El caso Bourne

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3.9
(570)

Language: Español | Number of Pages: 622 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , Korean

Isbn-10: 9681306236 | Isbn-13: 9789681306236 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    Jason Bourne: eroe forte e fragile

    Thriller avvincente e ben costruito, Ludlum inventa un personaggio forte e fragile nel contempo che riesce a creare la giusta empatia per tutte le quasi 500 pagine.
    Il protagonista viene ripescato ago ...continue

    Thriller avvincente e ben costruito, Ludlum inventa un personaggio forte e fragile nel contempo che riesce a creare la giusta empatia per tutte le quasi 500 pagine.
    Il protagonista viene ripescato agonizzante nel Mediterraneo, al largo della costa meridionale francese, da una piccola imbarcazione di pescatori.
    Il corpo del malcapitato è segnato da ferite d'arma da fuoco e sotto pelle una capsula protegge le cifre di una cassetta di sicurezza ed il nome di una banca di Zurigo.
    I traumi subiti hanno causato un'amnesia pressoché totale alla vittima che a spizzichi e bocconi tenta di ricostruire i pezzi della sua vita precedente.
    A Zurigo scopre di chiamarsi Jason Bourne, di essere milionario, ma nel frattempo scatta una trappola.
    Braccato da killer professionisti Bourne scopre anche di essere addestrato a cavarsela e ad improvvisare nelle situazioni più disparate.
    Se queste capacità cadono a fagiolo da un lato e gli permettono di fuggire, dall'altro sollevano ancora più dubbi sul suo passato e sul perché abbia tutta questa confidenza con le armi, lo spirito di osservazione per individuare individui sospetti o le vie di fuga negli ambienti che incrocia.
    La lettura è scorrevole anche se l'intreccio narrativo richiede un po' di attenzione.
    Ludlum riesce anche a proporci una storia d'amore, che per la verità inizia in un modo poco credibile.
    Passare dall'essere vittima di un rapimento, venire schiaffeggiata e minacciata da un revolver per poi innamorarsi del rapinatore perché costui la salva da una sicura uccisione non credo che possa essere così immediato come ne scrive Ludlum.
    Ma non è sempre necessario guardare il pelo nell'uovo.
    I personaggi si moltiplicano: la CIA, il terrorista per antonomasia conosciuto con il nome di Carlos, i galoppini degli uni e degli altri, un progetto militare risalente al conflitto nel Vietnam chiamato 'Medusa' e la trama si infittisce.
    Bourne è braccato nonostante sia fuggito da Zurigo, ma non può solo fuggire se vuole ricostruire la sua identità e soprattutto comprendere il suo ruolo.
    Allora egli stesso deve rintracciare le persone che possono dargli le informazioni che cerca e talora deve estorcerle, perché possono anche rivelarsi essenziali tanto per sopravvivere che per continuare questa stessa ricerca.
    Bourne è la chiave della CIA per smascherare Carlos? Quest'ultimo vuole eliminarlo per togliersi di torno un killer rivale? La verità sfugge sino all'ultimo.
    Seguendo il filo logico dei pensieri e delle angosce del protagonista si arriva ad un finale degno di una trama così complessa, ma scritta davvero molto bene e sostenuta da una buona traduzione.
    La vicenda si scosta quasi interamente dalla serie cinematografica, se non altro per la differente ambientazione temporale.
    Nel romanzo si parla ancora di cabine telefoniche e di telegrammi, mentre nei film l'informatica gioca un ruolo decisivo.
    Ho apprezzato i film, ma il libro ha davvero una marcia in più, sia per la caratterizzazione dei personaggi minori che per la maggiore complessità della trama.
    Adoro i complotti e lo spionaggio, ed il romanzo di Ludlum è davvero un pezzo raro.
    Ho acquistato anche i seguiti per i quali non mancherò di certo.
    A presto Jason Bourne.

    said on 

  • 3

    Sopravvalutato

    Una discreta spy-story forse un po confusionaria, niente di più.
    Immancabile intreccio sentimentale, poco credibile però.
    Vedremo i successivi....

    said on 

  • 3

    Un thriller/spy-story a tratti adrenalinico, a tratti psicologico, che però non mi ha convinto del tutto.
    Degna di un libro di Liala la storia d'amore tra i due protagonisti, da far cariare i denti.
    N ...continue

    Un thriller/spy-story a tratti adrenalinico, a tratti psicologico, che però non mi ha convinto del tutto.
    Degna di un libro di Liala la storia d'amore tra i due protagonisti, da far cariare i denti.
    Non ho ancora visto i film, ma aspetterò di leggere prima tutti e tre i libri prima di buttarmi sulle pellicole.

    said on 

  • 5

    Leggo molti commenti di persone che hanno probabilmente visto prima il film e poi hanno pensato che il libro fosse quasi una copia,niente di più errato.
    Il libro è stato edito nel 1981,20 anni prim ...continue

