Don Giovanni

Di

Editore: BUR

3.9
(385)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8817127884 | Isbn-13: 9788817127882 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
L'originalità del "Don Giovanni" di Molière non ha, rispetto alla tradizione, nulla di rivoluzionario. Consiste se mai in un illuminato dosaggio d'elementi contrari, ripresi da varie fonti, utilizzando ciò che doveva essere utilizzato e respingendo ciò che doveva essere respinto.
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  • 0

    Don Giovanni

    Portato in scena da "Khora.teatro" e "Teatro stabile dell'Abruzzo"
    Adattamento di Tommaso Mattei
    Regia di Alessandro Preziosi

    Con:
    Alessandro Preziosi
    Nando Paone ...continua

    Portato in scena da "Khora.teatro" e "Teatro stabile dell'Abruzzo"
    Adattamento di Tommaso Mattei
    Regia di Alessandro Preziosi

    Con:
    Alessandro Preziosi
    Nando Paone

    ha scritto il 

  • 0

    madosca [et quo usque]

    Luigi Lunari per rendere imprecazioni et similia usa forme
    italiane interessanti:

    madosca
    porca madosca

    diocanino
    porcozio

    [pp. 125, 131, 133, 135, 147, 149 ecc.]
    Dovessi tornare indietro, invece di l ...continua

    Luigi Lunari per rendere imprecazioni et similia usa forme
    italiane interessanti:

    madosca
    porca madosca

    diocanino
    porcozio

    [pp. 125, 131, 133, 135, 147, 149 ecc.]
    Dovessi tornare indietro, invece di laurearmi sulle

    "variazioni del sistema preposizionale nella lingua
    italiana colta dal 1750 al 1980 (con particolare attenzione

    al lessico accademico)" farei una bella tesi su
    "Imprecazioni a teatro: confronto tra urla del

    pubblico e moduli stilistici autoriali. Con interviste
    (a membri scelti fra il pubblico)".

    Avrei ottenuto (se l'avessi fatto) dignità di stampa,
    con certezza. Anzi,

    forse sarei nel gruppo dirigente della Marcos y Marcos
    adesso, o alla Sellerio.

    Invece giro per i parchetti di Alessandria cercando
    un'amica di una mia amica con un libro di arte grosso

    che le voglio regalare.
    "Correggio opera completa".

    E non la trovo.
    Stefania, quo usque tandem abutere morte nostra?

    Quo usque, amica, ah magno dolore consumimor

    ha scritto il 

  • 4

    “Ora non c’è più bisogno di vergognarsi: l’ipocrisia è un vizio di moda, e tutti i vizi di moda passano per virtù…Tutti gli altri vizi umani sono esposti al biasimo, e chiunque è libero di attaccarli ...continua

    “Ora non c’è più bisogno di vergognarsi: l’ipocrisia è un vizio di moda, e tutti i vizi di moda passano per virtù…Tutti gli altri vizi umani sono esposti al biasimo, e chiunque è libero di attaccarli apertamente; ma l’ipocrisia è un vizio privilegiato, che, di sua mano, chiude la bocca a tutti, e gode tranquillamente di una sovrana impunità…
    Mi erigerò a censore delle azioni altrui, dirò male di tutti e avrò una buona opinione solo di me stesso. Non perdonerò a nessuno che dovesse appena sfiorarmi, e nutrirò nei suoi confronti un odio irriducibile. Mi farò vendicatore delle ragioni del Cielo e con questo comodo pretesto metterò in fuga i miei nemici, li accuserò di empietà e saprò scatenare contro di essi i devoti troppo zelanti, che senza alcuna conoscenza di causa grideranno allo scandalo, li copriranno di ingiurie e li condanneranno solennemente in virtù della loro autorità del tutto particolare. E’ in questo modo che si abusa della debolezza umana e che un uomo intelligente si adegua ai vizi del suo secolo.”

    ha scritto il 

  • 4

    Conoscevo già il testo in versione italiana. Ora l'ho riletto nell'originale. È indubbiamente un testo capitale, molto ricco, teatralmente assai valido e interessante: ma mi pare che si possa dire che ...continua

    Conoscevo già il testo in versione italiana. Ora l'ho riletto nell'originale. È indubbiamente un testo capitale, molto ricco, teatralmente assai valido e interessante: ma mi pare che si possa dire che vale più come opera in cui sono in nuce temi che saranno poi sviluppati compiutamente in altre commedie (ad es. "Tartufo"). Ad esempio l'avventura con i fidanzati campagnoli (che parlano in un patois di non facile decifrazione: questa edizione non aiuta molto), che si trasformeranno in Da Ponte-Mozart in Zerlina e Masetto, ha uno sviluppo circoscritto: si direbbe che l'effetto comico sia qui cercato per l'immediato divertimento linguistico e di costume; e anche la statua del commendatore incombe meno pesantemente che in altre versioni. Molto interessante, ad ogni modo, vedere come Da Ponte si ricolleghi solo parzialmente al testo molieriano.

