El sendero de los nidos de araña

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Publisher: Círculo de Lectores

3.9
(9538)

Language: Español | Number of Pages: 230 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , English , Italian , German , French , Polish

Isbn-10: 8422639068 | Isbn-13: 9788422639060 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
En plena segunda guerra mundial, en una Italia devastada por los enfrentamientos entre la Resistencia y los nazifascistas, Pin, un pícaro y precoz jovenzuelo, se ocupa de buscar clientes para su hermana, que ejerce de prostituta. Una historia divertida y conmovedora. Una visión tragicómica de los hombres abocados a su mayor desvarío: la guerra. La primera novela de un escritor fundamental de nuestro tiempo.
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  • 5

    Un capolavoro

    Probabilmente molti lo giudicano ingenuo, giovanile, ancora acerbo e lontano dallo stile unico del Calvino maturo, ma per quanto mi riguarda si tratta semplicemente di un bellissimo libro. Riesce a fa ...continue

    Probabilmente molti lo giudicano ingenuo, giovanile, ancora acerbo e lontano dallo stile unico del Calvino maturo, ma per quanto mi riguarda si tratta semplicemente di un bellissimo libro. Riesce a farti vedere un mondo spietato con gli occhi di un bambino senza rinunciare al gusto di una narrazione magistrale. E la cosa incredibile è che finisci per non accorgerti dell'inganno stilistico, tanto da rileggere frasi e paragrafi interi solo per il piacere che se ne ricava. Si divora e lo si ridivora per puro piacere. E guai a liquidarlo come un testo didascalico sulla resistenza italiana. Potrebbe riguardare qualunque paese in guerra con un movimento di resistenza. Sarà anche acerba, ma è pura poesia in prosa. Da consigliare assolutamente.

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  • 4

    Con Calvino è sempre cosi, ti imbatti in una piacevole lettura che ti sembra leggera e fiabesca e poi ad un tratto... arriva...la pagina che ti scontra con la realtà, che ti obbliga a riflettere, che ...continue

    Con Calvino è sempre cosi, ti imbatti in una piacevole lettura che ti sembra leggera e fiabesca e poi ad un tratto... arriva...la pagina che ti scontra con la realtà, che ti obbliga a riflettere, che ti scava dentro. E allora quello che hai letto non è stato solo bello ma ha lasciato il segno.

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  • 3

    Meglio tardi che mai

    Non aver letto questo libro fino ad oggi è stata un grossa mancanza.
    Ci sono libri che DEVONO essere letti e questo è uno di quelli.
    Meglio prima che dopo ma anche, come nel mio caso, meglio tardi che ...continue

    Non aver letto questo libro fino ad oggi è stata un grossa mancanza.
    Ci sono libri che DEVONO essere letti e questo è uno di quelli.
    Meglio prima che dopo ma anche, come nel mio caso, meglio tardi che mai ;)

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  • 5

    “…quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto."

    “Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Calvino pubblicato a pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Ben sapendo che la fine del conflitto darà modo a numerosi scrittor ...continue

    “Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Calvino pubblicato a pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Ben sapendo che la fine del conflitto darà modo a numerosi scrittori di intervenire su quanto successo, nell’ambito di un risveglio letterario dovuto al nuovo corso che si intravedeva in Italia e che vedrà la pubblicazione di molte opere famosissime dedicate alla lotta di liberazione partigiana, Calvino sceglierà anche lui di raccontare queste vicende, di cui fu anche partecipe, con una prospettiva diversa ma non per questo meno interessante.

    La prospettiva è quella di un bambino, che si trova per varie cause coinvolto nella guerra degli adulti, inserito nel contesto di una brigata composta tutta di persone, compreso il capo, definite difficili dagli stessi vertici dei comandi partigiani.

