Educazione di una canaglia

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(1259)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 519 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806191438 | Isbn-13: 9788806191436 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuela Turchetti

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Le esperienze di Edward Bunker nelle prigioni peggiori della California, per le strade di Los Angeles e nel sottobosco di Hollywood lo hanno accreditato a scrivere alcuni dei piu conturbanti ed efficaci romanzi moderni sul carcere. Con "Educazione di una canaglia" i lettori possono entrare, senza alcuna finzione narrativa, nel mondo duro e non edulcorato di Bunker. Sia che fumi uno spinello seduto sulla sedia della camera a gas, o che prenda in mano un coltello usato da un serial killer, o che nuoti tra i marmi della sfarzosa piscina Nettuno a San Simeon, California, Bunker si limita a esporre la sua mercanzia, nuda e cruda. Il risultato è agghiacciante, eppure non privo di una sua orgogliosa morale, perché è la pura verità.
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  • 3

    Solo alla fine del libro ho capito che Bunker è il Mr. Blue de “Le iene”, che da un suo libro è stato tratto “Vigilato Speciale” con Dustin Hoffman, che l’amico Danny Trejo conosciuto a San Quentin è ...continua

    Solo alla fine del libro ho capito che Bunker è il Mr. Blue de “Le iene”, che da un suo libro è stato tratto “Vigilato Speciale” con Dustin Hoffman, che l’amico Danny Trejo conosciuto a San Quentin è il protagonista di Machete e molti altri film di successo. Nel momento in cui scriveva questo libro Bunker era coccolato da Tarantino, usciva a cena con Clooney, veniva acclamato come scrittore da James Ellroy. La vita che racconta in questa autobiografia avrebbe potuto probabilmente essere resa molto più “glamour”, vista l’evoluzione da canaglia precoce a scrittore di successo. Bunker invece racconta la sua storia con molto distacco. Consapevole dei suoi difetti ma anche delle sue capacità, sembra concentrato verso l’unico obiettivo di portare il suo lettore dentro un mondo sconosciuto, il mondo della delinquenza e del carcere. Bunker fin da giovane percepisce il valore della cultura, è un lettore vorace, possiede un’intelligenza fuori dal comune che lo porta a distinguersi dalla massa e a sopravvivere. Ma paradossalmente, quando esprime giudizi su persone “esterne” al suo mondo, inclusa la moglie, considera “limitata” la cultura di chi non abbia mai conosciuto il carcere. Un microcosmo aberrante, con regole proprie, a cui Bunker ovviamente cerca di fuggire ma che nello stesso tempo “accetta” come scuola di vita e fonte di ispirazione. Bunker racconta storie che conosce, riduce al minimo l’invenzione, sembra convinto che il materiale di cui dispone non necessiti di null’altro che di essere narrato. E il valore della sua scrittura è proprio nella capacità di mettere la narrazione al centro, lasciando da parte ogni altra considerazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questo libro la prima volta diversi anni fa. Mi ha rapito e ispirato. Bunker è uno dei miei scrittori preferiti e senza dubbio in questa biografia riesce ad essere ancor più reale, più vero d ...continua

    Ho letto questo libro la prima volta diversi anni fa. Mi ha rapito e ispirato. Bunker è uno dei miei scrittori preferiti e senza dubbio in questa biografia riesce ad essere ancor più reale, più vero del solito.

    ha scritto il 

  • 3

    Autobiografia

    E' un libro interessante, è una storia vera.
    Non è nè bello come potrebbe esserlo un romanzo nè scorrevole nella lettura.
    Però vale la pena di leggerlo perchè descrive in maniera cruda la situazione d ...continua

    E' un libro interessante, è una storia vera.
    Non è nè bello come potrebbe esserlo un romanzo nè scorrevole nella lettura.
    Però vale la pena di leggerlo perchè descrive in maniera cruda la situazione delle carceri americane dell'epoca.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'autobiografia con un ritmo incessante, in cui le immagini si susseguono come se si trattasse di un costante flashback. Opera di uno tra i più grandi scrittori americani che racconta le sue esperien ...continua

