El jardín de Rama

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Publisher: Byblos

3.5
(175)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi traditional , French , Italian , Chi simplified , Swedish , Czech , Polish , German

Isbn-10: A000129313 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Dopo 'Rama II' un altro campionario di 'pessima' umanità

    'Il Giardino di Rama' è strettamente legato a 'Rama II' per cui consiglio vivamente di leggerli in ordine.
    Si tratta sostanzialmente di un unico romanzo che continua con 'Il Segreto di Rama', edizione ...continue

    'Il Giardino di Rama' è strettamente legato a 'Rama II' per cui consiglio vivamente di leggerli in ordine.
    Si tratta sostanzialmente di un unico romanzo che continua con 'Il Segreto di Rama', edizione appena pubblicata in Italia dalla collana Jumbo Urania della quarta e conclusiva parte della saga.
    Quindi, a mio modesto avviso, i romanzi sono interconnessi e non leggibili singolarmente.
    La scrittura di Gentry Lee si mantiene su ottimi standard di scorrevolezza, ma è la trama ad essere tanto avvincente in certi passaggi, quanto soporifera in altri.
    Non ci sono mezze misure, o si legge avidamente o si sbadiglia.
    Purtroppo la fase esplorativa diventa sempre più interessante, ma sempre più ridotta.
    I personaggi sono inizialmente gli stessi della parte conclusiva di 'Rama II' e nelle prime 100 pagine tocca sorbirsi i pensieri intimi ed i flashback terrestri della protagonista femminile, divisa tra le preoccupazioni materne e quelle di moglie.
    La parte centrale, la migliore secondo me, svela altri interessanti aspetti di Rama.
    I protagonisti entrano in contatto per la prima volta con le intelligenze ramane, sebbene attraverso un'interfaccia, ma è l'occasione per cominciare a capire le intenzioni di questa civiltà maggiormente evoluta nei confronti dell'umanità.
    Sembra che i Ramani vogliano osservare l'uomo da vicino per comprenderlo nel dettaglio.
    Nella parte finale quando la scena si concentra sulla nuova colonia umana ospitata da Rama, ecco che il campionario di coloni, già segnato dalla tipica meschinità di alcuni personaggi in 'Rama II', in questo romanzo precipita nei comportamenti più abbietti.
    Abbiamo di tutto un po': esempi di razzismo, egoismo, avidità, ignoranza, ambizione, stupidità e chi più ne ha più ne metta.
    Non tutti gli elementi della trama funzionano sempre a dovere.
    Alcuni aspetti sono grotteschi, come il matrimonio tra un ultrasettantenne ed una tredicenne a scopi riproduttivi, oppure soporiferi come le dettagliate descrizioni delle origini terrestri di alcuni coloni protagonisti.
    I cambi di scena nel romanzo si contano sulle dita di una mano, ma permettono comunque di raggiungere il finale abbastanza rapidamente, per scoprire comunque che è inevitabile proseguire con il titolo conclusivo.

    said on 

  • 3

    Terzo volume del ciclo di Rama. Mentre i primi due erano leggibili anche a sé stanti, questo è NON SOLO il seguito diretto del secondo MA ANCHE un romanzo che termina a metà azione. Ora, visto che il ...continue

    Terzo volume del ciclo di Rama. Mentre i primi due erano leggibili anche a sé stanti, questo è NON SOLO il seguito diretto del secondo MA ANCHE un romanzo che termina a metà azione. Ora, visto che il quarto volume del ciclo non è mai stato tradotto in italiano, ecco un primo buon motivo per non iniziare a leggere questo libro.
    Il romanzo è diviso in due parti (e mezza) drasticamente diverse tra loro. La prima parte si segue con facilità e interesse. La seconda parte cambia radicalmente (e un po' troppo facilmente) registro, location, personaggi e l'interesse cala in modo netto. Ed ecco quindi un secondo buon motivo per lasciar perdere questo libro.
    Ultima considerazione: in questo romanzo vengono spiegati alcuni misteri di "Rama II", ma in parte contraddicono quanto è avvenuto in "Incontro con Rama", e dubito che il tutto venga risolto con soddisfazione nel quarto libro.

    said on 

  • 4

    Il terzo e' quarto libro presentano gli stessi personaggi e sono i piu' belli della serie perche' finalmente si scopre quale sia la missione di rama. Un ragionamento sull'essere umano, sulla sua presu ...continue

    Il terzo e' quarto libro presentano gli stessi personaggi e sono i piu' belli della serie perche' finalmente si scopre quale sia la missione di rama. Un ragionamento sull'essere umano, sulla sua presunzione e sulla sue particolarità di specie.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Una primera parte más que decente, con el estilo de lectura fácil de Clarke. La segunda parte estrá más en el estilo de Gentry Lee, que parece que es incapaz de hacer que sintamos empatía por los pers ...continue

    Una primera parte más que decente, con el estilo de lectura fácil de Clarke. La segunda parte estrá más en el estilo de Gentry Lee, que parece que es incapaz de hacer que sintamos empatía por los personajes, por no hablar de relaciones sin sentido y evoluciones sociales con menos sentido aún.

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  • 4

    We are absolutely nothing in the grand scheme of things...

