El verano sin hombres

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Publisher: Anagrama

3.3
(264)

Language: Español | Number of Pages: 222 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Catalan , German , Italian , Swedish

Isbn-10: 8433975765 | Isbn-13: 9788433975768 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Cuando Boris Izcovich dijo la palabra «pausa», Mia Fredricksen, de 55 años, que llevaba casada treinta con Boris, enloqueció. Porque lo que deseaba su marido era una pausa en su matrimonio, después de treinta años sin adulterios de ninguna de las partes –aunque parezca increíble–, una hija encantadora que iniciaba su carrera de actriz y una relación entre ellos que había ido evolucionando desde el ardor guerrero de los primeros tiempos a la simbiosis casi telepática de los últimos. Hay que decir que la «pausa» de Boris es francesa, compañera de trabajo en el laboratorio –ambos son neurocientíficos–, joven y con buenas tetas. Pero la locura de Mia no fue más que una breve psicosis reactiva y a la semana y media la dejaron marchar de la clínica donde había sido internada. Estos son los prolegómenos del verano en que Mia regresa a Bonden, la ciudad de su infancia, donde aún vive su madre en una residencia para ancianas activas e independientes. Será un verano rabioso en lo personal y reflexivo en lo intelectual, porque Mia es poeta, con varios libros publicados. Alquila una casa, se relaciona con sus vecinos, una joven recién casada con dos niños y un marido que despierta en Mia sospechas de maltrato; y visita cada día a su madre, de más de ochenta años, y a su grupo de amigas, «los Cisnes», que son cinco –la mayor ya ha pasado los cien años y morirá en el curso del verano– y se mantienen activas, vivas e imbatibles. Recupera los recuerdos de su infancia y descubre algunos secretos de la femineidad de otras generaciones, como los tapices que borda en secreto una de los Cisnes, que esconden en bolsillos y pliegues ocultos escenas eróticas, blasfemas o acres burlas al mundo. Mia también dirige un taller de poesía con un grupo de estudiantes en el instituto de Bonden. Con la producción literaria de las adolescentes, la eclosión de su femineidad y sus crueles conspiraciones, las historias y las vidas de los viejos Cisnes y los incidentes del joven matrimonio, más su propia vida, Mia urde esta veloz y brillante comedia feminista de inesperado final...
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  • 4

    Noi che vorremmo esplodere

    In un fiume di rabbia o di gioia ma non abbiamo dove andare": e invece Mia lo trova un posto dove rifiugiarsi, dopo il tradimento del marito e trova anche il modo di guarire la ferita. Un libro bellis ...continue

    In un fiume di rabbia o di gioia ma non abbiamo dove andare": e invece Mia lo trova un posto dove rifiugiarsi, dopo il tradimento del marito e trova anche il modo di guarire la ferita. Un libro bellissimo, una penna autentica.

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  • 5

    Mia , la protagonista, después de treinta años de matrimonio, el marido le pide una Pausa,esa pausa es que tiene una amante compañera de trabajo treinta años mas joven que él.
    Mia tiene un ataque de l ...continue

    Mia , la protagonista, después de treinta años de matrimonio, el marido le pide una Pausa,esa pausa es que tiene una amante compañera de trabajo treinta años mas joven que él.
    Mia tiene un ataque de locura transitorio y para recuperarse se va a su pueblo natal donde vive su madre en una residencia de ancianas octogenarias independientes. El trato con estas originales mujeres y la compañía de su vecina Lola una joven madre de dos hijos con un marido violento la van centrando , volviendo a la realidad y distanciándose de su drama. Recuerda su vida adolescente al enfrentarse a un pequeño grupo de alumnas a las que intenta introducir en la poesía. Con todo este interesante material de personajes la autora
    analiza la psicología femenina con agudeza y sensibilidad a la vez que contrapone las características masculinas reflexionando sobre la conducta de su marido. Habla de las diferencias entre hombre y mujer con acierto. Daisy la hija del matrimonio intenta la reconciliación de sus padres y establece una muy buena relación entre las tres generaciones de mujeres que son el núcleo de la novela que sin ser “feminista” es marcadamente femenina..El final no es tan inesperado. Hay dibujos de la autora muy significativos. Es una buena novela , con estilo y bien traducida. Gustará a adultos con cierta cultura literaria por las muchas alusiones a autores mas o menos conocidos.
    Valencia 1 de Febrero de 2012