    Un'autobiografia con un ritmo incessante, in cui le immagini si susseguono come se si trattasse di un costante flashback. Opera di uno tra i più grandi scrittori americani che racconta le sue esperienze dentro e fuori dai carceri della California. Un viaggio per capire la sua "educazione" fatta di pestaggi, celle di isolamento, prostituzione, rapine e viaggi in auto senza patente. Questa è la vita di Eddie Bunker, colui che oltretutto ha ispirato alcuni dei personaggi del maestro Quentin Tarantino.

    ha scritto il 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Edward Bunker racconta la sua vita: diciotto anni nel penite ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Edward Bunker racconta la sua vita: diciotto anni nel penitenziario più duro di tutta l'America, rapine, furti, imbrogli, spaccio, evasioni, latitanza, sballo, donne. E dire che la cosa più trasgressiva che ho fatto io è stato rubacchiare 10 euro dal portafoglio di mia madre. Salvo poi rimetterli al loro posto per i sensi di colpa.

    ha scritto il 

  • 3

    partito bene poi...

    combina cazzate, finisce dentro, certe cose non le dice, ma è sempre colpa degli altri, si fa beccare in modo davvero stupido, ma che criminale sfigato è stato bunker?
    ci avrà pure il QI sopra la medi ...continua

    combina cazzate, finisce dentro, certe cose non le dice, ma è sempre colpa degli altri, si fa beccare in modo davvero stupido, ma che criminale sfigato è stato bunker?
    ci avrà pure il QI sopra la media ma ha passato una vita sotto la media!

    ha scritto il 

  • 3

    Scrivere è legale, leggete pure

    La prima parte è tosta, la formazione della canaglia inizia prestissimo:
    La prima volta scappai dal collegio all'età di cinque anni

    E' adolescente quando appunta
    Ero in gabbia per la prima volta. Quan ...continua

    La prima parte è tosta, la formazione della canaglia inizia prestissimo:
    La prima volta scappai dal collegio all'età di cinque anni

    E' adolescente quando appunta
    Ero in gabbia per la prima volta. Quando alla fine il sonno ebbe il sopravvento, piansi, in sogno, per il mio cane e per me stesso.

    Entrato nel penitenziario di San Quentin, per la prima volta a diciassette anni, Bunker ha passato complessivamente diciotto anni della propria vita in carcere
    La mia guerra contro l'autorità... questa guerra che il mondo mi aveva dichiarato quando avevo quattro anni. Ovunque andassi a finire, l'autorità mi diceva: - Qui ti spezzeremo le ossa.

    La vita carceraria è descritta come solo un recluso sarebbe stato in grado di fare. Si percepisce il pericolo di morte costante, la difficoltà nel rapportarsi agli altri, la necessità di mostrarsi duri, di schiacciare per non essere schiacciati.
    Avete presente quello spot: “Adesso stai scrivendo la storia della tua vita e quando avrai finito dovrai chiederti: qualcuno vorrà leggerla?”
    Bunker deve esserselo chiesto più volte, quando da autodidatta decise di scriverla. A migliaia di chilometri di distanza, io sono fra coloro che l'hanno letta. La sua prosa è sorretta dagli accadimenti. Bunker ha un solo modo di raccontare, è ciò che racconta a fare la differenza. Nei suoi ricordi di libertà vigilata è noioso come una vecchia pettegola, ma basta pazientare, perchè inevitabilmente finirà di nuovo dietro le sbarre. Può capitare di chiedersi, ma che lo ascolto a fare? Un ladro è un bugiardo e forse la menzogna, come ho letto da qualche parte, è davvero la madre di tutti i reati. Perchè perdere tempo ad ascoltare un delinquente recidivo il cui unico obiettivo sono i soldi facili? Si chiamano soldi facili perchè svaniscono con la stessa rapidità con la quale sono arrivati.

