El senyor de les mosques

Per

4.0
(14427)

Language: Català | Number of Pàgines: 281 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , French , Italian , Polish , Russian , Swedish , Portuguese , Japanese , Greek , Galego , Czech , Farsi , Korean , Dutch , Estonian

Isbn-10: 8429749047 | Isbn-13: 9788429749045 | Data publicació: 

També disponible com: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Descripció del llibre
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  • 3

    Ho dato 3 stelle, si è un buon libro sicuramente ma la storia onestamente fino ai primi capitoli risulta, per quanto mi riguarda, abbastanza pesante e non mi ha preso molto. Comincia ad essere più bel ...continua

    Ho dato 3 stelle, si è un buon libro sicuramente ma la storia onestamente fino ai primi capitoli risulta, per quanto mi riguarda, abbastanza pesante e non mi ha preso molto. Comincia ad essere più bello nella parte finale.

    dit a 

  • 3

    Voto fra 2 e 3

    Non mi è piaciuto lo stile di scrittura di Golding. Mosso dalle altissime recensioni del libro mi sono avventurato all'interno del romanzo e sinceramente ho fatto fatica fino agli ultimi due capitoli, ...continua

    Non mi è piaciuto lo stile di scrittura di Golding. Mosso dalle altissime recensioni del libro mi sono avventurato all'interno del romanzo e sinceramente ho fatto fatica fino agli ultimi due capitoli, poi la storia si riprende parzialmente.

    SPOILER

    L'autore ha una visione molto pessimistica dell'uomo e delle relazioni sociali. A me, da inguaribile dolcione e romantico, mi piace sperare che i buoni vincano sempre sui cattivi e che ci sia un lieto fine.
    Mi è capitato di pensarlo anche per 1984 di Orwell. In ogni caso è interessante la lettura che può esser data del romanzo "Il signore delle mosche" parallelamente ai totalitarismi del 900 (per approfondimenti andate a leggervi la scheda del libro su wikipedia).

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  • 5

    Il signore delle mosche di William Golding

    LIBRO DEL MESE DI MAGGIO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11261-maggio-2016-il-signore-delle-mosche.html

    SINOSSI
    Le emozioni, in questo romanzo, ci sono tutte. Poi ci sono cora ...continua

    LIBRO DEL MESE DI MAGGIO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11261-maggio-2016-il-signore-delle-mosche.html

    SINOSSI
    Le emozioni, in questo romanzo, ci sono tutte. Poi ci sono coraggio, dolore e piacere. La protagonista è l'ombra. L'ombra da cui ognuno di noi cerca di fuggire, ma che poi ci prende. Ma cosa fare quando la tua parte nascosta finisce dentro il corpo della persona che ami? Forse, non resta che mollare le cime dal pontile e salpare verso la follia. E qual è la follia? Quella di ritrovarsi all'Inferno senza aver peccato? Oppure affidarsi a un sistema non strutturato per la presa in cura, che si affida alla tecnica, che non approfondisce e non si pone troppe domande? In questo romanzo il tempo sembra scandire la vita, ma il tempo qui non c'è. La vita ha un sapore magico e nella vita c'è qualcosa di più forte di tutte le emozioni e di tutti i sistemi, un amore, qualcosa che va contro la morte. Qualcosa che non muore.

    RECENSIONE
    In un'isola deserta, popolata solo da bambini, ci sono tutti gli ingredienti affinché l'umanità (che contemporaneamente sta mostrando il peggio di sé nel corso di un grossissimo conflitto) abbia una seconda possibilità, cosa c'è di più puro e semplice dei bambini?

    Invece così non sarà, Golding con il suo romanzo fa vedere come l'uomo in se sia intrinsecamente incline alla violenza e alla cattiveria, il branco, qualunque sia la specie che lo forma è sempre pericolosissimo. È quello che scopriranno a loro spese alcuni dei bambini sopravvissuti ad un incidente aereo, i quali dovranno imparare a sopravvivere e convivere, gettando le basi per una nuova forma di governo.

    La paura è l'ingrediente principale di questo libro, che a seconda delle persone può assumere forme diverse e in questo caso, per i bambini, prende subito le sembianze di una bestia. Ma Golding ci mette davanti ad un importante quesito: chi è la vera bestia?

    È un libro che non può lasciare indifferente il lettore, lo colpisce e lo lascia stranito, non si può fare a meno di simpatizzare con alcuni personaggi, come il povero Piggy (ennesima dimostrazione del fatto che l'intelligenza altrui fa sempre sentire insicuri, l'intelligenza verrà sempre ostacolata dalla violenza). L'isola delle mosche mostra uno spaccato della società ben lungi dall'essere falso... Appare evidente come l'autore creda che difficilmente l'uomo sarà in grado di migliorarsi, anche se già dall'infanzia si allontana dalla società e da quelli che potrebbero essere presi come cattivi esempi.

    Sta a noi tirare le somme: c'è ancora speranza per l'uomo?

