El conde de Montecristo

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Publisher: Debate

4.6
(7744)

Language: Español | Number of Pages: 1154 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Portuguese , Polish , Russian , Dutch , Hungarian

Isbn-10: 8483061163 | Isbn-13: 9788483061169 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
El conde de Montecristo es, en principio, la historia de una venganza. Alguien sufre una injusticia y años más tarde reaparece para castigar a los autores de su desgracia. Pero es también un alegato contra el poder judicial corrupto, ya que aquella injusticia se realizó con la colaboración expresa de las instituciones jurídicas. Durante su estancia en prisión el protagonista enra en posesión de los conocimientos teóricos y prácticos de su tiempo, por lo que su venganza no es sólo la de un hombre agraviado, sino la de un "intelectual agraviado". Cuando el protagonista se fuga de la prisión, el azar, es decir la Providencia, lo convierte en uno de los hombres más ricos de la ierra. Venganza, corrupción, intelecto y riqueza. La cuadratura de un círculo narrativo que encierra al lector en un vértigo fascinante y seductor, pero también inquisitivo, moral y cívico.
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  • 5

    Edmond Dantès è un giovane pieno di buone prospettive per il futuro lavorativo, con una bella fidanzata e un vecchio padre a cui è molto legato.

    Il romanzo si apre con il ritorno di Dantès al porto d ...continue

    Edmond Dantès è un giovane pieno di buone prospettive per il futuro lavorativo, con una bella fidanzata e un vecchio padre a cui è molto legato.

    Il romanzo si apre con il ritorno di Dantès al porto di Marsiglia a bordo del Pharaon di cui presto assumerà il comando. Ma, purtroppo, l’invidia è uno dei mali che ha sempre afflitto la società e il povero giovane ne sarà vittima.

    Accusato di essere un sostenitore di Bonaparte, viene arrestato e chiuso al Castello d’If, senza alcuna possibilità di fuga e isolato da tutti e da tutto.

    Nella cella d’isolamento Dantès rimarrà per circa 14 anni alternando momenti di sconforto, ad altri in cui si trova in preda all’ira. Per fortuna dalla cella confinante un giorno emerge un altro prigioniero che è riuscito a scavare una via di comunicazione tra le due stanze della prigione. Il nuovo personaggio è l’Abate Faria, che istruisce Dantès e lo aiuta a capire chi sono i colpevoli del suo destino di prigioniero. Da quel momento Edmond Dantès giura vendetta e il suo obiettivo è uno solo: uscire da quella gabbia insieme al suo amico e secondo padre.

    Purtroppo l’Abate Faria muore tra le braccia di Dantès e quest’ultimo approfitta della via di comunicazione segreta tra le celle e si sostituisce al cadavere. Le guardie della prigione non si accorgono di nulla e gettano il corpo chiuso in un sacco nelle acque del mare. Quando ci si accorge della sostituzione non si può che credere nella morte del prigioniero, ma non è così. Dantès è protagonista di una fuga rocambolesca, ma approfitta della situazione per riapparire in società sotto le mentite spoglie del Conte di Montecristo, uomo ricchissimo e misterioso.

    Dopo esser tornato nella sua città natìa ed aver appurato la sorte dei suoi cari e le vicende dei buoni e dei cattivi, dà inizio alla sua tremenda e lentissima vendetta…

    Devo ammettere che il numero di pagine mi spaventava non poco! In genere i romanzi così lunghi rischiano di distrarre con pagine e pagine perfettamente superflue, ma non è questo il caso: Dumas si dimostra abilissimo nel tenere sempre desta l’attenzione del lettore dalla prima alla milletrecentesima pagina.

    A parte qualche personaggio un po’ troppo buono, che un po’ stona in una storia che ha come filo conduttore una vendetta spietata, non c’è spazio per la noia! Anzi…

    Quello che mi ha colpita di più è il contrasto tra la religiosità del protagonista e il suo agire in nome di Dio.

    Ma secondo la cristianità, Dio non è misericordioso anche con i peccatori? Come mai allora l’autore fa apparire Dantès come la mano “legittima e crudele” di Dio che si abbatte giustamente sulle teste dei cattivi?

    said on 

  • 5

    Fantastico, quanta emozione!

    1281 pagine di pura emozione, qualunque essa sia, predomina ovviamente la rabbia e a volte la tristezza , ma cosa manca a questo libro? Dumans riesce a trasportarti completamente nella storia, a farti ...continue

    1281 pagine di pura emozione, qualunque essa sia, predomina ovviamente la rabbia e a volte la tristezza , ma cosa manca a questo libro? Dumans riesce a trasportarti completamente nella storia, a farti viaggiare e assaporare ogni sentimento. Non si percepisce il numero di pagine che scorrono nella lettura, questa scivola velocemente senza lasciare spazio ad inutili pause. Non voglio commentare la morale o il senso del libro, non voglio chiedermi cosa Dumans volesse trasmettere; so solo che una volta letta l'ultima pagina non riuscivo a staccarmi dal libro, come se non volessi mai riporlo in libreria, non volevo perdere quel turbinio di sensi che mi ha rapita. Un vero e proprio capolavoro!

