attuale crisi sociale, economica e culturale dove tutte le miserie della storia eu ...weiter

    Zweig con questa auto biografia ci offre uno spaccato dell'Europa che è di grande attualità. Soprattutto rispetto all'attuale crisi sociale, economica e culturale dove tutte le miserie della storia europea appaiono ripetersi senza possibilità di un recupero dei valori fondanti, anzi immiserite per la presenza di una classe dirigente europea che ci appare assolutamente squallida e totalmente dequalificata, nel bene e nel male dell'agire sociale.

    gesagt am 

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