Due punti

Di

Editore: Adelphi

4.2
(336)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 52 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845921077 | Isbn-13: 9788845921070 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pietro Marchesani

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Apparsa per la prima volta nel 2005, "Due punti" è l'ultima raccolta in versidella poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996. Lasingolarità di queste poesie risiede nella densità e nello spessore dellariflessione sulla vita e sulla morte. Una riflessione che contrassegna tuttoil volume e che prende corpo in liriche di straordinaria concretezza edefficacia.
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  • 0

    ...Deve pur esserci un'uscita, è più che certo. Ma tu non la cerchi, è lei che ti cerca, è lei fin dall'inizio che ti insegue, e il labirinto altro non è se non la tua, finchè è possibile, la tua, finché è tua, fuga, fuga - LABIRINTO

    Una manciata di poesie lette sulla strada del ritorno e a volte tornare è difficile, più dell'andare, connaturato com'è all'essere umano.
    Si ritorna sempre con un 'bagaglio' più pesante, nonost ...continua

    Una manciata di poesie lette sulla strada del ritorno e a volte tornare è difficile, più dell'andare, connaturato com'è all'essere umano.
    Si ritorna sempre con un 'bagaglio' più pesante, nonostante tutto.
    E vi si aggiunge Wislawa con i suoi 'due punti' finali, aperti come dev' essere la Vita e le sue possibilità, , com'è questa stazione affollata di anime perse e da anime ritrovatesi, afosa di fiato e parole, brulicante di pensieri su ruote, veloci a macinare metri e tra poco rotaie stritoleranno ricordi.
    Più piccoli, se ne staranno buoni in un angolo di cuore e non si aggiungeranno: il Tempo passerà trascinandosi su due punti che sono stati esseri umani.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi reputo poco incline alla poesia, che generalmente non è nelle mie corde e non rientra quindi tra le mie letture. Ma Wislawa Szymborska mi ha sempre suscitato molta simpatia per la sua arguzia e la ...continua

    Mi reputo poco incline alla poesia, che generalmente non è nelle mie corde e non rientra quindi tra le mie letture. Ma Wislawa Szymborska mi ha sempre suscitato molta simpatia per la sua arguzia e la sua assenza di autocompiacimento. Mi sono dunque avvicinata alle sue poesie che mi hanno deliziato per leggerezza e limpidità. Sono brevi, per nulla oscure e concentrano sensazioni o riflessioni in pochi tratti essenziali. Sono composizioni arrivano anche a chi, come me, è di solito alquanto refrattario alla poesia. E questo non è piccolo merito.

    ha scritto il 

  • 3

    Sente che ogni frase / è qui messa alla prova dell’oscurità.

    Ci pensiamo tutte le volte:
    se invece di io
    fossi nata tu, tu
    non nata perché, beh,
    io ti ho anticipata… No,
    chi vuoi ci pensi mai.
    Di tutte le domande
    le più belle e le più cattive
    sono quelle del vi ...continua

    Ci pensiamo tutte le volte:
    se invece di io
    fossi nata tu, tu
    non nata perché, beh,
    io ti ho anticipata… No,
    chi vuoi ci pensi mai.
    Di tutte le domande
    le più belle e le più cattive
    sono quelle del vincitore
    distratto, crudele,
    congetturante.

    ][

    I più bei nudi di Schiele
    per me sono i paesaggi
    mi dicevo oggi
    prima di stare con Wislawa,
    prima dell’amico di Barcellona
    e dei suoi appuntamenti
    tramite dating e addominali
    con una venezuelana, pare,
    bellissima, come incontrata
    a Caracas, in quella chat.
    Prima di Antonio che –
    Te ne stai a guardare in cielo,
    sopra i grattacieli,
    cos’è, hai dormito poco poco
    negli ultimi tuoi giorni?
    Oh, io ero tutto dentro Krumau.

    ][

    Ora ho un auto e
    al mattino apro la finestra
    e controllo
    se mi hanno rubato l’auto
    e no, non l’hanno rubata,
    neppure il piatto di luce in cima,
    i tetti degli altri, c’è pure
    e ancora la stradina
    per la stazione, il tempio
    a una divinità che –
    ce lo dirà qualche archeologo
    se fosse un mercato di vacche
    in realtà
    e la consistenza della differenza
    semmai.

    ][

    L’arancia ha la muffa.
    La muffa.
    Un veleno nel bicchiere distillato
    con la forchetta nella polpa.
    Come ride all’idea, sul divano.
    Io morto, Giulietta e Messalina
    lei all’improvviso, guidata
    dalla stanchezza e dalla televisione
    accesa.

