El Entenado

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Publisher: Editorial Seix Barral

3.8
(34)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English

Isbn-10: 9875800368 | Isbn-13: 9789875800366 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Al tempo delle grandi scoperte di continenti sconosciuti e nuove vie commerciali, un ragazzino orfano, cresciuto tra le taverne e le banchine dei porti, si imbarca come mozzo sulla nave ammiraglia di ...continue

    Al tempo delle grandi scoperte di continenti sconosciuti e nuove vie commerciali, un ragazzino orfano, cresciuto tra le taverne e le banchine dei porti, si imbarca come mozzo sulla nave ammiraglia di una spedizione diretta alle Molucche. Dopo una lunga navigazione, allucinata e delirante come tutti i periodi prolungati trascorsi in luoghi deserti, finalmente viene avvistata terra. E' una nuova terra, un luogo paradisiaco e disabitato, incontaminato, che i marinai hanno la sensazione di fondare man mano che si inoltrano al suo interno. Ma al termine di una missione esplorativa gli uomini a terra, appena prima di risalire sulle scialuppe per far ritorno alle navi, vengono colpiti da frecce inaudite lanciate dall'interno della foresta che si affaccia sulla spiaggia. Simultaneamente gli uomini cadono sulla sabbia morti stecchiti, tutti tranne il ragazzino che, senza nemmeno avere il tempo di capire né cosa sia successo né di essere ancora vivo, viene catturato dagli indigeni che iniziano una corsa verso l'interno della giungla, trasportandolo di peso, quasi facendolo volare, assieme ai cadaveri dei suoi compagni. Quei cadaveri che nei giorni seguenti vengono smembrati e arrostiti su enormi bracieri costruiti per l'occasione sulla spiaggia del fiume dove sorge il villaggio. Alla libagione seguiranno giorni caotici di ebrezza, orge, esasperiazione e annichilimento ai quali tutti i membri della tribù, senza distinzione di sesso, età o grado di parentela, parteciperanno mischiandosi tra loro. Alcuni perderanno la vita; gli altri poco a poco torneranno alla vita tranquilla e ordinata che conducevano prima di un rito che, anziché essere voluto e ricercato, sembra involontario e ordinato da forze invisibili e superiori. Ora il ragazzino è un uomo ormai anziano che trascrive i ricordi instabili di quel giorno e del periodo successivo, del tempo in cui, per sua stessa ammissione, l'essere e il vivere erano stati la medesima cosa. Per dieci è restato a vivere in quella tribù, per dieci volte, una per anno, ha assistito al ripetersi di quel primo episodio da un punto di vista differente da quello del sopravvissuto. Altro non era che un ospite. Tornato nel mondo civile, vivere ed essere si separano e diventano oscuri e superflui. La sua vita perde ogni significato. Per questo, ancora oggi, ripensa agli indigeni senza interruzioni. Non erano cannibali. Trascorrevano il tempo scandito dalle stagioni in un mondo arcaico che esisteva proprio per la loro presenza, ma senza il quale loro stessi non sarebbero esistiti. Erano essenziali, ordinati, accorti, parchi, fino a quando,ogni anno, con l'approssimarsi e il rivelarsi della torrida estate si disunivano, si innervosivano, preda di chissà quale ansia e desiderio subivano prima il richiamo poi la pressione di forze ineluttabili alle quali cedevano spingendo un gruppo di uomini scelti a partire per la caccia.
    Saer compone l'ennesimo atto letterario di concentrazione e disamina, di avvicinamento e definizione. Il suo racconto, come quello del protagonista, può significare molte cose insieme, senza che nessuna sia necessariamente certa. Ma l'indice è puntato verso il mistero. Non quello di una sperduta tribù abitante di una terra misteriosa, bensì quello di una tribù più grande, infinita e universale, che corrisponde all'umanità in ogni tempo e in ogno luogo. Il mistero di una esistenza intermittente che tanto ci appare vera, reale e indistruttibile quanto si rivela incerta, labile ed evanescente. Come i ricordi del vecchio che da ragazzo ha vissuto per dieci anni con la tribù di indigeni, la nostra esistenza può apparirci nitida e precisa, ma, nel momento in cui proviamo ad afferrarla, riuscire molteplice, senza centro né periferia. La fatica a cui Saer si sottopone per abbracciare il senso del mistero è l'omaggio alla nostra quotidiana fatica di essere dentro un mistero che, non ci resta alternativa, non possiamo far altro che accettare perchè il pensiero non contiene la soluzione.

