El sueño eterno

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Publisher: Alianza Editorial

4.1
(2505)

Language: Español | Number of Pages: 238 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Italian , French , Chi simplified , Greek , Portuguese

Isbn-10: 8420672319 | Isbn-13: 9788420672311 | Publish date: 

Translator: José Luis López Muñoz

Also available as: Paperback , Others , Softcover and Stapled , Hardcover

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Publicada en 1939, El sueño eterno supuso la fulgurante irrupción de Raymond Chandler (1888-1959) en el ámbito de la novela negra. Tomando como modelo en muchos aspectos a Dashiell Hammett, principalmente en la concepción de esta clase de relatos como reflejo y crítica de una sociedad más que como propuesta de acertijo o enigma a resolver, Chandler inició con su apuesta por su detective Philip Marlowe, con su inconfundible sentido del humor, una de las vetas más ricas del género. En «El sueño eterno» -novela repleta de nervio y de ingeniosos diálogos- es un caso de chantaje el que lleva a Marlowe a asomarse a las alcantarillas de una sociedad en apariencia espléndida.
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  • 4

    Il grande inizio

    Difficile dare un parere su un libro e su un autore che è stato il creatore di un genere letterario. Ovviamente a Marlowe si sono ispirati altri autori per creare il loro protagonista e forse molti al ...continue

    Difficile dare un parere su un libro e su un autore che è stato il creatore di un genere letterario. Ovviamente a Marlowe si sono ispirati altri autori per creare il loro protagonista e forse molti altri ispireranno a lui. Molti potrebbero trovare la lettura lenta ma contate che questo libro è stato scritto negli anni '30, però io vi consiglio di leggerlo e di immaginare le scene in bianco e nero.

    said on 

  • 4

    Questa roba l'ha inventata lui negli anni trenta. Efficace e letale come un proiettile.
    Detective tormentato e attratto dell'orrore più che dal denaro, lettori attenti notano che Dylan Dog è Marlowe c ...continue

    Questa roba l'ha inventata lui negli anni trenta. Efficace e letale come un proiettile.
    Detective tormentato e attratto dell'orrore più che dal denaro, lettori attenti notano che Dylan Dog è Marlowe con i mostri, per dire.

    said on 

  • 3

    C'è di meglio …

    Un classico del genere “hard-boiled” che parte bene ma che poi si sviluppa in maniera che ho giudicato troppo prevedibile ricalcando stereotipi noti a cominciare dall'investigatore Philip Marlowe , t ...continue

    Un classico del genere “hard-boiled” che parte bene ma che poi si sviluppa in maniera che ho giudicato troppo prevedibile ricalcando stereotipi noti a cominciare dall'investigatore Philip Marlowe , tanto duro ed indistruttibile da riuscire persino a freddare un uomo con le mani ammanettate dietro la schiena .
    Insomma , tre stelle di stima ma il mio primo incontro con uno uno scrittore piuttosto famoso come Richard Chandler rischia di essere anche l'ultimo.

    said on 

  • 3

    Ma come? Una come te non ne sa niente di hard boiled?
    Eggià. Mi intendo più di hard che di boiled (see vabbè, questa era facile), ma era ora di leggere Chandler.
    E fu così che scoprii, scopersi, scop. ...continue

    Ma come? Una come te non ne sa niente di hard boiled?
    Eggià. Mi intendo più di hard che di boiled (see vabbè, questa era facile), ma era ora di leggere Chandler.
    E fu così che scoprii, scopersi, scop... insomma ho scoperto che:

    - da come uno fuma, potrai intuire il suo stato d'animo;
    - quando una donna fuma, è perchè vorrebbe scoparsi Marlowe;
    - tutte le donne fumano;
    - tutti gli uomini pure;
    - probabilmente anche gli uomini vorrebbero scoparsi Marlowe;
    - gli uomini che vorrebbero scoparsi Marlowe sono definiti checche o invertiti;
    - Marlowe è uno che, se deve passare un pomeriggio chiuso in macchina per le sue indagini, lo fa aiutandosi con mezzo litro di whiskey;
    - Marlowe è l'uomo che non deve chiedere mai;
    - Marlowe è il papà di Chuck Norris!

    Ecco, ora so cos'è un hard boiled.