    ][

    Verso le terrazze del castello
    come elogiano
    l’ombra delle grosse chiome sparute
    di dicembre i turisti
    da ogni direzione. Tinto di sudore tardivo
    mi chiedo: non hanno un brivido
    durante le carezze sbadate
    ai tumori chiassosi nelle cortecce?

    ][

    A dieci anni le hanno asportato l’utero
    per una infezione.
    Non ne ha più voluto sapere di vivere
    un amore.
    Il suo fratellone sposa la sua cara rara
    amica. Quando finisce
    il patetico inferno della banalità
    della prevedibile ovvietà
    a te mai concessa?
    La verginità la diede all’arnese del chirurgo
    sterilizzato proprio ben bene.

    ][

    Di chi ti parla di letteratura
    e mai di libri di Caminha
    o di Szymborska e di umanità
    e mai di sua sorella (la mia
    da Londra
    mi chiede
    fotocopie di pagine di poesia
    e mai come sto) mai di carne
    e di ossa ma di materia
    dal gluone alla galassia, imprimiti
    il volto nella memoria lunga. Servirà,
    quando vi rivedrete
    all’Aja, al reboot di Norimberga,
    il dove si vedrà poi – spera!
    Se ciancia di necessità della storia fin d’ora
    costituisciti subito
    dopo averlo mutilato abbastanza,
    ma non è mai abbastanza.

    ][

    A aprile a Giverny? Per l’Albis
    in Sardegna o da Giovanni che sposa
    a Tolosa. In chiesa, pensa, tant’anni
    da bestemmiatore, poi ostia in bocca.
    A Firenze prima di marzo. Il secondo
    anniversario a Barcellona, o a Londra
    da tua sorella? Quest’estate campeggio
    come quegli anni fa in Austria o? A
    Bacoli per i mercatini natalizi non mi ci hai più
    portata.
    Vuoi indovinare il futuro scrivendoti
    le risposte tanto tempo prima
    ma in me tutto quel che so
    diventa un insapore passato di tutto un po’:
    lasciamoci ai consigli dalle repentinità, ti va?

    ][

    Nei corridoi delle metropolitane
    gli slogan dei neofascisti
    sbarrati da chissà quali passanti
    e girati in guerriglie verbali
    o beffe. Fiuuu, fratricidi rimandati
    anche stasera. Meglio imbrattoni incivili
    che civici ciascuno secondo la regoletta
    della sua trincea, a scrivere lettere a casa
    nella fanghiglia.

    ][

    Il giorno che è morto Bowie
    parlai della Szymborska
    a mia sorella londinese:
    il giorno del primo atterraggio
    chiese una foto sulle strisce
    a Abbey Road
    per mandarla a me e conobbe
    il primo cittadino inglese così.
    La foto con le ciminiere di Battersea
    la settimanella dopo
    gliela scattò la sua amica libanese,
    vicina di subaffitto in casa del cipriota:
    la portò a un concerto
    di rock cristiano
    in una chiesetta a poche fermate
    di underground. Grazie e mai più.
    Il giorno che è morto Bowie
    ha fatto un anno da che non la vedo,
    e ho provato un verso di tristezza.

    ][

    Il tredici di gennaio è stato il giorno
    di “Labirinto” e “Statua greca” e di
    “La cortesia dei non vedenti” di
    Wislawa Szymborska, una polacca
    semplice semplice e catastrofica
    come le lacrimucce di un microbo,
    i denti piccoli fitti fitti del giudizio, come
    i sentimenti respinti
    di un fiore, e come questa mia semplice
    semplice catastrofica poesia.
    In inverno la notte spaventa
    le finestre come le lavavetri,
    Wislawa.

    ][

    Io vivo in una valle
    profumata di zolfo
    piena di un vento
    lungo fino al mare.

    ha scritto il 

  • 4

    Disattenzione

    Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
    Ho passato tutto il giorno senza fare
    domande,
    senza stupirmi di niente.

    Ho svolto attività quotidiane,
    come se ciò fosse tutto il dovuto.

    Inspirazione, espiraz ...continua

    Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
    Ho passato tutto il giorno senza fare
    domande,
    senza stupirmi di niente.

    Ho svolto attività quotidiane,
    come se ciò fosse tutto il dovuto.

