El hombre que confundió a su mujer con un sombrero

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Publisher: El Aleph Editores, S.A.

4.1
(5057)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Japanese , French , Catalan , German , Italian , Chi simplified , Turkish

Isbn-10: 8476694210 | Isbn-13: 9788476694213 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Medicine

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Book Description
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  • 3

    Alcuni casi del neurologo Sacks

    Semplicemente questo libro è una raccolta di alcuni dei casi clinici che il neurologo Oliver Sacks ha affrontato nella sua vita.

    Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è si ...continue

    Semplicemente questo libro è una raccolta di alcuni dei casi clinici che il neurologo Oliver Sacks ha affrontato nella sua vita.

    Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da Mille e una notte». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali Mille e una notte – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto?
    Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà».
    L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.

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  • 4

    Mistico!

    I casi patologici sono affascinanti. Racconti scorrevoli, commentati facilmente ma comunque pieni di contenuti. Consiglio a chi è piaciuto "Una stanza piena di gente", che parla del caso Milligan. ...continue

    I casi patologici sono affascinanti. Racconti scorrevoli, commentati facilmente ma comunque pieni di contenuti. Consiglio a chi è piaciuto "Una stanza piena di gente", che parla del caso Milligan.

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  • 3

    Bello! Sacks è riuscito a Raccontare la psicoanalisi con le storie dei suoi pazienti. All"inizio sembrava un semplice "manuale" per spiegare la psicoanalisi ma poi è diventato sempre più intrigante ...continue

    Bello! Sacks è riuscito a Raccontare la psicoanalisi con le storie dei suoi pazienti. All"inizio sembrava un semplice "manuale" per spiegare la psicoanalisi ma poi è diventato sempre più intrigante

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  • 4

    Non posso che aggiungere la mia al coro di voci entusiastiche su questo libro, che è più di una semplice raccolta di casi clinici.
    Interrogarsi sulla natura dei "deficit" - così chiamati dalla neurolo ...continue

    Non posso che aggiungere la mia al coro di voci entusiastiche su questo libro, che è più di una semplice raccolta di casi clinici.
    Interrogarsi sulla natura dei "deficit" - così chiamati dalla neurologia classica, che con coraggio Sacks mette continuamente in discussione nella speranza che si apra a un approccio diverso, più personale e "romantico" - degli eccessi, dei "trasporti" (l'affiorare incontrollato di ricordi, reminiscenze, visioni), o del modo di percepire il mondo da parte dei "semplici" - sono queste le quattro parti in cui è suddiviso il libro - vuol dire prima di tutto interrogarsi sulla bellezza e sulla complessità di quella macchina meravigliosa che è il corpo umano e in particolare il cervello; bellezza e complessità che non è detto vengano meno quando qualcosa "non funziona" o "funziona diversamente" da come ci aspetteremmo. Anzi, è proprio l'eccezione a svelarci la regola, l'armonia che ci governa: leggere questo libro è stata per me innanzitutto una bellissima occasione per scoprire quanto sofisticato sia il sistema mente/corpo di cui in realtà conosciamo pochissimo. Sono rimasta letteralmente sbalordita nel rendermi conto di quanto siano preziosi (e fragili) i meccanismi che ci permettono di fare ciò che quando siamo "sani" riteniamo scontato, quasi banale: riconoscere un volto, avere consapevolezza fisica del nostro corpo (la straordinaria "propriocezione"), custodire i ricordi, e così via...

    D'altra parte, studiare i casi in cui questi meccanismi sono stati alterati vuol dire non solo cercare una possibile "cura" (la quale presuppone appunto un guasto) ma ancor di più proteggere e persino potenziare l'individualità della persona malata, laddove (non sempre, ma spesso) la "malattia" (o trauma, o incidente) non è necessariamente un ostacolo, ma può diventare parte irrinunciabile della propria nuova identità. Sentir parlare di "umanità" dei propri pazienti può sembrare un modo per mostrarsi compassionevoli, e invece Sacks ci dimostra che i fondamenti fisiologici del nostro modo di percepire la realtà non sono incompatibili coi concetti di "anima", "sentimento", "personalità". A proposito delle visioni mistiche, perlopiù di natura emicranica o epilettica, il neurologo afferma: "Ciò non toglie nulla alla loro portata psicologica o spirituale. Se Dio, o l'ordine eterno, fu rivelato a Dostoevskij nel corso di attacchi epilettici, perché altre condizioni organiche non dovrebbero servire come 'porte' spalancate sull'aldilà o sull'ignoto?"
    La fisiologia del nostro cervello e la nostra identità profonda non sono antagonisti, e se questo succede - se, cioè, la malattia rischia di "soffocare" l'individuo - allora sì che bisogna adoperarsi in tutti i modi affinché ciò non avvenga, e la sensibilità, la dedizione, l'intelligenza con cui Sacks si è approcciato a molti dei suoi pazienti ha permesso loro di venirne fuori e di trasformare una possibile tragedia in un'occasione attraverso la quale recuperare almeno in parte ciò che è andato perso e, in alcuni casi, persino sentirsi rivalorizzati nella propria unicità.