    Si ringraziano Barbara per la lezione e Daniele per il suggerimento :o)

    said on 

  • 4

    Un classico

    Un Marlowe “tutto d’un pezzo” che, con la sua ormai celebre e personale filosofia di vita, è entrato nella storia del noir americano e mondiale. E’ un classico: si percepisce il clima sociale degli An ...continue

    Un Marlowe “tutto d’un pezzo” che, con la sua ormai celebre e personale filosofia di vita, è entrato nella storia del noir americano e mondiale. E’ un classico: si percepisce il clima sociale degli Anni Trenta (il romanzo è del 1939), mentre lo stile di scrittura di Chandler è “una bellezza” per il lettore, anche dopo più di settant’anni.

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  • 4

    Ho trovato questo libro paradossale: se da una parte il romanzo è moderno e facilmente adattabile ai nostri tempi (eh no! E' del 1939! Zan zan!), dall'altra invece lo trovo figlio dei suoi tempi e la ...continue

    Ho trovato questo libro paradossale: se da una parte il romanzo è moderno e facilmente adattabile ai nostri tempi (eh no! E' del 1939! Zan zan!), dall'altra invece lo trovo figlio dei suoi tempi e la Donna (intesa come 'genere femminile nel suo insieme') nella visione di Chandler è una povera demente che già è tanto se riesce ad allacciarsi le scarpe da sola e considerata ovviamente solo per gli aspetti fisici "cosce lunghe", "bellissime gambe", "una pupa bellissima", e via di questo passo, credo di aver reso l'idea! :D
    Insomma, non voglio issare bandiere femministe o che, però a volte certe scene gridavano *disagio* da tutti i pori!

    Veniamo al personaggio di Marlowe: A ME E' PIACIUTO. Un sacco!
    Sarà che il mio modello maschile/primo amore letterario/eroe a tutti gli effetti è stato Harry Bosch.. però a me i lupi solitari, che non hanno peli sulla lingua e che se ne fregano di tutto e tutti fann0 sciogliere :3
    Mi è molto piaciuto lo stile di Chandler, che ha saputo mostrarsi ora riflessivo, ora divertente e ancora, ora poetico. Alcune riflessioni son davvero belle!!
    Il caso.. Beh, diciamo che forse il genere hardboiled (pupe, bagnarola per 'macchina', ferro.. YEAH, FUCK YOU WE ARE GANGSTA!) non è proprio la mia cup of tea, ma qualche ora di intrattenimento è riuscito a darmela.. Chissà, se poi mi ritroverò gli altri volumi davanti magari li prendo pure :D

    said on 

  • 4

    Raymond Chandler negli anni Trenta scriveva racconti polizieschi per la rivista Black Mask. Nel '39 ne prese due, li rimaneggiò, li unì in un'unica storia, si inventò un protagonista tanto intelligent ...continue