    Inspirazione, espirazione, un passo dopo
    l’altro, incombenze,
    ma senza un pensiero che andasse più in là
    dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

    Il mondo avrebbe potuto essere preso per
    un mondo folle,
    e io l’ho preso solo per uso ordinario.

    (...)

    E’ durato 24 ore buone.
    1440 minuti di occasioni.
    86.400 secondi in visione.

    Il savoir-vivre cosmico,
    benché taccia sul nostro conto,
    tuttavia esige qualcosa da noi:
    un po’ di attenzione,
    e una partecipazione stupita a questo gioco
    con regole ignote.

    ha scritto il 

  • 4

    Oggi in libreria mi è capitata fra le mani questa piccola raccolta di Wislawa Szymborska, sono solo 17 poesie, un assaggio sull’amore, la morte, il sollievo dell’ironia..
    Poesie intense come “Labirint ...continua

    Oggi in libreria mi è capitata fra le mani questa piccola raccolta di Wislawa Szymborska, sono solo 17 poesie, un assaggio sull’amore, la morte, il sollievo dell’ironia..
    Poesie intense come “Labirinto”, o “Disattenzione”.. o questa:

    La cortesia dei non vedenti

    Il poeta legge le poesie ai non vedenti.
    Non pensava fosse così difficile.
    Gli trema la voce.
    Gli tremano le mani.
    Sente che ogni frase
    è qui messa alla prova dell'oscurità.
    Dovrà cavarsela da sola,
    senza luci e colori.
    Un'avventura rischiosa
    per le stelle dei suoi versi,
    e l'aurora, l'arcobaleno, le nuvole, i neon, la luna,
    per il pesce finora così argenteo sotto il pelo dell'acqua,
    e per lo sparviero, così alto e silenzioso nel cielo.
    Legge - perché ormai è troppo tardi per non farlo-
    del ragazzo con la giubba gialla in un prato verde,
    dei tetti rossi, che puoi contare, nella valle,
    dei numeri mobili sulle maglie dei giocatori
    e della sconosciuta nuda sulla porta schiusa.
    Vorrebbe tacere - benché sia impossibile-
    di tutti quei santi sulla volta della cattedrale,
    di quel gesto d'addio al finestrino del treno,
    di quella lente del microscopio e del guizzo di luce dell'anello
    e degli schermi e degli specchi e dell'album dei ritratti.
    Ma grande è la cortesia dei non vedenti,
    grande la comprensione e la generosità.
    Ascoltano, sorridono e applaudono.
    Uno di loro persino si avvicina
    con il libro aperto alla rovescia,
    chiedendo un autografo che non vedrà.

    Sicuramente una poetessa da approfondire!

    scritto il 21 Mar 2010

    ha scritto il 

  • 4

    Prospettiva

    Si sono incrociati come estranei,
    senza un gesto o una parola,
    lei diretta al negozio,
    lui alla sua auto.

    Forse smarriti
    O distratti
    O immemori
    Di essersi, per un breve attimo,
    amati per

    ...continua

    Prospettiva

    Si sono incrociati come estranei,
    senza un gesto o una parola,
    lei diretta al negozio,
    lui alla sua auto.

    Forse smarriti
    O distratti
    O immemori
    Di essersi, per un breve attimo,
    amati per sempre.

    D'altronde nessuna garanzia
    Che fossero loro.
    Sì, forse, da lontano,
    ma da vicino niente affatto.

    Li ho visti dalla finestra
    E chi guarda dall'alto
    Sbaglia più facilmente.

    Lei è sparita dietro la porta a vetri,
    lui si è messo al volante
    ed è partito in fretta.
    Cioè, come se nulla fosse accaduto,
    anche se è accaduto.

    E io, solo per un istante
    Certa di quel che ho visto,
    cerco di persuadere voi, lettori,
    con brevi versi occasionali
    quanto triste è stato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho conosciuto questa poetessa per caso e dopo qualche mese ho avuto modo di acquistare questo libro. Per entrare in "contatto completo" con questo stile ci ho messo un po', poi mi son lasciata prender ...continua

    Ho conosciuto questa poetessa per caso e dopo qualche mese ho avuto modo di acquistare questo libro. Per entrare in "contatto completo" con questo stile ci ho messo un po', poi mi son lasciata prendere ed ho permesso alle parole di cullarmi e trascinarmi tra esse.
    Uno stile pulito che porta il lettore dentro la poesia facendolo sentire parte integrante di questa.
    Insomma, di qualunque cosa parli la poesia l'autrice ha la capacità di portarci sulla scena stessa.

    ha scritto il