    Se c'è qualcosa di autentico nella mente di un criminale, è il bisogno di soddisfazione immediata. Quel che conta davvero è il qui e l'ora. La gratificazione differita nel tempo è contraria alla sua natura.
    Bunker afferma che è lo stato di necessità a creare i criminali, che molte delle loro azioni sono frutto del bisogno. Io credo che spesso la necessità sia creata dalla scellerata gestione economica delle proprie risorse. E' il vivere sopra le proprie possibilità che fa l'uomo ladro, lo stato di necessità non si creerebbe se egli non avesse questa tendenza.
    Ho trovato l'ultima parte del libro molto interessante, racconta lo scontro razziale dall'interno delle carceri. Il carcere diviene la miniatura di ciò che sta accadendo nel mondo libero. Lo scontro nel chiuso delle case circondariali si esaspera a causa della contiguità e della violenza di coloro che si dividono gli angusti spazi vitali. Bunker marca la differenza fra la convivenza bianchi/neri negli anni '50 e ciò a cui si assiste dall'omicidio Kennedy in avanti. Racconta che anche che le guardie carcerarie, a seconda del colore della pelle, si schierano con una delle due fazioni, accenna ai marxisti che spalleggiano la questione nera per tornaconto politico. Non sapete con quanto stupore ho sottolineato -ero andato ad Harlem con "Outsider" di Richard Wright.-
    The outsider, in italiano è stato tradotto con il titolo “Ho bruciato la notte” è un libro sulla negritudine e su quanto essa possa essere bianca, o meglio, come a me sia sembrata tale. E' uno dei libri più belli che ho letto, peccato non sia più edito.

    Questa riflessione di Bunker potrebbe aiutarvi a capire se Educazione di una canaglia sia di un libro al quale dedicarvi o meno:
    Molto tempo prima, avevo accettato il fatto, o deciso, che o ce l'avrei fatta a riuscire come scrittore, oppure sarei stato un fuorilegge. Prendendo una decisione così drastica, mi ero messo di fatto sulla via della perseveranza, e solo la determinazione, o l'ostinazione, mi avrebbe permesso di sormontare tutte le mie difficoltà. Immaginatevi un individuo, la cui scolarità non corrisponde neppure al completamento della scuola media inferiore e che vuole diventare uno scrittore serio, e persegue questa ambizione senza l'aiuto e l'incoraggiamento di alcuno...
    ...Se fossi stato beccato per coltivazione di marijuana, non avrebbero potuto condannarmi all'ergastolo. E, tornato in cella, avrei temperato la matita, e avrei seguitato a scrivere. Adesso sapevo che ne ero capace, e sapevo anche che non ero capace di fare altro. Ad ogni modo, nient'altro di legale.

    ha scritto il 

  • 5

    Probabilmente il libro migliore di Bunker: non un romanzo ma un'autobiografia, la storia della sua vita tormentata, dagli anni del riformatorio alle tragiche esperienze del carcere, gli amori e le vio ...continua

    Probabilmente il libro migliore di Bunker: non un romanzo ma un'autobiografia, la storia della sua vita tormentata, dagli anni del riformatorio alle tragiche esperienze del carcere, gli amori e le violenze, le rapine e le fughe, la solitudine e il tardivo riscatto letterario. Senza rimorsi e senza indulgenze: la testimonianza sincera di un'esperienza limite. Un vero e proprio classico.

    ha scritto il 

  • 3

    EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA

    A tratti impegnativo, rivela crudi particolari della giovinezza dello scrittore. da leggere in periodi di massima tranquillità.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere!

    Un libro ti piace quando non smetti mai di parlarne. Io l'ho raccontato almeno a sette persone diverse nell'arco dei due giorni in cui l'ho letto. È la storia di Eddie Bunker, meraviglioso romanziere ...continua

    Un libro ti piace quando non smetti mai di parlarne. Io l'ho raccontato almeno a sette persone diverse nell'arco dei due giorni in cui l'ho letto. È la storia di Eddie Bunker, meraviglioso romanziere (quando ti attacchi a un suo romanzo sei costretto a leggere gli altri) e personaggio di altri tempi. Parla della sua infanzia, di come ha battuto i record di più giovane detenuto di tutti i carceri che ha visitato in California e della sua vita adulta, dei 18 anni passati dietro le sbarre e di come l'amore per la letteratura lo ha "salvato". Parla, e questo è già un gran risultato. Se poi ci mettiamo che è pure una figata a leggerlo e che non ha una sola caduta di trama, è facile capire come fa a prendere le (tanto agognate?) 5 stellette.

    Per leggere la recensione completa: http://wp.me/p4X9gY-D

    ha scritto il 

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