Dopo le esequie

I Classici del Giallo n. 650

Di

Editore: A. Mondadori

3.8
(873)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Spagnolo , Ceco , Olandese

Isbn-10: A000107190 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lia Volpati

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    Uno dei migliori romanzi con Poirot. Il finale mi ha spiazzato, davvero un grande colpo di scena. Gli indizi ci sono tutti ma sono così abilmente nascosti che è difficile scoprire l'identità dell'omic ...continua

    Uno dei migliori romanzi con Poirot. Il finale mi ha spiazzato, davvero un grande colpo di scena. Gli indizi ci sono tutti ma sono così abilmente nascosti che è difficile scoprire l'identità dell'omicida.

    ha scritto il 

  • 3

    La Signora del Giallo 5 - 10 apr 16

    Per fortuna, con questo ventunesimo libro della serie torniamo ad Hercule Poirot e ad uno dei romanzi più intriganti della nostra Signora. Dopo tanti libri, infatti, i suoi meccanismi sono abbastanza ...continua

    Per fortuna, con questo ventunesimo libro della serie torniamo ad Hercule Poirot e ad uno dei romanzi più intriganti della nostra Signora. Dopo tanti libri, infatti, i suoi meccanismi sono abbastanza noti e, non dico, prevedibili, ma quanto meno decrittabili durante la lettura. Qui, abbiamo un nuovo colpo d’ala, nella risoluzione del problema “giallo” che mi ha fatto innalzare di colpo il numero di libricini di gradimento. L’impianto generale, infatti, ricalca ancora i classici di Agatha: uno o più persone che muoiono ed un numero limitato, seppur discretamente numeroso, di persone sospettabili. Nonché, un terzo del libro per preparare l’ambiente prima che intervenga il “formidabile” Poirot, che alla fine, con scioltezza, risolve il caso. Qui si comincia con la morte del ricco Abernethie, ultimo degno erede di una facoltosa famiglia, che divide equamente la sua eredità tra i famigliari rimasti. I quali, chi più chi meno, hanno bisogno di denaro, e potrebbero aver “affrettato” il decesso. Abbiamo allora il fratello Timothy, ipocondricamente malato, ma che si alza spesso dalla sedia a rotelle, con la moglie Maude, energica e volitiva. Hanno una grande magione in rovina, hanno mangiato gran parte del patrimonio, ed hanno bisogno di soldi per mantenere il loro pur non elevato tenore di vita. Timothy è inoltre geloso del successo del fratello, e Maude farebbe qualsiasi cosa per compiacerlo. Abbiamo Helen, la vedova dell’amato fratello Leo anzitempo morto, che ha una sua vita segreta in quel di Cipro, anche lei con evidenti bisogni economici, senza che si riesca tuttavia a comprenderne i motivi. Abbiamo la sorella Cora, che fuggì in gioventù con uno scalcinato pittore, e da più di trenta anni non è compresa nelle cerchie familiari. Sempre un po’ svampita (almeno sembra), ormai vedova, dedita ancora a pitturine di maniera, vivendo ritirata con la fedele ancella Gilchrist. Ancella che l’accudisce, vergognandosi un po’ del suo ruolo subalterno e che spera, prima o poi, di aprire una sua attività autonoma (anche qui ci sono di mezzo i soldi, ovvio). E poi ci sono i giovani, i nipoti. George, single e dedito a investimenti per lo più sballati, ultimamente in grande ambasce anche per aver stornato dei soldi dei suoi clienti, ed averli persi. La nipote Susan, anche lei sulle orme della zia Cora, che fugge per sposare uno strano tipo di farmacista con molte turbe psichiche (è stato anche ricoverato in una struttura assistita per aver quasi avvelenato una cliente con l’arsenico). Susan assurdamente innamorata, che vorrebbe una parte del patrimonio per poter avviare un’attività autonoma che faccia felice l’infelice marito. E la nipote Rosamund, attrice di tante idee ma di scarsa riuscita, sposata ad un attore, Michel, bello e pieno di altre donne. Rosamund con bisogni economici per poter comperare i diritti di una commedia, e metterla in scena con e per il marito. Dopo il funerale (questo il titolo originale) del vecchio, tutti raccolti nella casa avita, assistono alle “solite” stramberie di zia Cora, che butta lì una frase (“Ma non è stato ucciso?) che germoglia nella coscienza di ognuno, lasciando vari segnali. Il più forte nell’amico notaio, che rinsalda questo seme quando, pochi giorni dopo, Cora viene assassinata a colpi di accetta nella sua casa, mentre la Gilchrist era fuori per commissioni. Da questo punto in poi il notaio ingaggia Poirot, che prima ragiona sui fatti, poi indaga (con una figura che abbiamo già visto in altri romanzi, una specie di concentrato anziano degli “irregolari di Baker Street” per chi si ricorda di Sherlock). Poirot ha due “fulmini” che faticano a far breccia nella sua coscienza. Il primo è che molti, Helen in testa, gli confessano di aver sentito una nota stonata durante il famoso party dopo il funerale, ma prima dell’infausta uscita di Cora. Il secondo legato ad odori (di oli e tele) o alla loro mancanza (di fiori di plastica). Anche qui, l’andamento ricalca la solita trafila. Ci si avvicina a cerchi concentrici alla soluzione. La Gilchrist viene quasi avvelenata da una torta quando Susan la va a trovare. Helen viene colpita al capo mentre sta per rivelare al notaio di aver scoperto la nota stonata guardandosi allo specchio. E qui nelle ultime pagine, il tocco “magico” della Signora. Mentre tutti guardano il dito che indica la luna, Poirot ci svela la luna. Ci svela che il ricco Abernethie è morto di morte naturale, e che il vero mirino dell’assassino era Cora, che aveva trovato un quadro manierista da un antiquario, e che non aveva capito (ma altri si) che era un piccolo Vermeer. Da qui si dipana tutta la storia, con questo tocco di imprevedibilità. Si poteva capire che i quadri, gli oli e le tele erano parte della soluzione, ma il bandolo è sciolto in maniera imprevedibile, con quell’insistere sullo specchio che è veramente magistrale. Una nuova prova di alto livello (e come non poteva essere altro, guardando la data di pubblicazione…).
    “Ciò che una donna vede in un uomo era al di là della comprensione di qualsiasi maschio mediamente intelligente. … Una donna intelligente può trasformarsi in una stupida davanti a un particolare uomo.” (57)

