Donne che corrono coi lupi

Il mito della donna selvaggia

Di

Editore: CDE

4.1
(1602)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 437 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000201045 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 2

    un'astuta operazione commerciale...

    Leggendo le altre recensioni, deduco che sono stata io a non aver apprezzato appieno questo romanzo. Forse perchè mi aspettavo appunto un romanzo e non un saggio, ma mi ha annoiato a morte dalla prima ...continua

    Leggendo le altre recensioni, deduco che sono stata io a non aver apprezzato appieno questo romanzo. Forse perchè mi aspettavo appunto un romanzo e non un saggio, ma mi ha annoiato a morte dalla prima all'ultima pagina, pesante e lungo e ripetitivo. Non finiva più!!! Sono stata tentata più volte di abbandonarlo, ma solo la mia cocciutaggine e la voglia di capire perchè gli altri lo hanno trovato così interessante, mi ha portato fino all'ultima pagina. Ma che fatica! Ripeto, sicuramente sono io che non ero nello stato d'animo adatto e propenso a questo tipo di lettura, ma in fin dei conti, mi è sembrata un'astuta operazione commerciale.

    ha scritto il 

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    due palle - Questo libro mi era stato caldamente consigliato (ma proprio tanto) da una mia collega. Diceva che le aveva cambiato la vita e che già a pagina 10 piangerva come un vitello (parole testual ...continua

    due palle - Questo libro mi era stato caldamente consigliato (ma proprio tanto) da una mia collega. Diceva che le aveva cambiato la vita e che già a pagina 10 piangerva come un vitello (parole testuali). In effetti anch'io ho pianto come un vitello, ma per la noia. L'argomento è sicuramente interessante, noi donne selvagge che siamo state rinchiuse in una gabbia e non vogliamo nemmeno più uscirne e quando lo vogliamo abbiamo come unico mezzo la pazzia... si, però che due palle. Sarà colpa della scrittura? O, come mi ha detto la mia collega, non era il momento giusto per me? Dovrei riprovarci? Non so, per ora quando ci ripenso mi viene la nausea di quel libro. (Freud avrebbe da ridire su quest'ultima cosa?)

    ha scritto il 

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    Mamma mia che impresa è stata questa lettura! Illuminante sotto certi aspetti, noiosa oltre ogni modo per altri.. C'ho messo sei mesi ma sono arrivata in fondo!!!
    Questo libro mi è stato dato da un'am ...continua

    Mamma mia che impresa è stata questa lettura! Illuminante sotto certi aspetti, noiosa oltre ogni modo per altri.. C'ho messo sei mesi ma sono arrivata in fondo!!!
    Questo libro mi è stato dato da un'amica (a cui avevo prestato anni fa L'ombra del vento, e che mi deve ancora restituire), dicendomi "vedrai che questo libro ti cambierà la vita! Nel mentre che rintraccio il tuo libro, leggi questo.."
    Io sono partita con le migliori intenzioni, ma la magia non è accaduta. Non dico che è stato tutto tempo perso, perchè più volte mi sono ritrovata a fare alcune riflessioni su ciò che avevo letto, ma in alcuni passaggi ho avuto la sensazione di leggere il testo di filosofia delle superiori (il professore era un tesoro, ma la materia non mi è mai piaciuta!).

    ha scritto il 

  • 0

    ...abbandonato...

    (a pag. 425, vedo: c'è un piccolo bottone a ricordarmelo, chissà come mai)
    ...perché non so correre, perché finirlo vorrebbe dire aver intuito appena i nodi diversi che mi fanno come sono e a volte ...continua

    (a pag. 425, vedo: c'è un piccolo bottone a ricordarmelo, chissà come mai)
    ...perché non so correre, perché finirlo vorrebbe dire aver intuito appena i nodi diversi che mi fanno come sono e a volte come non sono...troppa grazia, pensare che un libro ci possa riuscire, ma io ancora credo nei libri, nel loro potere quasi taumaturgico, di insegnare e 'mostrare la via di un dove'...beh, voglio rimanere per strada, avere la possibilità di fermarmi e crogiolarmi nelle mie povere inettitudini e incomprensioni. Sono io. Sono solo, miseramente io...e va bene così.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto alcuni anni fà è un pezzo della libreria da tenere sempre a portata di mano....un libro che aiuta le donne alla ricerca di se...dei propri sogni, desideri, un libro tutto al femminile, una racco ...continua

