Don Chisciotte della Mancia

Di

Editore: e-text Liberliber

4.3
(5059)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Olandese , Polacco , Greco , Indiano (Hindi) , Danese

Isbn-10: 8897313116 | Isbn-13: 9788897313113 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Tascabile economico , Altri , Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    La lettura del Don Chisciotte è tutto fuorché uniforme: a capitoli che si fanno divorare con estrema facilità e che non fanno mai sentire il lettore sazio di particolari seguono sezioni più lente, ma ...continua

    La lettura del Don Chisciotte è tutto fuorché uniforme: a capitoli che si fanno divorare con estrema facilità e che non fanno mai sentire il lettore sazio di particolari seguono sezioni più lente, ma la grandezza dell'opera e la sua gloria letteraria appaiono immediatamente evidenti grazie ai contenuti originali, alle caricature, all'ironia e alla sottile dialettica fra idealismo e realismo, cui si accompagna un'amara riflessione sull'utopia dei valori del passato e la prosasticità dell'era moderna e con la trama metaletteraria che emerge in modo più o meno evidente.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/08/don-chisciotte-della-mancha-cervantes.html

    ha scritto il 

  • 5

    Incommentabile, nel senso buono però!
    Cervantes trasporta in un altro mondo, inventato però credibile, sembra quasi di averlo conosciuto per davvero uno come il Quijote.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo. Una satira dei libri cavallereschi e anche il primo romanzo moderno della storia. Sebbene siano due libri voluminosi li ho letti tutti d'un fiato per quanto la storia è ironica e scorrevol ...continua

    Bellissimo. Una satira dei libri cavallereschi e anche il primo romanzo moderno della storia. Sebbene siano due libri voluminosi li ho letti tutti d'un fiato per quanto la storia è ironica e scorrevole. Che dire delle imprese di Don Chisciotte e del suo fedele scudiero Sancho Panza? Un vero spasso. Ma non mancano di certo momenti di grande riflessione, caratterizzati dalle digressioni nelle quali si delineano le storie dei personaggi che i due protagonisti incontreranno nel corso del loro viaggio. Un classico da non perdere.

    ha scritto il 

  • 0

    07/07
    Abbandonato già una volta dopo meno di 50 pagine. Ci riprovo.
    Devo riuscire a leggere 'sto libro!
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    18/07
    Quando parli di Don Chisciotte CHIUNQUE ti cita i mulini a vento e le ...continua