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  • 3

    Fa sempre piacere imbattersi in una scrittrice americana colta, anche se lo stile saltellante non mi è piaciuto particolarmente. Comunque è un buon libro e lo consiglio, soprattutto ad un pubblico fem ...continue

    Fa sempre piacere imbattersi in una scrittrice americana colta, anche se lo stile saltellante non mi è piaciuto particolarmente. Comunque è un buon libro e lo consiglio, soprattutto ad un pubblico femminile.

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  • 5

    L'estate senza uomini, per noi dai sentimenti contorti

    "Alcuni di noi sono destinati a vivere in una scatola da cui possono uscire solo temporaneamente. Noi dallo spirito dannato, dai sentimenti contorti, dai cuori bloccati, e dai pensieri repressi, noi c ...continue

    "Alcuni di noi sono destinati a vivere in una scatola da cui possono uscire solo temporaneamente. Noi dallo spirito dannato, dai sentimenti contorti, dai cuori bloccati, e dai pensieri repressi, noi che vorremmo esplodere, straripare in un fiume di rabbia o gioia o persino pazzia, ma non abbiamo dove andare, non abbiamo un luogo al mondo perché nessuno ci vuole come siamo, e non c'è niente da fare se non abbracciare i piaceri segreti delle nostre sublimazioni, l'arco di una frase, il bacio di una rima, l'immagine che si forma su carta o tela, la cantata interiore, il ricamo claustrale, l'oscuro e sognante merletto dal paradiso, dall'inferno, dal purgatorio o da nessuno dei tre, ma dobbiamo pur produrre qualche urlo e furore, qualche clangore di cembali nel vuoto."
    Basterebbe questo brano per rendere consigliabile la lettura di questo libro, ma vi ho trovato anche frasi come queste:
    "Mi resi conto che mia madre era un luogo, oltre che una persona."
    "Solo gli anziani conoscono la brevità della vita."
    "Tutti puzziamo di mortalità, è un odore che non si può lavare via. Non possiamo farci niente, se non, forse, metterci a cantare."
    "Una commedia dipende dal fermare la storia al momento giusto."
    Avrete già capito che mi è piaciuto tantissimo questo romanzo intenso, come piacciono i bei regali inaspettati.
    Siri Hustvedt racconta la storia di Mia durante un'estate a Bonden, un paesino remoto del Minnesota, e lo fa rivolgendosi apertamente ai lettori, chiedendone la complicità.
    La protagonista fugge da Booklyn e dal tradimento di Boris, suo marito da trent'anni, che le ha comunicato di aver bisogno di una "pausa". La Pausa è una giovane collega francese, e a Mia non rimane altro che cercare di ricostruire il suo Sé abbandonato e umiliato, cercando di separare i pezzi che ancora rimangono attaccati al marito, uno scollamento molto doloroso quando la condivisione è durata così a lungo.
    A Bonden Mia ritrova la madre, inserita nel gruppo dei cinque Cigni dell'Istituto dov'è ospite, e organizza un laboratorio poetico per sette adolescenti.
    Il romanzo si sviluppa quindi tra le tematiche di questi due estremi della vita, l'adolescenza e la vecchiaia, mentre Mia, dal suo punto intermedio più vicino ai Cigni che alle aspiranti poetesse, gioca un ruolo di catalizzatore che l'aiuta a porre una giusta distanza tra il momento presente e l'immediato, traumatico, passato coniugale.
    Il tempo è il vero protagonista di questo libro, il tempo che trasforma il corpo di bambine in quello di giovani donne, e che quello stesso corpo renderà fragile e a volte inconsapevole con l'avanzare degli anni. E' sempre il tempo che aggiunge disegno a disegno, ricamo a ricamo, spesso componendo "divertimenti segreti" come fa Abigail, cui si riferisce il primo brano, uno dei cinque Cigni, dalle insospettabili trasgressioni dietro l'apparente eleganza formale del suo vecchio e fragile corpo.
    Su tutto s’innestano conflitti e rapporti d'amore e d'amicizia, difficili da classificare e impossibili da sciogliere.
    Il libro è arricchito qua e là da piccoli disegni che mi hanno ricordato il manoscritto Ovoniche, e come quello, dà l'impressione di contenere qualcosa di diverso da ciò che è palese, e che viene voglia di indagare.

