El corazón de las tinieblas

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Publisher: Agapea

3.9
(8335)

Language: Español | Number of Pages: 251 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 8420662461 | Isbn-13: 9788420662466 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
Tejida en torno a una anécdota mínima –el viaje que por el río Congo hace Marlow para relevar a Kurtz, un agente comercial que se halla gravemente enfermo–, EL CORAZÓN DE LAS TINIEBLAS constituye una tensa reflexión moral acerca de la soledad y de la lucha del hombre en su enfrentamiento con las fuerzas incontrolables de la naturaleza. Joseph Conrad (1857-1924) introduce al lector en un mundo alucinatorio en el que las tinieblas de la jungla africana y la tenebrosidad de los instintos olvidados se funden, armando una trampa inasible a cuyo poder de aniquilación acaban sucumbiendo los personajes.
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  • 4

    La terra vista dall'acqua

    La spinta finale alla lettura di questo libro l'ho ricevuta da un mio amico, che, intervistato sulle sue ultime letture, ha detto di avere finito Cuore di tenebra per la 14esima volta. Così, ho sfidat ...continue

    La spinta finale alla lettura di questo libro l'ho ricevuta da un mio amico, che, intervistato sulle sue ultime letture, ha detto di avere finito Cuore di tenebra per la 14esima volta. Così, ho sfidato il mito e ora che l'ho letto gli chiederò un commento. Intanto raccolgo le idee per il dibattito.
    Questo racconto è ricchissimo di suggestioni e scritto con maestria. L'argomento principale è la denuncia del colonialismo, nella sua brutalità e rapacità, opinione non scontata dato che nel 1899 si era in pieno colonialismo, e Conrad racconta degli uomini con un cerchio di metallo intorno al collo che venivano usati per costruire una ferrovia e venivano staccati dalla catena solo per andare a morire in un boschetto.
    Anche se non ci sono riferimenti espliciti, credo che si tratti dell'orribile storia del Congo sotto il dominio personale di Leopoldo II del Belgio (caucciù, mani mozzate, gente crocifissa, truppa reclutata fra i cannibali, ampiamente descritta su Wiki).
    Tuttavia quello che mi è piaciuto di più è il racconto della terra vista dall'acqua: le prime pagine in cui la nave percorre l'estuario del Tamigi, diretta in un continuum acquatico fino al grande fiume africano sono bellissime e molto sentite. Conrad ci racconta il mondo con una prospettiva contraria all'usuale: non guarda verso il mare, ma dall'acqua guarda la terra, che si tratti dell'estuario del Tamigi o dell'Africa equatoriale. Il continente africano è avvistato come una costa orlata dal verde scuro della foresta, quasi nero; il mare azzurro velato di foschia,il sole accecante, la terra rorida e luccicante per il vapore. Risalendo il grande fiume, la terra è una muraglia vegetale fittissima, che nasconde la vista all'osservatore e aumenta il timore dell'ignoto.
    Il centro drammatico della narrazione è il signor Kurtz, un mistero che pian piano si svela. Spesso per Cuore di tenebra si usa l'aggettivo ambiguo. Io non vedo alcuna ambiguità, la singolare ammirazione che il narratore Marlow prova per Kurtz credo sia un semplice espediente letterario per enfatizzarne la personalità. Kurtz rappresenta la deriva della mente di un uomo occidentale distaccato dal suo ambiente e proiettato in un luogo “altro”, nel quale viene fatta sospensione di qualunque idea di dignità umana o legge morale. Kurtz è in qualche modo divinizzato dagli indigeni. Senza arrivare a tanto, mi sono sempre chiesta come funzionari europei fossero in grado di vivere in climi impossibili, correndo rischi molto alti per anni, sia pure con una prospettiva di guadagno consistente, come facessero a sopravvivere sani nel corpo e nella mente.
    La risposta si può trovare in Cuore di tenebra, in Viaggio al termine della notte, in Honolulu e altri racconti, di Maugham, molto bello.

    said on 

  • 5

    “L’orrore! L’orrore”

    La chiave di lettura di questo romanzo, cardine della produzione di Joseph Conrad, è appunto nelle due parole sopraccitate, ultima esclamazione prima di morire del misterioso, nonché enigmatico, signo ...continue

