Die schwimmende Oper

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Verleger: Liebeskind

4.1
(725)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 333 | Format: Hardcover | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Italian , English , Spanish

Isbn-10: 393589001X | Isbn-13: 9783935890014 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Molto bello come libro.
    Lo stile è postmoderno, quindi il narratore vi ricorderà continuamente che state leggendo un libro, che non è reale, ma reale sono i pensieri fatti pensare al protagonista, Tod ...weiter

    Molto bello come libro.
    Lo stile è postmoderno, quindi il narratore vi ricorderà continuamente che state leggendo un libro, che non è reale, ma reale sono i pensieri fatti pensare al protagonista, Tod Andrews, e postmoderno vuol dire anche che la trama del libro la dovete mettere insieme voi mano a mano che leggete-
    In ogni caso, la storia mi è piaciuta molto, mentre il protagonista, nonostante leggendolo mi sono resa conto di essere cinica anche io, non miè piaciuto granchè, non mi aspettavo per niente che cambiasse idea riguardo al suicidio con l'episodio narrato, ho trovato orribile il suo gesto, ma lasciando stare cosa fa cambiare idea al protagonista, questo libro è veramente tanta roba, da da riflettere, riflessioni che personalmente mi hanno fatto litigare con il protagonista, o con Barth? Ma comunque riflessioni

    gesagt am 

  • 0

    «La letteratura di John Barth — come buona parte della letteratura postmoderna, dagli anni Sessanta ai suoi eredi massimalisti di oggi — parla espressamente di se stessa. È autoreferenziale. È metana ...weiter

    «La letteratura di John Barth — come buona parte della letteratura postmoderna, dagli anni Sessanta ai suoi eredi massimalisti di oggi — parla espressamente di se stessa. È autoreferenziale. È metanarrativa» scrive Martina Testa nell'introduzione. Autoreferenziale, nell'accezione più positiva del termine: non è una letteratura piena di sé, ma che riguarda, di fatto, anche se stessa.

    http://www.scratchbook.net/2015/09/opera-galleggiante-barth.html

    gesagt am 

  • 4

    Non c’è alcuna ragione ultima per vivere (o per suicidarsi). (p. 316)

    "Riconoscere che in ultima analisi niente fa differenza è qualcosa di sconvolgente: ma se uno non va oltre e diventa per principio un santo, un cinico o un suicida, vuol dire che non ha portato a term ...weiter

    "Riconoscere che in ultima analisi niente fa differenza è qualcosa di sconvolgente: ma se uno non va oltre e diventa per principio un santo, un cinico o un suicida, vuol dire che non ha portato a termine il ragionamento. La verità è che niente fa differenza, compresa quella stessa verità. La domanda di Amleto è assolutamente priva di significato." (p. 317)

    gesagt am 

  • 5

    L’opera Galleggiante, scritto a 25 anni da un autentico “maestro” poco noto in Italia, è il racconto di un’epifania - se non vi sono ragioni per vivere, non ve ne sono nemmeno per morire; niente fa d ...weiter

    L’opera Galleggiante, scritto a 25 anni da un autentico “maestro” poco noto in Italia, è il racconto di un’epifania - se non vi sono ragioni per vivere, non ve ne sono nemmeno per morire; niente fa differenza, nemmeno questa stessa verità - ma anche è il racconto caustico e divertito della gaudente borghesia americana d’inizio secolo, ritratta un attimo prima che il secondo conflitto mondiale ne cancelli per sempre la spensierata american way of life per sostituirla con quella più cupa e manichea della Guerra Fredda. Barth lo sperimentatore, Barth il divagatore a la Sterne del Tristam Shandy. Il dialogo costante con il lettore è un premuroso modo di avvertirlo degli avvenimenti fondamentali e, nello stesso tempo, una tecnica di rottura postmoderna dei confini del testo. Si scorge dappertutto la profonda conoscenza dell’autore di quello che c’è stato prima di lui. Barth non si prende sul serio, consapevole dell’impossibilità di scrivere qualcosa di mai scritto nella storia millenaria della letteratura, appena reduce peraltro dalle magnifiche innovazioni moderniste di Joyce, Kafka, Musil e Borges, sceglie di rimescolare ingredienti già noti, preoccupandosi di svelare continuamente la ricetta: “ehi lettore, guarda che questo è uno stratagemma narrativo”. Soluzioni grafiche spaesanti (ad esempio la descrizione di un medesimo fatto da due prospettive diverse che si sviluppano in colonne parallele) ribadiscono l’immanenza intellettuale della struttura narrativa sulla narrazione stessa. Il tutto senza mai risultare pedante. Al contrario, il registro parodistico e l’estro narrativo (impagabile la digressione della battaglia delle Argonne, con il protagonista rinchiuso in una fangosa trincea col nemico tedesco) fanno della lettura dell’opera galleggiante un’esperienza assolutamente divertente. Ma è anche il primo passo per chi volesse capire di più della narrativa post moderna.