    "Siccome venivo dai porti, dove tanti uomini dipendono dal cielo, sapevo che cos'era un'eclisse. Ma sapere non basta. L'unico sapere giusto è il sapere che riconosce che sappiamo unicamente le cose che accondiscendono a mostrarsi".

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  • 4

    «Def-ghi, def-ghi»

    "L'ignoto è un'astrazione; il noto un deserto; ma ciò che si conosce a metà, che si intravede appena, è il luogo perfetto in cui far oscillare desiderio e allucinazione."

    Splendida scrittura quella di ...continue

    "L'ignoto è un'astrazione; il noto un deserto; ma ciò che si conosce a metà, che si intravede appena, è il luogo perfetto in cui far oscillare desiderio e allucinazione."

    Splendida scrittura quella di Saer anche in questo romanzo, però assai diverso dagli altri suoi due che ho letto, cioè Cicatrici e L'indagine.
    Qui le sue Muse ispiratrici, almeno nella prima metà del libro, sono chiaramente Melville e Conrad, e forse anche Poe. Dalla metà in poi l'io narrante, il protagonista ormai anziano, cerca disperatamente e con ostinazione di ricostruire la straordinaria avventura vissuta quando, giovane mozzo, si imbarcò su uno dei tanti velieri che nei primi anni del Cinquecento costeggiavano il Nuovo Mondo, perché il vissuto, con il suo spessore ingannevole, rodeva i ricordi. Ma lo fa soprattutto per trovare un senso a ciò che gli è capitato, e in questa sua ostinata, direi filosofica ricerca si lascia andare a considerazioni quasi da saggio antropologico – e pure linguistico – sulla tribù di indios presso cui ha vissuto lunghi anni. Al contempo però si dedica a un'analisi spietata di sé stesso e degli uomini in generale: i "def-ghi" appunto, forse nient'altro che riflessi su uno specchio d'acqua.
    Di tutte le componenti dell'uomo, la più fragile è, come si può vedere, quella umana, non più ostinata o semplice delle sue ossa.

    Spero che vengano tradotte al più presto altre opere di questo straordinario scrittore argentino.

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  • 5

    Un mundo en equilibrio

    Un grumete naufraga frente a tierras americanas y cae en manos de una tribu de indígenas antropófagos. Tras sobrevivir a esta tremenda experiencia nos cuenta, como en un auténtico tratado de antropolo ...continue

    Un grumete naufraga frente a tierras americanas y cae en manos de una tribu de indígenas antropófagos. Tras sobrevivir a esta tremenda experiencia nos cuenta, como en un auténtico tratado de antropología, las costumbres y modo de vida de estos indios, su poética relación con la naturaleza a través de la cual nos hace partícipes en parte del sentido de sus vidas, que a la postre constituirá el motivo del relato y de la vida del narrador.

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  • 4

    Una scrittura potentissima, tutta rivolta all'interno:
    "La mirada del capitán, encendida y vaga al mismo tiempo, permanecía fija en el pescado y, sobre todo, en el ojo único y redondo que la cocción h ...continue

    Una scrittura potentissima, tutta rivolta all'interno:
    "La mirada del capitán, encendida y vaga al mismo tiempo, permanecía fija en el pescado y, sobre todo, en el ojo único y redondo que la cocción había dejado intacto y que parecía atraerlo, como una espiral rojiza y giratoria capaz de ejercer sobre él, a pesar de la ausencia de vida, una fascinación desmesurada."

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  • 5

    Saer demuestra una gran calidad narrativa por cómo cuenta (y trasmite) una historia tan tremenda como esta.
    Impresionante, tanto el escritor como la historia.

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  • 0

    il giorno che qualcuno vorrà risposte alle eterne domande: chi siamo? dove andiamo? da dove veniamo? dovrà leggere questo 'L'Arcano'.
    saer è scrittore valido. la descrizione dell'orgia cannibale è una ...continue

    il giorno che qualcuno vorrà risposte alle eterne domande: chi siamo? dove andiamo? da dove veniamo? dovrà leggere questo 'L'Arcano'.
    saer è scrittore valido. la descrizione dell'orgia cannibale è una di quelle cose che segnano.

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