Edipo Re - Edipo a Colono - Antigone

Di

Editore: Garzanti

4.4
(1277)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000133922 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena Bono ; Contributi: Umberto Albini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Cofanetto

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
I Grandi Libri 203

Questo libro in questa edizione non ha ISBN

Scheda BNCFSophoclesEdipo re, Edipo A Colono, Antigone / Sofocle ; traduzione di Elena Bono ; introduzione di Umberto AlbiniMilano : Garzanti, 1977.XXVIII, 224 p. ; 18 cm ( I Garzanti )Tit. orig.: Oidipus tyrranos, Oidipus epi Kolonoi, AntigoneTitolo originale: Oidipus tyrannosBN 794571. I. Bono, Elena II. Albini, Umberto 882 (ed. 18) - LETTERATURA DRAMMATICA GRECA

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  • 4

    Edizione molto curata, pure troppo per quelli come me che non sanno il greco né tantomeno lo leggono, e che quindi delle note capiscono meno della metà.
    Pure troppo un po' anche nel commento finale, c ...continua

    Edizione molto curata, pure troppo per quelli come me che non sanno il greco né tantomeno lo leggono, e che quindi delle note capiscono meno della metà.
    Pure troppo un po' anche nel commento finale, che rispiega tutto forse nell'intenzione di rendere più chiari gli avvenimenti appena letti, ma in una lingua tre volte più difficile della traduzione dal greco.
    Marina Cavalli (quella delle note e del commento), gran lavorone!

    Raffaele Cantarella (quello della traduzione), per colpa tua una stella in meno.
    "... anche se io le copra col silenzio."? Sicuro sicuro?
    "Felici coloro, la cui vita non ha..."? Davvero?
    Tesorino, non stai traducendo una Anna Todd qualsiasi. Se uno si prende la briga di leggere Sofocle è probabile sia di quelli che certe cosine le nota.

    ha scritto il 

  • 3

    La crudeltà del destino

    La lettura di queste tre tragedie è stata accompagna dall'ansia dell'esame che le comprendeva, ma devo dire che è stata una lettura piacevole. La storia di Edipo è sempre quella così come di Antigone, ...continua

    La lettura di queste tre tragedie è stata accompagna dall'ansia dell'esame che le comprendeva, ma devo dire che è stata una lettura piacevole. La storia di Edipo è sempre quella così come di Antigone, ma le parole di Sofocle e la crudeltà di un destino su cui non si può aver nessun controllo ti lascia un amaro in bocca che non è facile ignorare. Consiglialo la lettura di questo libro agli amanti di mitologia e tragedie greche, o a chi voglia scoprire di più su Edipo e la sua storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando la letteratura ti svela te stesso.

    «Per me, padre, non c'è più nobile tesoro di quando successo ti sorride. Che cosa esalta un figlio più che rigoglio luminoso di suo padre? E un padre, di suo figlio? Ma tu non chiuderti in consuetudin ...continua

    «Per me, padre, non c'è più nobile tesoro di quando successo ti sorride. Che cosa esalta un figlio più che rigoglio luminoso di suo padre? E un padre, di suo figlio? Ma tu non chiuderti in consuetudine esclusiva, nella certezza che quanto tu declami è retto, e solo quello. Uno, chiunque sia, con l'illusione di essere la mente, capace d'espressioni, d'interiori mondi senza uguali, srotola, tu, uno come quello, e sotto gli occhi avrai pagina bianca.
    Un uomo può sapere molto: ma certo non s'infanga se approfondisce, studia cose nuove. O se rifiuta gli eccessi. Guarda rasente i corsi d'acqua piena, l'albero che si flette, accondiscende: sottrae, salvi, i rami. Quello che s'irrigidisce crolla, le radici in aria. Ancora: uno tende i cavi, nerbo dello scafo, e non allenta mai. S'avvita, finisce fluttuando col ponte sottosopra. Raffredda allora, la tua febbre. Mostra che sai correggerti. Io sono troppo giovane, ma se da me può nascere un'idea, dico forte più che il nobile valore è la capacità di riflessione, sempre viva, innata.»

    ha scritto il 

  • 4

    La saga dei Labdacidi di Sofocle, anche se porterà per sempre con sé l'ansia dell'esame di maturità, rimane per me la vetta più alta raggiunta dalla tragedia greca. Straordinario, nel secondo episodio ...continua

    La saga dei Labdacidi di Sofocle, anche se porterà per sempre con sé l'ansia dell'esame di maturità, rimane per me la vetta più alta raggiunta dalla tragedia greca. Straordinario, nel secondo episodio dell'Antigone, "l'agone" tra Antigone e Creonte.

    ha scritto il 

  • 0

    Tre grandi tragedie. Sofocle come alcuni suoi illustri contemporanei introduce miti e concetto che acquisiscono un valore che attraversa indenne tempo e spazio. Il ruolo della giustizia, la sua netta ...continua