    07/07
    Abbandonato già una volta dopo meno di 50 pagine. Ci riprovo.
    Devo riuscire a leggere 'sto libro!
    -------------------
    18/07
    Quando parli di Don Chisciotte CHIUNQUE ti cita i mulini a vento e le pecore. Pure nella canzone di Guccini: mulini a vento e pecore. Tutti sanno dei mulini a vento e delle pecore.
    Il fatto è che i mulini a vento e le pecore sono nelle prime 128 pagine.
    Quindi o nelle restanti 800 pagine e spicci non succede nulla di significativo, o una percentuale considerevole di lettori si ferma dopo un tot e poi parla dei mulini e delle pecore, perché quelli ha trovato. Dubbi, grandi dubbi.
    Io proseguo, vediamo che fa.
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    20/07
    E perché tra gli episodi che vengono citati, sempre gli stessi due o tre, nessuno parla mai dei galeotti? Perché si tende a vedere questo romanzo come la summa dell'ironia e del sarcasmo, lo sbeffeggiamento della letteratura "costruita", la metafora dell'idealismo, l'accusa contro i "mala tempora" che sempre currunt, e tutta una serie di robe fighe che io, nella mia pochezza, non colgo... e non si fa mai riferimento ai galeotti?
    Non è metafora di niente il fatto che 'sto matto libera dei condannati perché, cito, "mi sembra dura cosa rendere schiavi coloro che Dio e natura hanno creato liberi. Lasciate che ognuno se la veda con il proprio peccato, il Dio del cielo non dimentica di punire il cattivo e premiare il buono, e non è bene che uomini onorati siano i carnefici di altri uomini, e senza nessun vantaggio" (corsivo mio)?
    Perché non è uno degli episodi che si nominano in continuazione per far vedere di aver letto il libro?
    E perché Cervantes fa rubare a uno dei galeotti il mulo di Sancio, se poi a singhiozzo dimentica di averlo fatto? C'è addirittura una pagina in cui lo fa smontare dal mulo e, dopo non più di dieci righe, gli fa ricordare il bandito che gliel'ha portato via. Dieci righe!
    Proseguo, ma già me ne sto pentendo.
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    26/07
    Cinquantaquattro pagine di "Novella del curioso imprevidente" (curioso imprevidente? "Marito deficiente" era troppo esplicito e non si poteva dire?), inserita in un punto in cui finalmente Don Chisciotte dorme, non sproloquia e non fa danni - salvo decapitare qualche botte di vino in un attimo di sonnambulismo, sognando di uccidere giganti. Cinquantaquattro pagine. Di storiella veramente inutile, con personaggi che monologano anche per tre pagine di fila, chissà la sete a fine discorso. Cinquantaquattro pagine che potevano essermi risparmiate... e invece no, la tortura deve essere tale, o l'onore non sarà meritato.
    Sono a pagina 333. La strada verso la 1014 è ancora lunga.
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    04/08
    E sono finalmente arrivata alla fine del primo libro! *sospirone*
    Ovvero verso pagina 480. Ne mancano altre 500 e qualcosa, e i critici dicono quasi all'unanimità che il secondo libro è peggio del primo. Alè.
    Mi chiedo però come possa essere peggio. Cioè, senza offesa alcuna agli amanti del volume, a me pare di aver appena letto uno dei romanzi peggiori della mia vita. Il livello di mitizzazione è follemente alto, per una storia che contiene così poco.
    Innanzitutto eliminiamo le "storie nella storia", ovvero le centinaia e centinaia di pagine che raccontano di Cardenio, di Lucinda, del cavaliere prigioniero, di Zoraide, di Luigi, di Chiara, del capraio e di Leandra. Che sinceramente chissene.
    Restano forse duecento, ma probabilmente meno, pagine in cui questo mezzo matto sbatte contro i mulini, ammacca pecore, libera galeotti, s'azzuffa con barbieri, attacca penitenti in processione, sproloquia in continuazione e le prende da tutti. Ma non dimentichiamo le centinaia di pagine di storie altrui in mezzo, che quelle fanno parecchia differenza!
    Io capisco senza dubbio la metafora, l'ironia, la follia diagnosticata da chi si considera sano ma poi ragiona come il folle, come il prete che ha amato gli stessi libri che ispirano Don Chisciotte o Sancio che fa tanto il razionale in attesa della sua isola da governare... capisco tutto e apprezzo anche. Ma la forma, lo sbrodolio, l'insopportabile lungaggine, l'intromissione di storie che poco o nulla c'entrano, le infinite liste di titoli e gli infiniti riassunti di trame... no.
    I libri lunghi sono belli solo se dentro ci metti roba funzionale, che porta avanti la trama. Se ci infili tutto quello che ti passa per la testa giusto perché ti va di dirla... me ne frego se sei il più grande scrittore della Spagna, per me hai pubblicato una schifezza.
    E poi giustifichi, nei secoli dei secoli, cose tipo "La scuola cattolica". Grazie, eh!
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    08/08
    Fantastico, le prime venti pagine del secondo libro dicono esattamente quello che ho scritto finora! Cervantes fa elencare a un nuovo personaggio tutte le magagne del primo libro - asini che appaiono e ricompaiono, novelle dei mariti imbecilli inserite a caso, divagazioni inutili, pezzi di trama lasciati a sé stessi e mai portati avanti... - per poi far dire a Don Chisciotte che bisogna perdonare gli errori degli scrittori, dopotutto pure Omero e Dante ne han fatti.
    Non so se provare per quest'uomo una sana solidarietà scrittoria o se odiarlo e basta.
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    23/08
    Da più di 200 pagine 'sto libro è entrato nel loop cinque righe di introduzione alla storiella - due/tre pagine di monologo che raccontano la storiella - una decina di righe a conclusione e a introduzione della successiva storiella - due/tre pagine di monologo che raccontano la storiella...
    Praticamente leggo solo di gente che blatera i cazzi suoi. Cazzi sempre uguali oltretutto: o è qualcuno innamorato o è qualcuno che parla dei romanzi cavallereschi, fine.
    E questo è uno dei capolavori assoluti della letteratura mondiale, quello che per venti e rotti anni mi sono sentita in colpa di non aver letto? Giuro che ho trovato più piacevole leggere "Twilight".
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    25/08
    Anche oggi capitolo pietoso in cui Don Chisciotte parte all'attacco di gente che non gli ha fatto niente, vede che gira male, scappa e lascia Sancio a prenderle. Poi, quando quello s'incazza, lo rimprovera pure perché non è abbastanza convinto della giustezza della missione.
    Che posso capire la mentalità servo-padrone dell'epoca, mica si può fare un cavaliere che chiede scusa al garzone. Che posso capire l'intento burlesco/parodistico, mostrare uno che a parole è il più valoroso guerriero mai visto e invece alla prova dei fatti è un codardo, vile e paraculo. Che posso capire non esista il concetto di altruismo in battaglia, non è che pretendo una di quelle americanate ridicole in cui il combattente si blocca a metà fuga e torna indietro, a rischio di morte, per salvare un altro che schiatterà comunque, ma peggio. Capisco tutto. Peeeerò... la mia asticella dell'odio verso 'sto libro si alza inesorabilmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo classico

    Nonostante la luunga pausa di 5 mesi per riprenderlo e il fatto di rileggere parecchi pezzi almeno venti volte perchè mi distraevano XD, è stata una bella lettura, molto divertente. La seconda parte è ...continua

    Nonostante la luunga pausa di 5 mesi per riprenderlo e il fatto di rileggere parecchi pezzi almeno venti volte perchè mi distraevano XD, è stata una bella lettura, molto divertente. La seconda parte è scivolata via più facilmente. Sicuramente lo rileggerò negli anni.. e in tempi più brevi

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire....un classico che un amante della lettura non può assolutamente non leggere...Cervantes descrive e decanta le avventure dei suoi due non convenzionali eroi con una dolcezza ed una eleganza s ...continua

    Che dire....un classico che un amante della lettura non può assolutamente non leggere...Cervantes descrive e decanta le avventure dei suoi due non convenzionali eroi con una dolcezza ed una eleganza stilistica che non può non condurre il lettore ad anare il prode cavaliere ed il suo scudiero dal cuore d'oro....Da leggere ed amare

    ha scritto il 

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