Donne

Di

Editore: SugarCo

3.9
(1713)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000077281 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marisa Caramella

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

Ti piace Donne?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
tasco (tascabili SugarCo) 28
traduzione di _Women_, Black Sparrow Press, 1978
Ordina per
  • 2

    Poderosi romanzi - 01 nov 16

    Forse vi sorprenderete nel vedere un così basso indice di gradimento in un libro di cui, credo, parlerò in termini non dico elogiativi, ma sicuramente problematici e propositivi. Ho letto altro di Buk ...continua

    Forse vi sorprenderete nel vedere un così basso indice di gradimento in un libro di cui, credo, parlerò in termini non dico elogiativi, ma sicuramente problematici e propositivi. Ho letto altro di Bukowski, ho commentato “Post Office”, e continuo a ripetermi: non riesco ad entrare nel suo mondo alcolico. Come non riesco a sintonizzarmi con tutti i libri con elevati tassi di vini e liquori. Non che sia astemio, ma ritengo sia qualcosa di genetico che mi blocca. Tanto che, per ricordare qualcosa ai miei amati lettori, anche le letture di Harry Hole di Jo Nesbo ad un certo punto mi son venute a noia. D’altra parte Bukowski è tutto un eccesso. Ovvio, non solo nel bere, anche se si ubriaca ogni tre pagine e mezzo (e vomita ogni quattro). Ma anche nel sesso. E qui è un panegirico di incontri sessuali, descritti più o meno esplicitamente. Crudi anch’essi come le bevute. Come gli spinelli (pochi), la coca, ed altre droghe più o meno pesanti. In un mondo vissuto sull’orlo sempre del baratro. Perché? Forse posso capire il sesso. In fondo fa bene (e non solo in fondo), ma bevute e stravizi che fanno sballare a cosa servono? Non credo che sballando s’impara. Se avesse scritto il libro anni e anni dopo, avrei ben visto un titolo ammiccante come “Bevi, scopa, ama”. Dove però l’amore non c’è mai, che Henry Chinaski (il protagonista di “Donne” ed alter-ego di Bukowski) non ama nessuna. E forse nemmeno sé stesso. Se poi fossimo colti ed esegeti, non potremmo che ripensare al libro come ad una sua biografia, vera ed inventata allo stesso tempo. Sicuramente, l’inizio e la fine ripercorrono due momenti fondamentali della vita di Charles-Henry. Dopo aver lasciato le Poste Americane (vedi la fine di “Post Office” in proposito), incontra ed inizia una turbolenta relazione con Linda King (rinominata nel libro Lydia Vance), di venti anni più giovane. Rapporto burrascoso per gli appetiti sessuali di Linda, per il suo odio delle corse dei cavalli (passione fondamentale di Henry), per l’alcolismo perenne di Henry, e per il suo attaccarsi a qualsiasi donna gli mostra un minimo di apertura. Ed evitate di fare battutacce su questa frase infelice. Tralasciando (non siamo qui per fare un elenco di prestazioni sessuali) tutte le donne che seguono Linda, arriverà alla fine ad avere una relazione più equilibrata con Linda lee Beighle (ribattezzata Sara), che riuscirà anche a fargli diminuire il tasso alcolico. Sara è una salutista, devota del santone indiano Mehar Baba (uno strano tipo che dal 1925 alla morte nel 1969 rimase in silenzio, comunicando a gesti con i suoi discepoli). Quello che emerge di Chinaski è appunto il suo lasciarsi vivere. La sua filosofia sembra essere: se accade, lasciamolo accadere. Come un bambino che non sa, non riesce a dire no. Tanto che ad un certo punto, il giorno del Ringraziamento, si trova invischiato in una situazione ingestibile: tre donne con cui ha fatto sesso vogliono passare il giorno con lui. E Henry non sceglie, tanto che, giustamente, alla fine lo passerà da solo. Non nego che alla fine, nei ricordi che lascia una lettura quando chiudi il libro, di Bukowski-Chinaski mi resta in mente questa parte (l’incapacità di decisione) e la spinta verso l’altro sesso. Una spinta forte, come succede in tutte le persone. Ma dove la spinta delle possibilità è mitigata dal bagno di realtà. Non si è più bambini che si può volere tutto. Bisogna, imperativamente, fare delle scelte. Le scelte che il proprio modo di vivere reputa consone al proprio essere. Ed io, quello del nostro pur grande scrittore, non riesco a districarle dal grande ammasso di cose che non sono mie e che quindi non capisco. Il giocare ai cavalli piuttosto che passare del tempo a parlare con una donna. Bere sino a stordirsi, bere sino a vomitare ogni poche pagine (anche perché, pur amando un sano bicchiere, ritengo che questo, come il fumo, come le donne, vada preso per il piacere e non perché va bene tutto). Scopare con tutte le donne che capitano a tiro, solo per soddisfare un bisogno fisico, quando il sesso, pur esteso, pur grande deve essere anch’esso legato ad un piacere. Per questo ho continuato a leggere il libro anche se non mi ha mai preso, non mi ha mai coinvolto, come in genere succede in 8quasi) tutti i libri che leggo. Caro Bukowski, sei stato un grande, ma non un grande della mia scala di valori. Non so se leggerò altro dei tuoi scritti. Con stima ma senza affetto, arrivederci.
    “Vivi per scrivere? No, mi limito ad esistere. Poi cerco di ricordare e buttar giù un po’ di cose.” (201)
    “Vivere fino alla morte è una gran fatica.” (213)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Donne" è senza dubbio il libro in prosa più bello di Bukowski (i racconti non valgono). Sarà che Buk con le donne ha sempre avuto o raccontato storie così assurde da essere credibili, ma è un libro c ...continua

