Educazione siberiana

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.6
(4138)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 343 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Portoghese , Francese , Inglese , Svedese

Isbn-10: 8806202561 | Isbn-13: 9788806202569 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La vita di un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto». Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere dei vecchi, che portano l'esistenza tatuata sulla pelle e trasmettono con pazienza e rigore il loro modo di capire il mondo. La Transnistria, terra di tutti e di nessuno, crocevia di traffici internazionali e di storie d'uomini.Una grande epopea criminale raccontata da chi l'ha vissuta, con una forza che ti agguanta e non ti lascia più.
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  • 2

    E la chiamano "educazione”?

    Un paradosso se si pensa al fatto che, il termine stesso, significa etimologicamente tirar fuori "il meglio" da noi stessi. Il male genera sempre il male, anche quando si crede di farlo a fin di bene. ...continua

    Un paradosso se si pensa al fatto che, il termine stesso, significa etimologicamente tirar fuori "il meglio" da noi stessi. Il male genera sempre il male, anche quando si crede di farlo a fin di bene. Tanto più assurdo diventa se è messo al servizio di una falsa moralità e di un bigottismo raccapricciante, espressi a mezzo di vuote e ridicole formalità. Pazzesco pensare quanto bassi possano essere gli istinti umani.

    ha scritto il 

  • 2

    Se lo stesso libro fosse stato scritto in Italia si sarebbe gridato, giustamente, allo scandalo. Cosa c'è di affascinante in un mondo che difende i valori della violenza e la legge del più forte o del ...continua

    Se lo stesso libro fosse stato scritto in Italia si sarebbe gridato, giustamente, allo scandalo. Cosa c'è di affascinante in un mondo che difende i valori della violenza e la legge del più forte o del più furbo? Sarà l'aria "esotica" o lontana, ma non penso basti a giustificare il successo di questo libro. Forse c'è chi rimane fascinato dalla violenza ingiustificata o da un sistema di valori che sembra immutabile. Sinceramente nessuna delle due cose fa presa su di me, né i pestaggi, né il senso di branco mi sembrano sufficienti a giustificare un agire senza scopo se non quello di trasmettere tradizioni. Una cocente delusione rispetto alle aspettative. Si fa leggere ma dopo due terzi diventa estremamente ripetitivo ed estraniante, con un gusto spinto per l'effetto splatter.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia interessante e inusuale per me, abituata a leggere altro, e non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuto un libro che parla di armi e di criminalità.
    "Dopo tanti pensieri e discussioni con ...continua

    Storia interessante e inusuale per me, abituata a leggere altro, e non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuto un libro che parla di armi e di criminalità.
    "Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. Così sono passato alla pistola".
    E ancora..."fin da piccolo ho imparato da mio zio che la pistola e' uguale al portafoglio, si tira fuori solo per usarla, tutto il resto è da imbecilli".
    Il capitolo sul carcere minorile poi...è pure abbastanza "forte" ed è difficile da mandar giù.
    Ma è un libro scritto in modo semplice,basico, fluido... che ti coinvolge e a tratti e' intenso ed espressivo. Racconta, insomma, la storia di Nicolai Kolima, un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, vale a dire un "criminale onesto" .
    Una comunità che attraverso gli anziani, i "nonni adottivi", trasmette valori quali l'amicizia, la lealtà, la condivisione dei beni.
    Tant'è che ad un certo punto della storia il protagonista afferma:
    " Dovevo ripercorrere la strada del fratello maggiore di mio nonno, e cioè andare a vivere da solo nei boschi, in mezzo alla natura, perché ero troppo umano per vivere in mezzo agli uomini".
    In maniera delicata affronta, poi, anche il tema dei diversi, dei disabili ....visti come "Angeli voluti da Dio" .
    Infine ho trovato particolarmente interessante la parte in cui parla della cultura del tatuaggio, che di ognuno racconta la storia.
    "Il tatuaggio non è semplicemente un disegno. Vedi, un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo".
    Tanti i disegni di tatuaggi riportati nel libro.... il più bello, per me, è quello di cui al mio link precedente.
    In conclusione, un buon libro che si legge volentieri. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!