    Trovato al Book Off a Parigi a un solo euro insieme al seguito, Rama revealed (un euro pure questo), non ho potuto tirarmi indietro nonostante sapessi che questi fossero i "capitoli 3 e 4" della saga ...continue

    Trovato al Book Off a Parigi a un solo euro insieme al seguito, Rama revealed (un euro pure questo), non ho potuto tirarmi indietro nonostante sapessi che questi fossero i "capitoli 3 e 4" della saga di Clarke-Lee su Rama, saga che conoscevo di nome ma di cui non avevo mai letto nulla: nonostante qualche conseguente mancanza iniziale, ben presto "sanata" dagli autori, direi una buona, anche se non eccezionale sinora, lettura!

    Ormai rimasti soli a bordo della gigantesca e misteriosa astronave di Rama dopo il secondo "incontro" con gli esseri umani, Nicole, Richard e Michael si preparano ad affrontare il viaggio verso una destinazione sconosciuta. Dopo anni di viaggio chiusi in una tana circondati da strani esseri alieni, l'arrivo al Nodo, gigantesca 'stazione-di-via' spaziale, è solo l'inizio della vera avventura per i tre: nella mente dei Rama c'è il ritorno al Sistema Solare per lo studio prolungato degli esseri umani...

    Nonostante una parte centro-finale un po' pretestuosa (anche se per nulla mal scritta) e nonostante non avessi letto le prime due parti di questa quadrilogia, devo ammettere che la mia continua fiducia in Clarke trova sempre pieno accoglimento nelle sue opere che, per quando noob io ancora sia nel mondo della SF, sono ormai un pilastro della mia base SF.

    Dopo un iniziale, piccolo, spaesamento dovuto alla non-lettura di Rendezvous with Rama e Rama II, ottimamente colmato dai continui riferimenti/flashback inglobati dagli autori nella trama e da un'introduzione piuttosto esauriente, la storia prende piede ed è sin da subito piuttosto intrippante: confinati in una piccola tana, circondati da strani esseri viventi e diretti verso non si sa dove a fare non si sa cosa... i livelli di tensione e mistero vengono tenuti piuttosto alti in tutta la prima parte della storia (narrata con lo stile del Diario) e, in maniera molto lovecraftiana, oltre alla costante sensazione di stupore per la grandiosità di quanto stia loro accadendo e di quanto stiano vedendo, dei Rama non viene svelato praticamente nulla.

    La parte centrale, quella del "secondo viaggio" di Rama dal Sistema Solare al (forse) Nodo è forse il punto debole del romanzo in quanto, per quanto dia il là a ottimi spunti di riflessione sul genere umano e si ponga come una classica situazione di SF-sociologica sulle grandi masse, non si può non pensare che il fatto che su 2.000 persone abitanti di New Eden una discreta parte sia composta da detenuti (e mica perché han rubato il pane all'Alì, qui si parla di omicidi, a volte plurimi) sia stato "forzato" per i fini del romanzo: non me ne vogliano Clarke e Lee ma, avendo come compito raccogliere 2.000 persone affinché vengano studiate da una razza aliena avanzatissima, la scelta fatta dai Terrestri del 2200 sarebbe quantomeno bizzarra, per non dire suicida (cosa poi dimostrata dal resto del romanzo peraltro). Nulla di grave cmq, parte ben scritta e ottima SF sociologica ma, se uno ci pensa un attimo, può puzzare un po'...

    Il finale in sospeso, il destino dell'animale uomo (sempre stupido e inutilmente battagliero) e la voglia di sapere chi/cosa sia Rama in realtà mi lanciano ora nel quarto libro della saga, sempre sperando che, prima o poi, riesca a trovare anche i primi due che, almeno da quanto letto nell'introduzione e da quanto ca(r)pito dai continui riferimenti in lettura, sembrano ancora più intrippanti!

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  • 2

    Prima parte di una delusione

    Il libro in realtà è la prima parte di una storia che si svolge in due puntate che sono Garden of Rama e Rama Revealed. Un numero infinito di pagine per raccontare niente o quasi.

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  • 2

    el primer libro de ciencia ficcion que lei...
    creo recordar que me pareció interesante en algunas fases pero no así en otras con lo que no llegó a transmitirme nada especial..
    eso si recuerdo que fue ...continue

    el primer libro de ciencia ficcion que lei...
    creo recordar que me pareció interesante en algunas fases pero no así en otras con lo que no llegó a transmitirme nada especial..
    eso si recuerdo que fue largo y lento de leer..

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  • 5

    Human behavior at its "best" in this third book about Rama. Two thousand representatives of humanity in a huge spacecraft filled with other races and guess what happens.

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  • 3

    Bello ma....

    Bello come libro, scorre rapido, leggero, con i giusti momenti di pathos. Peccato però che sembra un po' raffazzonato, alcune cose buttate lì, la trama (per quanto solida e ben fatta) a mio avviso pot ...continue

    Bello come libro, scorre rapido, leggero, con i giusti momenti di pathos. Peccato però che sembra un po' raffazzonato, alcune cose buttate lì, la trama (per quanto solida e ben fatta) a mio avviso poteva essere sviluppata meglio. Insomma, nulla di eccezionale ma nemmeno da scartare.

    said on