    Leggo molti commenti di persone che hanno probabilmente visto prima il film e poi hanno pensato che il libro fosse quasi una copia,niente di più errato.
    Il libro è stato edito nel 1981,20 anni prima,quindi andrebbe letto in quell'otticae tra le tante cose ,il film è adattato solo alla metà delle vicende del libro.
    Una storia senza tecnologia,pc,telefonini etc etc.solo la storia ,con un ritmo serrato e pieno di azione e di colpi di scena,senza un attimo di tregua,in un mondo dove il doppiogioco è la regola primariaria e i contendenti sono macchine letali.
    Un libro che si legge tutto in un respiro.

    said on 

  • 2

    Un casino!
    Complotti, contro-complotti, contro-contro-complotti con l'agente contro-contro-complottista che fa il doppio gioco e quindi sta contro-complottando ma non lo sa.
    Gli amici che sono nemici ...continue

    Un casino!
    Complotti, contro-complotti, contro-contro-complotti con l'agente contro-contro-complottista che fa il doppio gioco e quindi sta contro-complottando ma non lo sa.
    Gli amici che sono nemici perché credono che tu sia un nemico che finge di essere amico.
    Come romanzo sarebbe anche divertente, ma dopo un po' uno si rompe le balle!

    said on 

  • 5

    Nessuno è come Jason Bourne

    Partiamo dal presupposto che quello di Jason Bourne è uno dei miei personaggi cinematografici preferiti. Dopo aver visto tutti i film finora usciti di questa serie, ho pensato che fosse arrivato il mo ...continue

    Partiamo dal presupposto che quello di Jason Bourne è uno dei miei personaggi cinematografici preferiti. Dopo aver visto tutti i film finora usciti di questa serie, ho pensato che fosse arrivato il momento di iniziare a leggere i libri di Robert Ludlum, anche perché dato il divario cronologico tra questi e le pellicole immaginavo che fossero ben diversi. E infatti è così. A parte alcuni punti salienti della trama, ci troviamo di fronte a storie completamente diverse frutto del panorama sociopolitico in cui sono ambientate.
    Avvicinarsi a un libro degli anni ’70 (del 1979, per l’esattezza) non è sempre facile, poiché subito si notano alcuni aspetti antiquati del linguaggio e anche delle ambientazioni che si discostano a ciò cui siamo abituati, soprattutto per persone come me che all’epoca erano molto piccole e non hanno ricordi di prima mano. Ci sono però libri, come questo, che sono senza tempo. Anche se il modo di narrare indubbiamente cambia nei decenni, certi autori sono già avanti rispetto ai propri contemporanei. Uno di questo è il compianto Ludlum, che con questo suo primo libro della serie mi ha letteralmente catturato. Il personaggio di Bourne che soffre di amnesia e teme di essere una pessima persona ha fatto subito breccia nel mio cuore. Che volete farci? Ludlum è così bravo a immergerci nelle sue paure e nei suoi dubbi che non si può non amare questa sua “creatura”. Fragile e letale, spietato e tenero, Bourne ci catapulta in una lunga avventura tra Svizzera, Francia e Stati Uniti, in cui la differenza tra i buoni e i cattivi si fa sottile, facendo precipitare il personaggio in un baratro sempre più profondo. A ogni istante temiamo per lui, sia per ciò che può capitargli, sia per ciò che potrebbe scoprire riguardo al suo passato.
    È un romanzo bello lungo che si legge in un fiato, di quelli che aspetti per tutta la giornata l’opportunità di riprendere in mano.
    Unica nota un po’ stonata, anche se alla fine ti abitui, è il linguaggio spesso obsoleto della traduzione, altrettanto datata. Il continuo chiamarsi a vicenda con “caro” e “cara” di Jason e Marie è poco credibile. A tratti anche qualche altro passaggio risente del passare del tempo.
    A questo aggiungerei una certa quantità di refusi che, trattandosi di una traduzione vecchia di decenni, non possono essere in alcun modo giustificati. Danno piuttosto l’impressione che come sempre si sia ripreso un vecchio testo e dato in pasto alla stampa senza preoccuparsi di passare attraverso un correttore di bozze.

    said on 

  • 3

    Strana impressione. Non è malaccio, ma è molto... "ingenuo". Premetto che non sono un lettore accanito di spy-stories, ma avendo visto il film e soprattutto sapendo che anche la saga di XIII è ispirat ...continue

    Strana impressione. Non è malaccio, ma è molto... "ingenuo". Premetto che non sono un lettore accanito di spy-stories, ma avendo visto il film e soprattutto sapendo che anche la saga di XIII è ispirata a questo libro, mi ero costruito aspettative più elevate. Grave errore. In definitiva: risente molto della sua età e comunque non è un capolavoro di narrativa e/o di originalità. A parità di periodo preferisco di gran lunga i technothriller del primo Clancy.

    said on 

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