    gesagt am 

  • 4

    "Dunque. Todd Andrews, mi chiamo. Lo potete scrivere con una d o con due [...]. Volevo quasi avvertirvi di non usare la grafia con una sola d, per paura che diceste: 'Tod in tedesco vuol dire morte: f ...weiter

    "Dunque. Todd Andrews, mi chiamo. Lo potete scrivere con una d o con due [...]. Volevo quasi avvertirvi di non usare la grafia con una sola d, per paura che diceste: 'Tod in tedesco vuol dire morte: forse il nome è simbolico'. Personalmente adopero due d, in parte anche per evitare quel simbolismo. Però, capite, alla fine quell'avvertimento non l'ho fatto, perché mi è venuto proprio ora in mente che la doppia d è anch'essa simbolica, e il simbolismo è appropriato. Tod è morte, e in questo libro la morte non c'entra molto. Todd è quasi Tod, cioè quasi morte, e in questo libro, se mai sarà scritto, c'entra moltissimo la quasi-morte".

    Verrebbe da dirlo, gentilmente, a John Barth, che la sua umiltà, defatigante e ironica, sarebbe bastata a schiuderci i sipari arruffati su tutto il visibile intorno al suo Andrews.
    Viene da chiedersi quale vantaggio ossessivo lo abbia incalzato, mentre ci sminuzzava, in descrizioni interminabili, scene e scenografie parallele, fuori campo.
    La risposta arriva impetuosa (strano): era l'unico modo per eseguire le ultimissime volontà del suddetto protagonista, il quale, brindando con whisky da archivio (Sherbrook) alla salute dell'Amleto questionante e irriguardoso di sempre (evocato, in modo tutt'altro che servile, dall'autore, nella parte più lucidamente biografica) potrebbe rispondergli: è uguale.

    gesagt am 

  • 4

    Grande romanzo ancora attuale nonostante i 60 anni

    Nel mio breve commento alla raccolta di racconti "la vita è un'altra storia" di J. Barth ho accennato allo stile di questo ottimo scrittore e al chiacchierato (e forse evanescente) postmodernismo di ...weiter

    Nel mio breve commento alla raccolta di racconti "la vita è un'altra storia" di J. Barth ho accennato allo stile di questo ottimo scrittore e al chiacchierato (e forse evanescente) postmodernismo di cui è considerato uno degli esponenti più eminenti.
    Sul suo romanzo di esordio del 1955 - che è un grande romanzo - mi limito a qualche considerazione sui contenuti.
    Il protagonista Todd, con i suoi sbalzi di umori e di ideologie, con le sue risate incoerenti e buffonesche, con i suoi impeti e il suo cinismo, è una magnifica creazione letteraria e ricorda i grandi personaggi, i folli, gli idioti, i superuomini, i clown, della narrativa russa ottocentesca.
    Todd in definitiva mi interessa molto più del "triangolo" o del "progetto di suicidio" su cui ruota la struttura (destrutturata, ma non troppo) del romanzo.
    Lo showboat finale, l'opera galleggiante, mi riporta poi al circo o teatro naturale dell'Oklahoma di America..

    gesagt am 

  • 4

    - è una questione di valori, e la vita stessa ha un valore in ogni circostanza. C'è un valore assoluto nella vita umana che non è possibile negare.
    - io lo nego. La domanda se suicidarsi o meno è la p ...weiter