    Letto alcuni anni fà è un pezzo della libreria da tenere sempre a portata di mano....un libro che aiuta le donne alla ricerca di se...dei propri sogni, desideri, un libro tutto al femminile, una raccolta di racconti e favole, ognuna delle quali analizzata al fine di trovare l'archetipo e tutte le sfaccettature della psicologia. Un libro per le donne, alla ricerca dell' istinto, dei poteri della fertilità dell'amore, e dei miti. Bellissimo per me eccezionale!

    ha scritto il 

  • 4

    Evitato per anni per timore di restare invischiata nel solito libro per donne bisognose. Trovato per caso, si è rivelato una sorpresa. Se si riesce a ignorarne la reputazione, e il titolo alquanto imb ...continua

    Evitato per anni per timore di restare invischiata nel solito libro per donne bisognose. Trovato per caso, si è rivelato una sorpresa. Se si riesce a ignorarne la reputazione, e il titolo alquanto imbarazzante, si scopre un saggio analitico e tecnico, che utilizza le storie e i miti popolari per riscoprire le sfumature della personalità e della psiche femminili. Un viaggio intorno al mondo attraverso i racconti e le narrazioni orali, interpretate secondo una psicologia inspirata a Jung ma soprattutto mediante esperienze reali, storie di donne, vita vera.
    Inoltre, è un saggio molto umano, una scrittura che parla in prima e seconda persona, che colpisce proprio lì dove non ti aspetti e, soprattutto, che non richiede alle donne di essere o comportarsi come amazzoni selvagge e indomite, ma di rispettare semplicemente quello che si è, individui con le proprie bassezze e i propri difetti e la propria perfettibilità.
    Una rivelazione. Avrei forse dovuto leggerlo qualche tempo fa.

    ha scritto il 

  • 3

    Amore/odio

    Spiego meglio: ho cominciato questa lettura non sapendo cosa aspettarmi, sebbene nutrissi aspettative molto alte date dal bellissimo titolo - che mi aveva conquistata già da molto tempo - e dalle nume ...continua

    Spiego meglio: ho cominciato questa lettura non sapendo cosa aspettarmi, sebbene nutrissi aspettative molto alte date dal bellissimo titolo - che mi aveva conquistata già da molto tempo - e dalle numerosissime recensioni positive.
    Dalle prime pagine, ho capito che si trattava di un saggio. Poco male, non sono settorializzata in unico genere, leggo di tutto, non è certo il primo. Il linguaggio rivela subito ciò che l'autrice è: una psicoanalista (sì, lo abbiamo capito: junghiana! Ho visto citare Jung e fare riferimenti a lui per tutta la durata del libro!), quindi aggiungiamo altri due aggettivi a questo saggio. Psicologico e spirituale.
    Ma, ancora, la cosa non ci scoraggia affatto, anzi, proseguiamo nella lettura.
    Dovessi dare un voto indicativo solo delle "tematiche" affrontate, esposte e analizzate, avrei dato 4 stelline.
    Soprattutto per quanto riguarda la prima parte, ho adorato gli argomenti di cui si parlava, li ho sentiti miei, ho approvato cosa la Estés pensasse a riguardo e mi è piaciuto moltissimo questo espediente del trattare queste questioni inserendo qua e là una fiaba, un mito, un folklore grazie a cui il tutto poteva essere ancor meglio esaminato.
    È un trattato di psicanalisi tutto volto al femminile, non aspettatevi qualcosa di romanzato (anche se la Estés ogni tanto prova a cambiare stile passando più al colloquiale... con scarsi risultati, per quel che mi riguarda), ma un'esaltazione della potente forza psichica innata e più istintuale di ogni donna, ardente e ferrea ma a volte debilitata da insicurezze: la Donna Selvaggia.
    In questo libro vengono presentati una serie di archetipi (NdR: altra parola utilizzatissima; se avessi tenuto il conto, non so a che numero sarei arrivata!) femminili che mostrano varie sfaccettature della Donna Selvaggia e l'autrice, tramite un percorso di psicanalisi (che in alcuni punti ho trovato debole), dimostra come sia d'obbligo non mettere a tacere queste Voci presenti in ognuno di noi e, se/quando ciò accade, di riprendere a ogni costo questa selvatichezza atavica e farla ruggire... tornare a correre coi lupi, riaffermando il proprio potere, coscienti del proprio valore.
    La seconda parte l'ho apprezzata meno perché non sempre concordavo col pensiero della Estés e per altri motivi che adesso andrò a esporre.