    RECENSIONE A CURA DI CLAUDIA1221

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

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  • 3

    Mi è difficile recensire questo libro perché la trama è molto originale ma allo stesso tempo è noioso, mancano le caratterizzazioni di molti personaggi e la scrittura non è omogenea. Alcune volte i pe ...continua

    Mi è difficile recensire questo libro perché la trama è molto originale ma allo stesso tempo è noioso, mancano le caratterizzazioni di molti personaggi e la scrittura non è omogenea. Alcune volte i periodi sono lunghi e sofisticati altre brevi e poveri di contenuto.
    Mi ricorda la fattoria degli animali, il quale però ho trovato sublime in tutto.
    Rimane comunque un classico da leggere e da far leggere agli studenti.

    dit a 

  • 4

    Del 1952.
    Il simbolismo è decisamente facile da cogliere. Ed è molto molto inquietante. Però a sua volta questo libro è richiamato da altri e quindi necessario da leggere.
    L'ho letto in inglese e ho a ...continua

    Del 1952.
    Il simbolismo è decisamente facile da cogliere. Ed è molto molto inquietante. Però a sua volta questo libro è richiamato da altri e quindi necessario da leggere.
    L'ho letto in inglese e ho avuto difficoltà.

    dit a 

  • 2

    Storia di un soccesso senza apparente motivo

    Durante la lettura mi sono chiesto più volte come faccia questo libro ad essere tanto osannato e citato, poiché personalmente non ci ho trovato nulla di speciale.
    Forse io e Golding ci siamo conosciut ...continua

    Durante la lettura mi sono chiesto più volte come faccia questo libro ad essere tanto osannato e citato, poiché personalmente non ci ho trovato nulla di speciale.
    Forse io e Golding ci siamo conosciuti nel momento sbagliato, ma non è scattato il colpo di fumine... :)
    Voto: 2/5.

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  • 4

    Di solito sono di poche parole con i libri che mi sono piaciuti molto, anzi se un libro mi è piaciuto davvero tanto tendo a non scrivere niente. Sono veramente un'incapace a scrivere recensioni lunghe ...continua

    Di solito sono di poche parole con i libri che mi sono piaciuti molto, anzi se un libro mi è piaciuto davvero tanto tendo a non scrivere niente. Sono veramente un'incapace a scrivere recensioni lunghe e complesse sul motivo per cui un determinato libro mi sia piaciuto e quindi preferisco stare zitta.
    Il Signore delle Mosche rappresenta però un'eccezione alla regola. Ah! Starete pensando voi, le è piaciuto così tanto da farle scrivere una recensione positiva e lusinghiera?
    Ovviamente NO, poveri ingenui.
    Il Signore delle Mosche rappresenta un'eccezione perché, nonostante mia sia piaciuto, ci sono comunque delle cose che non mi hanno convinta del tutto e mi hanno costretta (purtroppo) a non mettervi cinque stelle.
    Prima di tutto, non sono riuscita a capire se lo stile del autore mi piacesse o meno: il libro passava da frasi complesse e descrizioni suggestive ed articolate a frasi di una semplicità allucinante, spesso nell'arco dello stesso periodo. Lo so perfettamente che tutto ciò è voluto anche per avvicinare il lettore al modo di pensare di un gruppo di bambini di dodici anni, ma non posso dire che l'effetto finale mi abbia entusiasmato.
    Ci sono alcuni periodi non particolarmente scorrevoli ma sinceramente non so quanto questo sia colpa di Golding e quanto della traduzione italiana. L'unica cosa che davvero so per certo sia colpa del autore è l'uso eccessivo della parola "orgasmo": anche qui, lo so perché viene ripetuta così spesso ma sinceramente alcune volte è stata utilizzata decisamente fuori contesto.
    Ora, la critica vera che voglio fare a questo libro è un'altra: vi è una assoluta mancanza di caratterizzazione di tutti i personaggi secondari.
    I quattro personaggio principali della vicenda (almeno i quelli la cui simbologia e il cui ruolo è ben definito nella narrazione) sono Ralph, Jack, Piggy e Simon. Tolti questi quattro il lettore si trova a vagare in un elenco di nomi appartenenti a personaggi senza volto e senza personalità. C'è Bill, Roger, Robert, Maurice... tutta gente che viene continuamente citata nel corso della narrazione ma che per me potrebbero essere tutte la stessa persona. Ok, Sam ed Eric si riconosco perché sono gemelli, di Roger sappiamo che è il braccio destro di Jack ma capirai!
    Ammetto che non ho ancora capito da dove siano spuntati Bill e Robert, improvvisamente me li sono trovati citati davanti mentre il narratore ne parlava come se fossero personaggi noti e stranoti.
    Forse sono solo io, forse ho letto il libro troppo velocemente e non ho colto la presentazione e descrizione di questi personaggi, sta di fatto che la sensazione che mi ha lasciato questo libro è dei quattro protagonisti archetipici che vagano in mezzo ad una folla di comparse senza arte ne parte.
    Sorvolando su questo, Il Signore delle Mosche rimane un "must read" e la vicenda e il messaggio sotteso non vine particolarmente intaccato dalla mancanza di cui sopra. Sarei veramente curiosa di leggere un altro libro di Golding.

    dit a 

  • 4

    Dei ragazzini finiti su un'isola sperduta cercano di ricreare l'organizzazione della società da cui provengono ma col tempo prevarrà la legge del più forte. L'uomo lontano dalla civiltà torna animale ...continua

    Dei ragazzini finiti su un'isola sperduta cercano di ricreare l'organizzazione della società da cui provengono ma col tempo prevarrà la legge del più forte. L'uomo lontano dalla civiltà torna animale predatore. Il potere preso con la forza anziché con la democrazia non porta a niente di buono. Mi è particolarmente piaciuto il finale dove si passa dall'ansia alla commozione.

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