Effi Briest

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Verleger: Hamburger Lesehefte Verlag

3.7
(615)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 261 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Italian , Spanish , Hungarian

Isbn-10: 3872911708 | Isbn-13: 9783872911704 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Paperback , Audio CD , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Vieni, Effi!

    Questo libro mi ha fatto uno strano effetto, nel senso che durante la lettura mi sembrava quasi che non succedesse niente, quando in realtà molto accade a un livello tacitamente emotivo e si insinua n ...weiter

    Questo libro mi ha fatto uno strano effetto, nel senso che durante la lettura mi sembrava quasi che non succedesse niente, quando in realtà molto accade a un livello tacitamente emotivo e si insinua nel lettore. Senza neanche accorgermi, ho provato molta empatia per Effi, forse proprio perché il libro è permeato da un esteriore senso di normalità rispetto a molti altri personaggi letterari ben più "inavvicinabili", come un'umorale Anna Karenina o la Catherine di Cime Tempestose. Quel "Vieni, Effi" sembra quasi richiamare anche noi.

    gesagt am 

  • 2

    SPIETATO

    Ho letto Effi Briest in tedesco, costretto dalla prof., perché mi sapeva gran lettore e mi aveva incaricato di raccontarlo alla classe, una specie di esperimento. La storia è un massacro emotivo, ne e ...weiter

    Ho letto Effi Briest in tedesco, costretto dalla prof., perché mi sapeva gran lettore e mi aveva incaricato di raccontarlo alla classe, una specie di esperimento. La storia è un massacro emotivo, ne escono a pezzi tutti quanti, Effi, Geert, la madre di lei che, perversamente, “cede la figlia” e “cede alla figlia”. Ricordo questo romanzo come doloroso, senza speranza, un vademecum sul cosa evitare nella vita.

    gesagt am 

  • 2

    In sintesi: immaginatevi la storia d'amore tra i due esseri meno interessanti di questo mondo e fatela scrivere a un tedesco. Ecco, esatto, avete capito.

    gesagt am 

  • 0

    Povera Effi...

    Fondato sulla reticenza (si tace su ogni sentimento e su ogni emozione (per non parlar del sesso)) il romanzo di Fontane offre un ritratto femminile forse ancora più spietato di quelli a cui Effi vien ...weiter

    Fondato sulla reticenza (si tace su ogni sentimento e su ogni emozione (per non parlar del sesso)) il romanzo di Fontane offre un ritratto femminile forse ancora più spietato di quelli a cui Effi viene paragonata: Emma Bovary e Anna Karenina.
    Mentre Emma non ispira mai simpatia (tranne per l'accanimento con cui l'autore ne descrive la lenta agonia), mentre Anna è sempre assolutamente adorabile (e la sua morte necessaria viene patita anche da Tolstoj), Effi Briest è la vittima pura; un'adolescente esuberante e cristallina che subisce la violazione del suo mondo illusorio e incantato; un'anima bella che viene consegnata a un destino di immeritata aridità, dove perfino la sua colpa appare incolpevole, naturale conseguenza del disamore a cui la ragazza è condannata.
    La famiglia è il primo persecutore, quando la rigidità moralistica e il disinteresse per la felicità di Effi sono mostrate sotto le sembianze dell'affetto. Le convenzioni sociali dell'alta borghesia prussiana ottocentesca è il secondo, quando il senso dell'onore è in realtà vendetta insensata, l'educazione è oppressione e negazione dei sentimenti.
    Fontane diceva di amare la "povera Effi". Questo amore però non si sente e non si vede. Forse perché la reticenza ne governa le sorti (e non solo letterarie).

    gesagt am 

  • 3

    Ogni tanto desidero “rituffarmi” nell’800, quello dei romanzi con i matrimoni combinati fra giovinette e maturi uomini scelti dai genitori, sospiri amorosi, tradimenti, duelli e pettegole signore del ...weiter