    Siri Usted è nata il 19 febbraio 1955 a Northfield, U.S.A., da genitori norvegesi. É sposata con Paul Auster, da cui ha avuto la figlia Sophie.
    http://sirihustvedt.net/

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  • 2

    Libro in cui c'è troppa carne sul fuoco: troppi argomenti, anche interessanti, ma che non hanno avuto modo di svilupparsi.
    Ho anche notato troppi divagamenti (poetici? Filosofici? Letterari? Metafisic ...continue

    Libro in cui c'è troppa carne sul fuoco: troppi argomenti, anche interessanti, ma che non hanno avuto modo di svilupparsi.
    Ho anche notato troppi divagamenti (poetici? Filosofici? Letterari? Metafisici?) che non aggiungono niente alla storia centrale. Anzi, la appesantiscono inutilmente.

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  • 4

    Woman Salad - 03 ago 14

    Una nuova, splendente, interessante entrata nella mia pur vasta biblioteca. Entrata autonoma, che ne avevo visto recensioni in giro per librerie. Scoprendo poi che l’esimia Siri è, anche, moglie di Pa ...continue

    Una nuova, splendente, interessante entrata nella mia pur vasta biblioteca. Entrata autonoma, che ne avevo visto recensioni in giro per librerie. Scoprendo poi che l’esimia Siri è, anche, moglie di Paul Auster. Ma per la lettura e per i suoi libri, questo è un dato assolutamente marginale. La bellezza di questo testo mi ha preso sin dalle prime pagine, dove, e finalmente, c’è una donna che parla da donna. In un’atmosfera che se fosse solo ironica, ricorderebbe quel bel ritratto della metà di niente della Dunne. Ma non è solo ironica, anche se c’è l’ironia. È dolente, è coinvolgente, è cat-tiva, è reale come la vita. Insomma, è bella e mi è piaciuta. Anche se l’io narrante non è nelle mie corde: Mia, una donna, intelligente, poetessa, colta, ma fragile, viene lasciata dal marito Boris, neuro scienziato, colto e stronzo, che si vuole prendere una “Pausa” (che nella fattispecie è una bionda francese), dopo trenta anni di matrimonio ed una figlia più che ventenne. Mia va in pezzi, tanto da finire per una settimana in un trattamento psichiatrico. Ne esce, ma deve ricostruire se stessa e la sua fiducia nel mondo. Per questo decide di andare nel “buen retiro” dove la madre sta invecchiando per gli ultimi suoi anni insieme a sue coeve amiche. E dove decide, di tenere un corso di poesia, cui si iscrivono sette fanciulle. Questa estate senza uomini è appunto la storia di questa estate passata a Bonden nel Minnesota, e dove (appunto) gli uomini sono solo lo sfondo della scena. Necessari ma se ne può fare a meno. Mia nel percorrere i suoi giorni, percorre anche tratti della sua vita. Ricerca le sue prime esperienze sessuali. Rafforza il legame con la figlia Daisy, aspirante attrice (che non sopporta la “Pausa” del padre). Conosce queste anziane signore, ed al-cune le accompagna altrove. Muore la vecchia Georgine di 102 anni. Muore la simpatica Abigail, che per tutta la vita ha fatto ricami a mano, con una perizia tale che, quando li spiega a Mia, le fa vedere le trame nascoste dei ricami. Dove compaiono suntuose e lascive scene di sesso e di eroti-cità. Discute con la madre il loro diverso rapporto con il padre morto alcuni anni prima. Anche lui con le sue “Pause”, ma che sempre tornava ed era accolto dalla madre. E soprattutto, la storia delle lezioni di poesia e scrittura creativa con le giovani adolescenti. Che Mia scruta, trovandole diverse dal se a quella età, diversa dalla figlia a quella età, ma con tanti punti in comune. Il branco che lotta, la “pecora nera” (cioè quella diversa, per una qualsiasi ragione) che viene sbeffeggiata, allontanata, con tantissima crudeltà (come non ricordare la crudeltà dei giovani di cui si legge nei giornali, che portano anche al suicidio le pecore nere prese di mira). Le discussioni poetiche (stupendo l’Haiku che cito in basso). Le discussioni sull’amore (non solo con le giovani, ma anche con le anziane amiche della madre, durante l’analisi di un libro di Jane Austen). Le crisi che Mia riesce ad indurre nelle giovani, e la catarsi che ne esce fuori. E quel riandare periodico da un lato all’ospedale psichiatrico ed alla dottoressa che la cura e la tira fuori di lì, e dall’altro ad episodi e momenti della vita con Boris. Finché la “Pausa” non molla Boris, e questi tenta (ci riuscirà?) di ri-conquistare Mia. Il tutto contrappuntato da uno scambio di mail anonimo con un mai scoperto in-tellettuale, che prima la prende in giro, poi si mette a discettare con lei di massimi sistemi (dalla letteratura a Kant). Ma il nodo è lì: Mia che si analizza, Mia che percorre la sua vita, Mia che deve decidere se dare una nuova possibilità a Boris, Mia con la figlia Daisy, Mia con la madre. Insomma, un TuttoMia molto intrigante. E ben scritto. Da leggere e commentare (sulle possibili declinazioni del finale). Intanto, e solo per finire, una sonora tirata d’orecchi ai curatori dell’edizione italiana, poco accurati. A pagina 96 si fa riferimento ad una citazione/episodio descritto precedentemente, indicandolo avvenuto a pagina 57. Peccato che il formato delle pagine cambi da edizione ad edizione, da originale a traduzione, e così via. Per cui, in questo libro, il riferimento andrebbe collocato come avvenuto a pagina 61. Insomma, che ci vuole ad essere attenti?
    “Ed io recitai la poesia di Ron Padgett ‘Haiku’: è stata veloce / intendo la vita.” (86)
    “Un libro è una collaborazione tra chi legge e ciò che si legge e, se tutto va per il meglio, quell’unione è una storia d’amore.” (135)