    Abituato al cinema di Tarantino, alla violenza delle gang di NY alla The Warriors e ad un certo immaginario fatto di armi, violenza e racconti crudi, sono rimasto super soddisfatto da questa lettura. ...continua

    Abituato al cinema di Tarantino, alla violenza delle gang di NY alla The Warriors e ad un certo immaginario fatto di armi, violenza e racconti crudi, sono rimasto super soddisfatto da questa lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Rambo delle nevi

    Oh, mica dico che è un capolavoro scolpito nell'eternità dal nuovo Dante in moto-slitta.
    Dico solo che è un libro diverte, veloce e che non annoia per niente.
    Leggetelo, vi stupirà

    ha scritto il 

  • 0

    Non mi capita quasi mai di abbandonare un libro, ma con questo non ho potuto fare altro. Forse un momento sbagliato, o forse i condizionamenti su tutte le polemiche intorno alla sua creazione, non mi ...continua

    Non mi capita quasi mai di abbandonare un libro, ma con questo non ho potuto fare altro. Forse un momento sbagliato, o forse i condizionamenti su tutte le polemiche intorno alla sua creazione, non mi hanno fatto entrare in sintonia con lo scritto e lo scrittore. In ogni caso lento e senza una narrazione vera a propria, soffre molto di una prosa semplice e povertà lessicale.

    ha scritto il 

  • 3

    il confine tra il male e il bene

    Essere educati ad "un'onestà criminalità" rende ancora più difficile il compito adulto di distinguere il bene dal male; leggere le tappe di un tale percorso educativo sfuma quello stesso confine. E' m ...continua

    Essere educati ad "un'onestà criminalità" rende ancora più difficile il compito adulto di distinguere il bene dal male; leggere le tappe di un tale percorso educativo sfuma quello stesso confine. E' male o bene crivellare di colpi il branco che ha violentato un'anima fragile come il cristallo? Schierarsi violentemente contro la corruzione delle carceri e della politica... è male o bene? Tatuarsi il corpo rende interpretabile una realtà così complessa.
    Romanzo criticato e criticabile da tutti i fronti: un italiano naif (lo scrittore è russo), una realtà spacciata per tale che sembra non trovare prove storiche, pagine di violenza cruenta e gratuita. Ma resta un facile spunto di riflessione etica per chi non ha altri strumenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di più

    Il libro in se è scritto bene, quello che non mi è piaciuto molto è che il racconto si concentra per la maggior parte sulla descrizione delle regole dei criminali, dei personaggi e sul loro passato ma ...continua

    Il libro in se è scritto bene, quello che non mi è piaciuto molto è che il racconto si concentra per la maggior parte sulla descrizione delle regole dei criminali, dei personaggi e sul loro passato ma molto poco sull'azione vera e propria, infatti la storia sembra non arrivare mai da nessuna parte, narra di alcune vicende slegate le une dalle altre, forse mi aspettavo una trama più continua.

    ha scritto il 

  • 3

    Nicolai è figlio e nipote...

    ...di criminali, gente abituata a risolvere ogni cosa con la violenza, ad ignorare la legge, a sentirsi diversi e a condurre una vita con regole tutte loro, in lotta contro la polizia e lo stato. Non ...continua

    ...di criminali, gente abituata a risolvere ogni cosa con la violenza, ad ignorare la legge, a sentirsi diversi e a condurre una vita con regole tutte loro, in lotta contro la polizia e lo stato. Non è bella gente, hanno un codice di condotta omertoso, sono violenti, assassini, omofobi, maschilisti, razzisti e farabutti. Nicolai fa quella vita fino alla fine della adolescenza, poi si ritrova militare nei corpi speciali in Cecenia, sappiamo poi che una volta finita la guerra arriva in Italia dove fa il tatuatore. Nulla di più, nulla di meno. Lo stile ricorda molto il racconto orale, notevole se si pensa che lo ha scritto direttamente in italiano un madrelingua russo. Ma forse sono troppe le cose taciute, la crisi che sicuramente deve aver attraversato e che lo ha portato a rinunciare alla criminalità, il percorso professionale da tatuatore, le altre condanne che sembra aver ricevuto dopo la maggiore età... insomma gli mancano parecchie cose per poterlo definire un vero romanzo di formazione, ma certo come testimonianza (anche antropologica) ha un valore elevato. Sulla sua autenticità è stato espresso più di un dubbio, non ho molti elementi per giudicare ma in effetti la didascalità dei racconti sembra un po' sospetta e mancano gli elementi che facciano comprendere come e quando (e in quanto tempo) ha smesso di essere un criminale onesto.

    ha scritto il 

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