    La chiave di lettura di questo romanzo, cardine della produzione di Joseph Conrad, è appunto nelle due parole sopraccitate, ultima esclamazione prima di morire del misterioso, nonché enigmatico, signor Kurtz, principale artefice dello sfruttamento delle risorse locali ed estrema emanazione delle società europee ad esso collegate.
    Tutto il romanzo è un’immensa metafora-paradosso degli enormi guasti creati già nell’ottocento, dalla cosiddetta società civile occidentale, nei riguardi dei popoli “non civilizzati”, in questo caso riferito all’Africa e al pesante sfruttamento di cui furono oggetto le sue materie prime da parte delle nazioni europee che l’avevano colonizzata. Guasti che peseranno moltissimo quando poi il continente africano proverà a muoversi con delle proprie autonomie.
    La scrittura di Conrad è molto evocativa creando con rara arte luoghi ed atmosfere al limite della tangibilità, anche con l’efficace descrizione di veri e propri gironi infernali, dove agiscono poi gli allucinati personaggi, protagonisti del sistematico saccheggio in atto tra i recessi dei fiumi africani. Suggestivo il momento culminante del romanzo, a cui si è ispirato anche Francis Ford Coppola con il suo “Apocalypse now”, in cui, in un’atmosfera sospesa, vagamente metafisica, avviene l’incontro tra l’emissario della società e il carismatico Signor Kurtz: attraverso i dialoghi criptici tra i due verrà dispiegato tutto l’orrore che sta producendo la devastazione in atto, sia sugli uomini che sulle cose.
    Un esplicito atto d’accusa verso una socièta occidentale preoccupata già all’epoca soltanto di sopravvivere a se stessa; un drammatico richiamo alle responsabilità dei tanti “cuori di tenebra” che misero in atto quello scempio…

    https://www.youtube.com/watch?v=SGyBvvbC_Mg

    “Un corso d’acqua deserto, un grande silenzio e una foresta impenetrabile. L’aria era calda, densa, opprimente, stagnante. Non c’era gioia nello splendore del sole. I lunghi tratti di quel corso d’acqua procedevano deserti, nel buio di ombreggiate lontananze.”

    “Nessuno sfoggio di eloquenza avrebbe potuto distruggere la fede di un uomo nell’umanità, più di quella sua ultima esplosione di sincerità. Lottava anche con se stesso. Lo vidi, lo udii. Vidi il mistero inconcepibile di un’anima che non conosceva né freno, né fede, né paura, e che pure lottava alla cieca con se stessa.”

    “Aveva ricapitolato – aveva giudicato: “l’orrore!” Era un uomo notevole. Dopo tutto, aveva espresso una sorta di fede; con schiettezza, con convinzione; c’era nel suo sussurro una nota vibrante di rivolta, il volto terrificante della verità intravvista.”

    said on 

  • 5

    La "tenebra" che abita ciascuno di noi

    Cinque stelle perché, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che v ...continue

    Cinque stelle perché, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che vuole smascherare lo sfrenato ed inarrestabile colonialismo occidentale, ma non solo. "Cuore di tenebra" (Heart of darkness) è anche la storia di un passato primitivo e selvaggio, quello dell'Africa nera, che non può essere dimenticato: il sogno occidentale di conquista che ben presto si trasforma in un incubo inquieto ed opprimente. Basta leggere le prime pagine per essere immediatamente catapultati in un mondo fatto di fiumi che sembrano serpenti, fitte vegetazioni, cannibali e teste impalate. Un mondo di silenzio (foresta) e voce (Kurtz), bianco (avorio) e nero (indigeni), luci ed ombre.
    Da leggere assolutamente e attentamente, soprattutto per aprire gli occhi sul fatto che il progresso, in realtà, è un concetto limite che viene superato da quel lato oscuro e tenebroso che è insito in ogni paese.
    "(..) Parlava di svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili abitudini'': il fatto è che il primitivo non è sinonimo di Africa, è sinonimo di mondo, è sinonimo di noi stessi. Ognuno ha un lato selvaggio, il problema sta nel saperlo controllare e reprimere. Tutti, insomma, hanno un "cuore di tenebra".

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  • 4

    Libro complesso con più chiavi di lettura e scritto in uno stile praticamente perfetto. Non mi ha però colpito come pensavo. I temi importanti quali il colonialismo e il "cuore di tenebra" della civil ...continue

    Libro complesso con più chiavi di lettura e scritto in uno stile praticamente perfetto. Non mi ha però colpito come pensavo. I temi importanti quali il colonialismo e il "cuore di tenebra" della civiltà bianca sono solo accennati, avrei preferito che fossero messi più in primo piano. Ho trovato la narrazione confusa e troppo onirica.

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  • 2

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il temp ...continue

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il tempo.
    La linea d'ombra mi è piaciuto, ma da lì in poi per me Conrad è stato un percorso in discesa: Il tifone mi è piaciucchiato..ma questo proprio no.

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  • 3

    Lentoooo...

    Probabilmente non è il mio genere... una faticaccia per leggerlo! L'ho trovato lento e noiosetto da leggere, la tematica è sicuramente interessate ma forse non mi appartiene come genere boh...

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  • 2

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, ...continue

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, comincia a sussurrare una storia del suo passato animando le ombre di una fredda notte londinese.
    Parla di quando si era imbarcato con una Compagnia Francese alla volta dell'Africa Nera, per commerciare (razziare) avorio alle popolazioni indigene. Viene tratteggiato un mondo ancora tremendamente selvaggio, una giungla incontaminata, con uomini duri in un ambiente ancora più duro...

