Drácula

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Publisher: DeBolsillo

4.2
(13165)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Portuguese , Japanese , Chi traditional , French , Italian , Korean , Russian , Chi simplified , Swedish , Catalan , Finnish , Greek , Czech , Galego , Polish , Danish , Basque , Hungarian , Dutch , Indian (Hindi) , Croatian , Indonesian , Farsi , Romanian , Turkish , Thai

Isbn-10: 8497939468 | Isbn-13: 9788497939461 | Publish date:  | Edition 2

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled , Library Binding

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Drácula se convirtió en un hito dentro del género fantástico: no solo es el texto inaugural de las novelas de vampiros; es el mejor que se haya escrito nunca. Pues sobre el oscuro telón de fondo de la sexualidad y el deseo reprimidos, la verdadera identidad del ser humano y los desdibujados límites entre locura y cordura, la historia de Jonathan Harker, Mina y el misterioso conde Drácula planta sus raíces en nuestros miedos más atávicos.
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  • 4

    Pregi: scorrevole, abbastanza intrigante.
    Difetti: troppe descrizioni psicologiche, e descrizioni e dialoghi lunghi. Risente lo stile del tempo.

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  • 4

    Un classico da recuperare

    Novembre sembra un mese perfetto per parlare di uno dei pilastri del genere gotico nonché di un classico che ha ispirato innumerevoli riduzioni cinematografiche, ovvero Dracula di Bram Stoker. Lo scri ...continue

    Novembre sembra un mese perfetto per parlare di uno dei pilastri del genere gotico nonché di un classico che ha ispirato innumerevoli riduzioni cinematografiche, ovvero Dracula di Bram Stoker. Lo scrittore di origine irlandese ha avuto il merito di recuperare uno dei miti più affascinanti e abominevoli mai creati: il vampiro, l’essere succhia-sangue umano per eccellenza, colui che è in grado di vivere in eterno cibandosi del prezioso liquido che scorre nelle nostre vene. Devo ammettere che mi sono accostata con un certo ritardo – per essere una lettrice accanita – ad un testo che è stato fonte di tanta ammirazione e imitazione. Pensavo, addirittura, di conoscere a menadito la trama perché avevo visto più volte la versione in film firmata da Francis Ford Coppola.
    In realtà Dracula è un libro che presenta gli innumerevoli punti di vista dei personaggi coinvolti attraverso molteplici forme narrative (diari, articoli di giornale, annotazioni, telegrammi, lettere etc…). Il nodo cruciale della vicenda si dipana dal viaggio che il giovane avvocato londinese Jonathan Harker, promesso sposo della saggia e affascinante signorina Mina Murray, compie in Transilvania per assecondare le esigenze di uno dei clienti dello studio presso cui lavora: il conte Dracula...
    La mia recensione continua qui:
    https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2016/11/13/ilclassicodelmese-dracula/

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  • 5

    Benvenuti a Castel Dracula

    Questo libro ha un che di magico. E' splendido dall'inizio alla fine, ma la parte che ho preferito in assoluto è stata quella del povero Jonathan Harker, dal suo viaggio verso Castel Dracula, al suo s ...continue

    Questo libro ha un che di magico. E' splendido dall'inizio alla fine, ma la parte che ho preferito in assoluto è stata quella del povero Jonathan Harker, dal suo viaggio verso Castel Dracula, al suo soggiorno forzato nella dimora del vampiro... Tanto mi ha preso, che ho sentito per davvero nella mia mente l'ululare dei lupi... Ho adorato anche il resto del libro, è stato interessante conoscere la storia da vari punti di vista. Poi gli scrittori dell'800 si sa, scrivono in modo sublime... Eccezionale è dir poco.