    "Donne" è senza dubbio il libro in prosa più bello di Bukowski (i racconti non valgono). Sarà che Buk con le donne ha sempre avuto o raccontato storie così assurde da essere credibili, ma è un libro che travolge. Ammettiamolo: tutti vorremmo essere Bukowski, almeno per un attimo (una cosa su tutte: pag. 235 dell'edizione TEA, ovvero le cose che inteneriscono Bukowski. Probabilmente il suo passo che preferisco in assoluto).

    ha scritto il 

  • 4

    Spassoso...

    E' un libro scritto bene. Parole semplici, periodi brevi. Ha un suo ritmo e si legge con piacere.
    Sui contenuti ci sarebbe molto da discutere. Se letto con leggerezza è spassoso, ma stando lì a riflet ...continua

    E' un libro scritto bene. Parole semplici, periodi brevi. Ha un suo ritmo e si legge con piacere.
    Sui contenuti ci sarebbe molto da discutere. Se letto con leggerezza è spassoso, ma stando lì a riflettere fa tenerezza e lascia un senso di vuoto.

    ha scritto il 

  • 2

    Afrodisiaci alternativi ad assunzione letteraria

    Sei solo a casa, di punto in bianco ti coglie un certo impulso improrogabile, un prurito australe, ma la moglie/fidanzata/scopamica è in vacanza? Troppo timido, morale o timoroso delle malattie venere ...continua

    Sei solo a casa, di punto in bianco ti coglie un certo impulso improrogabile, un prurito australe, ma la moglie/fidanzata/scopamica è in vacanza? Troppo timido, morale o timoroso delle malattie veneree per chidere soccorso a pii orifizi mercenari? Le riviste specializzate in sbollitura pelvica sono state stanate tra la rete e il materasso e inviate al macero dalla signora di servizio? mentre la bambola gonfiabile è a riparare dal gommista? L’antenna parabolica cincischia col temporale anziché mediare programmi satellitari da bollino rosso, il computer k.o. e i giga sull’android esauriti? Insomma nessuno dei salvifici sollazzi per i poveri di immaginazione è disponibile per allietare ore mogie e accompagnare manovre, a detta di dubbi oftalmologi, promotrici di cecità?

