Elegie duinesi

Di

Editore: Fabbri

4.5
(476)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000021537 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Franco Rella

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 5

    Meraviglioso!!! Le "Elegie duinesi" sono il canto all'esistenza umana e nello stesso tempo la tragica presa d'atto dell'insufficenza dell'uomo ad affrontare i grandi compiti dell'esistenza stessa. L'u ...continua

    Meraviglioso!!! Le "Elegie duinesi" sono il canto all'esistenza umana e nello stesso tempo la tragica presa d'atto dell'insufficenza dell'uomo ad affrontare i grandi compiti dell'esistenza stessa. L'uomo, per sua natura, ha memoria e coscienza del trascorrere del tempo e della propria fine e ciò lo rende inadeguato a percepire l'idea dell'infinito. Solo "L'Angelo" Rilkiano può vedere oltre questo limite e l'uomo a lui si rivolge, mostrando, cantando e dicendo della bellezza dell'esistere. Tutto è effimero e l'uomo, che non sia condizionato da una mente ridicolmente vacua, è evocato da Rilke con queste parole: "Di noi, i più effimeri. Una volta ogni cosa, soltanto una volta. Una volta e non più. E anche noi una volta. Mai più. Ma questo essere stati una volta, seppure una volta: essere stati terreni, non pare sia revocabile". Saranno solo parole. Ma le parole non sono solo un gioco e sono loro, e anche i silenzi che ne derivano, i prodotti meno effimeri della vita!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    e noi che la felicità la pensiamo
    in ascesa sentiremmo la commozione,
    che quasi ci atterra sgomenti,
    per una cosa felice che cade.

    Rilke ribalta lo sguardo, inverte la fisica e culmina nella felicità ...continua

    e noi che la felicità la pensiamo
    in ascesa sentiremmo la commozione,
    che quasi ci atterra sgomenti,
    per una cosa felice che cade.

    Rilke ribalta lo sguardo, inverte la fisica e culmina nella felicità: il punto omega, così come lo intendeva De Chardin e dunque indissolubilmente legato alla coscienza, è una caduta. Verrebbe voglia di giocare con Flannery O'Connor: everything that falls must converge. Non più una visione cristiana, non più la geografia dantesca, non più, insomma, tutta la tradizione letteraria, ma il suo contrario, che coincide con l'accettazione della propria natura: Rilke riscrive il mondo sensibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Terza Elgia

    Una cosa è cantare l'amata. Un'altra,ahimè,
    quel sottratto colpevole Dio-fiume del sangue.
    Quello che lei conosce di lontano, il proprio giovincello, che sa
    lui del signor della voglia, che dal solita ...continua

    Una cosa è cantare l'amata. Un'altra,ahimè,
    quel sottratto colpevole Dio-fiume del sangue.
    Quello che lei conosce di lontano, il proprio giovincello, che sa
    lui del signor della voglia, che dal solitario spesso,
    ancor prima lo plachi la fanciulla, spesso com'ella neppure esistesse
    ah, eiaculando chi sa mai da quale inconoscibile, quella testa di Dio
    sollevava, ridestando la notte a interminabile tumulto.
    Oh Nettuno del sangue, con quel suo orrendo tridente.
    Oh vento buio del suo petto a conchiglia ritorta.
    Odi la notte come s'inalvea e s'ingrotta. Voi, stelle,
    non è da voi che sgorga libido nell'amante per le parvenze
    della propria amata? Ei non deriva l'intima intuizione
    di quel viso puro di lei dal segno puro degli astri?
    Non tu, ahimè, non gli ha sua madre
    piegato in archi d'attesa le sopracciglia.
    Non al cospetto tuo, che lo sentivi fanciulla, al tuo confronto non
    si piegò il suo labbro a espressione più fertile.
    Sul serio pensavi d'averlo al tuo lieve apparire
    così ridotto in fremiti, tu che trascorri come brezza d'alba?
    E' vero, sì, lo atterristi nel cuore; ma più remoti terrori
    lo scoscesero in quell'urto toccante.
    Chiamalo... tu non lo richiami decisa da quella buia compagnia.
    Certamente lui vuole, si sottrae; alleviato si abitua
    al tuo cuore segreto e prende e dà inizio a se stesso.
    Ma si dette mai inizio?