    said on 

  • 0

    grazie a mio papà

    ho solo 12 anni ed è grazie a mio papà se ho letto questo libro
    l'avevo cominciato e mi sono fermata quando dantes esce di prigione per mancanza di tempo e perchè di solito non leggo dei libri così
    la ...continue

    ho solo 12 anni ed è grazie a mio papà se ho letto questo libro
    l'avevo cominciato e mi sono fermata quando dantes esce di prigione per mancanza di tempo e perchè di solito non leggo dei libri così
    la terza volta che ci ho riprovato l'ho finito e mi sono stupita dellatrama così piena persone che ricompaiono all'improvviso
    BELLO DA MORIRE E ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE!!!
    GRAZIE DUMAS

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Leggendo questa storia ho sofferto molto, fino alla fine. Ho sofferto prima per Edmond, poi per chi l'ha tradito. Il conte di Montecristo: ovvero, quando l'uomo si fa angelo vendicatore con potenza e ...continue

    Leggendo questa storia ho sofferto molto, fino alla fine. Ho sofferto prima per Edmond, poi per chi l'ha tradito. Il conte di Montecristo: ovvero, quando l'uomo si fa angelo vendicatore con potenza e intelligenza concesse solo a una creatura divina e giustifica le proprie azioni con la volontà della Provvidenza. Se potevo capire la rabbia di Edmond, non posso giustificare che per una vita (la sua) tragicamente sconvolta -ma con enormi possibilità di recupero, viste la ricchezza, la fedeltà dei servitori, l'amore di Haydée- vengano distrutte le vite non solo dei suoi traditori diretti, ma anche delle loro famiglie: la vita di un uomo non può valere quanto quella di undici altre persone, tra le quali un bambino innocente. Ho mal sopportato quel trattare le persone come strumenti della vendetta in maniera fredda e calcolatrice. No, non mi basta il rimorso dell'ultim'ora e quel perdono concesso solo per acquietare la coscienza del male fatto.
    Il libro è meravigliosamente costruito...ma mi ha fatto soffrire troppo.

    said on 

  • 0

    Umbre de muri, muri de mainé...

    Le prime 250 pagine scorrono che è un piacere. Entri nel carcere, navighi coi contrabbandieri, scopri il tesoro. Poi la storia diventa salottiera, un elogio al bon ton, un'esibizione sfarzosa di ricch ...continue

    Le prime 250 pagine scorrono che è un piacere. Entri nel carcere, navighi coi contrabbandieri, scopri il tesoro. Poi la storia diventa salottiera, un elogio al bon ton, un'esibizione sfarzosa di ricchezze. Sono a pagina 572, ne restano circa 400.Ma non ce la faccio ad andare avanti. Sono esausto. Mi sembra di girare in tondo. Lo finirò quest'inverno. Parola di ex marinaio.

    said on 

  • 4

    ognuno ha ciò che si merita

    Un libro meraviglioso. Un'opera straordinaria. Stile eccezionale e storia accattivante rendono unico il racconto. Mi sono immedesimata fino all'ultimo in Edmond Dantès.

    said on 

  • 4

    Leggere "Il Conte di Montecristo" è come veder tessere un arazzo da dietro, un nodo alla volta, un filo via l'altro... e solo alla fine guardarlo al dritto e scoprire l'intero disegno. Piacevole ed av ...continue

    Leggere "Il Conte di Montecristo" è come veder tessere un arazzo da dietro, un nodo alla volta, un filo via l'altro... e solo alla fine guardarlo al dritto e scoprire l'intero disegno. Piacevole ed avvincente.
    (Peccato per i molti refusi ed errori di impaginazione di questa edizione (e per i nomi tradotti in italiano: grrrrr!!!!)

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  • 4

    Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, co ...continue

    Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione di una trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l'aiuto anche di uno stile agile e incalzante.

    Da capolavoro del romanzo popolare a capolavoro del romanzo: la storia della fortuna del Conte di Montecristo si potrebbe condensare nella lenta caduta di un aggettivo. Fin dal suo primo apparire, in quella Francia degli anni quaranta dell'Ottocento che era il più fervido e convulso laboratorio delle rivoluzioni europee, la storia dell'eroe borghese Edmond Dantès, eponimo della sfortuna e dell'ingiustizia, che si trasforma in spietato giustiziere, fu accolta dalle migliaia di avidi lettori di feuilleton come la più iperbolica incarnazione dello spirito del tempo. Un successo fulmineo, sancito dall'immediato passaggio all'edizione in volume e da un incredibile numero di ristampe e traduzioni. Ma fin da subito, quell'aggettivo, "popolare", suonò, in tutta una parte della critica colta, come una netta discriminazione, se non come una condanna. Il lettore potrà seguire, nelle pagine della Prefazione di Claude Schopp, la ricostruzione della vicenda critica del romanzo. Schopp, che ha dedicato tutta una vita di studi a Dumas, disvela con precisione le ambizioni di una scrittura sapientemente costruita per portare all'estremo la tensione e la complicità del lettore. Situa, in una parola, il Montecristo nel posto che merita: all'apice della più felice stagione del romanzo europeo.

    said on 

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