    Niente paura, ci pensa Bukowski! E chi l’avrebbe mai detto che carta e inchiostro potessero smuovere così i torrenti testosteronici, dovevano saperlo bene i pre-ventesimo secolo! In queste pagine ormonali c’è da sguazzare a tutto spiano in umori sotterranei, le passere fioccano che manco in una riserva naturale di uccelli il primo giorno di primavera. Chinaski/Bukowski beve, copula e vomita (non necessariamente in quest’ordine), turpiloquia come il capofila dei satanassi, stravacca e svacca nello stravizio. Per 300 pagine. 300...
    Sono un ribelle e spacco tutto! ce l’ho grosso e duro! Jo! Jo! Datemi culi e tette, droga e promiscuità! L'umanità mi sta sul cazzo, questo il mio motto! La mia spericolata vitaccia fa schifo ma - fanculo! - faccio l'elicottero col pene! (non con la penna).

    Sì, ehm... wau... che forza...

    Se però si ha a disposizione un’accogliente e tenera compagna o qualsiasi dei surrogati monoici sopracitati, ahimé, è un po’ come entrare in camera senza annunciarsi e trovarci lo zio che se lo striglia di santa ragione davanti alla tv. Patetico.

    ha scritto il 

  • 4

    Astenersi bigotti

    Libro appositamente erotico, da sconsigliare a chiunque non apprezzi questo tipo di perforante, artistica volgarità. Per tutti gli altri, questo è un missile puntato dritto contro le banalità e le ipo ...continua

    Libro appositamente erotico, da sconsigliare a chiunque non apprezzi questo tipo di perforante, artistica volgarità. Per tutti gli altri, questo è un missile puntato dritto contro le banalità e le ipocrisie dei rapporti e della vita, la quintessenza della sincerità; il Bukowski più "nudo" che si possa leggere.

    ha scritto il 

  • 1

    Libro inutile per i miei gusti

    L'ho letto soltanto perchè mi incuriosiva, ma non sono riuscito ad appassionarmi nemmeno un po ad un libro del genere. Non fa parte di me. Meglio evitare questo autore mi sa...

    ha scritto il 

  • 3

    Il lato tenero di Bukowski

    In "Donne" a mio avviso Bukowski riesce ,nonostante il disagio e l' eccesso delle situazioni amorose,a restituirci quei piccoli momenti un po' banali,un po' segreti e magari imbarazzanti che ogni copp ...continua

    In "Donne" a mio avviso Bukowski riesce ,nonostante il disagio e l' eccesso delle situazioni amorose,a restituirci quei piccoli momenti un po' banali,un po' segreti e magari imbarazzanti che ogni coppia vive nell' intimità.L' amore e la passione immaginate come straordinarie ,si rivelano nella loro normale quotidianità.
    " Donne" ha un retrogusto dolce e sensibile, dissimulato dall' asprezza del burbero che non si vuol far scoprire.
    In fondo, se pur essendo così brutto ,Bukowski seduceva le donne ,un motivo ci sarà pur stato.

    ha scritto il 

  • 3

    Le donne secondo "lo zio Buk"

    Da donna, ancora non mi spiego come possa essermi piaciuto...eppure è successo. Anzi, è uno dei miei preferiti di Bukowski tra quelli che finora ho letto. Perchè è un miscuglio di contraddizioni: miso ...continua

    Da donna, ancora non mi spiego come possa essermi piaciuto...eppure è successo. Anzi, è uno dei miei preferiti di Bukowski tra quelli che finora ho letto. Perchè è un miscuglio di contraddizioni: misoginia e adorazione, istinto e poesia. Donne oggetto ma al tempo stesso essenziali...forse una costante ricerca di quella che saprà fare la differenza.
    Stavolta Chinaski mi ha sorpreso, a sto giro mi ha lasciato qualcosa di vagamente profondo...anche se non è facile definire cosa.

    "Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo... magiche e terribili."

    ha scritto il 

  • 3

    Nude e crude

    (versione ebook)
    La vita di Chinasky è basata su 2 cose fondamentali: Alcool e Donne. Naturalmente nell'ordine. Le avventure e disavventure sentimentali (più spesso meramente sessuali) del protagonist ...continua

    (versione ebook)
    La vita di Chinasky è basata su 2 cose fondamentali: Alcool e Donne. Naturalmente nell'ordine. Le avventure e disavventure sentimentali (più spesso meramente sessuali) del protagonista (in parte autobiografiche) sono narrate senza fronzoli ma anche senza ipocrisia. Non è un libro che arricchisce culturalemente ma forse può aprire una porta sulla natura umana.

    ha scritto il 

Ordina per