    Non posso che fare mie le parole della quarta di copertina:
    "E' un libro che vorrei consigliare a tutti: medici e malati, lettori di romanzi e di poesia, cultori di psicologia e di metafisica, vagabondi e sedentari, realistici e fantastici. La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell'universo."

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  • 3

    Letture alternative

    Un libro molto interessante rispetto alle solite letture. Non so se definirlo un grande classico perchè di classico ha poco. Un lbro non di crescita ma istruttivo e descritivo. Dove la medicina si mes ...continue

    Un libro molto interessante rispetto alle solite letture. Non so se definirlo un grande classico perchè di classico ha poco. Un lbro non di crescita ma istruttivo e descritivo. Dove la medicina si mescola con il rapporto tra dottore e paziente, dove ogni minimo interesse è descritto e nulla viene lasciato al caso. In ogni caso anche un libro divertente e squilibrato.

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  • 3

    Come farsi ingannare da un titolo...

    Non sono nuova ad acquisti incauti, spesso mi lascio ispirare dalle copertine, spesso mi piace un titolo e prendo a scatola chiusa, raramente leggo le sinossi, odio le anticipazioni, e così fu per que ...continue

    Non sono nuova ad acquisti incauti, spesso mi lascio ispirare dalle copertine, spesso mi piace un titolo e prendo a scatola chiusa, raramente leggo le sinossi, odio le anticipazioni, e così fu per questo libro, che tutto pensavo fosse fuorché quello che era, cioè un saggio/romanzo di un famoso neurologo, Oliver Sacks.
    Sacks raccoglie i suoi casi più 'curiosi', ce li illustra e aggiunge poi note postume con considerazioni a posteriori sui casi. I casi fanno riferimento agli anni '60, più spesso fine anni '70 e la cosa più lampante è la sensibilità diversa che oggi abbiamo rispetto ai diversi, nel libro gli autistici spesso sono definiti "idiot savant", si parla di demenza e scarso QI, oggi di sicuro siamo più politically correct ma credo che la sostanza del nostro rapportarci nei confronti delle persone 'particolari' sia più o meno la medesima.

    Cosa ho imparato dal libro?
    poco, ma mi ha fatto tanto riflettere: in tutti noi anche il più 'strambo' ci sono peculiarità, risorse che aspettano solo di essere ricercate, stimolate, curate.
    Mi è tornata in mente anche la solita domanda chi è che ha deciso qual è la normalità?

    p.s. finito il libro ho acceso la TV, c'era la replica del Doctor House ricoverato nelle clinica psichiatrica per il suo recupero, ecco ha rafforzato le mie ultime due considerazioni, c'entra poco ma tant'è!

    6/10

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  • 3

    Il cappello che illuse il sano

    Un libro fatto per coloro a cui piace conoscere quanto è vario il mondo nelle sue migliaia di sfaccettature. Ogni aspetto negativo tralascia uno spiraglio di positività e le persone raccontate con ele ...continue

    Un libro fatto per coloro a cui piace conoscere quanto è vario il mondo nelle sue migliaia di sfaccettature. Ogni aspetto negativo tralascia uno spiraglio di positività e le persone raccontate con eleganza e rispetto da Sacks, mostrano quanto la vita è pirandellianamente assurda. Tutti siamo qualcuno e nello stesso tempo nessuno, ma ad ogni modo speciali nella più piccola insensatezza dell'universo. Mi ha annoiato in qualche tratto, ovvero quando l'autore indossa pienamente le vesti di studioso e dottore e...

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  • 4

    Interessante, ma inquietante

    Leggere storie vere di malattie neurologiche in modo comprensibile è stato inquietante ed interessante allo stesso tempo. Oliver Sacks è stato in grado di farmi avvicinare ad un mondo complesso attrav ...continue

    Leggere storie vere di malattie neurologiche in modo comprensibile è stato inquietante ed interessante allo stesso tempo. Oliver Sacks è stato in grado di farmi avvicinare ad un mondo complesso attraverso una scrittura comprensibile ed umana.
    Ogni caso clinico, descritto nel libro, è speciale, e penso che ciò lo sia per ogni persona invisibile in questo mondo.
    Possiamo camminare, lavorare, vivere le nostre vite senza dare peso a queste persone, e magari senza neanche accorgercene, ma anche loro esistono, ed ognuno di loro è speciale.
    Consigliato

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