    Tre grandi tragedie. Sofocle come alcuni suoi illustri contemporanei introduce miti e concetto che acquisiscono un valore che attraversa indenne tempo e spazio. Il ruolo della giustizia, la sua netta appartenenza al campo degli uomini pervade tutte e tre le tragedia. Le regole da rispettare o infrante fanno da sfondo ad un etica pubblica e privata ricca di modernità. In tutto questo interviene pesantemente il volere degli dei, le leggi di natura, la tradizione. È uno scontro epico ed, appunto, tragico quello che contrappone diritto positivo a quello naturale. È un tema affascinante che pervaderà il pensiero dell’umanità e l’analisi della struttura intima del pensiero dell’uomo nei secoli successivi fino a mantenere validità ed interesse anche ai nostri giorni.
    È Edipo il personaggio centrale, diretto o indiretto, delle tre tragedie. Egli impersonifica il dilemma tra voglia di libertà, affermazione personale, merito e necessità, un dilemma dove, come spesso accade nelle tragedie greche, entra prepotentemente il fato, il volere, anche capriccioso degli dei. Un volere non sindacabile, capace sia di annullare le leggi umane sia di perdonare l’imperdonabile. Nelle tre opere è il rovesciamento della storia, l’arrivo di elementi nuovi tali da cambiare il corso degli eventi e precipitare i personaggi verso destini poco prima inimmaginabili che li contraddistingue.

    ha scritto il 

  • 4

    Edipo Re ****

    Antigone ****
    Forse una delle tragedie più innovative, visto che la protagonista è una donna che si impone su un uomo che è anche il sovrano. Molto bella e affascinante poiché tratta del ...continua

    Edipo Re ****

    Antigone ****
    Forse una delle tragedie più innovative, visto che la protagonista è una donna che si impone su un uomo che è anche il sovrano. Molto bella e affascinante poiché tratta del rapporto fra norme umane e norme divine, da cui permea la spiccatissima sensibilità che i greci avevano su alcuni temi, come quello della sepoltura, che nei secoli si sono tramandati fino a noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il ritmo assente...

    Buone le note introduttive, forse un po' troppo scolastiche. La traduzione poco libera, quindi, a tratti, incomprensibile. Assente il ritmo nei versi. Ci sono traduzioni sicuramente migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    Il reato maggiore non è uccidere l'uomo, ma la sua speranza

    L'ho letto a scuola e ci siamo concentrati solo sull'Antigone, la terza tragedia.
    La tragedia è stata un'esperienza unica e sorprendente: non si avvicina a nessuno dei generi che ho letto finora: l'ab ...continua

    L'ho letto a scuola e ci siamo concentrati solo sull'Antigone, la terza tragedia.
    La tragedia è stata un'esperienza unica e sorprendente: non si avvicina a nessuno dei generi che ho letto finora: l'abbiamo quindi anche confrontata con il cinema.
    Le differenze sono state molteplici: tre le principali.
    Nella tragedia la morte serve solo a spingere lo spettatore nella sua catarsi, la morte non è un sacrificio ma serve solo come compimento della sventura designata.
    Per questo le disgrazie vengono solo raccontate: il racconto crea l'ineluttabilità, ti toglie l'ultimo barlume di speranza, ti succhia le energie rimaste.
    I greci avevano un'idea di vita diversa dalla nostra, basata su un destino inevitabile: alla colpa segue la sventura: il perdono non esiste.
    Quindi il conflitto è tra la necessità divina e la libertà umana, che non si arrende davanti alla sventura.ù
    Un ultima cosa è che nella tragedia non si può fare la distinzione tra buoni e cattivi: ogni personaggio ha una sua sfumatura che varia dalla giustizia all'errore.
    Ho gradito molto il coro, un personaggio che coinvolge lo spettatore, rendendosi espressione dei sentimenti di ognuno.
    E' per questo che, mentre leggevo, l'ho trovato bello e appassionante, con una scrittura ovviamente complicata ma tutto sommato avvincente.
    Perciò quando si è arrivati alla catastrofe ho fatto davvero fatica: sarò banale ma dentro di me sentivo che tutto quello che è successo non è giusto, è troppo anche per Creonte: la tragedia mi ha lasciato con un senso di tristezza totale.
    Per questo ha perso l'ultima stellina.

    ha scritto il 

  • 5

    "Guardate, abitanti di Tebe: Edipo è questi, che sciolse l'enigma famoso e fu potente tra gli uomini. Nessuno mirò senza invidia la sua fortuna; ed ora vedete in quale gorgo di sciagura è precipitato. ...continua

    "Guardate, abitanti di Tebe: Edipo è questi, che sciolse l'enigma famoso e fu potente tra gli uomini. Nessuno mirò senza invidia la sua fortuna; ed ora vedete in quale gorgo di sciagura è precipitato. E allora fissa il tuo occhio al giorno estremo e non dire felice uomo mortale, prima che abbia varcato il termine della vita senza aver patito dolore" (trad. Franco Ferrari).

    ha scritto il 

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