E adesso?

Di

3.6
(58)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Altri

Isbn-10: 8860881811 | Isbn-13: 9788860881816 | Data di pubblicazione: 

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  • 4

    Claude, suo marito, muore improvvisamente in un incidente in moto dopo qualche ora di sofferenza in ospedale. Non c’è stato nulla da fare, diranno i medici. Muore senza neanche avvisarla. Muore tre gi ...continua

    Claude, suo marito, muore improvvisamente in un incidente in moto dopo qualche ora di sofferenza in ospedale. Non c’è stato nulla da fare, diranno i medici. Muore senza neanche avvisarla. Muore tre giorni prima del trasloco nella loro nuova casa. La loro prima vera casa. Bisogna scegliere la bara, scegliere la musica per la cerimonia e contattare l’organista, andare al supermercato per fare la spesa per il ricevimento successivo al funerale. E lei ha sempre odiato quel genere di ricevimenti. Come potrà vivere adesso dopo vent’anni di vita felice insieme? Perché non si sono abbracciati forte quella mattina? Perché solo un saluto fugace, un leggero sfioramento? E, soprattutto, come dire al loro figlio di solo otto anni che il suo caro papà è morto? Com’è possibile mettere in una sola frase la parola “morte” e la parola “papà”?
    Un romanzo che si concentra in un uno spazio temporale brevissimo: l’adesso, ossia quel frammento di esistenza che ci si trova a vivere tra la notizia della morte di una persona amata e il dopo. Una sorta di limbo fatto di vuoto incolmabile, di dolore, di domande che la Giraud descrive con coraggio e sobrietà senza mai farsi vincere dal patetismo. La morte vista come elemento onnipotente a fronte del quale neppure un amore solido e duraturo può nulla. Perché l’amore non ci prepara a sufficienza. Si rimane sperduti, soli, con il peso dei ricordi che, a volte, sollevano e, a volte, ci trascinano nel baratro. E siamo condannati alla sopravvivenza, comunque. Quasi una punizione. Caratterizzato da periodi brevi e incisivi, a dir poco martellanti E adesso? è uno scavo nell’animo umano, nei sentimenti profondi, è uno svelare noi stessi con le nostre paure, una conferma del piccolo che siamo rispetto

    ha scritto il 

  • 2

    Nonostante le possibilità di analisi emotiva garantite dalla profondità del tema- la morte di una persona amata- è un libro che scorre indifferente e a tratti altamente noioso.

    ha scritto il 

  • 2

    Penso che un libro sui pensieri che attraversano la mente di una donna dalla morte del marito al momento del funerale debba essere toccante, far commuovere, emozionare, invece non ho trovato niente de ...continua

    Penso che un libro sui pensieri che attraversano la mente di una donna dalla morte del marito al momento del funerale debba essere toccante, far commuovere, emozionare, invece non ho trovato niente del genere. Purtroppo so bene come ci si sente quando si perde una persona cara e quali pensieri passano per la mente, e questo libro l’ho trovato così distante da me e per niente coinvolgente!

    scritto il 25 mag 2009

    ha scritto il 

  • 2

    L'autrice riesce nell'epica impresa di toccare argomenti dolorosi (la morte improvvisa, la vedovanza, la paura del futuro) senza stimolare la minima empatia. Sto forse affrancandomi dalla tirannia del ...continua

    L'autrice riesce nell'epica impresa di toccare argomenti dolorosi (la morte improvvisa, la vedovanza, la paura del futuro) senza stimolare la minima empatia. Sto forse affrancandomi dalla tirannia del patetismo?

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè non ci si abbraccia come se fosse l'ultima volta?

    Ci si chiede perchè, perchè non ci ha aspettato, per un'ultima parola e un ultimo abbraccio.
    Ci si domanda che fine faranno tutte le parole che non le abbiamo detto, come le inghiottiremo, in cosa le t ...continua

    Ci si chiede perchè, perchè non ci ha aspettato, per un'ultima parola e un ultimo abbraccio.
    Ci si domanda che fine faranno tutte le parole che non le abbiamo detto, come le inghiottiremo, in cosa le trasformeremo.
    Ci si guarda indietro e si contano sulle dita di una mano le persone che ci sono rimaste accanto, da allora, mentre gli altri sono tornati alle proprie vite.
    Ci si rende conto che c'è qualcosa "di cui non riparleremo più"... ma "che ci accompagnerà per tutta la vita".

    Ci si arrende di fronte alla morte.

    ha scritto il