Doctor Faustus

La vita del compositore tedesco Adrian Leverkühn narrata da un amico

Di

Editore: Mondadori

4.1
(844)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 962 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: A000156939 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ervino Pocar ; Curatore: Lavinia Mazzucchetti

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Tascabile economico , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Musica , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Gli abissi di Leverkuhn

    Un libro che ci si porta dentro per tutta la vita. Le parole di Serenus, che narra con meraviglia la genialità del suo migliore amico. L'inquietudine dello spirito dell'arte, il fosco destino di Adria ...continua

    Un libro che ci si porta dentro per tutta la vita. Le parole di Serenus, che narra con meraviglia la genialità del suo migliore amico. L'inquietudine dello spirito dell'arte, il fosco destino di Adrian che è presagio delle potenze demoniache che turbarono l'europa quando Mann compose quest'opera. Come ogni libro di Mann, èè forse riduttivo definirlo "romanzo", e non solo perché le teorie musicali qui enunciate furono discusse con Adorno e studiate attraverso Schönberg, ma perché Mann riesce come sempre a unire indissolubilmente la storia dell'individuo con lo spirito del tempo. Un libro imperdibile.

    ha scritto il 

  • 3

    un libro sostanzialmente non riuscito. ricco di spunti magnifici e di idee ma discontinuo farraginoso prolisso e dispersivo. il parallelo poi tra la caduta del popolo tedesco nel nazismo e la parabola ...continua

    un libro sostanzialmente non riuscito. ricco di spunti magnifici e di idee ma discontinuo farraginoso prolisso e dispersivo. il parallelo poi tra la caduta del popolo tedesco nel nazismo e la parabola del compositore che si da al demonio non sta in piedi

    ha scritto il 

  • 5

    devo dire che è stato molto bello torturarsi per 10 giorni con le quasi 600 pagine di questa lettura sfiancante e assolutamente non estiva. alla luce della titanica preponderanza di digressioni di nat ...continua

    devo dire che è stato molto bello torturarsi per 10 giorni con le quasi 600 pagine di questa lettura sfiancante e assolutamente non estiva. alla luce della titanica preponderanza di digressioni di natura filosofica e di teoria musicale capisco perfettamente chi non riesce ad arrivare fino in fondo (c'è voluta parecchia passione e abnegazione) e d'ora in avanti sarò un tantino più sospettosa nei riguardi di coloro che affermano con leggerezza di averlo "divorato"

    ha scritto il 

  • 4

    Adrian Leverkuhn è sempre grande nel rendere disuguali le cose uguali. E’ nota la sua maniera di modificare nel ritmo il tema d’una fuga già alla prima responsione, in modo che, pur conservando strett ...continua

    Adrian Leverkuhn è sempre grande nel rendere disuguali le cose uguali. E’ nota la sua maniera di modificare nel ritmo il tema d’una fuga già alla prima responsione, in modo che, pur conservando strettamente il tema, non lo si riconosca più come ripetizione. Così avviene qui e mai con tanta profondità e grandezza come qui. Ogni parola che alluda all’idea di passaggio, al mutamento in senso mistico, dunque alla trasformazione e trasfigurazione, è da ammirare per la sua esattezza. L’orrore di prima è bensì trasportato come l’indescrivibile coro infantile su un piano del tutto diverso; vi è cambiata la strumentazione e vi è trasformato il ritmo, ma in quella musica struggente delle sfere angeliche non vi è nemmeno una nota che non si trovi in precisa corrispondenza anche nella risata infernale.
    Qui c’è tutto Adrian Leverkuhn. Questa è la musica ch’egli rappresenta, e la rispondenza, in quanto senso profondo, è calcolo elevato a mistero. Così il doloroso privilegio dell’amicizia mi ha insegnato a vedere la musica, anche se io, per la mia indole semplice, avrei forse preferito vedervi qualcosa d’altro.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo "la Montagna incantata ", "Morte a Venezia " e soprattutto...."I Buddenbrook " ero impaziente di leggerlo....purtroppo non ce l'ho fatta. Invidio chi l'ha letto. Riproverò ancora, chissà che n ...continua

    Dopo "la Montagna incantata ", "Morte a Venezia " e soprattutto...."I Buddenbrook " ero impaziente di leggerlo....purtroppo non ce l'ho fatta. Invidio chi l'ha letto. Riproverò ancora, chissà che non ci riesca.

    ha scritto il 

  • 3

    Rispetto agli altri libri di Thomas Mann decisamente molto più difficile da leggere anche perché la narrazione è spesso interrotta dalle considerazioni dell'autore sui tempi a lui contemporanei. Tutta ...continua

    Rispetto agli altri libri di Thomas Mann decisamente molto più difficile da leggere anche perché la narrazione è spesso interrotta dalle considerazioni dell'autore sui tempi a lui contemporanei. Tuttavia, proprio questa contemporanea narrazione di fatti della prima e della seconda guerra, messi in relazione anche storicamente, mi ha affascinato

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  • 0

    La verità è che mi sono tremendamente annoiato nel leggerlo.
    La maggior parte dei capitoli è scritto con uno stile molto pesante, riducendo il mio apprezzamento solamente a quattro - cinque capitoli. ...continua

    La verità è che mi sono tremendamente annoiato nel leggerlo.
    La maggior parte dei capitoli è scritto con uno stile molto pesante, riducendo il mio apprezzamento solamente a quattro - cinque capitoli.

    ha scritto il 

  • 0

    Mah......che dire.........non ce l'ho proprio fatta. Nulla da eccepire nei confronti dell'autore, il quale è certamente da annoverare fra le menti più eccelse del secolo scorso, questo è risaputo, son ...continua

    Mah......che dire.........non ce l'ho proprio fatta. Nulla da eccepire nei confronti dell'autore, il quale è certamente da annoverare fra le menti più eccelse del secolo scorso, questo è risaputo, sono proprio io che... ...insomma sarà un mio limite ma ho incontrato pagine in cui non ci ho capito una beneamata......

    ha scritto il 

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