    Ogni tanto desidero “rituffarmi” nell’800, quello dei romanzi con i matrimoni combinati fra giovinette e maturi uomini scelti dai genitori, sospiri amorosi, tradimenti, duelli e pettegole signore della borghesia cittadina e nobiltà campagnola.
    Effi Briest è notoriamente riconosciuto come il capolavoro di Fontane, ma non è riuscito a “rapirmi” e ho faticato un po’ nella lettura. Mi sono piaciute la prima e l’ultima parte, ma la parte centrale e corposa del romanzo non mi hanno conquistato.
    Chissà, forse l’ambientazione tedesca non ha lo stesso fascino, su di me, della campagna inglese?
    Un libro classico, ben scritto, ma non mi sento di dargli più di 3 stelle.

    gesagt am 

  • 0

    Molto spesso si prova una sorta di "timore reverenziale" verso i classici, della serie: "se è un classico deve essere per forza bello, dunque mi deve piacere per forza"... In questo caso però non poss ...weiter

    Molto spesso si prova una sorta di "timore reverenziale" verso i classici, della serie: "se è un classico deve essere per forza bello, dunque mi deve piacere per forza"... In questo caso però non posso fare a meno di ammettere che pur essendo un classicone, questo romanzo non mi ha convinto molto... davvero pesante e noiosetto, nulla a che vedere (secondo il mio modestissimo parere) con Anna Karenina e Madame Bovary...

    gesagt am 

  • 4

    Effi Briest è uno di quei romanzi che sono stati inclusi nella trilogia dell'adulterio, insieme ad Anna Karenina e Madame Bovary. Ci sono, tuttavia, delle differenze rispetto agli altri due libri.

    Qu ...weiter

    Effi Briest è uno di quei romanzi che sono stati inclusi nella trilogia dell'adulterio, insieme ad Anna Karenina e Madame Bovary. Ci sono, tuttavia, delle differenze rispetto agli altri due libri.

    Quest'opera presenta una struttura narrativa amplificata che, in sole 300 pagine, percorre un tempo di circa quattordici anni (se non vado errato con i conti). Effi, la protagonista, a differenza delle altre due donne, è pervasa da una solitudine fanciullesca ed emarginante.

    Costretta dai suoi buoni sentimenti a sposare il barone von Innstetten, di 38 anni, a soli 16 anni, Effi si ritrova catapultata in un mondo di adulti fin troppo presto. E' un personaggio caratterizzato da due facce di una stessa medaglia, pertanto ambigua: l'ingenuità e la consapevolezza di essere una ragazzina ingenua, ma capace di saper porre rimedio a questa sua sfaccettatura caratteriale. Un'ingenuità molto spesso esternata dalla materialità e da una ingenua, appunto, superficialità.

    «[...] Prima di tutto l'amore, ma subito dopo l'eleganza e gli onori e poi le distrazioni, sì, le distrazioni, sempre qualcosa di nuovo, da far piangere o ridere. L'unica cosa a cui non posso resistere è la noia.»

    La crescita di Effi durante tutto il romanzo è solo relativa alla vita che condurrà dopo il matrimonio. E' un personaggio, ripeto, simbolicamente ingenuo, sempre teso a quel ritorno all'infanzia che pure pare stonare in un periodo storico in cui, socialmente, matrimoni del genere non era poi una novità. Di contro, il barone von Innstetten è una persona fredda e pragmatica, che si lascia andare poco. Questo suo carattere, non privo di amore e devozione per sua moglie, porterà ad una breve parentesi adultera per la donna. Il fortunato - o lo sfortunato - è l'ennesimo personaggio dalla morale ambigua e poco chiara, tendenzialmente "moderna": il maggiore Crampas. C'è un passaggio preciso in cui il maggiore, con la sua lucente bellezza, viene meglio riassunto:

    [...] Perché, quanto era [Crampas] senza coscienza nelle questioni amorose, altrettanto però sapeva essere un buon camerata. Tutto in superficie, naturalmente: aiutare un amico, e ingannarlo cinque minuti dopo eran cose che nel suo codice cavalleresco si conciliavano perfettamente. E faceva l'uno o l'altro con una tranquillità incredibile.