    Raymond Chandler negli anni Trenta scriveva racconti polizieschi per la rivista Black Mask. Nel '39 ne prese due, li rimaneggiò, li unì in un'unica storia, si inventò un protagonista tanto intelligente e affascinante quanto pessimista e tormentato e venne fuori "Il grande sonno", primo romanzo della serie del detective privato Philip Marlowe (che al cinema sette anni dopo avrà il volto, la non esagerata altezza e la calma matura di Humphrey Bogart, ma che nel libro è un trentenne spilungone e talvolta impulsivo, che mentre leggevo immaginavo simile a Dylan Dog... e ammetto che quando poi ho saputo che Sclavi all'epoca s'è ispirato proprio a Marlowe mi sono sentita un genio, per qualche secondo).
    Su questo libro c'è troppo da dire, o forse tutto è già stato detto, quindi mi limiterò a buttare giù un modestissimo elenco delle molte cose che mi sono piaciute e a seguire di quelle (poche) che non mi hanno fatto impazzire.
    Prima cosa positiva: Marlowe (oh Marlowe). Figo totale. Carisma, senso pratico e solidi principi in un mondo cupo in cui la moralità è di rado in cima alla lista delle preoccupazioni della gente. Lingua tagliente («Gli occhi le si fecero tondi; sembrò sconcertata e si mise a pensare. La conoscevo da pochi minuti, ma avevo già capito che pensare sarebbe stato sempre una fatica improba, per lei.»), alcool e fumo, fumo e alcool («Tirai fuori la solita bottiglia, mi versai una buona dose di liquore e lasciai che il mio rispetto per me stesso andasse alla malora.»).
    Seconda cosa positiva: una Los Angeles autunnale scura, piovosa e fredda. Ambientazione perfetta per una storia di ricatti, di gangster e di dark lady.
    Terza cosa positiva: lo stile di Chandler. Diretto, quasi brutale, nei dialoghi, accurato nelle descrizioni, qua e là impreziosite da metafore deliziose. E quanto amo le metafore deliziose («I copertoni cantavano sull'asfalto umido della strada. Il mondo era vuoto e bagnato. [...] Fermai la macchina vicino al marciapiedi, spensi i fari e mi appoggiai al volante. Sotto gli ultimi strati di nebbia, la superficie del mare si ondulava e si increspava quasi senza rumore, come un pensiero che si sforzi di prender forma al margine della consapevolezza.»).
    Quarta cosa positiva: il realismo per cui alla fine non tutto è chiaro. Il caso "principale" viene risolto ma alcuni aspetti restano oscuri. Quel tale com'è morto? Boh, non si sa. Neanche Chandler lo sapeva. La vita vera è fatta di cose che non sempre capiamo del tutto, le soluzioni troppo complete e soddisfacenti hanno l'austera semplicità dell'invenzione piuttosto che le complicazioni irreali della realtà. Pare che questa cosa al momento della trasposizione cinematografica fece un po' impazzire il regista Howard Hawks e gli sceneggiatori (uno dei quali era Faulkner). Diavolo di un Chandler.
    Quinta cosa positiva: punchline da paura buttate lì come con noncuranza («I morti sono più pesanti dei cuori spezzati.»).
    Sesta cosa positiva: lo sportellino segreto nell'auto di Marlowe.
    Settima cosa positiva: la flemma del maggiordomo di casa Sternwood.
    E ce ne sarebbero altre di cose positive, ma taglio e vado a cosa non m'è piaciuto molto.
    Prima nota dolente: il caso su cui il detective deve far luce non è poi 'sta gran cosa, o forse non ho amato il fatto che se ne sovrappongano due/tre, che, sommato al mio problema per cui i gangster tendo a confonderli, mi ha mandato in confusione più di una volta.
    Seconda nota dolente: capisco l'epoca, capisco i toni da duro richiesti al narratore di un hard-boiled, capisco tutto, ma certe uscite omofobiche mi fanno comunque irrigidire.
    Per il resto capolavoro, nonostante le mie 4 stelline.

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  • 3

    Forse mi aspettavo troppo da un giallo classico come questo, ma anche se non mi sono annoiato ho trovato un po' tirata ed indisponente la figura del protagonista, e Marlowe ha finito col diventarmi li ...continue

    Forse mi aspettavo troppo da un giallo classico come questo, ma anche se non mi sono annoiato ho trovato un po' tirata ed indisponente la figura del protagonista, e Marlowe ha finito col diventarmi lievemente antipatico.
    Per contro, lo stile è piacevole e le descrizioni benché asciutte lasciano intravedere quello che poteva essere il fascino suburbano dei dintorni di Los Angeles quasi un secolo fa.

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  • 3

    Una cupa e corrotta Los Angeles degli anni trenta, bische clandestine, pornografia, omicidi, due splendide e pericolose dark lady, ricattatori e il protagonista, l’investigatore privato Philip Marlow ...continue

    Una cupa e corrotta Los Angeles degli anni trenta, bische clandestine, pornografia, omicidi, due splendide e pericolose dark lady, ricattatori e il protagonista, l’investigatore privato Philip Marlowe, determinato, solitario, cupo, rude, cinico che, tra un whisky e una sigaretta, con intelligenza, prontezza e metodi bruschi, risolve una vicenda ingarbugliata e complicata.

    Era da tempo che desideravo incontrarti, investigatore Marlowe, per me è stato un grande onore conoscere l'icona letteraria dell'hard boiled.
    Sei un personaggio complesso e sfaccettato, nonostante la scorza da duro, il sarcasmo, l'irriverenza, i modi scontrosi e brutali, sei intelligente, leale, forse addirittura un idealista, e un gran seduttore!
    Ma non amo il tuo mondo, dove l'azione prevale sul ragionamento e sulla trama, dove non ci sono indizi, non c'è suspense e la violenza e il crimine sono troppo realistici ed espliciti.
    Bye-bye investigatore Marlowe.

    said on 

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