Dur, dur

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Editeur: Rivages

3.5
(1971)

Language: Français | Number of pages: 128 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Japanese , German , Italian

Isbn-10: 2743611146 | Isbn-13: 9782743611149 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Description du livre
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  • 3

    H/H

    Il romanzo seppur breve racchiude due storie il cui tema comune è la morte ed il vuoto che questa lascia dentro ogni persona, il promo più onirico, il secondo più veritiero ed intimistico, un tipico l ...continuer

    Il romanzo seppur breve racchiude due storie il cui tema comune è la morte ed il vuoto che questa lascia dentro ogni persona, il promo più onirico, il secondo più veritiero ed intimistico, un tipico libro alla Yoshimoto che non delude il lettore, mi è piaciuto, soprattutto il secondo racconto, l'ho trovato davvero bello, ne consiglio la lettura agli amanti di questa autrice ed a chi non l'ha ancora affrontata, potrebbe essere un buon inizio

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  • 3

    Tema della morte troppo ridondante, anche se la scrittura di Banana Yoshimoto rende tutto molto Interessante. Ho preferito il secondo racconto rispetto al primo, troppo surreale e fantastico. Rispett ...continuer

    Tema della morte troppo ridondante, anche se la scrittura di Banana Yoshimoto rende tutto molto Interessante. Ho preferito il secondo racconto rispetto al primo, troppo surreale e fantastico. Rispetto invece al secondo più realistico.

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  • 4

    Questo romanzo racchiude 2 storie: Hard Boiled e Hard Luck, da cui il titolo "H/H". Ciò che accomuna le due storie sono senz'altro i temi: morte e nostalgia, temi molto frequenti nelle opere di Banana ...continuer

    Questo romanzo racchiude 2 storie: Hard Boiled e Hard Luck, da cui il titolo "H/H". Ciò che accomuna le due storie sono senz'altro i temi: morte e nostalgia, temi molto frequenti nelle opere di Banana Yoshimoto.
    Il primo racconto mi stava incuriosendo molto, perché pensavo si trattasse di una storia di fantasmi e invece mi ha un po' delusa. Il secondo è carico di emozioni, riflessioni e sentimenti. Adoro lo stile di questa scrittrice proprio per come riesce a entrare nelle varie situazioni e a trasmettere i sentimenti. Questo senso di vuoto, di perdita, un dolore che ti impedisce di pensare ad altro, di fare altro. La vita tuttavia va avanti, i personaggi se ne rendono conto: ora soffrono, ma domani nulla impedisce loro di vivere una vita felice. Nonostante l'angoscia e il tormento, c'è la speranza

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  • 5

    Delicatissimo

    Come sempre i libri della Yoshimoto sono delicatissimi, anche questi due racconti dove la morte è protagonista sono trattati splendidamente, alla maniera giapponese, secondo la filosofia animista per ...continuer

    Come sempre i libri della Yoshimoto sono delicatissimi, anche questi due racconti dove la morte è protagonista sono trattati splendidamente, alla maniera giapponese, secondo la filosofia animista per cui dalla morte nasce la vita e dall'eterno ritorno del tutto. Ho preferito soprattutto il primo racconto, dove nonostante l'assenza di splatter, tipico della Yoshimoto a tratti mi è venuta la pelle d'oca, una storia di fantasmi narrata magistralmente.
    Il traduttore Giorgio Amitrano è sempre perfetto, grande professore dell'università L'Orientale di Napoli.

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  • 4

    « Mia sorella si stava allontanando dal mondo, senza pensieri, senza speranze, senza miracoli, senza coscienza, il corpo ancora caldo, regalando a tutti noi ancora un po' di tempo. E in quel tempo ric ...continuer

    « Mia sorella si stava allontanando dal mondo, senza pensieri, senza speranze, senza miracoli, senza coscienza, il corpo ancora caldo, regalando a tutti noi ancora un po' di tempo. E in quel tempo ricevuto, io risi un poco. Lì dentro c'era l'eternità, la bellezza, lì dentro mia sorella era perfettamente viva. Chissà se gli antichi immaginavano che sarebbe venuto un giorno in cui il cervello e il corpo avrebbero potuto andare lentamente verso la morte, ognuno per conto proprio?
    Era un tempo sacro, che non riguardava più colui che moriva, ma che garantiva alla persone care di pensare cose che non avevano mai pensato.
    Una sacralità che veniva profanata dalla continua esposizione al dolore.
    E proprio questo tempo piccolo e bello, formatosi in una minuscola fessura, mi sembrava un miracolo. In quegli attimi inattesi in cui il dolore e le lacrime svanivano e la grandezza delle umane occupazioni tornava a riflettersi nei miei occhi, sentivo lo spirito di mia sorella. »

    Hard Luck

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