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha colpito.
    Di quest'opera potrei elencare i soggetti e i temi trattati, ma alla fine mi ha lasciata perplessa e indifferente; dalle immagini vaganti e sospese nell'aria che i versi creano, esc ...continua

    Non mi ha colpito.
    Di quest'opera potrei elencare i soggetti e i temi trattati, ma alla fine mi ha lasciata perplessa e indifferente; dalle immagini vaganti e sospese nell'aria che i versi creano, escono degli aforismi suggestivi e degni di nota, ma la scrittura è - a mio avviso - confusionaria.

    ha scritto il 

  • 5

    gli angeli come ricongiungimento silenzioso e nascosto tra gli opposti poli della stessa sostanza che sia vita, morte, amore. terra o cielo. dall'alto del monte del nostro spirito un vigile soffio sul ...continua

    gli angeli come ricongiungimento silenzioso e nascosto tra gli opposti poli della stessa sostanza che sia vita, morte, amore. terra o cielo. dall'alto del monte del nostro spirito un vigile soffio sulla nostra coscienza, un lieve canto arcano che si scioglie negli occhi chiusi della notte. un sussulto e non sapere il luogo inconscio del nostro risveglio in un groviglio di mani che cercano di ricongiungersi ed intrecciarsi. un gesto d'amore del quale mai pentirsi.

    il nostro cielo nascosto di angeli: elegie in eterna lettura. se l'amore è retorizia, dunque... scopare, ubriacarsi, drogarsi, scrivere su feesbuk è più retorico della retorizia.

    ha scritto il 

  • 0

    Heidelberg, New York e alcuni amici

    I.
    Nel film "W.E. Edward e Wallis" una fanciulla di
    New York in una casa di New York di un profugo

    esteuropeo prende in mano un testo dalla libreria del
    profugo esteuropeo

    Beh, che libro è?
    Un libro d ...continua

    I.
    Nel film "W.E. Edward e Wallis" una fanciulla di
    New York in una casa di New York di un profugo

    esteuropeo prende in mano un testo dalla libreria del
    profugo esteuropeo

    Beh, che libro è?
    Un libro di Rilke. Lo prende, lo guarda, lo

    rimette giù.
    E' l'unica cosa bella del film.

    II.
    Io ho un'amica che dopo averlo visto ha
    detto: "dopo tutto è un bel film".

    Sì, dopo tutto il film cioè alla fine del film ti viene da dire bello.
    C'è un passo di Heine che suona grossomodo così:

    Heidelberg è una gran città, specie quando
    la guardi mentre te ne vieni via.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere le Elegie duinesi immersa nelle colline della Valpolicella con un calice di Amarone in mano (nulla di meglio per la meditazione), penso sia una delle esperienze più trascendenti che io abbia m ...continua

    Leggere le Elegie duinesi immersa nelle colline della Valpolicella con un calice di Amarone in mano (nulla di meglio per la meditazione), penso sia una delle esperienze più trascendenti che io abbia mai provato.
    Che altro aggiungere?

    ha scritto il 

  • 5

    ...
    Credi davvero che l'abbia scosso così il tuo apparire
    leggero, tu, che vai come la brezza del mattino?
    Certo gli turbasti il cuore, ma turbe più antiche
    si scaricarono in lui all'urto di quel tocc ...continua

    ...
    Credi davvero che l'abbia scosso così il tuo apparire
    leggero, tu, che vai come la brezza del mattino?
    Certo gli turbasti il cuore, ma turbe più antiche
    si scaricarono in lui all'urto di quel tocco
    Richiamalo...tu non puoi richiamarlo del tutto da
    oscura compagnia.
    Certo egli vuole, egli fugge; alleviato, si abitua
    all'intimità del tuo cuore..

    ha scritto il 

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