    La tragicità dell’evento appena terminato non è minimamente scalfita dal modo in cui Calvino sceglie di raccontarlo, il bambino vivrà e vedrà questi eventi in maniera diversa ma non falsata, accentuando in più di un'occasione il contraddittorio comportamento degli uomini più grandi di lui e in molti casi senza capirlo.

    La brigata stessa nella sua composita criticità intende alludere, oltre che alla fallibilità del meccanismo bellico soggetto anch’esso alla variabile delle imperfezioni umane con risvolti non sempre interpretabili in maniera chiara e lineare, anche a sottolineare aspetti più critici di una lotta partigiana di cui vengono poste forme e problematiche fuori dai canoni usuali.

    Un esordio all’altezza di quella che sarà la sua fama per Italo Calvino che racconta una storia di guerra partigiana che induce, dal suo punto di vista, decentrato ma non distorto, a riflessioni e considerazioni sulla guerra di liberazione in Italia spostando più l’attenzione, in questo caso, sul comportamento degli uomini coinvolti in quegli eventi…

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  • 0

    ho letto la trilogia di Calvino e l' ho amata. ma questo libro proprio non mi è piaciuto: forse perché mi sembrava troppo finto ( anche se potrebbe essere stato la realtà del periodo) comunque ho fatt ...continue

    ho letto la trilogia di Calvino e l' ho amata. ma questo libro proprio non mi è piaciuto: forse perché mi sembrava troppo finto ( anche se potrebbe essere stato la realtà del periodo) comunque ho fatto fatica a leggerlo

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  • 5

    Per capire a fondo questo romanzo, pubblicato nel 1947, quindi immediatamente dopo la fine della guerra di liberazione, può aiutare la prefazione dell'autore, scritta nel 1964 e presente in quest'ediz ...continue

    Per capire a fondo questo romanzo, pubblicato nel 1947, quindi immediatamente dopo la fine della guerra di liberazione, può aiutare la prefazione dell'autore, scritta nel 1964 e presente in quest'edizione Garzanti: "volevo combattere contemporaneamente su due fronti, lanciare una sfida ai detrattori della Resistenza e allo stesso tempo ai sacrdoti di una Resistenza agiografica ed edulcorata". A poco più di un anno dalla fine della Guerra mancava ancora una romanzo sui partigiani di montagna, mentre però la corrente di pensiero revisionista era già pesantemente all'attacco (l'Italia repubblicana ha le sue radici più profonde nel fascismo). E allora Calvino mette al centro della scena un gruppo di partigiani, visti con gli occhi di un bambino, fatta di storti, di reietti, ma che comunque ha scelto di combattere contro il fascismo non per un ideale astratto ("troschista") ma per "una spnta di riscatto umano, elementare, anonimo , da tutte le nostre umiliazioni"

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  • 5

    Calvino è geniale.

    Questo è un piccolo grande romanzo. Racconta vicende terribili con un linguaggio semplice, tagliente. Attraverso Pin un bambino adulto, cresciuto nella guerra, nello sporco, senza gli affetti della fa ...continue

    Questo è un piccolo grande romanzo. Racconta vicende terribili con un linguaggio semplice, tagliente. Attraverso Pin un bambino adulto, cresciuto nella guerra, nello sporco, senza gli affetti della famiglia, in cerca di amici che non trova, sempre pronto a “canzonare” gli adulti con le loro misere vite, eppure bisognoso di approvazione e per questo disposto ad accettare soprusi. Pin che personaggio! Lui si ribella, a modo suo, con la cattiveria; vorrebbe essere buono, ma non può, si deve difendere dagli altri bambini, dai grandi, dalla sorella; in cerca del Grande Amico incontra Cugino, il solitario gigante che odia le donne e alla fine si intravede un po’ di serenità.
    Non ci sono i buoni in questo racconto, solo cattivi che però stanno dalla parte giusta o sbagliata. Calvino sa come raccontare le storie, cattura l’attenzione, fa riflettere e pare che i personaggi, anche solo abbozzati con pochi tratti, siano vivi.