    Un flirt breve, ma intenso. Un flirt che Effi abbandona perché, per quanto coinvolta, devota al marito. Un marito che non vorrà sentire ragioni.

    Il romanzo ha tutto ciò che un buon romanzo realista ha la pretesa di vantare, seppur scritto in un periodo in cui il realismo aveva avuto il suo tempo di gloria ed era in trasformazione, sperimentazione. La differenza, tuttavia, con gli altri due romanzi (i paragoni, a mio parere, sono inevitabili) è che Fontane fa proprio un carattere tipico austeniano: quello del dialogo. Non sempre facendo leva sulla reticenza, certo, ma quanto meno su velate allusioni narrative, se non prolettiche, che rendono più fantasioso l'intreccio.

    A questa caratteristica si ha da unirsi anche un uso, non poco raffinato, di descrizioni filo-impressioniste. Che sia a Kessin, a Berlino, a Hohen-Cremmen, il romanzo spesso da spunti di piacere immaginativo, rendendolo anche meno "pesante" in alcuni punti.

    Ciò che il lettore dovrebbe notare di più, a mio parere, sono i continui rimandi ad una dimensione di fanciullezza e protezione. Una costante di tutto il romanzo, la quale va a creare insieme un contrasto caratteristico e un'originalità nella figura della protagonista, di cui ne rimane canonica e simbolica la famosa altalena.

    gesagt am 

  • 5

    Meraviglioso

    Leggo su Wikipedia che Effi Briest farebbe parte, insieme ad Anna Karenina e Madame Bovary, di un'ideale trilogia ottocentesca sul tema del matrimonio e dell'adulterio.
    Risulta difficile fare una rifl ...weiter

    Leggo su Wikipedia che Effi Briest farebbe parte, insieme ad Anna Karenina e Madame Bovary, di un'ideale trilogia ottocentesca sul tema del matrimonio e dell'adulterio.
    Risulta difficile fare una riflessione su questo romanzo senza fare dello spoiler: Effi non tradisce nel vero senso della parola suo marito. La sua è più una... fantasticheria, come la chiamerebbe Hugo. Quasi solo per noia, si lascia trasportare da una simpatia, e si scopre più felice quando le si presenta l'occasione di troncare questo rapporto e di ricominciare a vivere accanto a suo marito, per il quale sembra provare un miscuglio di stima e timore.
    Bersaglio di Fontane è sicuramente la società prussiana ottocentesca, ancora legata al passato e a un codice d'onore ormai obsoleto che però prende il sopravvento sui sentimento, sulla necessità della comprensione e del perdono.
    Il destino di Effi è assurdo, come non meno assurdo è quello di suo marito, il quale seguirà minuziosamente, essendo "molto buono, e nobile quanto può esserlo un uomo incapace di vero amore", il codice d'onore della società della quale fa parte, senza tuttavia mancare di interrogarsi sul proprio operato.
    Ho pianto per Effi, che ha lottato tutta la vita contro la propria natura, e per suo marito che è stato incapace di essere stesso, e di avvicinarsi alla giovane moglie come lei avrebbe desiderato: troppo spesso i muri dell'incomprensione sono alti. Forse sono una sognatrice, ma credo che Geert e Effi avrebbero potuto essere felici insieme. Anche se, come dice il padre di Effi alla moglie, "Das ist ein zu weites Feld".

    Come poche altre donne incontrate nel corso delle mie letture, Effi mi è entrata nel cuore.

    Proprio non mi spiego le recensioni negative, ma sicuramente dipende dalla diversa sensibilità di ciascuno!

    gesagt am 

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