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero avvincente

    Uno dei migliori di Agatha Christie. Il racconto sembra aiutarti sulla strada della soluzione per più di una volta, quando accade qualcosa che sovverte le tue certezze. Molti indizi, tutti difficili d ...continua

    Uno dei migliori di Agatha Christie. Il racconto sembra aiutarti sulla strada della soluzione per più di una volta, quando accade qualcosa che sovverte le tue certezze. Molti indizi, tutti difficili da contestualizzare e che ovviamente non ti portano a capire gli eventi. Non un attimo di noia.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo libro della cara Agatha in cui sono riuscita ad individuare assassino, movente e alibi fasullo. Mi sono sentita così fiera di me e dei miei piccoli appunti presi durante la lettura! Il mio un ...continua

    Il primo libro della cara Agatha in cui sono riuscita ad individuare assassino, movente e alibi fasullo. Mi sono sentita così fiera di me e dei miei piccoli appunti presi durante la lettura! Il mio unico errore è stato pensare che ci potesse essere un complice. Ho osato troppo con una collaborazione campata per aria... e devo anche ammettere che mi è sfuggita completamente la faccenda della suora. La prima volta che è stata nominata a mala pena l'ho notata!
    Quindi, cari futuri lettori di questo giallo ben fatto -ma, personalmente, non all'altezza del mitico "Dieci piccoli indiani" o "L'assassinio di Roger Ackryd"- aprite bene gli occhi, potete arrivare anche voi alla soluzione dell'enigma. E state attenti a 'ste suore!

    ha scritto il 

  • 4

    Tras la muerte de un anciano millonario, su familia se congrega para el funeral. Es ahí cuando la siempre desatinada hermana del difunto, alude a que se trató de un asesinato, desconcertando a todos l ...continua

    Tras la muerte de un anciano millonario, su familia se congrega para el funeral. Es ahí cuando la siempre desatinada hermana del difunto, alude a que se trató de un asesinato, desconcertando a todos los presentes. Cuando la mujer es brutalmente asesinada, el abogado de la familia decide recurrir a su viejo amigo Poirot.

    Una novela entretenida, aunque Poirot juega un rol menor en comparación a otras que protagoniza, y en que lo mejor es la parte final.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    sssspoiler!

    La signora Gilchrist si traveste da Cora per gettare dubbi nella mente dei parenti (di Cora e del morto). Ma com'è che quando la vedono nei panni di se stessa nessuno la riconosce o nota la somiglianz ...continua

    La signora Gilchrist si traveste da Cora per gettare dubbi nella mente dei parenti (di Cora e del morto). Ma com'è che quando la vedono nei panni di se stessa nessuno la riconosce o nota la somiglianza??? meglio di altri, comunque.

    ha scritto il