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  • 3

    Una narrazione secca, evocativa e poetica. Una prospettiva sulla Resistenza poco ideologica e commovente, se si fa eccezione per il capitolo "introspettivo" su Kim, così retorico da sembrare lo stralc ...continue

    Una narrazione secca, evocativa e poetica. Una prospettiva sulla Resistenza poco ideologica e commovente, se si fa eccezione per il capitolo "introspettivo" su Kim, così retorico da sembrare lo stralcio di un altro romanzo inserito per errore. Bello, comunque.

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  • 2

    Sono ingrata?

    Dispiace fare critiche quando si usufruisce di qualcosa gratuitamente ma non posso esimermi dall'essere onesta e sincera nelle mie recensioni, per quanto amatoriali esse siano. La mia critica va alla ...continue

    Dispiace fare critiche quando si usufruisce di qualcosa gratuitamente ma non posso esimermi dall'essere onesta e sincera nelle mie recensioni, per quanto amatoriali esse siano. La mia critica va alla lettura di Manuela Mandracchia più che al libro, del quale parlerò dopo questa mia digressione iniziale. Ho ascoltato questo romanzo mediante il podcast di Ad Alta Voce supportato dall'ebook di Mondadori e devo dire con molto dispiacere che ho trovato l'interpretazione della Mandracchia insopportabile. Già non mi aveva fatto impazzire nella lettura de Il buio oltre la siepe, ma il libro era talmente bello che riuscii a distrarmi dalle vocette odiose della lettrice...ma in questo caso temo che sia riuscita a rovinare del tutto l'apprezzamento che potevo avere della storia.

    Anche per quanto concerne Calvino ormai credo di poter affermare che non sia tra i miei scrittori preferiti, questo racconto non si può definire brutto e sicuramente è una storia adatta anche ai ragazzi, utile per far vivere loro un'esperienza letteraria di ciò che è stata la Resistenza, ma da un punto di vista alternativo e originale. Il piccolo protagonista, con tutte le sue attenuanti, non è riuscito a suscitare in me affezione e nemmeno altri personaggi della storia si sono distinti per simpatia; insomma, non me la sento di gridare al capolavoro e non mi sento nemmeno di consigliarne l'ascolto visto quanto ho trovato irritante la lettrice.

    D'altronde non si può amare tutto, non si può essere buonisti o generosi nel giudizio a prescindere e soprattutto non si può essere falsi, comunque citazioni che vale la pena riportare le ho trovate e ve le propongo.

    Citazioni:

    Gente che s'accomoda nelle piaghe della società, e s'arrangia in mezzo alle storture, che non ha niente da difendere è niente da cambiare. Oppure tarati fisicamente, o fissati, o fanatici. Un'idea rivoluzionaria in loro non può nascere, legati come sono alla ruota che li macina. Oppure nascerà storta, figlia della rabbia, dell'umiliazione, come negli sproloqui del cuoco estremista. Perché combattono, allora? Noia hanno nessuna patria, né vera né inventata.”

    “Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l'operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione. Io credo che il nostro lavoro politico sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l'uomo contro l'uomo.”

    “Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.”

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  • 4

    "la storia è fatta di piccoli gesti anonimi"

    La Resistenza di Pin. Orfano di madre, il padre imbarcato chissà dove. La sorella prostituta. Cresce troppo in fretta tra i vicoli e il carrugio. Troppo esperto delle cose del mondo per stare con i ba ...continue

    La Resistenza di Pin. Orfano di madre, il padre imbarcato chissà dove. La sorella prostituta. Cresce troppo in fretta tra i vicoli e il carrugio. Troppo esperto delle cose del mondo per stare con i bambini. Ancora troppo bambino per stare tra i grandi.
    Il suo sguardo disincantato e fanciullesco mi ha dato una prospettiva diversa - e meno cupa rispetto a Fenoglio - della Resistenza.
    Un bel racconto.

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