    - è una questione di valori, e la vita stessa ha un valore in ogni circostanza. C'è un valore assoluto nella vita umana che non è possibile negare.
    - io lo nego. La domanda se suicidarsi o meno è la prima a cui bisogna rispondere prima di risolvere i problemi della vita. Questo vale soltanto per chi vuole vivere in modo razionale. La maggior parte delle persone non si rende neanche mai conto che una tale domanda esiste e non vedo nessuna ragione perche sia necessario farglielo notare. Non dico che ognuno deve costruirsi una base razionale della propria vita, ma se qualcuno lo fa allora deve trovare una risposta alla questione del suicidio prima di cominciare.

    ...E Todd la trova la risposta, e la sintetizza in sei punti.

    C'è dell'altro poi chiaro, tanto e scritto bene, e quindi ecco, Barth è uno scrittore di un altro livello è un genio e bla bla bla...

    gesagt am 

  • 3

    Ho letto accelerando (per quanto possibile) l’attività cerebrale perché mi chiedevi di capire rapidamente “ora” - che in quel preciso istante era ormai un inesorabile “allora” - dato che forse non sar ...weiter

    Ho letto accelerando (per quanto possibile) l’attività cerebrale perché mi chiedevi di capire rapidamente “ora” - che in quel preciso istante era ormai un inesorabile “allora” - dato che forse non saresti vissuto sino alla fine del capitolo. Allo stesso modo avrei potuto avere lo stesso destino io, no? Mica poco, Barth. Furbacchione.
    E in fondo, perché prendermi tanto disturbo nel rincorrere i tuoi virtuosismi postmoderni?
    Lo hai detto tu, o meglio, lo ha detto Todd: “Questa è l’enorme domanda, nelle sue mille forme oziose”.
    Scimmiotto io: Avendo osservato la prima di copertina de L’Opera galleggiante, potrò guardare anche la quarta? Avendone iniziato la lettura, riuscirò a finirla? Se Todd perderà il filo del racconto, lo troverò? Avendo fatto aaa-, farò anche -hhh? Se mi porrò domande, mi risponderò?
    Incarichi Todd di raccontare la sua lunga giornata e io penso a Joyce e al suo Ulisse; gli fai affermare “Le differenze di grado conducono a differenze di genere” e io penso a Darwin. Così inizio a prendere il largo. Anch’io. Vedi?
    Siamo esseri divaganti, instabili, galleggianti. Appunto.
    Sono scesa dall’Opera galleggiante e mi pare che la terra non sia così ferma. Anzi mi sembra che ondeggi sensibilmente.
    Barth, in quarta di copertina leggo che L’Opera galleggiante è carica di spirito nichilista e humor nero, di critica di costume e spunti metanarrativi.
    A Todd hai fatto dire che in sostanza non c’è nessuna “ragione” ultima per attribuire un valore ad alcunché.
    In mezzo c’è tanto altro. Sommerso dalla voglia di dimostrare la tua grande destrezza con le parole. E questo mi spiace. “Sono il genio del postmoderno. Sapevatelo!” fa a cazzotti col cinico nichilismo. Ma come dicevo prima, siamo esseri divaganti, instabili, galleggianti. Nulla più.
    Viviamo e moriamo a rate. O a puntate. O a capitoli.
    Ciao, Barth!

    gesagt am 

  • 5

    Capolavoro! L'ultima giornata di un aspirante suicida che evidentemente ha cambiato idea. Chi è, cosa lo ha portato qui, come legge il mondo, cosa c'è da leggere in quel mondo: le risposte sono gustos ...weiter

    Capolavoro! L'ultima giornata di un aspirante suicida che evidentemente ha cambiato idea. Chi è, cosa lo ha portato qui, come legge il mondo, cosa c'è da leggere in quel mondo: le risposte sono gustose, e appassionanti, giocano con quello che sappiamo e con tutto il resto. Dicono sia alle origini di Wallace; dovrebbe essere tra le origini di tutti.

    gesagt am 

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