    Ho parlato un po' della "trama" (senza commentarla troppo perché, come detto, mi ha toccato e la ritengo una cosa abbastanza intima) e di ciò che mi è piaciuto. Ora dirò perché ho abbassato il voto di una stellina.
    ...
    La scrittura.
    La scrittura per me è stata qualcosa di insostenibile - e per "scrittura" intendo tutto il modo di scrivere!
    Mi è pesato il lessico, mi è pesata la sintassi, mi è pesato il modo di esporre, mi è pesato tutto!
    Ripeto, sono abituata ai saggi e a un certo tipo di scrittura più elegante, ma non è questo il caso: qui la scrittura era solo pesante, stop. Oltre che pesante, prolissa (NdR: come me in questo momento XD, ma tanto io non pubblico libri, quindi amen)!
    Per un momento, prolissità ed estrema ridondanza mi hanno fatto considerare l'idea di abbandonare la lettura o quanto meno di metterla in stand-by (a leggere due cose contemporaneamente, magari una più impegnata e una un po' più soft, non son capace, perché finisco sempre col concentrarmi su di un unico libro). L'autrice ripeteva gli stessi identici concetti a distanza di poche righe - POCHE RIGHE! - e la seconda parte del saggio, a parte alcune, illuminanti eccezioni, è stata quasi tutta un allungare il brodo, un rimescolamento e conseguente ripetizione degli argomenti trattati nella prima parte. Quelli "nuovi", il più delle volte, mi lasciavano indifferente rispetto ai primi o comunque non mi trovavano d'accordo.
    Poche fiabe raccontate e poche nuove idee rispetto al troppo sproloquio ingiustificato. Blablabla, fuffa, babbling! Badly done, Clarissa. Badly done.
    Per non parlare delle note, a volte lunghissime e a volte fuori contesto/inutili. No. No. Nopety nope.

    In conclusione: le mie alte aspettative sono andate parzialmente deluse. Non mi pento di aver letto questo libro, perché, come sopradetto, in molti punti l'ho visto parlare di me, ma sicuramente non lo rileggerei, né al momento penso di leggere altro della Estés.
    Per quanto riguarda il consigliarlo... non saprei. Propenderei più per il sì, ma solo a coloro i quali so che non me lo lancerebbero dietro durante la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro che mi serviva

    Ci ho messo tanto a terminarlo perché lasciato e ripreso più volte. Diciamo che ho dovuto aspettare il momento giusto e alla fine è arrivato. Non è un libro per ogni momento perché le storie hanno bis ...continua

    Ci ho messo tanto a terminarlo perché lasciato e ripreso più volte. Diciamo che ho dovuto aspettare il momento giusto e alla fine è arrivato. Non è un libro per ogni momento perché le storie hanno bisogno di entrare attraverso una porta che non sempre è socchiusa, pronta ad accettarle. Ogni donna, ma anche ogni uomo, dovrebbe leggerlo almeno una volta. Le prime per conosce e abbracciare la propria donna selvaggia e istintuale, i secondi per accettare di vivere accanto a una donna che è più magica che terrena.

    ha scritto il 

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