Dopo lunga e penosa malattia

Di

Editore: Garzanti

3.2
(1462)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811686520 | Isbn-13: 9788811686521 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato d’urgenza, sotto una pioggia micronizzata attraversa i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Quando arriva può solo constatarne la morte per infarto. Ma c’è qualcosa che non lo convince… E nelle ore successive arrivano altri indizi, e i sospetti crescono. Il dottor Lonati non può fare a meno di indagare: vuole a tutti i costi sapere la verità sulla morte del suo vecchio amico. Per farlo, dovrà però conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Lonati. E scoprire che la verità si trova forse sull’altra sponda del lago di Como...
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  • 2

    Bella l'ambientazione sul lago, bella la lente che Vitali pone ad evidenziare le piccole manie della provincia, leggera, direi labile, la trama, inconsistenti se non inverosimili le motivazioni di tut ...continua

    Bella l'ambientazione sul lago, bella la lente che Vitali pone ad evidenziare le piccole manie della provincia, leggera, direi labile, la trama, inconsistenti se non inverosimili le motivazioni di tutta la vicenda.

    ha scritto il 

  • 3

    Passa leggero grazie allo stile dell'autore di dividere i capitoli in piccole pagine dense e significative, ma rimane denso, pesante, lugubre. Un'immagine di un paese vuoto e ventoso che gela tutto il ...continua

    Passa leggero grazie allo stile dell'autore di dividere i capitoli in piccole pagine dense e significative, ma rimane denso, pesante, lugubre. Un'immagine di un paese vuoto e ventoso che gela tutto il libro.
    Alla fine arriverà la cavalleria a salvarci? Può darsi.
    Letto con piacere, mi è mancata l'ironia caratteristica di Vitali.
    Proverò con il prossimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto per niente, non riesco a considerarlo un giallo, ma un semplice romanzo.
    Tuttio nasce dalla curiosità del medico Lonati Carlo, sembra che abbia un'intuizione dato da alcuni particola ...continua

    Non mi è piaciuto per niente, non riesco a considerarlo un giallo, ma un semplice romanzo.
    Tuttio nasce dalla curiosità del medico Lonati Carlo, sembra che abbia un'intuizione dato da alcuni particolari che lo stupiscono e non trova consoni al caso riguardante la morte del suo amico notaio Galimberti. Questo dottore sin dalle prime pagine del romanzo sembra uno scaltro e molto intelligente e poi cosa fa??? Si fida delle persone sbagliate, nonostante si renda conto che qualcosa non quadra... e qui mi chiedo... Ma è masochista o l'intelligenza iniziale si è trasformata in stupidità???
    Inoltre il romanzo è molto ripetitivo, per fortuna almeno è fluido e veloce da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un grosso equivoco di fondo si aggira tra gli scrittori contemporanei: l'errata equazione tra la leggerezza del genere giallo e la (presunta) facilità con la quale lo si dovrebbe saper scrivere.
    Dedic ...continua

    Un grosso equivoco di fondo si aggira tra gli scrittori contemporanei: l'errata equazione tra la leggerezza del genere giallo e la (presunta) facilità con la quale lo si dovrebbe saper scrivere.
    Dedicarsi alla stesura di un giallo è, in realtà, difficilissimo e solo i grandi scrittori riescono pienamente nell'intento.
    Non è questo, purtroppo, il caso di Vitali che, sebbene dimostri una non scontata abilità nel costruire l'intreccio, scade moltissimo nella scrittura. Un libretto uggioso, come lo stile dell'autore. L'uso troppo ridondante di aggettivi (Vitali usa tre aggettivi contro uno - quello giusto - di Simenon e di Agatha Christie), l'insistenza su una caratteristica - e una sola - all'interno della descrizione paesaggistica, l'enfasi ossessiva di periodi cortissimi e ripetuti per trasmettere al lettore un'atmosfera tetra e decadente, non giovano alla buona riuscita del risultato.
    E tuttavia la storia, in sé, merita comunque una qualche considerazione.

    ha scritto il 

  • 3

    ero immersa nella lettura di questo libro quando mi sono accorta di un grosso difetto di stampa che mi ha reso impossibile proseguire. Nello specifico c’era un notevole ammanco di pagine...nella parte ...continua

    ero immersa nella lettura di questo libro quando mi sono accorta di un grosso difetto di stampa che mi ha reso impossibile proseguire. Nello specifico c’era un notevole ammanco di pagine...nella parte finale.
    qualcuno potrebbe dirmi come finisce? io sono arrivata a quando hanno bucato una gomma...ahahahaha

    ha scritto il 

  • 4

    "L'unico tempo certo è quello passato, citò tra sé. Sorrise. Seneca, mormorò. Passato anche lui. Insieme con gli anni distanti in cui aveva studiato il suo De brevitate vitae."

    ha scritto il 

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