    Nonostante sia uno dei più celebrati romanzi del XX secolo, io ne sono rimasto molto deluso. Vero che le descrizioni dei luoghi sono stimolanti ed accurate (figlie di un vero viaggio che Joseph Conrad ha fatto risalendo il fiume Congo), ma la tanta decantata descrizione della pazzia di Kurtz, un agente incaricato di reperire avorio, dalla sua genesi al suo apice che ne decreta la morte, a me è sembrata smorta e banale.

    Unici temi che condivido, anche se troppo nascosti e quasi mai sviscerati, sono la critica al colonialismo Europeo e al bisogno di potere di Kurtz.

    Se vi interessa il tema del potere come involuzione dell'animo umano perché non cominciate Il signore degli Anelli di Tolkien?

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  • 4

    La voce narrante...

    il capitano Marlow, ci porta lungo il corso di un fiume nel Congo belga, alla ricerca o recupero di uno degli agenti, il più efficace ed efficiente nel reperire grosse quantità di avorio. Mr Kurtz è l ...continue

    il capitano Marlow, ci porta lungo il corso di un fiume nel Congo belga, alla ricerca o recupero di uno degli agenti, il più efficace ed efficiente nel reperire grosse quantità di avorio. Mr Kurtz è la personificazione dell'avidità e del desiderio di potere e di predominio, ma lungo il lento viaggio di avvicinamento alla sua stazione Marlow conoscerà tutti gli innumerevoli aspetti dello sfruttamento europeo in Africa. Quando arriverà a Kurtz lo troverà malato, delirante, al centro di una sorta di culto da parte delle tribù del luogo, è un personaggio inquietante, un uomo privo di spessore ma intelligente e che in Africa perderà la sua umanità e diventerà una sorta di mostro. L'Europa non porta civiltà in Africa ma solo sfruttamento, crudeltà e stupidità. Tutti i personaggi concorrono a questo sfruttamento, in maniera più o meno lungimirante ma tutti sono colpevoli. Kurtz è forse il più consapevole del suo ruolo e questo lo rende diverso dagli altri, ma certo non lo redime. Tra tutti l'unico personaggio innocente, non interessato allo sfruttamento, è la figura del vagabondo russo di cui non conosciamo il nome e che non tornerà alla civiltà insieme a Marlow ma resterà nella foresta più profonda e inesplorata.

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  • 5

    SPECCHIO OSCURO

    Viaggio allegorico verso l'essenza ultima della natura umana,questo romanzo é come uno specchio oscuro che ne riflette la parte più inaccessibile.Messo di fronte a questo abisso di inconoscibilità,l'e ...continue

    Viaggio allegorico verso l'essenza ultima della natura umana,questo romanzo é come uno specchio oscuro che ne riflette la parte più inaccessibile.Messo di fronte a questo abisso di inconoscibilità,l'essere umano perde la capacità di razionalizzare questa esperienza e l'unica via d'uscita(salvezza)é la follia.Conrad si propone di spingere ognuno di noi a riflettere sul fatto se abbia senso parlare di razze umane o se non sia più corretto,al contrario, esprimersi in termini di umanità in senso stretto.Dare una risposta a questo quesito é,poi,tutta un'altra storia.Capolavoro assoluto

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  • 5

    Un romanzo che è un viaggio, un viaggio all'interno dell'Africa lungo il fiume Congo, sulle sue acque all'apparenza placide, a ritroso verso la sua sorgente. Un viaggio all'interno dell'essere umano, ...continue

    Un romanzo che è un viaggio, un viaggio all'interno dell'Africa lungo il fiume Congo, sulle sue acque all'apparenza placide, a ritroso verso la sua sorgente. Un viaggio all'interno dell'essere umano, del significato dell'essere umani, della maestosità della grandezza e dei limiti a cui solo l'ambizione di un essere umano può spingersi tanto lontano da sfidarli e superarli, fino all'annichilimento.
    La grandezza e l'ambizione dell'uomo si confrontano e si scontrano con la mestosa potenza della natura, anzi della Natura. La foresta è un essere vivente la cui voce parla soprattutto di notte, la cui oscurità penetra inavvertitamente e assorda e confonde, si impadronisce dell'uomo spingendolo ad ambire alla massima espressione di sè e dei suoi desideri per poi ridurlo a schiavo di essi e di ciò che si rivela a sè stesso.
    La foresta popolata di indigeni che di soppiatto feriscono con le loro frecce è più che un'ambientazione, è un personaggio. E' il personaggio che fa da controcanto a Kurz: entrambi permeano il romanzo ad ogni respiro, anche quando non sono tangibili e presenti, e entrano dentro per non abbandonare il lettore nemmeno a romanzo finito, nemmeno ad anni di distanza.

    said on 

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