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  • 4

    Una storia femminile, che tocca i problemi delle adolescenti, delle giovani donne, della coppia, del bullismo, della violenza domestica, del tradimento, della crisi coniugale, della vecchiaia, dei pos ...continue

    Una storia femminile, che tocca i problemi delle adolescenti, delle giovani donne, della coppia, del bullismo, della violenza domestica, del tradimento, della crisi coniugale, della vecchiaia, dei posti segreti chiusi dentro di noi, della speranza, della gioia, del dolore, della fragile mente appesa a un filo. In alcuni tratti ho vissuto la sensazione del “troppo pieno”, per via degli innumerevoli riferimenti dell’autrice ad autori – di tutti i campi: letteratura, poesia, psicologia, filosofia – a me sconosciuti. Ci sono anche gli uomini, ma sono sullo sfondo e non ci fanno mai una bella figura. Mi è piaciuto il dialogo che ha instaurato con me, la sua lettrice. A un certo punto mi ha anche abbracciata. E io ho ricambiato.

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  • 4

    Avevo letto "Quello che ho amato" e mi era piaciuto molto, oltre che per la storia soprattutto per la scrittura originale e molto femminile.
    Questo libro è addirittura molto bello, peccato che sia cos ...continue

    Avevo letto "Quello che ho amato" e mi era piaciuto molto, oltre che per la storia soprattutto per la scrittura originale e molto femminile.
    Questo libro è addirittura molto bello, peccato che sia così breve, e conferma in pieno le doti della Hustevdt come scrittrice talentuosa e autenticamente femminile. Altro che moglie di Paul Auster, da anni mi sa che Auster è diventato il marito della Hustevdt.

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