    ha scritto il 

  • 3

    6/10

    Per la maggioranza sarà anche una bestemmia ma a me Molière non piace. Non ci posso fare niente; le parti divertenti non mi fanno ridere, le teorie di Dom Juan non mi suscitano nessun tipo di emozione ...continua

    Per la maggioranza sarà anche una bestemmia ma a me Molière non piace. Non ci posso fare niente; le parti divertenti non mi fanno ridere, le teorie di Dom Juan non mi suscitano nessun tipo di emozione (nè avversione nè coinvolgimento) e la morale inserita nel finale la trovo scontata e banalotta... Do 6 giusto perchè essendo un'opera teatrale è normale che piaccia meno che un romanzo vero e proprio, altrimenti il voto sarebbe stato anche più basso.

    ha scritto il 

  • 0

    Da questo e vari altri testi, abbiamo tratto la nostra personale visione del Don Giovanni. Debutto il 19/01/2008

    "Si è scelta una trama unica e per ogni scena un autore diverso, con il proprio stile e ...continua

    Da questo e vari altri testi, abbiamo tratto la nostra personale visione del Don Giovanni. Debutto il 19/01/2008

    "Si è scelta una trama unica e per ogni scena un autore diverso, con il proprio stile e genere. Si è intervenuti quindi non tanto ad uniformare la scrittura - diversamente resa anche a livello interpretativo - quanto piuttosto a ricreare lo schema base Don Giovanni / donna / comprimario. Laddove, con la sola distinzione tra atto classico ed atto moderno, il personaggio principale si presenta in scena sempre uguale a se stesso, le donne - una scelta tra tutte quelle del libertino… - sono le più diversificate possibile, per carattere, esperienza ed intenzione come pure a livello teatrale: costumi, interpretazione, tecnica. Ricapitolando: una o sette donne, un attore per tutti gli altri personaggi ma un solo protagonista: Don Giovanni, Don Giovanni per tutti."

    ha scritto il 

  • 4

    E’ stata una lettura scorrevole, piacevolissima, vivace e ricca di principi profondi.
    La storia di Don Giovanni è nota a tutti ( o quasi): Don Giovanni rappresenta una tipologia, un modello da imit ...continua

    E’ stata una lettura scorrevole, piacevolissima, vivace e ricca di principi profondi.
    La storia di Don Giovanni è nota a tutti ( o quasi): Don Giovanni rappresenta una tipologia, un modello da imitare o da condannare a seconda dei casi, il libertinismo in persona, ma qui la sua figura ci appare un poco più buia e un poco più infelice.
    E’ sempre imprudente e superbo, ma è un impostore patentato e ciò lo rende molto attuale.
    Si erige censore delle azioni altrui, dice male di tutti e ha una buona opinione soltanto di se stesso.
    Si fa vendicatore delle ragioni del Cielo e con questo comodo pretesto pensa mettere in fuga i suoi nemici.
    Ce ne sono tanti come lui, che si comportano nella stessa maniera e che si servono della sua stessa maschera per trarre in inganno il mondo!
    L'ipocrisia è un vizio di moda e tutti i vizi di moda passano per virtù.
    Tutti gli altri vizi umani sono esposti al biasimo, e chiunque è libero di attaccarli apertamente; ma l'ipocrisia è un vizio privilegiato, che, di sua mano, chiude la bocca a tutti, e gode tranquillamente di una sovrana impunità. A forza di infingimenti, si stabilisce fra le persone della stessa risma un legame strettissimo.
    E Don Giovanni considera una fola tutte le cose in cui crediamo.
    Prender moglie per lui è uno scherzo, è uno che si ammoglia a tutto spiano.
    A lui non sembra bello avere il vezzo della fedeltà, seppellirsi per sempre in una sola passione.
    Considera la costanza la virtù delle persone da poco, mentre lui ha occhi per vedere i meriti di tutte e concede a ciascuna quelle attestazioni e quei tributi che la natura rende doverosi.
    Tutto il piacere dell'amore è nei suoi mutamenti.
    Ma una volta che la conquista è fatta, non c'è più nulla né da dire né da volere; tutto il bello della passione se n'è fuggito via, e nella tranquillità di quell'amore finisce per addormentarsi, finché un nuovo oggetto non viene a risvegliare il desiderio e a sedurre il suo cuore con l'attrattiva irresistibile di una conquista da fare.
    Egli possiede un cuore che può amare il mondo intero e perciò il suo animo da grande seduttore immorale è alla fine punito.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettori molto più competenti di me mi hanno detto che leggere il testo in lingua originale aiuta moltissimo a meglio comprendere la grandezza di Molière. Secondo me è godibilissimo anche tradotto. ...continua

    Lettori molto più competenti di me mi hanno detto che leggere il testo in lingua originale aiuta moltissimo a meglio comprendere la grandezza di Molière. Secondo me è godibilissimo anche tradotto.

    ha scritto il 

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