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  • 3

    Il fatto che sia una raccolta epistolare svilisce l'unitarietà della lettura e della drammaturgia. E nemmeno i personaggi che lo popolano sembrano avere particolare capacità di emergere nei confronti ...continue

    Il fatto che sia una raccolta epistolare svilisce l'unitarietà della lettura e della drammaturgia. E nemmeno i personaggi che lo popolano sembrano avere particolare capacità di emergere nei confronti di un protagonista - il conte Dracula - che vediamo nelle prime pagine e che poi, lentamente, tende a scomparire in un insieme parolaio di eventi, da cui il dottor Van Helsing, vera chiave di volta di tutta l'impalcatura letteraria, emerge, seppur col suo parlare simpaticamente sgrammaticato.
    Eppure il romanzo di Stoker resta una pietra miliare del genere soprattutto per le atmosfere e le tinte horror, vere protagoniste, che spaventano e disorientano il lettore il quale, di pagina in pagina, arriva al finale come in cima ad una spirale colma di orrore.

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  • 1

    Diciamo che ci ho provato. 43 pagine lette, per un totale di capitoli 2. Non avevo grandi aspettative, perché un testo scritto sul finire dell’800 già immaginavo l’avrei trovato indigesto, vista la mi ...continue

    Diciamo che ci ho provato. 43 pagine lette, per un totale di capitoli 2. Non avevo grandi aspettative, perché un testo scritto sul finire dell’800 già immaginavo l’avrei trovato indigesto, vista la mia idiosincrasia per i classici. In realtà è scritto molto bene, anzi mi pare anche più contemporaneo del paio di Bronte e Dickinson che forse ho provato a terminare. Comunque sia, è datato e parecchio lento. Credo che la lentezza facesse parte dello stile narrativo dell’epoca e avesse una ragione d’essere. Gli svaghi erano minimi e servivano a riempire vite magari povere di attrattive intellettuali. Al giorno d’oggi (e con un cervello che va rapido come il mio, dove “rapido” non sta per “intelligente”, sia chiaro, ma solo per “veloce”) un po’ più di brio nelle letture è leggermente più indicato.

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  • 5

    L'origine del Male

    Abraham (poi cambiato nome in Bram) Stoker, irlandese e cattolico, non ha prodotto infiniti capolavori nella letteratura, ma questo gli è innegabile.
    Il personaggio vero del libro non compare mai se n ...continue

    Abraham (poi cambiato nome in Bram) Stoker, irlandese e cattolico, non ha prodotto infiniti capolavori nella letteratura, ma questo gli è innegabile.
    Il personaggio vero del libro non compare mai se non all'inizio per dimostrarsi sovrannaturale e alla fine per chiudere la storia. In tutto il resto di questo romanzo che può definirsi a buona ragione epistolare il conte viene inseguito come un miraggio, studiando leggende, tradizioni, superstizioni, miti e paure.
    Molteplici punti di vista, diari, lettere, quasi delle scenografie, coerentemente col suo lavoro teatrale, come se tutto il libro fosse stato pensato per poi essere messo in scena (provò a farlo leggere infatti ad Irving, di cui era assistente personale, e che invece cassò immediatamente il progetto).
    Nonostante il plot generale fosse ben noto e tutta la trama fosse trainata da stereotipi, il libro assorbe il lettore in un'ambientazione irresistibile, spesso cupa, anche ora dopo 120 anni dall'edizione originale.
    Semplicemente un capolavoro, una lettura immancabile in quanto capostipite di una generazione infinita di storie, libri, film e chi più ne ha più ne metta.

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  • 4

    Romanzo tipicamente vittoriano e, allo stesso tempo, magnificamente moderno! Da questo connubio deriva una storia fresca e accattivante, dei personaggi caratteristici a cui ci si affeziona facilmente, ...continue

    Romanzo tipicamente vittoriano e, allo stesso tempo, magnificamente moderno! Da questo connubio deriva una storia fresca e accattivante, dei personaggi caratteristici a cui ci si affeziona facilmente, degli scenari strepitosi: il castello sul dirupo, le scogliere dello Yorkshire, le case diroccate e con angoli bui e misteriosi e soprattutto il manicomio in cui troviamo, a mio avviso, il personaggio più complesso ed interessante dell'intero libro ovvero il paziente Renfield. Un intreccio di storie e vicende intriganti, raccontate sotto forma di diari personali, uno stile che non annoia per nulla (tranne in rarissimi momenti). Stoker mi ha vampirizzata definitivamente!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il racconto ci viene narrato tramite lettere e diari dei protagonisti, una cosa che da l’impressione di avere con loro un legame particolare avendo noi libero accesso alla loro corrispondenza personal ...continue

    Il racconto ci viene narrato tramite lettere e diari dei protagonisti, una cosa che da l’impressione di avere con loro un legame particolare avendo noi libero accesso alla loro corrispondenza personale e ai segreti che affidano alla carta. L’esempio più evidente ce l’abbiamo sin dal principio con Jonathan Harker, straniero in terra straniera che finisce nelle grinfie del Conte e affida all’inchiostro tutto il peso della solitudine e della prigionia che lo affliggono.
    Nonostante il tema siamo di fronte ad una narrazione pacata caratterizzata dall’eccessiva compostezza dei personaggi, ad eccezione di Dracula la cui lunga e oscura ombra (paradossalmente) si staglia sullo sfondo dell’intero libro influenzando tutto e tutti. Rari sono i suoi interventi in prima persona, spesso veniamo a conoscenza delle sue malefatte solo per sentito dire, ma di certo questo non lo rende meno efficace nel proprio ruolo e anzi gli conferisce un nebbioso alone di mistero che ne migliora l’interpretazione.
    Fintanto che Lucy Westerna è oggetto dei desideri del Conte tutto procede a gonfie vele, persino durante la drammatica non-morte della fanciulla a cui l’amato, imbeccato da Van Helsing, pone fine. Insomma, vedere il gruppetto alle prese con “lo fampiro” è intrigante, ma dopo la definitiva dipartita di Lucy e lo scrupoloso trattato di Van Helsing che espone le caratteristiche della creatura che si trovano ad affrontare, la storia sembra diventare un po’ monotona: I protagonisti riempiono di melensi elogi i propri compagni, Mina spacciata per ragazza prodigio e non per ciò che fa ma perché lo fa “pur essendo donna”, la lunga e sempre uguale ricerca delle casse che ogni volta si conclude con Lord Godalming che unge gli ingranaggi con del conio sonante… insomma in questa parte si fa sentire parecchio non solo la mancanza di avventura (di cui abbiamo un piccolo e sfizioso assaggio nell’effrazione a Carfax) quanto l’assenza del vero protagonista, il Conte, un vuoto che il povero Renfield da solo non può colmare. Ma è proprio il folle ormai agonizzante a conferire nuova linfa e ad alimentare l’interesse, raccontando il suo scontro con Dracula, il quale poi appare addirittura in prima persona stravolgendo in maniera irreversibile gli equilibri. Il modo affettato di esprimersi di tutti quanti sembra quasi tenere a freno in qualche modo il ritmo della narrazione, allo stesso tempo però gli conferisce un’aria particolare senza la quale l’atmosfera sarebbe stata ben diversa.
    Nell’inseguimento finale non c’è un minimo di adrenalina, tutto dedito al ripetersi di sfortunate coincidenze, malinconie e timori… fortunatamente nell’ultimo scontro si ravviva la situazione in quello che devo ammettere sarà pure un finale prevedibile, ma è un bel finale. Nel complesso ritengo il Dracula di Stoker un buon romanzo, sicuramente una pietra miliare della cultura letteraria ma qualitativamente, almeno secondo me, non è tutto sto capolavoro. Una cosa però bisogna dirla, questo sì che è un vampiro!

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  • 2

    Punti di vista diversi ma sempre uguali

    Il libro si apre con un'esplosione di avvenimenti e la modalità con cui sono descritti cattura l'attenzione del lettore che viene introdotto in un'atmosfera cupa e piena di terrore. Dopo questa parte ...continue

    Il libro si apre con un'esplosione di avvenimenti e la modalità con cui sono descritti cattura l'attenzione del lettore che viene introdotto in un'atmosfera cupa e piena di terrore. Dopo questa parte iniziale si procede a rilento, con descrizioni molto lunghe e ripetitive. Nonostante sia scritto sotto forma di diario e ci siano i diversi punti di vista dei personaggi (tranne quello di Dracula) risultano essere tutti simili poichè i personaggi sono stereotipati e non sono fortemente caratterizzati (le donne sono fragili e devono essere salvate dai coraggiosi uomini).

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